Piccolo sproloquio pomeridiano. Negli ultimi anni mi è capitato di intervistare diversi musicisti "folk" o "popolari", che dir si voglia, nel senso più positivo del termine. Una costante, tra quelli che amo di più, è quel processo di ricerca e apprendimento avvenuto secondo due canali: da una parte attraverso l'orecchio e la disponibilità di dischi, dall'altro attraverso l'incontro con altri musicisti. È stato, d'altronde, il modello di insegnamento-apprendimento più comune nell'ambito della musica di tradizione orale. Poi sono arrivati l'editoria, il video, i maestri, il web. Una cosa che noto spessissimo è che chi ha appreso "a orecchio", per imitazione, propone spesso, di un certo brano, versioni musicalmente molto più fedeli all'originale rispetto a chi ha imparato per mezzo di metodi più strutturati.
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