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Harmony H1203: vibrazioni dal 1969
Harmony H1203: vibrazioni dal 1969
di [user #43441] - pubblicato il

Conosciuta come la piccola Martin, la Harmony H1203 è una macchina da blues d'altri tempi che può essere ancora scovata per prezzi appetibili. Per portarsi a casa una Harmony Western Special della serie Sovereign degli anni '60 possono bastare poche centinaia di euro.
È il 1969, siamo nell'anno di Woodstock. I Rolling Stones vanno alla grande, incidente di Altamont a parte. I Fab Four, viceversa, sono nel pieno dei dissidi interni, ma chissene.
Siamo in un periodo di grandi cambiamenti. Mentre si predica l'amore libero, in Vietnam giovani americani ci lasciano le penne a frotte. Si è in piena rivoluzione studentesca, con discutibili esiti. Tra i giovani d'oltre Oceano si diffonde a macchia d'olio la smania per le macchine potenti, le cosiddette muscle car e, mentre in fatto di vendite Ford e Chevrolet bastonano tutti con rispettivamente Mustang e Camaro, Dodge sforna il Generale Lee, la micidiale Charger che, nella versione top, monta un propulsore di 7400 cc capace di sviluppare circa 500 cavalli, ma soprattutto amica dei benzinai con i suoi 3Km a litro.
Le chitarre acustiche hanno un momento di gloria che sembra non dover finire mai grazie al movimento dei figli dei fiori, presso i quali bongo e chitarre sono un must. In questo bucolico contesto, l'umanità getta le basi per il suo suicidio tra guerre, inquinamento, abuso di droghe e uno splendido e lussurioso fioccare di malattie a trasmissione sessuale. In questo contesto nasce a Chicago la protagonista del racconto di oggi. Ma facciamo un salto in avanti.

Siamo nel 1976, a casa mia si ascolta sempre tanta musica perché il babbo è appassionato. Mentre gioco con i soldatini noto una musica di sottofondo che attira la mia attenzione. Si tratta di un vecchio disco di Louis Armstrong. Da quel giorno, niente sarà più lo stesso. Convinto papà a regalarmi un album del vecchio Satchmo, la mia passione per la musica afroamericana cresce in modo esponenziale. Passa qualche tempo e mentre ascolto un programma radiofonico, che se non sbaglio si chiamava Supersonic e che per sigla aveva "In-a-gadda-da-vida" degli Iron Butterfly, passano un brano di un artista blues del passato, tale Mance Lipscomb. È qualcosa di nuovo che non ero abituato a sentire. Ha un gusto fortemente retrò e a questo ero abituato, ma con un ritmo diverso e martellante che mi colpisce tantissimo, pur non capendo un accidente di cosa dica.


Posto che all'epoca non avrò avuto più di dieci anni, avevo già capito che la mia strada mi avrebbe portato nel Mississippi, nella Louisiana, nella "Sweet home Alabama". La mia anima si era già persa in una scala pentatonica. Passano gli anni e la mia passione per le chitarre e per il blues old school non smette di crescere. Nel 1986, il film "Mississippi Adventure" con Ralph Macchio e Joe Seneca alla ricerca della canzone perduta di Robert Johnson segna un altro passo indelebile nella mia storia. Ricordo come fosse ieri che al cinema eravamo in due. Giusto per sottolineare quanto l'argomento interessasse all'epoca i miei concittadini.

Sono passati tanti anni da allora e qualche tempo fa, in una delle mie serate trascorse a cercare in rete qualche chitarra interessante da comperare, mi sono imbattuto nella protagonista dell'articolo.
Niente paura, amici, qui siamo alla portata di tutte le tasche!

Harmony H1203: vibrazioni dal 1969

Appena viste le foto dell'annuncio, alla mente è subito riaffiorato il ricordo di Mance Lipscomb, che ne fece la sua arma da battaglia definitiva.
Il colore ambrato, le crepe della vernice al sua sinuosa forma, tipo Martin ma con una personalità tutta sua... stiamo parlando di una chitarra prodotta dal 1945 al 1972, definita la "little Martin".
Il suo vero nome è Western Special, un nome che rimanda a verdi praterie, a cowboy attorno al fuoco, a serate di gala al Grand ole Opry di Nashville, ma che a me riporta sempre al blues, a fumosi e bui locali dove con voce roca si canta di cuori infranti, di vite dure, di un tempo in cui se volevi qualcosa te lo dovevi sudare. E in più arrivava dalla Louisiana.
Con poche centinaia di euro me la sono aggiudicata, del resto 350 euro cosa sono di fronte ai sogni di un bambino (cresciutello, ma giovane d'animo)?


Passano pochi, interminabili giorni e quando il postino suona alla porta io sento che è lei.
Aperto l'imballo osservo il gioiello, lo posiziono dove possa essere illuminato dal sole e mi siedo a contemplarlo. Una goduria per gli occhi con qualche piccola pecca da sistemare.
Telefono a un amico liutaio della zona intimandogli di sospendere i suoi lavori perché sto arrivando con una paziente VIP che necessita al volo di un po' di cure amorevoli. Passano due giorni e la damigella è pronta.

Harmony H1203: vibrazioni dal 1969

Il manico è generoso nelle proporzioni, proprio come piace a me. Come sosteneva McKinley Morganfield, più noto come Muddy Waters, più il manico è grosso, più la chitarra suona. Tutta di massello, ha splendide fasce e fondo di mogano e un top in abete sitka da paura. La tastiera è in palissandro brasiliano e il binding è ancora perfetto nonostante gli anni.

Il timbro non ha nulla a che vedere con le Martin. Suona bilanciatissima, dolce e caldissima. Se gli angeli esistono e suonano il blues, è con questa chitarra che lo fanno.
È potente e rotonda, mai eccessiva, con bassi ben definiti e cantini quasi da arpa.

Le meccaniche sono state sostituite, ma non importa: le Grover che monta sono stupende e introvabili a cifre ragionevoli, quasi valgono da sole più della chitarra stessa e, nonostante sia passato quasi mezzo secolo, sono ancora fluide e precise come le nuove.

Le Harmony Sovereign sono di vari tipi e rappresentano il top di gamma per la casa di Chicago.
Di certo non sono qui a raccontarvi che dovete dare al rogo le vostre Martin, perché sarebbe un'eresia. Vi sto dicendo che se amate il vintage e non avete migliaia di euro da investire, sono chitarre attualmente quotate fino a 6-700 euro ma di fatto facilmente reperibili per la metà.

Nella fattispecie hanno spesso un'action medio alta, ma un buon liutaio con modica spesa le può attualizzare abbastanza facilmente. Per i gourmet che abitualmente mi seguono, la catenatura è una ladder. Ne frena un po' la vibrazione, ma dà quella pasta blues inconfondibile.


È ideale per lo slide, ha un suono killer per il fingerpicking e per il flatpicking.


L'hanno usata tutti, da Keith Richards a George Harrison, da Jimmy Page a Rory Gallagher, da Mance Lipscomb a Lightnin Hopkins. Queste chitarre sono pietre miliari che hanno scritto pagine storiche nella musica del ventesimo secolo e fortunatamente sono ancora strumenti accessibili.


Probabilmente oggi si possono acquistare oggetti ottimi per la stessa cifra, ma il sapore della storia e il fascino di questi legni antichi, quello che hanno significato, non ha prezzo.
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