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Gear: la Flop Ten di una vita - Parte 1
Gear: la Flop Ten di una vita - Parte 1
di [user #50760] - pubblicato il

Dopo la Top10 romantica, pubblicata un paio di settimane fa, per bilanciare la situazione occorreva una classifica delle delusioni rimediate in 30 anni di scambi e acquisti compulsivi.
Per chi se la fosse persa, a questo link la Top10 romantica.

Ecco dunque il mio cahier de doléances riguardo al quale va fatta una premessa essenziale: la quasi totalità di questi strumenti non faceva schifo per niente, anzi. A fregarmi è stata quasi sempre la mia inesperienza. Cioè gli strumenti di cui leggerete - questa volta non soltanto chitarre ma anche amplificatori o effetti - spesso non sono stato capace di utilizzarli secondo le mie esigenze oppure, in qualche caso, mi ero fatto di essi un’idea sbagliata. Non a caso molti di questi acquisti-flop sono delle “prime volte” che risalgono agli anni '90, quando io suonavo da poco (e, mirabile dictu, persino peggio di oggi!). Particolare non trascurabile, l’epoca delle videorecensioni e di YouTube era ancora di là da venire e le fonti di informazione erano poche e non facilmente accessibili. Cominciamo!

10) Rickenbacker 620/12
Se la mia prima Rick, una 330 del ’91, difettava di versatilità, mi ci volle davvero una buona dose di scempiaggine per scambiarla con una 620/12. Dodici corde su una tastiera minuscola e un suono solo, per quanto magico. Non è che il fallimento fosse difficile da prevedere, solo che mi ero infatuato allo stesso modo in cui un settantenne della bassa padana può perdere la brocca per una cubista di Santo Domingo. Avete presente? Chissà, magari sarà amore per sempre eh, ma diciamo che le premesse sono sospette. Infatti durò poco: la splendida 620 rimase in custodia per un po’... Poi, visto che non suonavo né i Beatles né i Byrds, la nostra separazione fu consensuale e senza strascichi legali.

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Che chitarra la Rickenbacker 620 Fireglo... Certo però che richiede di essere utilizzata nel giusto contesto 

9) Gibson Les Paul Traditional
Qui il carico delle aspettative era alto, complice un caro amico che insisteva nel consigliarmela “perché non ha le camere tonali e poi, sai, i ’57 hanno quel suono chiaro che piace a te”. E quindi la comprai nuova, ordinandola di un bel cherry burst: un paio di mesi di attesa che gonfiarono il carico di aspettative. Bello strumento, sia chiaro. Ma del “suono chiaro” non trovai traccia. A me pareva sempre gigantesco e gonfio come un soufflè al caramello. Ho capito col tempo che gran parte della responsabilità era da ricercare nel mio modo di regolare l’equalizzazione sull’ampli e nella mia scarsa propensione a usare il volume della chitarra (che all’epoca tenevo sempre a 10).

8) Roland Dac-10
In assoluto il mio primo amplificatore. Che volete dirgli, era un piccoletto a transistor pensato per il jazz: quello che doveva fare lo faceva benissimo. Ma che ne sapevo io? A quindici anni pensavo che bastassero una chitarra e un amplificatore qualsiasi per ottenere i suoni del Black Album e di Countdown To Extinction. Imparai a mie spese che non è così (che scuola di vita la GAS, guai a chi la demonizza). Il piccolo Roland aveva un suono davvero dolce e molto definito ma il gain non era proprio cosa sua...

7) ... ed è proprio per ovviare alla mancanza di distorsione del Dac-10 che acquistai una Ibanez “Tank” Thrash Metal. I Tank erano pedali economici, piccoli gusci di plastica dalla forma peculiare. Fu cocente la delusione quando misi il pedale davanti al Roland ottenendo solo fischi e ronzii. La colpa? Tutta mia. Con il tempo avrei imparato a eseguire un palm muting decente e persino a regolare un pedalino, ma nel frattempo il piccolo Ibanez sarebbe volato verso altri lidi.

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La pedaliera G1 Korg ToneWorks. Ero convinto che mi avrebbe condotto nel paradiso delle distorsioni, invece fu un mezzo inferno

6) Korg ToneWorks G1
Siamo nell’autunno del 1995 e questa piccola pedaliera rossa che campeggia in un piccolo stand a SHG (quell’anno all’Hotel Quark di Milano) diventa il mio regalo per i 18 anni. Non è propriamente un multieffetto, potremmo definirlo un distorsore digitale multifunzione, che comunque offre anche delay e autowah abbinati a diversi stadi di gain. Anche in questo caso, il problema non è lo strumento in sé ma le aspettative che mi ero fatto. Senza la chitarra giusta (avevo una simil-Strat coreana, precisamente una Maison) e senza l’ampli giusto (era sempre il Roland Dac-10 di cui sopra), le speranze di ottenere suoni che fossero anche solo lontani parenti di Hetfield e di Mustaine sarebbero rimaste frustrate.

E si conclude qui la prima parte della Flop Ten. Ma non temete perché, come direbbe qualcuno che ci è molto caro, ne ho in serbo altre fortissime! Ora vi aspetto nei commenti per leggere dei vostri flop, di quelle delusioni inimmaginabili dovute non per forza alla scarsa qualità dello strumento, ma (come spesso è successo a me) all'inesperienza. E, se qualcuno ha posseduto qualcuno degli strumenti inclusi in questa prima parte della Flop Ten, ci racconti la sua impressione.
amplificatori per chitarra chitarre elettriche curiosità effetti singoli per chitarra
Link utili
La Top Ten romantica
SHG Music Show
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di LeoPol [user #52641]
commento del 07/05/2022 ore 12:48:59
Anche il mio primo distorsore, e primo pedale in assoluto, è stato il Trashmetal! Messo davanti ad un Marshall MG 10W monocanale... praticamente un distorsore davanti ad un distorsore :) anche io non avevo la minima idea di cosa stessi facendo, di fatti ci ho combinato poco, ma li ho ancora tutt'e due!
Rispondi
di Fabio Cormio [user #50760]
commento del 07/05/2022 ore 13:36:14
Grande! Pare che gli Ibanez della serie Tank siano stati rivalutati con il tempo! Il tuo lo usi ancora?
Rispondi
di LeoPol [user #52641]
commento del 07/05/2022 ore 17:59:04
Veramente no, è abbandonato in un armadio... però potrei prendere spunto dal tuo articolo per dargli una seconda chance!
Rispondi
di Arch [user #51394]
commento del 07/05/2022 ore 15:04:
Mi hai fatto tornare alla mente quando chiuso nella mia cameretta armato di Ibanez Gio e amplificatore Ibanez 15w transistor (classico per lo studio in casa) compravo e rivendevo pedalini su pedalini cercando anche io di emulare il suono di Hetfield. Poi sono passato alla fase Gilmour e arrivò la strato ma sempre abbinata al 15w Ibanez. Il Big Muff che feci "moddare" in green sovtek fu una delusione totale. Col tempo ho capito che la fava ero io e che partivo molto male per cercare un sound anche solo decente.
Però, come dici tu, la GAS serve eccome. Penso sia impensabile (dal mio punto di visto per carità) comprare subito chitarra e ampli perfetti. Bisogna comprare e rivendere, testare a lungo, ricomprare e rimpiangere. Poi, forse, arriveremo almeno ad un mezzo obiettivo.
Rispondi
di redfive [user #41826]
commento del 07/05/2022 ore 19:32:17
Il mio primo ampli è stato il dac-15 XD.. che ricordi!!!
Rispondi
di Nun_So_Capace [user #24540]
commento del 07/05/2022 ore 20:28:28
Il mio primo ampli???? Jack nell’ingresso microfono del CantaTu. C’è qualcuno che ha fatto peggio???
Rispondi
di MAURIZIO [user #49375]
commento del 07/05/2022 ore 21:30:24
Suonavo la mia prima chitarra elettrica collegandola al giradischi. Poi alla tastiera di mio fratello (una Elgam tipo Hammond con ingresso jack). Quando ho comprato il primo combo, un eko con clean, gain, eq, riverbero, è stata una rivelazione.
Poi un multieffetto Yamaha. Poi un Boss ME-5 e dopo il celebre Roland GP16. Poi un Pod, un altro, e tanti pedalini.
Intanto l'ampli era stato da tempo rimpiazzato (nel 1997) da un Laney a valvole, affiancato recentemente da un Egnater Tweaker 88 e un Boss Katana 100.
Vi risparmio le chitarre. Anzi no: Strato, Tele, Jem, Ibanez S, Eko M24s (del 1980), Harley Benton (già) e, per compensare, PRS custom 24 USA.
Rispondi
di mirkoebasta [user #15334]
commento del 08/05/2022 ore 09:51:24
Diretto nell'impianto stereo in salotto.. e zanzariere alle finestre ;)
Rispondi
di telecaster75 [user #1296]
commento del 09/05/2022 ore 10:53:59
Pure io....zanzare a go-go!!!
Rispondi
di Arch [user #51394]
commento del 08/05/2022 ore 12:33:2
Invitavo a casa un mio amico bassista quando eravamo proprio agli albori e tentavamo di fare cover dei metallica. Io mi collegavo al mio Ibanez15w con metal zone e lui lo collegavo all'ingresso aux in di una radiolina che aveva mia sorella in camera. Che bei tempi fare barbonaggio : D
Rispondi
di Gasto [user #47138]
commento del 09/05/2022 ore 10:28:53
Io, forse, diretto nell' Hi-FI di mio padre. Mettevo su i dischi dei Guns e ci suonavo sopra con la chitarra. Quando ho rotto le membrane è finito il gioco è ho preso un sacco di botte....
Rispondi
di Ampless [user #60399]
commento del 10/05/2022 ore 12:09:08
Ahahahahahaha, grande Steve, anche io faccio parte del club di chi ha iniziato dentro ad un impianto hifi, anche se quello dove mi collegavo io era più un lo-fi, però è curioso leggere che in diversi qui sopra abbiamo iniziato in questo modo;)
Rispondi
di satisfaction [user #17423]
commento del 11/05/2022 ore 07:28:32
Mi unisco alla combriccola dell'impianto hi-fi. Il setup era Squier Strat -> Boss DS-1 -> impianto stereo dei miei, che aveva l'ingresso jack. Suonavo sopra alle musicassette che allora avevo, prevalentemente RHCP e Nirvana. Poi un giorno dall'impianto è uscito del fumo bianco e non ha più funzionato bene...
Rispondi
di Nun_So_Capace [user #24540]
commento del 11/05/2022 ore 08:15:43
Credo sia comune a molti, soprattutto chi ha cominciato negli ‘80/‘90 ed era adolescente/studente e non aveva uno stipendio.
Nel mio caso i miei non ne vollero sapere di comprarmi anche l’ampli e allora via di CantaTu
Rispondi
di Nun_So_Capace [user #24540]
commento del 09/05/2022 ore 10:44:00
OK Mi avete superato.
Ma quanta fantasia... pur di ascoltare quel suono "elettrico" (in assenza di pecunia of course!!!).
Comunque poi il CantaTu è stato rimpiazzato da un EKO 50watt a transistor 4/5 anni dopo (onestamente non ricordo il modello ma siamo ai primi anni 2000). Per quanto riguarda l'EKO, pulito discreto. Il canale distorto???? Vabbè lasciamo perdere!!!
Rispondi
di Jumpy [user #1050]
commento del 09/05/2022 ore 11:19:48
1989, 16 anni, prima chitarra elettrica, Eko replica Jackson soloist (economica ma di tutto rispetto, di tanto in tanto la suono ancora), con i miei, di comprare anche l'ampli, per un po' neanche se ne sarebbe parlato.
L'ho suonata collegata all'ingresso mic del registratore a cassette (Gruber... marca nota negli anni '70-'80) dello stereo di mio padre e amplificata da un Philips AG9016 (amplificatore hi-fi famoso di fine anni '60). Scoprii ben presto che facendo saturare il mic, giocando di gain, volume e toni del registratore, distorceva in una sorta di fuzz.
Tutto questo fino al primo ampli: Peavey Studiopro 110, di cui, da praticone poco amante di muri di casse e frigotestate, sono tutt'ora soddisfattissimo: grazie al suo pulito cristallino, in questi anni ci ho collegato praticamente di tutto, dai pedalini, al POD 2.0 (usato per molti anni), all'attuale Firehawk
Rispondi
di claude77 [user #35724]
commento del 10/05/2022 ore 10:20:28
Correva l'anno 1993 ed era appena uscito l'album Terremoto dei Litfiba e con un mio amico avevamo comprato la nostra prima Stratocaster Squier rossa. Eravamo a casa con questa chitarra in mano e non sapevo assolutamente come si suonasse e soprattutto come si amplificasse. Avevamo circa 15 anni e armeggiavamo con questo strano pezzo di legno senza assolutamente capire niente, lui l'attacco al mic del suo stereo e la chitarra emetteva uno strano suono, io la presi ed inizia a mettere le mani un pò a caso, la chitarra emetteva strani rumori. Dopo un pò provai a fare il riff iniziale di Maudit, ovviamente niente di più lontano dall'essere un riff, ma dopo un pò mi uscì qualcosa che molto lontanamente poteva ricordare, almeno ritmicamente, il riff il mio amico mi guardò e mi disse abbracciandomi.
L'hai fatto, l'hai fatto!!!!
Rispondi
di Nun_So_Capace [user #24540]
commento del 10/05/2022 ore 11:18:05
Che ricordi, io nel CantaTu ci facevo Paname, Spirito e l’arpeggio di Fata Morgana giusto per rimanere sui Litfiba.
W Ghigo!!!!
Rispondi
di TV_Eye [user #8844]
commento del 07/05/2022 ore 21:04:36
Io non sono un acquirente/scambiatore particolarmente compulsivo, anzi, e la mia passione per le"stranezze" fa sì che anche acquisti che sul momento non si rivelano azzeccati vengano posteggiati in attesa della loro occasione (tipo l'assurdo Danelectro Grilled Cheese che è stato su una mensola a prendere polvere per tipo dieci anni e adesso fa parte del mio set up fisso), ma c'è un'eccezione.
Il Boss DS-1.
Incredibilmente non ne avevo mai avuto uno, è famosissimo, iconico, lo hanno usato tutti o quasi, è ARANCIONE, cosa può andare storto?
La manopola del gain sembra non servire a quasi niente, quella del tono se si tiene a metà rende tutto anonimo, la minima apertura lo fa diventare subito lacerante, la minima chiusura ingolfa tutto.
Scambiato felicemente con un ottimo clone Rat della Eko con un tizio che l'aveva comprato perché aveva il suo DS-1 in riparazione e non voleva rischiare in futuro di rimanere di nuovo senza.
Il mondo è bello perché vario come non mai.
Rispondi
di Fabio Cormio [user #50760]
commento del 07/05/2022 ore 23:02:53
Stessa esperienza con il DS-1, ne ho avuti tre, tutti durati pochi giorni in casa mia. Il DS-1 può essere solo detestato o in alternativa adorato. Io come si capisce lo ho odiato MA forse il mio modo di utilizzarlo (distorsore sul canale pulito del’ampli) non era quello corretto. Gli shredder per esempio lo amano, utilizzandolo - se ho ben capito - per boostare le distorsioni e bucare il mix
Rispondi
di Arch [user #51394]
commento del 08/05/2022 ore 12:36:07
Il DS1 l'ho avuto ma non l'ho mai amato. Era modificato Monte Allums ma non mi ha mai fatto impazzire. Lo usavo dopo il SD1 (che invece adoro) per uscire sui soli però sparivo sempre dal mix. Boh, forse ero ancora ignorante per trovare la quadra ma l'ho dato via senza rimpianto.
Rispondi
di Merkava [user #12559]
commento del 07/05/2022 ore 21:44:28
ב"ה

Il Roland DAC 10.....che mi hai ricordato!!!
Il mio primo ampli unito alla mia prima chitarra Yamaha RGX 312 acquistata da Messaggerie Musicali a Roma nel giugno 1989 da mia madre come regalo per la bella pagella del quarto ginnasio.....pentita dopo due ore circa....
Non lo ho mai apprezzato, forse per la mia inesperienza. Cercavo suoni rock ma la distorsione era a dir poco terribile in ogni posizione del potenziometro del gain....
Cio' nonostante lo ho suonato a lungo per un paio d'anni, anche quando ho acquistato la mia prima Les Paul nel 1991, una Classic della prima serie.
Dopo sono passato ad un Fender Eighty Five, quello con le manopole rosse per intenderci. Aveva una distorsione da metal, ma soprattutto il riverbero!
In merito ai pedalini sono sempre stato parsimonioso...fino ad ora! Il primo distorsore e' stato un DOD, acquistato a scatola chiusa (...e che ne sapevo che sono diversi tra loro?) per suonare una cover di Another brick in the wall pt2. Lo diedi in trade per un equalizzatore Ibanez, quello giallo a 7 bande.....poi ho avuto un wah che ora giace nella farmacia di un mio amico da 15 anni.....ed alla fine LUI....il Ts5...il tank di Ibanez. Lo ho sempre amato, salvo poi farlo modificare a 808 (o quantomeno cosi' era scritto sul kit...). Ora non e' molto affidabile ma quando decide di lavorare suona davvero bene, e lo ho preferito anche ai piu' blasonati Maxon.....
Che tempi!
Rispondi
di Fabio Cormio [user #50760]
commento del 07/05/2022 ore 23:05:46
Quando passai dal Dac-10 al Valvestate 8080, pagato con i frutto di un lavoretto estivo, mi sembrò di avere finalmente i superpoteri. Naturalmente facevo schifo esattamente quanto prima, ma godevo il triplo
Rispondi
di Mawo [user #4839]
commento del 08/05/2022 ore 08:18:12
Stavo quasi per liberarmi di un Boss XT2, il tristemente famoso Xtortion, ma con gli anni sono riuscito a cavarne un ragno dal buco.
Ci boosto il Blues Driver (settato quasi a distorsore) e ci suono industrial tipo Godflesh.
Rispondi
di LuciferMorningstar [user #62295]
commento del 08/05/2022 ore 15:30:
Dac 15 con effetti e 4 minialtoparlanti! Ha suonato per anni nei locali e poi è stato venduto (non ho mai capito il suo acquisto) ad uno che suonava Metal... Bei ricordi!
Rispondi
di Fabio Cormio [user #50760]
commento del 08/05/2022 ore 16:15:2
Meraviglioso il metallaro che si mette alla spasmodica ricerca del DAC-15! ❤️
Rispondi
di Tubes [user #15838]
commento del 08/05/2022 ore 16:09:55
Ciao Fabio,
nella mia personale Flop Ten sono lieto di non annoverare pedali o chitarre, perchè in effetti se mi volto a guardare indietro ho scambiato solo pezzi di qualità, per motivi economici ovviamente e per arrivare a prodotti migliori, almeno sulla carta. Adesso sono arrivato alla filosofia di non vendere più o scambiare nessun pedale, ad esempio. Ovvero, acquisto un pedale, ci suono per un pò, poi se non mi piace sto allestendo una speciale vetrinetta tipo negozio e lo ficco lì dentro a mò di soprammobile. In questo senso voglio diventare una sorta di collezionista di memorabilia pedal-chitarristica. Le chitarre che ho e non mi piacciono più continuerò a permutarle, invece, cercando di alzare sempre un pò l'asticella della qualità. Non sono un pischello, ahimè, e nella mia lunga militanza a sei corde, ho scoperto che acquistare una chitarra di un certo peso, godersela, e poi magari a distanza di qualche anno rivenderla perchè non è più al centro del proprio progetto, significa realizzare una minus-valenza abbastanza trascurabile, nel campo della gas chitarristica. Voglio però spendere una parola per quello che è stato il mio acquisto più deludente, questo sì un vero e proprio flop. Parlo del G-System di TC Electronics. Una pedaliera molto costosa, all'epoca del suo lancio, e sulla quale avevo sognato un bel pò. Bella, robusta, un design veramente accattivante. Per chi conosce questo prodotto, ricordo che la pedaliera non offriva una sezione di drive, ma solo modulazioni, delay e riverberi che però potevano essere completati da un loop esterno di pedali ad hoc. Era il prodotto che serviva a me, perchè mi permetteva di svariare con i miei pedali di drive boutique e godermi l'interazione con le ottime features della pedaliera. In realtà, per un problema se non ricordo male di circuitazione interna, questo loop funzionava malissimo e i suoni che restituiva erano veramente brutti, degradati, zanzarosi. Poi uscì una modifica del laboratorio italiano di Mantovani, ma ricordo che comunque era abbastanza costosa e così la G-System venne permutata. Ci persi il 50% del valore, e me ne dispiace perchè il prodotto, al netto del problema delle distorsioni, era veramente ben fatto, era una pedaliera superba, robusta e luccicante. Rimane il mio personale flop. Saluti!
p.s. : ho avuto anche io il mio Tank dell'Ibanez, un suono orrido, forse l'unico pedale del quale sbarazzarsene è stato un sollievo!
Rispondi
di ventum [user #15791]
commento del 24/05/2022 ore 23:55:08
Il G-System è una brutta bestia da 'far girare' bene, una volta però che l'hai impostato correttamente è 'quasi' perfetto. Non so se fosse solo la prima versione la causa dei tuoi problemi, la regolazione dei livelli per arrivare ai pedali col segnale 'come la chitarra' è fondamentale per aver un buon risultato
Rispondi
di pelgas [user #50313]
commento del 08/05/2022 ore 22:53:31
A 15 anni costruii il mio primo pick-up. Presi un altoparlante di una radiolina, gli costruii intorno un mini-case, e lo fissai sotto il ponte di una chitarra classica. Il tutto collegato all'ingresso di un lettore CD. Una follia che immancabilmente si ruppe presto ma che mi faceva sentire Metheny negli assoli improvvisati.
Dopo acquistai un peavey transtube che suonava benissimo... E che forse un po' rimpiango... Anche se devo dire la verità, di decine di chitarre ed amplificatori venduti non rimpiango nulla
Rispondi
di WATERLINE [user #51250]
commento del 08/05/2022 ore 23:38:
Il mio flop piu' grande e' stato l'acquisto, circa 15 anni fa, di un Vox Ac30. Lo presi infatuato dal fatto che ne parlavano tutti bene. Dopo un mese l'ho venduto. Colpa mia forse che non l'ho capito, ma non era il mio suono.
Rispondi
di Fabio Cormio [user #50760]
commento del 08/05/2022 ore 23:45:5
Io ho avuto la testata Vox Ac30, che collegavo a una cassa Marshall 1965 (4 coni da 10”) e la rimpiango eccome.
Rispondi
di Ampless [user #60399]
commento del 10/05/2022 ore 08:15:01
Il mio grande flop, è stato aver permutato a fine anni 90 il mio vecchio Alesis Midiverb4, multieeffetto a rack, per prendermi un altro sistema a rack, un Boss GX700, che nel mio vecchio ampli frigorifero andava in conflitto con il pre della Marshall, e anche provando a collegarlo in diversi modi non avevo un suono e una resa all'altezza del precedente, poi l'inesperienza mi ha fatto maturare e capire che il Boss gx700 era un pre con distorsioni ed effetti incorporati, mentre il mio Alesis era un multieffetto senza pre, e mettere un pre dentro ad un altro pre, non era cosa da fare, ma anche qui, stendiamo un velo su chi in negozio mi consigliò di mettere questo articolo nella catena del mio ampli a rack, in quel negozio ci comprai solo quello poi non ci andai più, ma sbagliando si impara!
Rispondi
di mamuele [user #4349]
commento del 11/05/2022 ore 09:14:32
Il GX700 ce l’ho ancora, ogni tanto metto le cuffie per sentire il preset Slash Zone, che figata! Un alveare :)

Non ha gli ambienti del Midiverb ma non é male come processore di effetti. Ovvio che paragonato con le macchine di oggi non c’é storia ma… é arancione.
Rispondi
di Ampless [user #60399]
commento del 11/05/2022 ore 12:22:48
A me il gx700 non piaceva per nulla, zanzaroso, e dentro al mio pre della Marshall venivano fuori suoni osceni, l'ho rivenduto dopo pochi mesi, e il Midiverb per me era una spanna sopra, però stiamo parlando di multieffetti a rack di 25 anni fa circa..
Rispondi
di mamuele [user #4349]
commento del 11/05/2022 ore 13:58:41
Io lo usavo nel loop effetti di un JCM600 (aveva anche il loop parallelo) ma lo usavo solo per gli effetti e non per le simulazioni di ampli che effettivamente fanno pena :)

Il Midiverb o Quadraverb non ricordo quale dei due, lo ha usato (o usa) fino a poco tempo fa anche Stef Burns e non credo che lo facesse per risparmiare sulla strumentazione...
Rispondi
di Ampless [user #60399]
commento del 11/05/2022 ore 14:37:02
Esatto, anche Stef fino a qualche anno fa usava l'Alesis come multieffetto, ora non so se lo usa ancora..
Rispondi
di summerandsun [user #22475]
commento del 12/05/2022 ore 08:45:58
Dopo 2 anni di chitarra classica (sì perché allora si pensava che si dovesse iniziare sempre da lì) finalmente mi comprarono la prima elettrica...e subito la prima inc...ta. Fender Strat made in Japan rimaneggiatissima (male) dal vecchio proprietario e con un ponte kahler che in seguito scoprii essere un aborto. Vendutami come chissà quale affare dal negoziante...qualche anno dopo capii la fregatura. Il negoziante nel frattempo aveva chiuso i battenti, ben gli sta. Ho scoperto che nella zona era noto per le fregature. Unica cosa buona di quella chitarra è che stava accordata e quindi mi ha permesso di suonare (imparare no, ma per colpa mia).
Primo ampli: Fender a transistor Deluxe 85 (o forse 65 non ricordo), quello con manopole rosse. Di per sé buon oggetto, ma inadatto a quello che volevo fare all'epoca. Venduto (bene) mille anni dopo a un amico che scoprì che quell'ampli veniva usato dai Radiohead. Dimostrazione che sono negato a cavar fuori suoni da qualsiasi cosa... :-(
Rispondi
di allisonguitar [user #52659]
commento del 25/05/2022 ore 23:15:22
Quell'ampli lo avevo anch'io! Non ha mai suonato bene. Per carità, onesto, affidabile. Ma la pasta sonora era sempre un po' vuota. Molto squillante, ma senza anima .
Rispondi
di allisonguitar [user #52659]
commento del 25/05/2022 ore 23:16:11
Intendo il fender de luxe 85
Rispondi
di nicolapax [user #27042]
commento del 24/06/2022 ore 23:47:29
Il mio primo ampli? Un Roland JC 120 nel 1982 in condominio con mio fratello di tre anni più grande e una Greco Les Paul lawsuite. Il fatto è che li posseggo ancora entrambi e ci ho fatto decenni di professione. Ma portarsi dietro un “frigorifero” da superpuliti ed un chitarrone con un (bellissimo) suono di granito, non è stata all’inizio una scelta proprio azzeccata. Poi, passata la frustrazione (ma come? Lui è un ampli iconico, lei è strepitosa! Perché assieme non funzionano?) è aumentata l’esperienza (+ una stratocaster e una Epi Joe Pass) e tutto si è risolto per il meglio. Morale: ampli e chitarra pazzeschi assieme NON SEMPRE uniti danno il suono più bello del mondo. Un po’ come il Paris Saint-Germaine: gli undici più forti NON SONO la squadra più forte.
Rispondi
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