Marshall Amplification celebra quarant’anni di ironia, rumore e rock con il lancio dello , una versione ultra-limitata del JVM410H realizzata in pochissimi esemplari e tutti a disposizione del solo Sweetwater. Soltanto 20 unità sono state costruite, e soltanto 11 di queste unità sono destinate alla vendita per un'operazione interamente rivolta alla raccolta per beneficienza.
È il tributo definitivo al legame tra il marchio britannico e la – ma profondamente amata – della storia del rock. L’iniziativa nasce in concomitanza con l’uscita di , sequel ufficiale del film del 1984, e porta alle estreme conseguenze il celebre motto “These go to 11”, con un controllo del volume che ora... va letteralmente all’infinito.
Dall’11 all’infinito: una storia di cultura rock
Chiunque abbia mai maneggiato un Marshall dopo la metà degli anni '80, sa bene che la fama del brand si è legata inevitabilmente alla famosa battuta di Nigel Tufnel (Christopher Guest), chitarrista dei Tap: i suoi amplificatori sono modificati per “andare a 11”, simbolo della potenza e dell’eccesso del rock. Come racconta Steph Carter, Director of Culture Marketing di Marshall, quella frase “è diventata parte dell’identità stessa del marchio: la gente ama i Marshall perché sono potenti, e quella battuta ha trasformato una battuta in un manifesto sonoro.”
Con il ritorno di Spinal Tap sullo schermo, era inevitabile che Marshall rilanciasse la sfida. E così, su richiesta dello stesso Guest, nasce l’Infinity Amp, l’amplificatore più simbolico e surreale mai prodotto dal marchio di Milton Keynes.
Costruzione e caratteristiche esclusive
Il cuore tecnico del progetto resta quello di un JVM410H da 100 watt, costruito con lo stesso rigore e la stessa componentistica che lo hanno reso un riferimento per molti chitarristi. Tuttavia, la versione Infinity Edition introduce una serie di dettagli unici che ne fanno un oggetto da collezione assoluto.
- Infinity Knob: la manopola del master volume non ha numeri, ma l’iconico simbolo ∞, come nel teaser del film.
- “Goes to 11”: tutti gli altri controlli mantengono la scala fino a 11, un omaggio al mito originario.
- Canali dedicati: due dei quattro canali portano nomi personalizzati – St. Hubbins e Tufnel – mentre il controllo dei bassi diventa Smalls, in onore del bassista Derek Smalls.
- Look da film: grafica nera e oro con loghi Spinal Tap, costruzione artigianale presso la sede Marshall di Milton Keynes e una placca numerata a certificare l’autenticità.

Un progetto nato da un dialogo tra artisti
La genesi dell’Infinity Amp parte da una conversazione tra Christopher Guest e il team Marshall guidato da Hugh Gilmartin. Guest, che oltre a interpretare Tufnel nei Tap è un grande conoscitore degli amplificatori del marchio, ha voluto che il modello base fosse proprio il JVM410H, per la sua versatilità e per la capacità di coprire un ampio spettro sonoro, dal clean più brillante alla saturazione più feroce.
Gli esemplari destinati al film sono stati costruiti in Inghilterra e spediti negli Stati Uniti per le riprese di

Tra beneficenza e collezionismo
Fedeli allo spirito ironico ma solidale del progetto, 11 dei 20 amplificatori verranno venduti attraverso la piattaforma Sweetwater Gear Exchange, con tutti i proventi devoluti a enti di beneficenza scelti dai membri di Spinal Tap. Un oggetto per collezionisti, certo, ma anche un promemoria: il volume non si misura in numeri, bensì in attitudine.
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