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PRS SE Custom 24: la MIA chitarra
PRS SE Custom 24: la MIA chitarra
di [user #47880] - pubblicato il

Decidere di rompere col passato e con i canoni del vintage apre una serie di possibilità per la personalizzazione di uno strumento. Lo racconta un nostro lettore con la sua Custom 24 "hot rod".
Chi vi scrive è un “vintaggiomane” fissato. Uno che ha sempre suonato Fender Stratocaster e Gibson SG, che le ha studiate nel dettaglio e che è sempre stato un fondamentalista. Uno di quelli che sbavano sulle chitarre vintage e storcono il naso quando la “tradizione” viene stroppiata anche minimamente. Per tanti anni sono stato così e questa cosa mi ha costretto a scendere a compromessi in tantissimi casi e a sopportare accordature ballerine, suoni sottili, action alte e via dicendo.
L’anno scorso, per qualche strano motivo, la vecchiaia ha cominciato a colpire anche me e mi sono avvicinato a generi musicali diversi. Da “bluesman hendrixiano” appassionato ho cominciato ad ascoltare generi più pesanti e ad apprezzare strumenti più moderni e accorgimenti diversi. L’evoluzione della specie mi ha colpito e ho cominciato ad “accettare” chitarre di stampo molto più moderno perché sostanzialmente ascoltavo metal ed era abbastanza fastidioso fare un dive bomb con la mia Road Worn 50’s Strat che perdeva l’accordatura o suonare i Metallica con dei pickup vintage AlNiCo III. Quindi ho adocchiato una Cort con pickup EMG e ponte Floyd Rose che mi ha stregato.
Il motivo semplicissimo e, secondo me, naturale è che una chitarra moderna tu la prendi e la suoni. Punto. Non c’è da accordare continuamente, non c’è da stare là a impazzire a cercare di togliere rumori di single coil e ronzii di mani di quando le togli dalle corde e non ci sono action da arpa perché tiri un bending e si strozza la corda. Niente. Corde rasoterra, niente rumori, sustain infinito e tanto divertimento.

Giocare però con questo strumento mi ha posto un grosso problema: è una chitarra molto violenta. Sebbene tu ci possa suonare quello che ti pare coi pickup EMG, mi mancavano quei suoni: il suono caldo e avvolgente di un pickup da Stratocaster e il croccante di un PAF di quelli tradizionali. Complice la mia laurea e il fatto che adesso mi arriva la posta indirizzata a un certo dottore che io non conosco ma che ha lo stesso mio nome e cognome, ho avuto a disposizione un po’ di fondi da investire un po’ su quello che mi pareva.
Inizialmente l’idea era stata quella di una Stratocaster più moderna. Alla fine bastava prendere una di quelle, a rigor di logica, con una tastiera più piatta, un ponte più moderno e meccaniche autobloccanti. Niente di più facile e lontano dalla realtà.
Presi una Vintera 50’s Mod Stratocaster della quale mi sono arrivati due esemplari entrambi estremamente lontani dall’essere uno strumento con il cartellino del prezzo da 1000 bomboloni. Mandati indietro di corsa.
A quel punto, scottato estremamente dalla Fender che mi aveva deluso da morire, decisi di andare su qualcosa di totalmente diverso, qualcosa di nuovo. Come alla fine feci con la Cort e mi trovai infinitamente bene.
La scelta cadde sulla PRS e volevo la più lussuosa e meravigliosa che potessi permettermi.
La SE Custom 24 Burled Ash mi ha stregato subito e, guarda caso, informandomi avevo anche scoperto che era costruita in Indonesia da una certa “Cor-Tek”. Cosa poteva trattenermi dal tirare il grilletto visto che avevo anche scoperto che era praticamente costruita dalla stessa gente che aveva fatto precedentemente la mia meravigliosa Cort? Fuoco alle polveri!

PRS SE Custom 24: la MIA chitarra

Quello che mi sono trovato di fronte, di base, era un legno degno delle chitarre meglio realizzate e più belle che io avessi mai visto. Il problema stava nell’elettronica e nell’hardware. Era ottimo anche in origine, per carità. Ma io sentivo che quella chitarra potesse dare estremamente di più.
Quella tastiera perfettamente rettificata poteva suonare meglio, quel top in frassino marezzato meritava veramente la “serie A” dell’hardware e dell’elettronica. Poteva veramente diventare la MIA chitarra. Quella definitiva. Perché, alla fine, non ero legato alla tradizione. Potevo farci quello che volevo. Non dovevo stare attento a rispettare delle regole, dei retaggi. Ero libero.

Così mi sono messo in cerca di un ponte che fosse migliore dell’originale tutto in zinco della PRS SE e che con mio sommo stupore ho appreso che zio Paul vende alla modica cifra di 150 bombolotti.
Non che fosse male. L’originale era un ponte semplicemente di buona fattura alla pari di un qualunque Wilkinson. Però, ripeto, io volevo la “serie A”, il top del top, la fantascienza. Così, cercando cercando, trovai questo artigiano di Hong Kong che ha questo meraviglioso marchio che si chiama Aumsen che realizza parti per chitarra in ottone, alluminio e acciaio. Tra le cose (poche purtroppo) che offre c’era questo meraviglioso ponte monoblocco in ottone proprio per PRS con le sellette in ottone e le viti pivot in acciaio. Bello, lucido, con una meravigliosa alternanza molto “posh” di cromature e dorature.
Inizialmente ero un po’ diffidente ma quando mi è arrivato è stato amore. La chitarra ha cominciato a risuonare come una campana e ha anche guadagnato un sustain infinito.

PRS SE Custom 24: la MIA chitarra

Il ponte era fatto. Ora mancava da risolvere il problema dell’accordatura che, per quanto accettabilmente stabile, non era congelata e a volte dovevo ritoccarla mentre suonavo.
Meccaniche e capotasto, ovviamente, erano i colpevoli.
Il capotasto originale della PRS è in grafite ed è di ottima qualità. Peccato che era formato estremamente male ed era fatto per le .009. Utilizzando le .010 Pyramid NPS la prima cosa da fare era sistemare lo spessore dei solchi. Poi aveva le corde molto incassate nel materiale e quindi ho abbassato la parte superiore del capotasto per tirare un po’ fuori le corde. Già così l’accordatura teneva molto meglio.
Poi mi sono messo in cerca di un set di meccaniche che fossero un ricambio “drop in”. Le alternative erano Grover Locking Mini Rotomatics, PRS SE Locking e Schaller M6 Mini. Scelsi le Grover perché mi sono sempre trovato bene con loro, Schaller avrei montato gli straplock a breve e sarebbe stato estremamente scontato montare le meccaniche PRS che secondo me sono estremamente superprezzate. Avevo tentato di montare delle Vanson ma i fori non combaciavano e andavano praticamente tutte storte. Quando poi mi sono arrivate le Grover, ce le ho buttate sopra e: miracolo! Sembra un Floyd Rose per quanto l’accordatura è congelata.

PRS SE Custom 24: la MIA chitarra

Per un po’ l’ho tenuta così. Mi ero promesso di mettere mano all’elettronica appena avessi potuto. L’elettronica originale, pickup compresi, non era male, almeno a primo impatto. Ma ancora: io volevo la fantascienza. Non aveva senso avere una chitarra “personale” con due semplici humbucker generici. Non che suonassero male, ma non erano i miei. Erano due humbucker AlNiCo V come quelli che stanno sulla gran parte delle chitarre elettriche e a me mancava fottutamente il suono del manico della Stratocaster quando suonavo blues. Così mi sono ricordato di una mia vecchia amicizia, un nobile e bravo artigiano italiano che fabbrica pickup: Alberto di Dreamsongs Pickups.
Con lui si è discusso e si è deciso di creare un set ad-hoc costituito da un humbucker PAF AlNiCo II per il ponte e un pickup al manico particolare che fa lui che è un humbucker la cui bobina “master” è un pickup da Stratocaster. Il risultato è che splittato è a tutti gli effetti un pickup da Stratocaster. Me lo sono fatto fare con le specifiche di un late 60’s grey bobbin per avere un suono caldo, avvolgente e non troppo delicato, anche per non sfigurare con l’humbucker al ponte.
Coronamento del sogno sono state tutte le viti color oro e le cover nickel silver che si sposano perfettamente con l’alternanza dei colori del ponte.

PRS SE Custom 24: la MIA chitarra

A tutta questa meraviglia c’era solo da affiancarci un’elettronica ugualmente fantascientifica. Così ho scelto un paio di potenziometri CTS DPDT da 500K logaritmici per splittare entrambi i pickup indipendentemente dei quali, quello al manico, l’avrei cablato al contrario per farlo funzionare normalmente come single coil; un selettore a tre posizioni Goeldo con tutta la “contatteria” placcata oro; un jack PureTone placcato oro con doppi contatti sia per la massa sia per il segnale; un condensatore da 180pF per il treble bleed come insegna zio Paul e un condensatore da scarsi 7nF al tono per avere un taglio solo sulle alte frequenze lasciando nel segnale le medie. Il tutto poi l’ho collegato con cavo d’argento da gioielliere da 0.80mm tranne che per il jack al quale va un cavo schermato microfonico Sommer.

PRS SE Custom 24: la MIA chitarra

Il risultato è l’Enterprise delle chitarre. Il suono è il più limpido e preciso che io abbia mai sentito, mordente quando serve ma allo stesso tempo caldo e avvolgente.
Tirando le somme il pickup al manico è caldo, nasale e blues come il pickup al manico di una Stratocaster e in modalità humbucker tira fuori un suono molto vellutato, caldo e avvolgente di un pickup adatto al jazz. Al ponte invece ho il suono di una SG con il quale riesco a fare rock, hard rock e metal: un suono croccante, aggressivo e penetrante sebbene assomigli più al suono di un single coil che al suono di un humbucker. Splittato assomiglia al ponte di una Stratocaster con il quale posso fare rock n roll e surf rock. Alberto di Dreamsongs mi aveva detto che l’AlNiCo II al ponte splittato non avrebbe suonato granché e mi sconsigliava proprio di farlo con i cinque cavi per lo split. Ma io tengo la capa tosta e infatti a me piace tantissimo.
Poi ci sono tutti i suoni di mezzo che sono meravigliosi. Speravo di avere qualche posizione di mezzo della Stratocaster ma alla fine sembra più simile al centrale della Telecaster. Poco male. Suona ugualmente in maniera incredibile.

A conti fatti adesso ho la MIA chitarra, diversa da tutte le altre e "custom" non solo nel nome. Questa è la soddisfazione più grande. Non sento più il bisogno di essere legato a una Stratocaster o a una SG come una volta. Ho tutto là e in buona parte l’ho fatto e progettato io.
Se solo l’avessi fatto prima, a saperlo.
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di Merkava [user #12559]
commento del 24/11/2020 ore 11:09:50
Complimenti! Ho fatto acquistare a tantissimi miei studenti la chitarra come la tua.
Ho una domanda: io ho una PRS Custom 24 americana, puoi dirmi che ponte monta? E' lo stesso tuo? Puoi pubblicare il link al costruttore del ponte che hai acquistato? Sono un fissato dei ponti, sulle mie fender e gibson ho callaham e sulla epiphone gotoh.....
Non che senta una mancanza sulla PRS ma se puo' essere migliorata....perche' no?
Saluti
Rispondi
di MuddyWaters [user #47880]
commento del 24/11/2020 ore 11:40:22
Il ponte della PRS americana è un ponte proprio PRS che è identico a questo che ho montato io se non fosse per il fatto che non è un monoblocco. Quello PRS viene venduto come ricambio alla bellezza di 450$ se non sbaglio. Quello che ho montato io è questo: vai al link

Non ti posso assicurare però sull'allineamento dei fori perchè semplicemente non ho provato. Ad occhio posso dirti che sulla SE sono un pelino pelino più larghi dell'originale. In teoria dovrebbero essere a spaziatura USA. Fino a che però uno non prova non si può sapere. Sulla mia va perfettamente anche se i fori sono allineati solo al 99%.
Rispondi
di nls [user #39288]
commento del 24/11/2020 ore 19:20:29
Potrei sbagliarmi, ma mi pare che i ponti PRS siano prodotti da mannmade! (Marca supercostosa di hardware ammerregana)
Rispondi
di MuddyWaters [user #47880]
commento del 24/11/2020 ore 20:17:1
Infatti è così. Però è pure vero che l'ottone è ottone e l'acciaio è acciaio. :) Mann è quello che ha inventato il design del ponte PRS. Però lo vende pure PRS come ricambio alla bellezza di 450 bombolotti.
Rispondi
di MM [user #34535]
commento del 24/11/2020 ore 14:30:16
Hai fatto un ottimo lavoro, complimenti.
Rispondi
di MuddyWaters [user #47880]
commento del 24/11/2020 ore 15:37:50
Grazie mille!
Rispondi
di Bob67 [user #33904]
commento del 24/11/2020 ore 14:52:40
Ciao da possessore di una Prs custom 24 vi posso confermare che e' uno strumento eccezzionale ! Ciao
Rispondi
di MuddyWaters [user #47880]
commento del 24/11/2020 ore 15:38:03
Assolutamente! Innamorato perso.
Rispondi
di Kapa [user #22968]
commento del 24/11/2020 ore 15:24:27
“Grazie alle mie due lauree” 🤦‍♂️
Rispondi
di MuddyWaters [user #47880]
commento del 24/11/2020 ore 15:38:10
nchessenso?
Rispondi
di Gigibagigi [user #49591]
commento del 24/11/2020 ore 16:07:58
X-D
Rispondi
di RedRaven [user #20706]
commento del 24/11/2020 ore 16:05:28
Bella è bella, non so cosa ne pensi Mr Smith delle modifiche, dato che lui è uno che le cose le sceglie con cognizione di causa e non "perchè si è sempre fatto". Ho una McCarty arrivata con simili modifiche: ponte tonepros più massiccio, pickup Lollar. Per i pickup non mi esprimo, tanto l'originale aveva dei Seymour Duncan. Il ponte più massiccio inizialmente mi piaceva di più, è più corposo e con sustain MA alla lunga ho preferito l'originale più twangy. Ovvero, sono tornato sull'idea che aveva chi l'ha disegnata, in termini di suono. Non è solo meglio o peggio, ma cosa vuoi.
Rispondi
di MuddyWaters [user #47880]
commento del 24/11/2020 ore 16:07:14
E chi se ne frega di cosa pensi zio Paul? Le chitarre le dobbiamo suonare noi... mica zio Paul! :D
Rispondi
di RedRaven [user #20706]
commento del 24/11/2020 ore 16:20:37
gli stai dando qualche migliaio di euro dicendo "so che sai fare chitarre ottime". Lui risponde "ho sperimentato ponti di ogni tipo ed ho scelto questo", non so se mi spiego. Non è che sia "fatto male" o "al risparmio" ma c'è dietro una scelta precisa. Io la capisco così.
Rispondi
di Gigibagigi [user #49591]
commento del 24/11/2020 ore 16:11:12
Ma... il ponte l'hai installato tu? In tal caso, come hai fatto a serrare le viti tutte all'altezza giusta?
Rispondi
di MuddyWaters [user #47880]
commento del 24/11/2020 ore 16:12:49
Mann dice di appoggiare il ponte al corpo e regolare le viti con un chiavino esagonale da 2mm tra la vite e la base del ponte. Portate tutte a 2mm si alza il ponte per incastrarlo negli slot.
Rispondi
di edgar587 [user #15315]
commento del 24/11/2020 ore 20:39:41
Un annetto fa ho trovato anche io una custom se, dell'edizione di metà anni duemila, con segnatasti a luna crescente e top piatto (come una peavey o una music man, per intendersi). Non è stato solo togliersi uno sfizio, è stato come trovare un attrezzo alternativo e che possa essere allo stesso tempo quello principale, visto che in genere porto la ormai fida telecaster. Si è rivelata comoda, immediata, vogliosa di essere suonata e dalle timbriche perfette, oltre ad avere estetica sexy, con quel suo piglio classoso e moderno
Rispondi
di JoeManganese [user #43736]
commento del 24/11/2020 ore 21:44:43
La chitarra è splendida. Forse tutto quell'oro mi ricorda la chitarra di Scarface
Rispondi
di frankpoogy [user #45097]
commento del 24/11/2020 ore 23:25:27
Complimenti, la trovo molto bella!

Mi piace molto anche l'idea della sostituzione di componenti su un ottimo strumento come il tuo,di una fascia di prezzo non economica (per la quale si porrebbe il dubbio se ne valga la pena), nè costosissima (per la quale si porrebbe il dubbio della perdita di valore qualora si ponesse in atto qualche modifica più invasiva).

Un saluto cordiale
Rispondi
di MuddyWaters [user #47880]
commento del 25/11/2020 ore 08:37:53
Voglio ringraziare tutti per i complimenti. Mi è molto più rapido farlo così complessivamente che uno alla volta. Grazie mille!
Rispondi
di elguitarron [user #8109]
commento del 25/11/2020 ore 10:16:50
Mi aggiungo anche io ai complimenti, anche perché trovare pace per noi chitarristi non è affatto semplice, per natura siamo insoddisfatti, ma tu mi sembri uno con le idee molto chiare.
L'unico dubbio che ho è sul pickup al manico, nel senso che su una 24 tasti si trova necessariamente più basso del corrispettivo singolo su una strato. Suonerà sicuramente bene anche così, ma non credo che suoni come il riferimento a cui ti sei ispirato, avrà necessariamente frequenze diverse...
Quanto si discosta?
Rispondi
di MuddyWaters [user #47880]
commento del 25/11/2020 ore 10:18:48
Molto, molto poco. Più che altro penso che quel poco di differenza dipenda dal fatto che c'è la bobina slave ed il campo magnetico sarà necessariamente un po' diverso da quello del singolo da stratocaster. Ma per il resto... fa quello che mi aspetto da un pickup da Strato, direi...
Rispondi
di BizBaz [user #48536]
commento del 25/11/2020 ore 10:47:42
Anche io ho una Custom SE 24 serie limitata, acquistata peraltro approfittando di una superpromozione (-400€). La cosa straordinaria di queste chitarre, per la categoria di prezzo, è la parte liuteristica, in particolar modo per come è realizzato il manico e come sono posati i tasti: la chitarra di fabbrica è perfettamente intonata lungo tutta la tastiera anche nei primi tasti, non ci sono assolutamente ronzii e scorrendo i bordi del manico non si avverte la più piccola asperità o imperfezione delle estremità dei tasti: questo perché avendo il manico abbastanza largo i tasti terminano leggerissimamente più all'interno e non sono a filo con il bordo del manico. Qualche giorno fa ero in negozio che espone tutto a portata di mano, quindi mi sono tolto lo sfizio di confrontare i manici di queste PRS SE (anche le standard sono fatte nello modo) con le "più blasonate" Fender (America e Messico) e Gibson: scorrendo il manico delle PRS non si avvertiva alcun difetto mentre qualche piccola "grattatina" si avvertiva sulle altre, anche Gibson con il binding.
Le meccaniche di serie sono di buon livello così come il ponte: l'unica cosa forse da rivedere è la qualità dei componenti dell'elettronica, soprattutto il selettore che è abbastanza economico. La leva del vibrato non è a vite e tende a "penzolare" ma basta avvolgerla con un po' di teflon.
E' un'ottima base di partenza se si vogliono fare modifiche ma anche così com'è a me va più che bene.
Sul mercato dell'usato le SE si comprano a prezzi abbastanza stracciati per quello che valgono.
Rispondi
di fenderpassion61 [user #13902]
commento del 29/11/2020 ore 07:23:07
La durezza della leva se vuoi si puó regolare. C'é una piccola vite a brugola nel retro del ponte. Agisce sulla boccola in teflon in cui si inserisce la leva. La stringi e passa la paura.
Rispondi
di BizBaz [user #48536]
commento del 29/11/2020 ore 10:31:55
È vero, non me ne ero accorto (la uso pochissimo). Grazie mille
Rispondi
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