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Luca Marcias: andare oltre la chitarra
Luca Marcias: andare oltre la chitarra
di [user #116] - pubblicato il

Dalle registrazioni in studio ai palchi di tutto il mondo, passando per la TV, Luca Marcias si sta imponendo come una delle realtà chitarristiche più interessanti e apprezzate nel panorama pop grazie al suo gusto elegante, playing accuratissimo e una grande conoscenza musicale che lo portano a raggiungere vertici qualitativi eccellenti. Marcias ci ha parlato, oltre del suo percorso in continua evoluzione, anche di orecchio assoluto e di come sia importante andare oltre alla chitarra per diventare dei migliori musicisti.

 
Ciao Luca, benvenuto ad Accordo, ci vuoi parlare di come ti sei approcciato alla musica e di conseguenza alla chitarra? 
Ciao a voi, grazie per questo spazio dedicatomi. Il mio approccio alla musica risale a tanto tempo fa, avevo 4 anni, mio padre suonava la chitarra classica ed io ero profondamente affascinato da ciò che vedevo e sentivo, mi rapiva! Ammetto però che il primo amore è stato la batteria. In famiglia siamo sempre stati fan dei Queen ed io ero solito guardare il VHS del live a Wembley imitando Roger Taylor su un set di pentole! Poi alle scuole medie il professore di musica decise che avrei dovuto suonare la chitarra nella band scolastica e da quel momento quella che era stata una decisione presa dall'alto è diventata in breve tempo la mia ragione di vita. Ricordo il primo brano suonato: Samarcanda di Vecchioni, non male come inizio...
 
Luca Marcias: andare oltre la chitarra

Da Cagliari successivamente sei “emigrato” a Milano. E da lì non ti sei più fermato. Parlaci delle esperienze che hai raccolto durante i tuoi anni di studio al CPM e cosa ti ha dato questo percorso accademico. 
Il passaggio dalla Sardegna a Milano è stato determinante per me. Ho studiato al CPM con il grande Giorgio Cocilovo, esperienza che mi ha dato davvero tanto! Dopo il primo anno di scuola sono stato chiamato a registrare l’album di un cantautore della scuderia di Mara Maionchi e Alberto Salerno, dopodiché sono successe tante cose piacevoli e gratificanti. Ricordo con piacere i concerti di apertura ai Nomadi ed altre esperienze lavorative molto interessanti che mi hanno portato a incontrare tante splendide persone, una su tutte Diego Maggi. Diego è un produttore e compositore molto importante che definisco, oltre che amico e collega, anche mentore. Collaboro con lui da quasi dieci anni e abbiamo fatto tante belle cose insieme.
 
Quindi sei molto attivo anche come turnista in studio! Ci vuoi parlare dei frutti di cui sei più soddisfatto derivanti da questa attività?
Ho lavorato soprattutto per la realizzazione della parte musicale di grandi eventi. In particolare vorrei menzionare la registrazione delle chitarre per la cerimonia di apertura delle Paralimpiadi di Sochi, Expo Milano 2015 (di cui sono anche coautore di una musica), Dubai world Cup 2016, Universiadi 2019 ed Europei UEFA 2021; insomma un po' di materiale interessante! A seconda del prodotto da registrare mi è capitato spesso di dover registrare con strumenti a corde quali ad esempio mandolino, bouzouki, oud o charango. La ritengo un'ottima palestra per eventuali lavori live in cui ti viene richiesto di suonare di tutto e di più.
 


A proposito di attività live, oltre a raccontarci le esperienze più significative, ci descrivi come il tuo approccio professionale cambia a seconda delle varie situazioni?
Riguardo al turnismo live racconto un aneddoto: nel 2014 sono stato chiamato come turnista a suonare in un paio di show di Keith Middleton, storico membro degli Stomp di New York. Al termine di questo mini tour Keith ha espresso la volontà di formare una band con me ed altri musicisti come  Jacopo Mazza, meraviglioso pianista jazz, e Aaron Marcellus, strepitoso cantante americano finalista di American Idol. Così sono nati i Levels, band che incorpora un mix di hip hop, R&B e neo soul con cui ho avuto il piacere di suonare a Tokyo, New York, Los Angeles. Il nostro debut album ha gareggiato ai Grammy Awards nella categoria Urban Contemporary e abbiamo presenziato alla cerimonia ben due volte, è stata un’esperienza indescrivibile! 
Una collaborazione che mi ha dato tanta soddisfazione poi è sicuramente quella con Antonella Ruggero. Con lei ho suonato per diversi anni; un’artista a tutto tondo, sempre pronta a mettersi in gioco con nuove idee e nuovi progetti, oltre che, come tutti sappiamo, una voce unica. 
Un’altra esperienza stupenda è stata quella con Elio e Rocco Tanica, ho suonato con loro in teatro per uno spettacolo intitolato “Una storia fantastica”, un tributo a Loris Malaguzzi e Gianni Rodari. 
Cito anche due trasmissioni televisive a cui ho preso parte quest’anno che mi hanno fatto crescere tanto e mi hanno dato la possibilità di suonare con musicisti fantastici con cui mi sono divertito tantissimo: “Michelle Impossible” condotta da Michelle Hunziker e “Name That Tune”. 
Il mio approccio è sempre lo stesso: umiltà, preparazione, gentilezza. Li ritengo punti fondamentali e imprescindibili. Ogni situazione può essere diversa: dai tempi di preparazione del lavoro alle persone con cui collabori; io mi faccio trovare sempre pronto a tutto ciò che viene richiesto, che sia un turno in studio, un live o una trasmissione televisiva. Ammetto che avere l’orecchio assoluto mi dà una grossa mano, è davvero una gran fortuna! 
 
Luca Marcias: andare oltre la chitarra

Orecchio assoluto! Sarai invidiato da molti allora! Quanto ti serve questo dono nelle attività che hai appena descritto? Ci vuoi raccontare quale processo avviene nel relazionare immediatamente i suoni con il nome di una nota? Èun talento che può in qualche modo essere ulteriormente affinato nel corso degli anni?
Parto rispondendo all'ultima domanda: io con l’orecchio assoluto ci sono nato ma confermo che si può sviluppare nel corso degli anni. Per quanto riguarda il processo che scaturisce all'interno di me stesso posso parlare senza ombra di dubbio di sinestesia. Due sensi (nel mio caso udito e “vista interiore”) lavorano insieme nello stesso istante: io sento un suono e nello stesso preciso momento visualizzo un colore, l’abbinamento dei due fa sì che io capisca di quale nota si tratti, e gli abbinamenti non cambiano mai nella mia mente. È strano e non semplice da spiegare per me, lo ammetto, poiché avviene tutto in un tempo talmente breve che neanche io me ne rendo conto!
 
Si nota sempre una dedizione particolare nel tuo rapporto con il materiale pop, dove la chitarra sembra travalicare il classico “lavoro da turnista”. C'è infatti una grande attenzione nei confronti delle linee chitarristiche eseguite che a volte sembrano oltrepassare i confini del normale vocabolario a sei corde. Ci puoi parlare di come ti approcci a riguardo?
Devo dire che sono sempre stato un musicista un po' atipico. A differenza dei miei coetanei che imparavano a suonare brani prettamente chitarristici fatti di grandi tecnicismi, io sono sempre stato più affascinato dalla melodia, dalle linee semplici ma estremamente espressive. Negli anni ho ascoltato e trascritto tanta musica pop, è un genere che ho sempre amato molto; ascoltavo i dischi, sentivo le chitarre, così riproducevo la stessa parte cercando sempre di capire la sua efficacia nel brano in questione ed il perché.
La chitarra è il mio strumento, ma tanti altri hanno influenzato il mio modo di suonare e di creare, per esempio il sax, il pianoforte, l’oboe, il clarinetto, giusto per citarne qualcuno. Sono tutti strumenti che hanno una musicalità diversa da quella della chitarra e diciamo che il mio modo di suonare e di “pensare” la musica è frutto di un mix di influenze che ho avuto ascoltando tanti dischi anche non chitarristici. Capita che ascolto qualcosa, sento un suono che mi piace, qualsiasi strumento sia, e provo a riprodurlo con la stessa espressione fin dove è possibile.
 
Luca Marcias: andare oltre la chitarra

Oltre al grande lavoro svolto dalle tue dita sei riconosciuto per avere un suono sempre pertinente per ogni situazione, dove sembra esserci una cura maniacale dei dettagli sonori. Descrivici la tua strumentazione e come lavori per ottenere il suono migliore possibile dal tuo parco strumenti.
Sono un utilizzatore di Kemper, lo trovo una macchina molto valida e performante, comoda, e il rapporto comodità/suono è eccellente. Ho sempre dei suoni in testa, allora mi concedo intere giornate in cui ascolto, provo, sperimento, studio gli effetti fino ad arrivare al suono desiderato o a quello che mi viene richiesto in quel momento.
Sono da sempre un grande amante della Stratocaster, uno dei miei miti è Mark Knopfler, ma amo e uso anche Les Paul e Telecaster.
 
A cosa stai lavorando ora e quali sono i tuoi progetti futuri.
Sto studiando composizione classica, una mia grande passione, e sto lavorando al mio album, un progetto lungo e ambizioso su cui mi sto impegnando tanto, e non sarà un album chitarristico. 
Riguardo al futuro ci sono delle cose belle in ballo, ma ancora direi.. top secret! 
 
Luca Marcias: andare oltre la chitarra

Non sarà un album chitarristico? Luca sei pieno di sorprese! Di cosa si tratta?
La chitarra non sarà lo strumento principale, ci sarà l’orchestra, ci saranno tanti strumenti, canonici e non e ci sarà della sperimentazione! Ho una visione della mia musica che va oltre i meri confini della chitarra.
 
Se potessi scegliere la tua dimensione musicale ideale quale sarebbe?
Il turnismo e la composizione sono i mondi musicali che amo di più in assoluto, è difficile rispondere. Il primo è un mondo molto affascinante, mi piace il fatto che ogni esperienza da turnista sia differente, ogni artista con cui lavoro è diverso, così come le idee e le visioni che si hanno. Mi piace essere sempre propositivo inserendo la mia sensibilità musicale nel rispetto delle indicazioni e le volontà di chi mi ha chiamato e dato fiducia; è un processo che mantiene la mia mente sempre aperta, mi ha fatto crescere tanto e continua a farlo.
La composizione per me vuol dire andare oltre, oltre la realtà, oltre i lidi conosciuti. Vuol dire esprimere qualcosa che solo attraverso essa può esistere al di fuori di me: un'immagine, un ricordo, una fantasia, un desiderio; è tutto lì presente nel mio immaginario e musicarlo mi fa vibrare, è una sensazione troppo forte che non riesco a descrivere! 

intervista luca marcias
Link utili
Il canale Youtube di Luca Marcias
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