SHG MUSIC SHOW PEOPLE STORE
Vintage è meglio o ci piace crederlo? Antefatto
di [user #67168] - pubblicato il

1987.

È un'estate un po' stramba, per l'epoca s'intende, piuttosto fresca e piovosa, con il gelo invernale che sembra un po' faticare ad abbandonare le nostre coste. Tuttavia, la radio del Maggiolone Volkswagen del papà, come la chiamava lui, è sparata a canna. La capote rigorosamente abbassata e il sottoscritto continua ad armeggiare sui pulsanti FM, alla ricerca disperata di una stazione che non propini per l'ennesima volta quella "Bella d'estate" di Mango che, dall'edizione Sanremese di febbraio, viene sparata a ripetizione da tutte le emittenti radiofoniche.
Non sto più nella pelle: è il giorno del mio diciottesimo compleanno e, al contrario di tutti i miei coetanei che sognano la Lancia Delta HF, io non vedo l'ora di portarmi a casa la chitarra dei miei sogni. Avevo iniziato a strimpellare qualche anno prima, con una Eko M-24, regalo della cresima, con cui avevo iniziato i miei primi accordi a suon di ACDC. Mi affiancavano la collezione completa della mitica "Chitarra" di Franco Cerri, di cui conservo ancora gelosamente stampe e audiocassette, e il mio fidato Sony Walkman TPS-L2 argentato (ancora oggi è aperta la diatriba sul fatto che sia più blu o argento...).
C'era un negozio in città, a circa un'ora di strada da dove abitavo io, l'unico della zona (ora chiuso, ma che ricordo con nostalgia) in cui avevo passato interi pomeriggi nel doposcuola: era quasi un rito tornarci quotidianamente, stando lì ad osservare una Les Paul Standard, rigorosamente in Cherry Burst, attraverso la vetrinetta di protezione. Poi un giorno avevo preso coraggio e richiesto di provarla e da lì, pace alla buon anima di Giorgio che era titolare, me la godevo almeno per una ventina di minuti su un piccolo Geloso in una stanzina del retrobottega. Penso di averla consumata io stesso quella chitarra, tanto che quando venne venduta aveva già una tastiera parecchio rodata. È qui accanto a me ora, ma questa è un'altra storia.
Fatto sta che quella mattina nuvolosa ma assolutamente afosa, ero convinto che il babbo mi avrebbe portato ad acquistarne una analoga.

Ma ben presto la strada che imbocca è diversa: si avventura verso la zona Appenninca tosco-emiliana e imbocca una stradina un po' isolata che non conosco.
-Ma non andiamo in città?- chiedo timoroso, già che mi vedo i miei sogni svanire.
-No, non questa volta- mi risponde con un mezzo sorrisetto soddisfatto sulla bocca.
Va' a finire che entriamo in una corte di una villetta antica, parcheggiamo e... vedo una Lancia rosso fiammante parcheggiata dentro un garage con la basculante semi-aperta.
Intuisco, con un mezzo sorriso intristito, e già mi vedo a pensare di rivenderla ancor prima di averci messo le mani sopra, per prendermi un paio di chitarre americane e una vecchia Panda per gironzolare.
A un certo punto esce fuori un signore, l'età circa combaciante con quella del papà, che saluta con affetto.

-Ah eccolo qua il musicista!- esclama quando il papà mi presenta, e mi molla una pacca affettuosa sulla spalla, - Sai perché sei qua oggi giovanotto?-
-No signore- mento, gli stringo la mano con cortesia e poggio il mio sguardo sul garage. I due se ne accorgono e ridacchiano.
-Ah no, quella non è per te ma del mio ragazzo! Vieni dentro, vieni dentro. Sono certo che rimarrai conquistato.-
Fa un cenno, e io confuso comincio a seguirli. Entriamo, attraversiamo un po' di stanze, e alla fine giungiamo a una scaletta che conduce verso le cantine.
-Dopo di te- mi dice raggiante il Signore, e io avanzo incuriosito e intimorito. Che sarà mai? L'idea dell'auto ormai se ne è andata, scendo lentamente gli scalini e...

Mi si apre un mondo: una stanza lievemente illuminata, letteralmente cosparsa di chitarre. Gibson, Fender, Rickenbacker, Kramer, Gretsch... rigorosamente poggiate sui loro supporti; una quindicina di amplificatori, fra testate, casse e combo, poggiati contro i muri che sembrano quasi invitare gli ospiti ad accenderli tutti e spararli a canna. "Ma sogno o son desto?" Mi dico.
Guardo mio padre e l'altro signore con occhi sognanti, fremente dal toccarle, prenderle fra le braccia e attaccarle a tutti gli amplificatori presenti.
Il Signore si avvicina, inizia a raccontare una storia che mi rapisce ed alla fine termina con un: -Sono già d'accordo col tuo babbo. Provale, attaccale dove vuoi, scegline una e l'amplificatore che preferisci. Quando l'avrai trovata, penso che comincerai a rompere un bel po' le scatole ai tuoi vicini. Ma...-, e si avvicina con passo sicuro agli strumenti - Questa, questa (ne indica sei o sette tutte raggruppate in una parte specifica della stanza) non sono in vendita, puoi comunque provarle se lo desideri. Le altre... beh goditele-.

Mi hanno dovuto letteralmente strappare di dosso lo strumento quel giorno per farmi tornare a casa, fatto sta che, quasi inconsapevolmente, mi sono passate sotto le mani per la prima volta degli strumenti che oggi varrebbero una fortuna milionaria. All'epoca per me erano tutte bellissime, straordinarie: mi sembrava di non aver mai sentito strumenti più belli sulla faccia della terra. Altro che Geloso e Les Paul standard, avevo pensato. Quella sera tornavo raggiante verso i miei lidi, con la capote rigorosamente chiusa e un JCM 800 caricato alla bell'e meglio sui sedili posteriori. Nel baule, racchiusa nella sua custodia, una Gibson Les Paul Black Beauty del 1969.
Ma con quel signore non persi mai i contatti, e fu proprio lui a iniziarmi al mondo del Vintage. Almeno fino al mio trasferimento, all'inizio del nuovo millennio, a Ginevra in Svizzera. E qui, complice l'esperienza maturata e il mutare degli eventi, conobbi il grande amico di cui vi avevo parlato la scorsa volta.

Nel prossimo capitolo, vi inizierò a parlare di tutte le "scoperte" sul mondo vintage appurate nel corso degli anni.
Mostra commenti     4
Altro da leggere
Grama Tera, "Sanmartin", un viaggio tra ballate criminali, canti di lavoro e fenomeni atmosferici
Il circuito del Marshall JCM800 entra ufficialmente nell’ecosistema Synergy
Walrus Audio presenta l'Highpoint: compressione ottica analogica in formato compatto
Il successo si può costruire, e non è una scoperta. Wired e l'ascesa dei Geese
Formula B entra nel mondo delle tracolle, debutto artigianale in chiave vintage
Harley Benton MV-4JB Plus BassTheWorld Signature: un Jazz Bass contemporaneo sviluppato con Gregor Fris
Articoli più letti
Seguici anche su:
Scrivono i lettori
Una semi-acustica home made: l’evoluzione di una chitarra unica
Never Ending Pedalboard (e relative sfumature made in Italy)
Gretsch G5220: gran muletto per i più esperti
Mini Humbucker FG Mini-H SP-1
Fattoria Mendoza Hi-Crunch: il fratello arrabbiato dell'M
Harley Benton Tube5 combo: sei bella quando strilli
Parliamo di analogico!
Sistemi digitali per cinquantenni soddisfatti
Impressioni a freddo sul Neural DSP Quad Cortex
Acquistare strumenti musicali in Gran Bretagna: come funziona il dazio...
Basi o Altezze?
M-Vave: profiling per tutti
Vintage V132: Les Paul style con un rapporto qualità-prezzo sbalordit...
Wiring Nashville su un kit Telecaster




Licenza Creative Commons - Privacy - Accordo.it Srl - P.IVA 04265970964