Dopo anni di richieste da parte della community progressive-metal e djent, Jackson ha finalmente presentato la prima versione a otto corde della signature di Misha Mansoor. Si chiama e rappresenta, nelle parole dello stesso chitarrista dei Periphery, “l’ultimo tassello del puzzle”.
La nuova Juggernaut ET8 raccoglie l’eredità della Juggernaut HT6 lanciata lo scorso anno, mantenendo la filosofia che ha caratterizzato il recente corso delle signature di Mansoor: strumenti più accessibili rispetto alle versioni top di gamma, ma senza rinunciare agli elementi chiave del progetto sonoro. Questa volta, però, la ricetta si spinge nel territorio che più identifica il linguaggio dei Periphery: le otto corde.

La chitarra adotta una scala da 27 pollici e abbina un body in pioppo a un manico bolt-on in acero caramelizzato con rinforzi in grafite per garantire stabilità nelle accordature più basse. Il retro oliato promette una sensazione più veloce e scorrevole sotto le mani, mentre la tastiera in ebano da 20” di raggio, completamente flat, ospita 24 tasti jumbo in acciaio inox, bordi arrotondati e side dots Luminlay per la visibilità sul palco. L’elemento centrale del progetto è però il ponte EverTune F8, una prima assoluta all’interno della famiglia Juggernaut, ed è proprio questo sistema ad aver convinto definitivamente Mansoor:
“Usiamo molto le otto corde nei Periphery e sia dal vivo sia in studio EverTune mi permette di concentrarmi sulla performance e sul suono, lasciando al ponte il compito di gestire la stabilità dell’accordatura.”

In contesti nei quali dove palm mute estremi, accordature basse e registrazioni stratificate mettono continuamente sotto pressione l’intonazione, EverTune rappresenta quasi una soluzione “ingegneristica” al problema, mantenendo tensione e intonazione costanti anche al variare di temperatura e umidità. Sul fronte elettronico ritroviamo i pickup Jackson MM1, sviluppati direttamente con Mansoor come alternativa più accessibile ai celebri Bare Knuckle Juggernaut. Per la ET8 sono stati però riprogettati in versione otto corde, mantenendo il carattere dinamico e articolato che aveva convinto il chitarrista. Jackson descrive il risultato come una voce equilibrata ma aggressiva, con una brillantezza aggiuntiva ottenuta lasciando gli humbucker uncovered, scelta che aiuta a mantenere definizione anche sotto plettrate pesanti e gain elevati.
La gestione è affidata a selettore a cinque posizioni, volume master e tono push/pull. Una soluzione interessante perché evita modifiche accidentali durante l’esecuzione: il controllo entra infatti in funzione solo una volta attivato. Tra le altre specifiche troviamo meccaniche locking Jackson sigillate, strap lock Dunlop dual-locking, regolazione del truss rod accessibile dal tacco e corde Horizon Devices Progressive Tension Standard 8 installate di serie.
Disponibile esclusivamente nella finitura Gloss Nardo Gray, la Jackson Pro Plus Series Limited Edition Signature Misha Mansoor Juggernaut ET8 arriva sul mercato a 1.899 dollari / 1.699 sterline, completa di gig bag inclusa. Più che una semplice estensione della Juggernaut esistente, sembra il completamento definitivo della visione Mansoor: otto corde, stabilità assoluta e un’impostazione pensata esplicitamente per il progressive metal contemporaneo.
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