A mesi dall’arrivo sugli scaffali, "Map of a Blue City" continua a rivelare la sua natura più intima: un lavoro sospeso tra memoria e invenzione, in cui Marc Ribot torna a mostrarsi imprevedibile, coerente e unico. Il chitarrista americano rilegge trent’anni di idee rimaste in un cassetto trasformandole in un racconto sonoro che attraversa folk, blues, avanguardia e riflessi autobiografici. Un disco che, ascolto dopo ascolto, conferma quanto Ribot resti un narratore raro, capace di far vibrare la storia di una “città blu” con le sole dita sul manico. Continua...