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Pedaliere: stiamo forse esagerando?
Pedaliere: stiamo forse esagerando?
di [user #50760] - pubblicato il

Avere mille effetti ai nostri piedi per molti è la soluzione. E se invece fosse il problema?
Ci sono discussioni che tornano ciclicamente: tra i grandi classici annoveriamo la vexata quaestio “analogico vs digitale”, “combo vs testata+cassa” (i sistemi a rack, dopo la sbornia degli anni ’90 sembrano un po’ scesi nel gradimento del chitarrista medio). Tormentoni per così dire da bar, intramontabili nonostante (o forse intramontabili anche per il fatto che) non abbiano una risposta vera e definitiva. E allora giù con i classiconi, “single VS humbucker”, “Fender VS Marshall”, “Strat VS Les Paul”, certo evergreen abusatissimi, triti e ritriti, tuttavia fatti della stessa sostanza di cui sono fatti gli ombrelloni e i chiringuiti: la frivolezza.

Così come è bene proteggersi dal troppo sole, bisogna stare attenti o non farsi prendere troppo la mano da discussioni come queste, perché poi è un attimo debordare e sfociare in dilemmi filosofici di portata universale, tipo “meglio Naomi Campbell o Claudia Schiffer” (e con questo denuncio un’anagrafe non più verdissima, in ogni caso io avevo un debole per Cindy Crawford, per quanto nessuna donna al mondo potesse provocarmi tempeste ormonali come Gegia… che dite, dovrei parlarne con uno bravo?), “carbonara vs gricia” e “dimmi Carletto, vuoi più bene alla mamma o al papà?”. Interessante, ma ininfluente, il fatto che i bambini di nome Carletto esistano ormai solo in qualche pubblicità e nemmeno troppo recente.

Pedaliere: stiamo forse esagerando?
Gegia, al secolo Francesca Carmela Antonaci, sulla copertina di un noto magazine culturale degli anni '80

Ma veniamo al dunque. Parliamo di pedalboard. Ecco, ragazzi, io devo dirvelo: certe volte mi sembra che esageriate un po’ con i pedali. Ve lo dico col mignolino alzato perché, per la prima (e forse unica) volta, non metto in atto il comportamento che su queste pagine stigmatizzo. Avete capito bene, io non sono un pedalista anonimo. Non esagero quasi mai con gli effetti (il motivo reale è che sono troppo pigro e soprattutto cerco di ridurre le variabili in campo: ogni pedale infatti mi fa insorgere un tot di domande alle quali poi non sono in grado di dare risposte certe, perciò alla fine faccio un passo indietro).
Però devo dirvi, e lo sapete anche voi perché come me le avrete viste dal vivo o in video, le pedalboard di alcuni grandi professionisti sono compatte e non di rado si limitano a questi pedali: accordatore, compressore, overdrive, booster, distorsore, chorus (non sempre), delay, riverbero. Con questi fanno il paio l’uso sapiente del volume sulla chitarra, asset fondamentale a cui personalmente sono giunto tardissimo (nel mio passato da thrash metaller esisteva solo il volume a 10), e magari un pedale volume per abbassare l’output quando si decide di spalancare il pot sulla chitarra per tenere “in tiro” il gain.
Certo, c’è chi nemmeno sotto tortura rinuncerebbe al fuzz e al wah, chi fonda il proprio suono sull’octaver o sul whammy, chi adora la spazialità di un phaser o di un flanger oppure il calore lo-fi di un buon tremolo. E capisco anche molto bene le esigenze di chi suona professionalmente in una cover band che spazia tra molti generi ed è valutato (o forse CREDE di essere valutato) anche in base alla somiglianza dei suoi suoni con quelli dei dischi.

Pedaliere: stiamo forse esagerando?

Ma al di là dei mille casi specifici, vedo arrivare su palchi da festa parrocchiale chitarristi con un arsenale da mal di testa e il mio primo pensiero non è mai - credetemi - di sufficienza o di svilimento per chi lo utilizza, non ce ne sarebbe alcun motivo e come ormai sapete sono il primo ad adorare il gear in tutte le sue forme e sono lontanissimo dall'essere un professionista della chitarra. Ma la domanda è: sicuri che non vi stiate incasinando? Avete mai trovato a procedere per sottrazione? Siete certi che chi vi ascolta, ammesso che vi stia ascoltando con grande attenzione (il grosso di chi ascolta me, di solito, contemporaneamente sta anche chiacchierando con gli amici e bevendo qualche birra per sopportare lo scempio dei classici del southern), riesca a cogliere le mille sfumature che avete in testa?

Ora voglio sapere tutto, a partire dalla vostra opinione in merito. E poi, quanti effetti avete in pedaliera? Quali potreste eventualmente tenere in un cassetto e quali invece considerate essenziali? Fatemelo sapere nei commenti!
effetti a pedale il suono palchi e strumentazione
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