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Stratocaster "giusta"

di aleck [user #22654] - pubblicato il 21 maggio 2025 ore 17:13
Qualche tempo fa, ho visto esposta, accanto alle nuove serie Fender, una bella e inconfondibile stratocaster "Tex-Mex" signature di Jimmie Vaughan. Un bell'incontro, visto che non ne vedevo una nuova da forse una decina d'anni. Dopo tutti questi anni, per il prezzo a cui è proposta, penso ancora sia un affare. I pickups sono tutta sostanza, brutti (esteticamente, con le loro basette in plastica) ma giusti (da un punto di vista sonoro). Il ponte è quello che vuoi su una stratocaster (American Vintage, in acciaio). Il manico ha carattere, si riconosce nelle mani per il suo profilo vintage e per una tastiera particolarmente comoda. Una chitarra che mi è sempre piaciuta, che mi piacerebbe avere e che secondo me ha molto senso. Le stesse considerazioni mi son trovato a farle, in tutt'altra fascia di prezzo, per la signature di Eric Johnson.

Stratocaster "giusta"

 

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di aleck [user #22654]
commento del 21/05/2025 ore 17:14:06
L'idea di avere "un nome" sulla chitarra non mi entusiasma, ma questi due specifici modelli li acquisterei a occhi chiusi. Le "vintage specs" di Fender, Vintera e American Vintage II, che sulla carta dovrebbero essere la scelta più naturale per i miei gusti, ogni volta che mi sono passate per le mani mi hanno dato l'impressione che, più che riprodurre le Fender di una volta, si limitino scimmiottarle con molte approssimazioni. A questo punto, "meglio" una chitarra onesta e di carattere. La Jimmie Vaughan e la Eric Johnson - che non sono pensate come la classica "imitazione della chitarra di..." ma più come "chitarre per..." - secondo me centrano bene questo obiettivo, risultando ottime proposte nelle rispettive fasce di prezzo. Un peccato che si vedano poco in giro.
Rispondi
di MM [user #34535]
commento del 21/05/2025 ore 17:57:28
A me piace molto, tanto che me ne sono assemblata una con caratteristiche molto simili.
vai al link

Non ho capito questa: "I pickups sono tutta sostanza, brutti (esteticamente, con le loro basette in plastica)"
Perché brutti? sono come tutti gli altri...
Rispondi
di aleck [user #22654]
commento del 21/05/2025 ore 18:16:27
Complimenti! Molto bella.

Bruttarelli come oggetto vai al link , ma è una scemenza: semplicemente trovo più gradevoli esteticamente i pickups con costruzione classica, con le basette in fibra vulcanizzata vai al link . Ma è proprio una stupidaggine, in primis perché il 90% dei chitarristi non li vedrà mai "nudi e crudi" e poi anche perché, nonostante a vederli facciano tanto anni '90, i pickup con la struttura in plastica sono funzionalmente perfetti :-)

Comunque sono pickups molto belli all'orecchio e sotto le dita. Hanno un rapporto qualità prezzo invidiabile.
Rispondi
di MM [user #34535]
commento del 22/05/2025 ore 08:56:56
Mah, mi sembra un NON problema, tra l'altro non si vede mai....
La cosa importante è che suonino bene.
Rispondi
di aleck [user #22654]
commento del 22/05/2025 ore 09:34:26
Ma sì, non è un problema. Era solo un'osservazione :-)
Rispondi
di Daffy Dark utente non più registrato
commento del 21/05/2025 ore 19:02:35
Purtroppo io non sono un tipo da strato, ne ho avuta solo una 20 anni fa, venduta ad un amico senza rimpianto, l'unica che comprerei senza pensarci 2 volte, poiché ho avuto sempre un debole per quel modello, è la Signature Richie Sambora, ma sono fuori produzione, sicuramente sull'usato si possono forse trovare, però non mi sono mai messo a rivolgermi all'usato per prendere una chitarra elettrica, averci avuto più soldi in tasca 30 anni fa non sarei qui a rimpiangerla;)
Rispondi
di aleck [user #22654]
commento del 21/05/2025 ore 22:15:29
Non è per me la Sambora... Ma nelle tue mani, con la tua Marshall, ce la vedo benissimo!
Rispondi
di Sykk [user #21196]
commento del 21/05/2025 ore 21:36:15
Le Signature dovrebbero servire a questo: a essere comprate quando hanno caratteristiche che troviamo utili per noi.

Quando ne esce una che ha praticamente caratteristiche da standard e costa il doppio, oppure che serve solo a far vedere che hai lo stesso strumento perché magari suoni in una tribute band... boh.
Rispondi
di aleck [user #22654]
commento del 21/05/2025 ore 22:09:31
Concordo!
Rispondi
di ventum [user #15791]
commento del 21/05/2025 ore 21:42:21
La domanda vera è come mai Gibson e Fender continuano a fare les Paul e strato 'sbagliate'. Per aver quelle giuste serve andare sulle serie più costose. Alla fine una delle strato che più mi è piaciuta come caratteristiche è la Bruno Mars, che ha a suo sfavore il fatto di non rendere orgoglioso l'eventuale proprietaro per la firma. Se ne troverò una svenduta per questa ragione la proverò.
Rispondi
di aleck [user #22654]
commento del 21/05/2025 ore 22:13:45
Ti dirò di più: anche nel Custom Shop si fatica a trovarne di davvero fedeli, anche sul piano macroscopico! Bisogna andare sulle Masterbuilt... E anche lì, mica tutte! Eppure quelle che oggi "sogniamo" erano, banalmente, strumenti di produzione...
Rispondi
di ventum [user #15791]
commento del 22/05/2025 ore 00:17:21
Esattamente... Le standard. Poi è anche giusto che ci siano variazioni e miglioramenti, per carità, mai fermarsi nella ricerca. Però una strato standard, manico in acero un pezzo, tre single, ponte vintage sellette ricurve in acciaio. Mi sembra basica. La facessero abbordabile... Non mi sembrano caratteristiche evolute da richiedere chissà che costi, anzi forse alla produzione costa meno. Anche la Richie Sambora col Floyd è una gran chitarra, forse la migliore strato hot Rod prodotta da Fender. Ormai gli strumenti nascono dai fogli excel del marketing per massimizzare i profitti. La più desiderata è quella lì, diventa quella col prezzo più alto e invento un custom shop per giustificare la cosa
Rispondi
di MM [user #34535]
commento del 22/05/2025 ore 08:55:07
Anche questa però non l'ho mica capita.
Fanno (soprattutto Fender) un mare di modelli, guarda solamente le nuove Player II, ma anche le americane, mi sembra veramente difficile non trovare qualcosa che soddisfi senza dover andare nel Custom...
Rispondi
di aleck [user #22654]
commento del 22/05/2025 ore 09:05:52
Questa però è una critica circostanziata :-)
Non parlo di chitarra semplicemente "belle" o "buone", di cui sicuramente ci sono diversi esempi nel catalogo Fender.

Il fatto è, per me, che tra le mille che propongo, non fanno una singola chitarra fedele - nei limiti del possibile imposti specialmente dall'uso di alcuni materiali - agli originali vintage. In particolare, mi fa arrabbiare (tra mille virgolette, si intende, sono altre le cose che fanno arrabbiare nella vita) che si perdano su dettagli "macroscopici" come la lavorazione di manici e tastiere o il contour del body, oppure sull'elettronica!

Fanno una marea di strumenti, è vero. Anche troppi, secondo me, se poi le due linee che dovrebbero essere "vintage specs" lo sono in maniera molto approssimativa. E se posso capirlo per le Vintera in ragione del prezzo, lo tollero meno dalle American Vintage II. E ancora meno dalle ex American Original che promettevano fedeltà assoluta - ma solo a parole.

Che poi è esattamente il motivo per cui, avendo i soldi per una Vintera prenderei una Jimmie Vaughan e, avendo i soldi per una American Vintage, andrei sulla Eric Johnson, a quel punto :-)
Rispondi
di MM [user #34535]
commento del 22/05/2025 ore 11:06:28
Faccio fatica a seguirti, "specifiche approssimative", "si perdono su dettagli macroscopici"
... sinceramente non ho le tue percezioni.
Ho appena preso una Strato Player II ed è una gran chitarra.
Ho una Tele american vintage ed è una, super, chitarra.
Ho un Jazz Bass American Professional, ed è uno strumento superlativo.
... e potrei continuare.
Rispondi
di aleck [user #22654]
commento del 22/05/2025 ore 11:17:47
Probabilmente non mi sono spiegato. Le Fender oggi in circolazione sono, nella maggior parte dei casi, delle belle e buone chitarre, non c'è dubbio. Anche se a me le Player II non entusiasmano vedo bene come possano piacere, e lo stesso vale per tutti gli altri modelli che citi. Io non critico la qualità delle Vintera o American Vintage, né evidenzio problemi funzionali. Lamento solo la poca aderenza ai modelli degli anni '50 e '60 a cui si ispirano.
Rispondi
di MM [user #34535]
commento del 22/05/2025 ore 11:26:04
Continuo a non seguirti...
La American Vintage II '57 ha tutto quello che avevano allora... idem tutte le altre annate...
Ma anche le Vintera, chiaro che costano la metà, quindi qualche differenza l'avranno...
Rispondi
di BizBaz [user #48536]
commento del 22/05/2025 ore 11:11:05
Ciao, quali sono le caratteristiche delle American Vintage non storicamente corrette?
Rispondi
di aleck [user #22654]
commento del 22/05/2025 ore 12:14:05
Il contour del body è quasi sempre diverso da quello - pur leggermente variabile - che ho potuto personalmente osservare su strumenti d'epoca, con differenze particolarmente evidenti nell'ampiezza e profondità delle smussature per pancia e braccio. Tuttavia, le incongruenze più grandi io le noto sui manici: la paletta è sensibilmente più spessa dell'originale; sul retro, la transizione tra paletta e manico non è smussata; le tastiere - e mi riferisco particolarmente alla veneer board sulla '65 - sono sensibilmente più spesse che negli originali; in zona paletta, la '61 non presenta la tipica curvatura a fine tastiera, subito dopo il capotasto, suggerendo una lavorazione diversa. Inoltre, i manici hanno profili quasi mai fedeli agli originali d'epoca: non so descriverlo, ma la sensazione nelle mani è evidente... Tralascio le finiture e tutto ciò che è facilmente motivabile per l'indisponibilità di materiali.

La mia non è una critica sulla qualità degli strumenti. Le AVRI-II non sono in nessun modo "brutte" chitarre, anzi, sono convinto siano chitarre molto belle. Gli va riconosciuto, per esempio, di adoperare una filologica piastra metallica sotto il battipenna dei modelli 60's, di non includere il centrale RWRP e di usare il giusto valore per il tone cap. Però, se mi rivolgo all'American Vintage lo faccio per avvicinarmi anche a un certo feeling e a una certa estetica e, da questo punto di vista, queste AVRI-II si ispirano - forse più che in passato - ai modelli di riferimento, ma comunque non si avvicinano più di tanto. E sono sicuro che si tratti di una scelta: come lavorazioni, per esempio, i manici sulla serie Traditional giapponese sono - al netto del radius e della finitura - molto più "vintage correct" di quelli delle AVRI-II. E prendo volutamente a esempio una serie di produzione e non le belle cose che fanno nel Custom Shop.

Ripeto, si tratta di non-problemi. Sono solo osservazioni. Probabilmente, si tratta di scelte di mercato: da una parte queste AVRI-II rispondono alle preferenze dei chitarristi "di oggi" - che peraltro non avranno, nella maggior parte dei casi, mai visto un'originale d'epoca; dall'altra sono abbastanza approssimative da spingere l'acquirente più esigente verso il Custom Shop, considerando anche che, se si ha tempo per tutte queste elucubrazioni, forse si avrà anche la disponibilità economica o la volontà di spendere di più...

...oppure, banalmente, si lascia fuori ogni volta qualcosina per poter annunciare, al lancio del prossimo modello, che questa volta sì, si son proprio avvicinati ai modelli d'antan, come mai prima :-)
Rispondi
di MM [user #34535]
commento del 22/05/2025 ore 14:52:24
Scusa se mi intrometto nella discussione.
Io sono uno di quelli che una Strato d'epoca l'ha sempre vista in foto, qualche volta dal vero (ma non si poteva toccare) e certamente mai suonata.
Ti ringrazio delle osservazioni, ma il mio sentore è che siano osservazioni (senza offesa e nulla di personale) da "nerd spinto".
Io le chitarre le compro per suonarle, e se hanno le caratteristiche che mi aggradano (radius, profilo del manico, dimensione dei tasti, meccaniche ecc.) tanto mi basta e avanza.
Sinceramente, di contour (che ho comunque sempre trovato piacevole e comodo), della transizione tra paletta e manico non smussata (a parte che nella mia Tele è smussata...), della paletta sensibilmente più spessa, eccetera.... non me ne può fregare di meno.
Io continuo a percepire un certo rispetto delle tradizioni, dove è richiesto, e una certa modernità, dove è nuovamente richiesto.
Poi mi piace molto la Jimmy Vaughan, come la Eric Johnson, ma mi piacciano anche le altre.
Rispondi
di aleck [user #22654]
commento del 22/05/2025 ore 15:06:18
Ma il tuo punto di vista è assolutamente legittimo :-) A me dispiace che propongano una chitarra che sulla carta dovrebbe essere uguale allo stesso strumento nel 1961 ma invece non lo è... E mi dispiace perché con pochi accorgimenti avrebbe potuto esserlo molto di più! Se l'avessero chiamata "vintage inspired" avrei messo l'animo in pace :-)

Hai ragione, comunque, a bollare questa discussione come da nerd, indubbiamente lo è... È un po' una deformazione professionale per me.

Per il resto non posso che ripetermi: non ho nulla da togliere alla bellezza e alla bontà dello strumento. Il mio punto di vista, semplicemente, è che se devo prendere una chitarra "1961" che poi così "1961" non è, tanto vale prenderne una che nasce non con l'idea imitare - male - questo o quello ma, piuttosto, di essere un buono strumento.
Rispondi
di Francescod [user #48583]
commento del 22/05/2025 ore 21:38:30
Se mi è consentirlo dirlo serenamente e senza essere scambiato per un attacco personale, stai facendo una gran confusione! :)))
Ma lo dico perché le tue osservazioni sulla riproduzione delle chitarre vintage sono assolutamente sensate, ma credo poco pertinenti col discorso iniziale della Jimmie Vaughan made in Mexico e delle altre messicane Player e Vintera. Il discorso di ultranicchia su chi fa gli strumenti più simili a quelli vintage credo sia da fare in altra sede.
Facendo finta che non siamo dove siamo e che non si stia parlando della Jimmie Vaughan e simili, ti dico che hai ragione, e per un motivo chiarissimo a chi è più addentro al mondo dei custom shop Fender e Gibson. Da collezionista di entrambe, è evidentissima la loro diversa filosofia: la Gibson ha da sempre in catalogo delle chitarre che non si possono modernizzare o stravolgere più di tanto (e se ci provano, vengono fucilati dai clienti tipici, che sono talebani), quindi ha capito da almeno vent'anni e più che deve soprattutto specializzarsi nel riprodurre il più fedelmente possibile i modelli della golden era. Sempre più simili, sempre più simili: questo lo sforzo. Gli ignorantoni ridevano: ahahah, sono sempre uguali e il marketing fa credere agli stupidi che sono sempre più fedeli. Gli ignorantoni non sapevano che invece era vero lo sforzo: davvero Gibson cercava di anno in anno con SG, ES, LP di riprodurle sempre più fedelmente.
Al contrario, il custom shop Fender non è stato mai interessato a riprodurre il passato fin nei minimissimi dettagli e tecnica costruttiva, perché la Stratocaster delle origini non la vuole il cliente tipico Fender, a cominciare dai tastini minuscoli che ostacolano la suonabilità o dal selettore a tre vie rimpiazzato per default dal cinque vie che vogliono praticamente tutti, o da quei maniconi ciccioni che fanno scappar via almeno il 40% dei potenziali acquirenti. La Fender ha ben altro potenziale: non solo il fatto che dalla Stratocaster è nata la superstrat (tutte figlie della Fender quindi). E non è nemmeno solo il fatto che sulle Fender puoi piazzare humbucker, tasti jumbo, meccaniche autobloccanti, floyd rose (volendo), single coil tra i più diversi ecc.
È che al cliente Fender di avere l'esatta riproduzione di una 54 proprio non gliene frega niente a livello di dimensioni della paletta, degli alberelli ecc. Vuole una base che si ispiri al passato, che ricordi il passato, che abbia il sapore del passato, ma che abbia anche grande funzionalità: su una 57 CS a quasi nessuno dispiace che abbia un radius della tastiera compound 7,25-9,5 e magari un manico 10/56 sì ma magari con spessore manico al primo tasto che non vada oltre 0.820 e che al 12esimo non ingigantisca oltre 0.930. E possibilmente dei tasti medium jumbo e pick up non troppo smorti, quindi magari almeno un fat50 al ponte.
Insomma, il cliente tipico del custom shop come me non parlerà mai male della Fender pre CBS, ma non è minimamente interessato all'esattissima riproduzione; anzi incoraggia il CS a mischiare le carte affinché sforni modelli sempre differenti che possano consentirgli di non smettere mai di comprarne una che gli mancava.
Tu dirai: niente di male in tutto ciò, l'importante è che Fender dica ai clienti che non sta realizzando l'esatta riproduzione e la smetta di farglielo credere!
Beh, secondo me la notizia è che il 99,9% del pubblico generalista, qualunque cosa dica Fender, continuerà a credere che grosso modo siano tutte uguali e che se vai dal liutaio sotto casa spendi meno e sei contento di più; poi si stancano, mettono la chitarra di liuteria in vendita a prezzo stracciato, aspettano un secolo per trovare qualcuno che la compri e poi correranno a prendersi una Fender.
Rispondi
di aleck [user #22654]
commento del 22/05/2025 ore 22:08:50
Ma figurati se me la prendo :-) è un periodo in cui riesco a suonare poco e mi sfogo scrivendo... Ma è puro piacere di scambiare una chiacchiera, non credo che qualcuno abbia qualcosa da dimostrare qui :-)

Comunque capisco e condivido quello che osservi e che non è un'opinione, ma un dato di fatto.

Lo osservavo anche io:
"Probabilmente, si tratta di scelte di mercato: da una parte queste AVRI-II rispondono alle preferenze dei chitarristi "di oggi" - che peraltro non avranno, nella maggior parte dei casi, mai visto un'originale d'epoca; dall'altra sono abbastanza approssimative da spingere l'acquirente più esigente verso il Custom Shop, considerando anche che, se si ha tempo per tutte queste elucubrazioni, forse si avrà anche la disponibilità economica o la volontà di spendere di più..."

E per darti ragione basta "sfogliare" l'instagram di un paio di masterbuilder e scoprire che il 90% delle chitarre che sfornano sono più o meno "hot-rodded" come avrebbero detto in Fender un decennio fa, e solo una piccola parte degli strumenti sono "riproduzioni d'epoca... Che quando vengono realizzate, peraltro, son fatte anche bene e costano un occhio della testa :-)

Comunque sì: mi accontenterei di una pubblicità più "modesta" e onesta :-D ma capisco che non abbia senso
Rispondi
di BizBaz [user #48536]
commento del 22/05/2025 ore 17:07:51
A proposito della giunzione manico-paletta qui vai al link e della forma del body vai al link ci sono interessanti informazioni.
Una cosa su cui gli "storici" insistono molto è la grande variabilità delle forme dei lavorati (manici, palette, body) per non parlare poi delle verniciature, a causa della semiartigianalità della produzione di allora, della discontinua reperibilità delle materie prime ecc. Quindi è difficile essere perentori nel dire nel 1960 la Strato era così, nel 1964 invece era così e così via perché anche prescindendo da tutte le modifiche "ufficiali" anno per anno, anche all'interno dei vari anni ci potevano essere variazioni.
Comunque a casa ho una Traditional 60 Giapponese, stasera do un'occhiata alla giunzione paletta-manico e la confronto con una Vintera 60
Rispondi
di aleck [user #22654]
commento del 22/05/2025 ore 17:28:3
Essendo coinvolte molte lavorazioni a mano libera, c'era una certa variabilità, entro certi limiti. Questo è certo. Ma alcune caratteristiche erano ricorrenti.

Sulla Traditional 60 dovresti notare, soprattutto, che la tastiera finisce correttamente in forma "curva" sulla paletta, mentre sulla Vintera finisce è quasi "piatta". La transizione sul retro dovrebbe essere quella moderna per entrambe (mentre, se la memoria non mi inganna, l'hanno ammorbidita sulle Traditional II).
Rispondi
di MM [user #34535]
commento del 22/05/2025 ore 19:44:55
Mi spieghi meglio il finale tastiera curvo o piatto?
Rispondi
di aleck [user #22654]
commento del 22/05/2025 ore 21:09:08
Fender AVRI-II: vai al link
Fender Vintera II: vai al link
Fender MIJ Traditional: vai al link
Fender 1961 pre-CBS: vai al link

La forma "moderna" dipende dalla programmazione della CNC, la forma "curva" originale era data dalla carteggiatura, che io sappia. Come forma generale della zona paletta la giapponese è la più fedele tra le Fender di produzione standard che io conosca, ma differisce profondamente in altre cose.
Rispondi
di MM [user #34535]
commento del 23/05/2025 ore 08:29:43
Ho capito.
Confermo allora che si tratta di osservazioni da nerd, molto nerd.
Spero non siano dettagli che non ti facciano propendere per uno strumento, piuttosto che un altro, perché se è così alzo le mani.
Io, confermando quasi in toto quello che scrive Francescod sopra, non sono ossessionato dal fatto che debbano essere perfettamente identiche alle chitarre della Golden era, tanto non lo saranno mai.
Del fatto che una tastiera in palissandro finisca sulla paletta lievemente arcuata o dritta, non me ne può fregare di meno, poi sono anche convinto che se vai a vedere le chitarre di quell'epoca, non ce ne sia una uguale all'altra.
Per me è molto più importante che abbia la paletta piccola, della giusta forma, il manico comodo, come piace a me, radius, meccaniche, ponte, pickup, colori che piacciono a me.
La Strato, è la Strato, sempre e comunque.
Rispondi
di aleck [user #22654]
commento del 23/05/2025 ore 09:02:48
Ma sia chiaro che anche per me è così :-)

La mia osservazione è solo che, se le chitarre che dovrebbero essere fedeli al 100% non lo sono, preferisco andare direttamente su altre che, invece che all'annata, badano alla sostanza. È in questo che trovo una Eric Johnson molto più divertente di una American Vintage o una Jimmie Vaughan più soddisfacente di una Vintera: tolto il vincolo del "vintage correct" (che tanto correct non è) questi due modelli riescono a offrire caratteristiche e qualità che le rendono Stratocaster, per me, "perfette" nelle rispettive fasce di prezzo.
Rispondi
di BizBaz [user #48536]
commento del 23/05/2025 ore 14:55:19
Comunque non tutte le preCBS avevano la giunzione manico-paletta convessa vai al link
vai al link
Rispondi
di aleck [user #22654]
commento del 23/05/2025 ore 15:01:55
Corretto: solo le slab board, dal 59 al 62, erano così. Poi dal 62 si passa alla veneer board da pochi millimetri (come nelle foto che posti). Infatti solo la 1961 dovrebbe avere la fine della tastiera curva. La American Vintage II 1965 ha la veneer board, che è "filologica", ma è molto più spessa rispetto alle vere tastiere curve degli anni '60. Difficile dire quanto più spessa perché lo spessore era molto variabile, ma comunque circa il doppio della più spessa che io abbia mai visto su una Stratocaster storica.
Rispondi
di MM [user #34535]
commento del 23/05/2025 ore 15:37:22
Appunto, lo stavo per scrivere.
Nella mia Custom Shop riedizione '62 che ha la tastiera veneer di 2 mm circa, la giunzione è perfettamente dritta, ed è anche difficile che tecnicamente possa essere il contrario.
Rispondi
di aleck [user #22654]
commento del 23/05/2025 ore 15:54:13
Ma è lapalissiano: la veneer board non può essere altrimenti. La tastiera, che è molto sottile, viene pressata sul manico già dotato di curvatura. La tastiera per questa ragione finisce più o meno "dritta" (in realtà è leggermente "concava") in base al radius dato al manico. Questa caratteristica è filologica per gli strumenti dopo il '62. La tastiera finiva invece "convessa" solo sulle slab board, quindi tra il '59 e il '62. Infatti prendevo a confronto, su questo aspetto, la American Vintage '61, non altri modelli. La AVRI-II '65, per esempio, ha la veneer board... Anche se molto più spessa di quel che dovrebbe essere. Giusto per essere onesti, va detto che anche tra le pre-CBS e le prime CBS qualche veneer board un po' più spessa capitava, ma non era la norma e, comunque, così spesse io non ne ho mai viste.

Comunque, mi dispiace aver generato tutta questa confusione, non era mia intenzione.
Rispondi
di zabu [user #2321]
commento del 24/05/2025 ore 16:52:28
Qualche hanno fa ebbi un lungo scambio di commenti con CescoCorner su uno dei suoi articoli qui su Accordo. Lui sosteneva, come mi pare anche tu, che le tastiere veneer venivano pressate a caldo sulle Fender pre-Cbs. Io avevo letto da fonti documentate che in realtà le tastiere curved board partivano da una tastiera slab board che veniva lavorata, creando la concavità nella parte inferiore e quindi, incollate sul manico. Questa tecnica (e non la pressatura a caldo) è senza ombra di dubbio utilizzata da Fender nella produzione contemporanea del CS e credo ragionevolmente anche nella serie AV (cioè nella attuale riedizione '65). Qui trovi l'articolo con lo scambio di commenti: vai al link Nei miei commenti ci sono riferimenti bibliografici e online che supportano l'idea che le tastiere veneer non sono curvate a caldo.
Rispondi
di aleck [user #22654]
commento del 24/05/2025 ore 19:38:35
Interessante! Io non ho un'esperienza paragonabile a quella di Francesco, in vita mia ho suonato una Stratocaster del 1964 (di cui sono molto orgoglioso, visto che pare sia stata acquistata qualche anno dopo, da Bonamassa) e ho potuto esaminare un bel Jazz Bass fiesta red in Museo Nazionale... Eppure sono giunto alle stesse conclusioni. In primis potendo per la tastiera prestata perché l'esame dell'andamento delle venature e sei segni di lavorazione non suggerisce una tastiera scolpita, e poi anche perché una tastiera scolpita triplicherebbe le lavorazioni necessarie senza nessun vantaggio pratico (la superficie di incollaggio aumentata è la stessa che si ottiene con una tastiera pressata) né economico (visto che il dispendio in termini di legno pregiato sarebbe lo stesso di una slab board). Queste però sono mie deduzioni: mi hai incuriosito e mi andrò a studiare questa questione che non avevo mai approfondito!
Rispondi
di aleck [user #22654]
commento del 25/05/2025 ore 01:33:01
Controllando quello che ho scritto noto qualche refuso ("propendo" e non "potendo"!) ma spero che il succo si capisca :-)

Comunque la questione è davvero interessante, ho letto qualcosa e non sono convintissimo... Ma sicuramente incuriosito! C'è comunque un modo per fugare ogni dubbio: trovare una Fender d'epoca con tastiera tagliata di quarto (all'incirca) e vedere se, nel tacco, le vene corrono parallele o sono, a loro volta, "radiused". Potrei avere la possibilità di verificare, nel caso tornerò a scrivere.
Rispondi
di zabu [user #2321]
commento del 25/05/2025 ore 03:43:45
Hai centrato il punto. Io mi ricordo feci una ricerca fotografica online e trovai una buona foto della fine della tastiera di uno strumento vintage. Si vedeva bene che le venature erano infatti perfettanente perpendicolari al manico e non seguivano una curvatura.

Comunque il discorso del perché Fender avrebbe proceduto nella apparente bizzarria di partire da una tastiera slab e rendere concava la base, bisogna capire quale fosse lo scopo ultimo delle tastiere curved board. Si legge molto spesso che la ragione sarebbe stata economica, cioè utilizzare una quantità minore di palissandro. Questa teoria si basa sulla aneddotica che Leo Fender fosse attentissimo a massimizzare il costo dei materiali e l'efficenza delle lavorazioni: cosa certamente vera, ma in questo caso non è una prova. Dalle fonti che avevo trovato io infatti la ragione della adozione delle tastiere curved board scaturì invece da un problema di stabilità dei manici slab board. Leo aveva sviluppato un sistema di inserimento dei tasti laterale, che prevedeva un cordolo più corto rispetto ai tasti moderni. Le tastiere slab board in palissandro erano piuttosto spesse e (in certe condizioni) potevano reaggire in modo differente ai cambiamenti di umidità rispetto ai manici in acero. Una soluzione poteva essere (come nelle attuali riedizioni) di inserire i tasti dall'alto e tagliare degli slots più profondi nel palissandro. Questo avrebbe parcellizzato la tastiera in palissandro in diverse unità e reso il manico più stabile. Ma Leo non voleva cambiare il suo sistema di inserimento dei tasti laterale, per cui la Fender sviluppò l'idea di una tastiere più fina e curva, proprio al fine di ottenere una maggiore stabilità.

Oggi comunque è certo che le tastiere curved board nelle riedizioni sono scavate, come si evince in base a un video dello stesso Custom Shop Fender (vai al link a 3:15') Su questo credo non ci piova e penso che alla Fender abbian ben studiato la problematica -anche da un punto di vista tecnico, oltre che storico- prima di decidere di utilizzare quella soluzione piuttosto che la curvatura a caldo.



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di Guycho [user #2802]
commento del 22/05/2025 ore 09:33:30
Esposta dove?
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di aleck [user #22654]
commento del 22/05/2025 ore 09:36:47
Qualche mese fa da Musical Tamayo, un bel negozio pieno di chitarre a Valladolid, Spagna.
Rispondi
di zabu [user #2321]
commento del 23/05/2025 ore 16:45:42
Non ho avuto mai la possibilità di provare una Jimmie Vaughan, però mi sembra uno strumento interessante.

Riguardo agli aspetti costruttivi e di feeling delke riedizioni Fender, mi pare che nei commenti precedenti sono stati analizzatoi tutti i punti di vista. Mi viene solo da fare un paio di considerazioni.

Il Custom Shop ha prodotto da fine anni '90 fino al 2012 delle riedizioni abbastanza fedeli. Dopo quella data, il radius 9.5" è diventato quasi la norma. Fino al 2014 offrivano anvora di serie strumenti con caratteristiche vintage corrette. Io ho una 2014 appunto con radius 7.25" che è una replica abbastanza fedele. Negli anni successivi sono partiti per la tangente con i modelli modificati e realizzti in piccole serie. Io ho una 2017 con radius 12", tasti Jumbo e pickups hand wound, molto poco "filologica", che però suona in modo spettacolare.

Per la serie AV ci sono state varie iterazioni. Quelle più fedeli sono state prodotte dal 2012 al 2018, mi pare. Era quelle con la vernice che si autodistruggeva da sola 😅 La nuova serie AVII mi pare un passo indietro dal punto di vista della verosimiglianza agli originali vintage. Ho notato, ad esempio, che sulle Telecaster '50 non hanno messo "routing bump" sul bod, nel raccirdo tra spalla e tasca del manico. Una stupidaggine, ma che ci voleva a far contenti gli appassionati di vintage? Non lobdanno secondo me per questioni di marketing, così poi le persone orima o poi si comprano la CS. Più oneste forse erano allora le American Original. Io ho avuto una Strato '50 e (seppure una replica approssimata con alcuni tocchi miderni) era un buono strumento. Comunque le AV attraggono anche per tutto il pacchetto con cui vengono: la custodia rigida, certificato e amenità varie che fanno parte dei case candy. Nessuno di questi elementi ovviamente influisce sul suono, ma comunque fa parte di un pacchetto che comunque attira.
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di aleck [user #22654]
commento del 23/05/2025 ore 16:59:58
Caro Zabu, condivido le tue perplessità e giungo alle medesime conclusioni. Mi sento un po' meno pazzo :-)

Venendo alla Jimmie Vaughan: se te ne capita una a tiro, provala! Non ha nulla a che fare con il vintage, ma è un formidabile workhorse. Una chitarra modesta ma con un suo fascino, dettato in primis dal suo essere una signature amata e usata anche dal suo ispiratore, e poi perché, visto che rimane sostanzialmente invariata da '97, è una chitarra che a tenerla in mano sembra ricordarci, col tempo che passa, le cose che contano.
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di zabu [user #2321]
commento del 24/05/2025 ore 16:45:01
Non sei assolutamente il solo ad avere delle perplessità sulla questione delle repliche Fender. Ma lo stesso in fondo è vero per le Gibson non CS. Cioè che senso ha proporre, ad esempio le Les Paul ispirate agli anni '50 e '60, quindi con tutte le idiosincrasie di un design ormai datato, e poi però volutamente sabotarne l'estetica (dalla bombatura alle dimensioni della paletta)? Dal punto di vista del costo fare le cose "giuste" non costerebbe nulla di più, quindi ovviamente la motivazione è un'altra: differenziare le fasce di prodotto in modo tale da mantenere alto l'interesse sui prodotti di fascia superiore. Il punto è che comunque parliamo di strumenti (nel caso di Gibson) che costano già veramente tanto nella serie "normale".

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di zabu [user #2321]
commento del 24/05/2025 ore 16:00:40
"Router hump" non "Routing bump" 😏Quando si scrive un post di fretta sul telefono...
Rispondi
di jack182 [user #41282]
commento del 24/05/2025 ore 23:05:48
Ciao! Mi accodo ai commenti 😅. Parlando di Stratocaster e Fender in generale io credo che alla base del discorso ci sia il "percepito" e la "realtà". Ormai chi può avere un confronto con l'originale sono poche persone per ovvi motivi, e quindi quando uno andrà a comprare una replica 63 piuttosto che una 69 si baserà sulle sensazioni che lo strumento restituisce. Ma sono appunto sensazioni che non avranno mai riscontro e come hai sottolineato poco avranno a vedere con l'originale vero. Da quel punto di vista mi sento perfettamente in linea con Francescod che sottolinea come invece Gibson abbia investito veramente tanto per cercare di restituire quanto di più vicino ad una copia 1:1 dell'originale. Molto probabilmente a Fender è un discorso che non interessa e dà l'unica possibilità rivolgendosi a un masterbuilder
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di DiPaolo [user #48659]
commento del 25/05/2025 ore 12:52:07
Ciao Alek, la "macchina" industriale Fender ha le sue motivazioni commerciali per immettere sul mercato nuovi "vecchi" modelli non perfettamente riprodotti: le diverse esigenze dei clienti suonatori (tastiere più piatte, tasti più grossi, P.U. più potenti, ecc.), discorso diverso se il prodotto fosse indirizzato a clienti collezionisti, ma non sarebbe mai un prodotto New Old Stock, ma solo Reissue, che il collezionista snobba; c'è, inoltre, l'aspetto sgocciolamento, tutti gli aspetti specifici vengono introdotti in rilasci successivi che ... svalutano i prodotti passati. Se vuoi una strato, una tele, una Jaguar ecc. riproduzione corretta del periodo pre CBS, devi trovare una Japan Vintage ('82 - '85) nelle versioni di punta 115 (hanno il corpo in soli 2 pezzi, vernice nitro, legni corretti e copiati perfettamente ma ... con macchine CNC e Hardware totalmente americano, ponte, chiavette, abbassacorda, P.U. pot. selettore, battipenna ecc.), pensa che per la mia Strato reissue '57 - 115, hanno costruito e montato P.U. con poli SUD alle corde (tutti e 3) come in origine dal '57 al '60. Inizialmente marchiate Fender, erano destinate al solo mercato giapponese per combattere il mercato delle copie, ma i rivenditori le esportarono e Fender USA dovette rispondere a questa concorrenza "amica", cambiando il marchio (a tutte) in Squier, una casa di corde per chitarra fallita, acquistata da Leo negli anni '50. Fender portò in FujiGen Gakki i modelli originali pre CBS ed i giapponesi li copiarono fedelmente come solo loro sanno fare, la mia strato ha un corpo in due pezzi d'acero in due tono sunburst, manico in acero monoblocco, con radius 7,25" e tasti vintage e ci puoi fare tranquillamente bending senza fritture. I modelli 115 si trovano ma a costi importanti però ... Ciao, Paul.
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