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Eddie Van Halen, la chitarra che amava la musica
Eddie Van Halen, la chitarra che amava la musica
di [user #17404] - pubblicato il

C’è un pezzo che credo sia perfetto per capire il peso e l’entità del genio di Eddie Van Halen, il più grande chitarrista elettrico della storia del rock. Ed è un pezzo inusuale da suggerire, visto che si tratta di una sorta di capriccio suonato su una chitarra acustica. Il brano è “Spanish Fly” ed è un volo pindarico di sola chitarra, di poco meno di un minuto, che si libra tra i solchi pesanti e incandescenti dell’hard rock di "Van Halen II", secondo album della band del 1979.

La storia vuole che Eddie Van Halen, ospite una sera a casa del produttore artistico Ted Templeman, si fosse ubriacato e messo a giocare su un’acustica. Sconvolto da quello che usciva dalla sei corde, il fonico produttore decise di inserire quella perla nel disco in lavorazione. In quel minuto Eddie esegue sulla chitarra una prova di virtuosismo che lascia senza parole, supportato da una musicalità e un groove che trasformano quella che poteva essere una semplice dimostrazione di abilità in una perla musicale, una composizione autentica e finita. In quel minuto di libidine musicale e chitarristica sotto le dita di Eddie fluttuano quelle scale e quei fraseggi che negli anni a seguire sarebbero stati la ragione di esistere di una generazione di chitarristi: Paul Gilbert, Vinnie Moore, Jason Becker, Richie Kotzen, Greg Howe…

Eddie Van Halen, la chitarra che amava la musica

Eddie suona “Spanish Fly” con tecnica cristallina e aliena, con precisione e velocità disarmante rivelando un virtuosismo inarrivabile al cui confronto, molti altri suoi celebri assolo, paiono non mostrare che la punta dell’Iceberg del suo potenziale tecnico. E allora, quello scherzo suonato su una Ovation accordata due toni sotto, rivela che per Eddie la priorità non è mai stata la chitarra, il chitarrismo, ma servirsi della sua chitarra ammaliante per scrivere e suonare del grandissimo rock. “Spanish Fly” ci rivela che questo ragazzo avrebbe potuto sfornare dei dischi strumentali da far vedere i sorci verdi a ogni altro suo emulo o successore. Ma per Eddie la preoccupazione, invece, era fare musica per tutti, canzoni rock da consumare in mega concerti negli stadi, nelle arene, da ballare in pista nelle discoteche e da ascoltare a tutto volume in auto, sfrecciando con i finestrini abbassati. E qual era la magia? Che in questo rock frizzante, colorato, irriverente e, perché no, leggero e di facile consumo c’era comunque una chitarra che nessun nerd potrà mai nemmeno sperare di suonare con quella vivacità, vigore, sensualità e – soprattutto – tecnica. 

Eddie Van Halen, la chitarra che amava la musica

Eddie Van Halen allora, non era solo questo geniale inventore e innovatore dello strumento ma era un artista che aveva costruito attorno alla sua sei corde alata e incantevole un mondo musicale coerente con un look, un suono, un’estetica che avrebbero segnato le generazioni a seguire.
Quello che mi rattrista è che in un processo degenerativo inarrestabile, dopo Van Halen la chitarra, quella chitarra, con Floyd Rose, humbucker al ponte e frasi in tapping, è diventata sempre di più una cosa, appunto, da rivincita dei nerd. Non un’espressione musicale in armonia con la musica circostante, con i tempi correnti ma una pratica anacronistica da compiere in solitudine in dischi strumentali astrusi o standosene sciatti, davanti a una web-cam, come in una chat erotica. Invece il tapping di Van Halen era un fuoco d’artificio che scaturiva al culmine di un rituale dove si consumavano grandi canzoni, pubblico, amplificatori a tutto volume e si vestivano pantaloni rosa fluo, sfoggiati su un fisico da atleta e con sempre, un sorriso spavaldo ma gentile.


 
eddie van halen
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di kitestra78 [user #30170]
commento del 07/10/2020 ore 12:42:28
Gianni, come dicono i ragazzini, "ti lovvo". Il virtuosismo (spontaneo) a servizio della canzone è qualcosa che, davvero, dopo Van Halen si è perso, pian piano. Con l'unica eccezione, forse di Nuno Bettencourt, che purtroppo non ha avuto analoga fortuna commerciale: men che mai ne ha avuta il povero Vito Bratta, che sarebbe stato un altro ottimo "erede naturale" di Eddie. Oggi, purtroppo, lo stadio è il Web e le tute fluo sono state sostituite dal pigiama della cameretta ... Condoglianze a tutti
Rispondi
di pingone [user #43835]
commento del 07/10/2020 ore 17:25:45
pensiero assolutamente preciso e condivisibile, con un apprezzamento particolare per aver ricordato il bravissimo Vito bratta
Rispondi
di dale [user #2255]
commento del 07/10/2020 ore 13:11:29
Indimenticabile
Mitologico
Dopo Hendrix il migliore.
Rip genio
Rispondi
di Tubes [user #15838]
commento del 07/10/2020 ore 13:21:13
Bravo Gianni, ottima sintesi di un fenomeno musicale che ha bucato lo schermo della nostra immaginazione e difatti rimarrà eterno. Il resto a volte è solo palestra per le dita.
Rispondi
di tittis [user #28285]
commento del 07/10/2020 ore 13:23:49
"...per capire il peso e l’entità del genio di Eddie Van Halen, il più grande chitarrista elettrico della storia del rock." ... ma non era Jimi?
Rispondi
di Gianni Rojatti [user #17404]
commento del 07/10/2020 ore 13:42:08
Soprattutto oggi, questa precisazione, non mi pareva così urgente.
Ognuno è libero di assegnare lo scettro a chi di loro due preferisce.
Per me Jimi è la Strat. Ma Eddie è la SUPER Strat.
Rispondi
di pg667 [user #40129]
commento del 07/10/2020 ore 15:26:47
pur apprezzando molto Jimi e senza voler togliere nulla alla sua immensa influenza molto della sua leggenda deriva dalla sua prematura morte.

Eddie invece è diventato leggenda 42 anni fa al suo debutto su disco e da allora non ha fatto altro che consolidare ancora ed ancora il suo status.
Rispondi
di tittis [user #28285]
commento del 07/10/2020 ore 17:06:15
D'accordissimo.
Rispondi
di yasodanandana [user #699]
commento del 07/10/2020 ore 19:56:17
ritengo che Van Halen esista perchè prima c'è stato Hendrix.. e non trovo irrispettoso dirlo
Rispondi
di JMP-Jack [user #50869]
commento del 07/10/2020 ore 21:42:44
Ragazzi, non è una gara a chi ce l'ha più grosso. Le cosiddette classifiche dei migliori chitarristi al mondo sono tutte puttanate. Ognuno ha il suo stile e ognuno si è ispirato a qualcun'altro prima di lui. E' così che gira tutto quanto.
Anche Jimi Hendrix ha avuto quel qualcosa o qualcuno che lo ha invogliato ad imparare a suonare la chitarra. A sto punto allora perché non tornare molto più indietro e mettere sul podio l'inventore stesso della chitarra?

Van Halen potrà aver anche iniziato grazie a Jimi Hendrix, ma tutti gli sforzi che ha fatto per arrivare dove è arrivato innovando ulteriormente uno strumento, è solo merito suo.

Tutti suoniamo le stesse scale, le stesse note, ecc.. Non è cosa suoniamo, ma COME lo suoniamo.
Jimi ed Eddie, che ricordo essere 2 chitarristi appartenenti a decenni diversi, meritano lo stesso rispetto.
Rispondi
di yasodanandana [user #699]
commento del 07/10/2020 ore 22:25:47
"Ragazzi, non è una gara a chi ce l'ha più grosso"
concordo ... :-)
Rispondi
di pelgas [user #50313]
commento del 07/10/2020 ore 22:30:03
ovviamente
Rispondi
di HighwayStar [user #17218]
commento del 16/10/2020 ore 02:42:57
Uhm in realtà se vogliamo dare dei punti di riferimento per Eddie Van Halen possiamo dire Eric Clapton e Jimmy Page più che Hendrix.
Rispondi
di yasodanandana [user #699]
commento del 16/10/2020 ore 20:25:51
beh.. se non c'era hendrix era molto facile che tutti suonassimo la chitarra elettrica come una specie di acustica amplificata. Quindi Hendrix sta all'origine di tutti e tutto, poi, ovviamente, ci sono influenze più vicine e dirette
Rispondi
di HighwayStar [user #17218]
commento del 17/10/2020 ore 03:22:27
Dire che tutti avrebbero suonato la chitarra elettrica come una specie di acustica amplificata è un pò esagerato, ci sono tanti chitarristi che avevano già iniziato a passare il virtuosismo jazz sulla chitarra elettrica senza dovere nulla a Hendrix. Però è assolutamente vero che Hendrix è stato il primo che ha portato una rivoluzione nella chitarra rock che ha cambiato i modo di suonare di una marea di chitarristi. Per quello che riguarda Van Halen la rivoluzione che ha portato lui nella chitarra rock è stata molto più grande di quella di Hendrix.
Rispondi
di yasodanandana [user #699]
commento del 17/10/2020 ore 03:55:31
il virtuosismo jazz consisteva appunto nel suonare parti da acustica su un'acustica con un pick up aggiunto senza che tale elettrificazione generasse un vero e proprio modo peculiare di suonare...
Per capire la portata rivoluzionaria di Hendrix bisogna fare mente locale su come veniva suonata la chitarra elettrica prima di lui. Se uno lo fa si accorge che seppur Van Halen sia stato un artista epocale, Hendrix è stato estremamente più innovativo..
Rispondi
di HighwayStar [user #17218]
commento del 18/10/2020 ore 09:42:22
Hendrix è stato assolutamente innovativo, è stato il primo a rivoluzionare la chitarra rock (suono distorto esasperato, feedback, wah wah ecc.) ma Van Halen lo è stato ancor di più. Van Halen ha rivoluzionato la chitarra rock in maniera preponderante. Il perfezionamento della tecnica del Tapping è solo una parte di tutto ciò che ha apportato alla chitarra rock, era un vero e proprio inventore e negli anni a venire ne ha fatte diverse, è partito dal Tapping e dall'invenzione della super strat (che è a tutt'oggi una filosofia costruttiva che si è dipanata in molteplici versioni), ha contribuito alla progettazione del Floyd Rose (Floyd Rose diceva di come Van Halen andasse da lui a dirgli cosa andava bene e cosa non andava bene nelle varie prove di settaggio e sviluppo e pare attribuisca a Van Halen l'80% della sua invenzione) e anni dopo ha applicato al Floyd il D-Tuna che permetteva di abbassare facilmente da mi basso a re col ponte Floyd, ha lavorato sugli amplificatori ed ha contribuito personalmente alla progettazione dei suoi modelli, nella registrazione delle chitarre aveva anche lì il suo bel da dire, era una mente brillante.
Hendrix è stato il primo, colui che ha aperto la porta da cui tutti gli altri chitarristi (ma non solo) si sono affacciati, è apparsa loro una landa vastissima e inesplorata, Van Halen ha preso quella landa e ha fatto luce su luoghi remoti e distanti, ha tracciato mappe e percorsi per tutti i chitarristi in viaggio e ha messo a disposizione i mezzi per muoversi in quei tragitti. Hendrix era il maestro e Van Halen l'allievo, entrambi rivoluzionari della chitarra rock e con Eddie è stato il classico caso dell'allievo che supera il maestro.
Rispondi
di yasodanandana [user #699]
commento del 19/10/2020 ore 01:42:02
tutto ciò che dici è certamente apprezzabile. io stesso ascolto più Van Halen che Hendrix.. ma è come se tu non considerassi come veniva suonata la chitarra elettrica ai tempi di Hendrix o subito prima.

Se lo facessi ti renderesti conto l'abisso che c'era fra Hendrix e i suoi contemporanei.

Abisso che non c'era, invece, fra Van Halen e i suoi contemporanei o diretti predecessori..

Hendrix è, tanto per dirne una, l'inventore della chitarra elettrica, ovvero della chitarra elettrica come strumento REALMENTE differente dall'acustica o dalla classica, Van Halen, per quanto immenso genio, no ..

grazie della bella chiacchierata ;-)
Rispondi
di HighwayStar [user #17218]
commento del 19/10/2020 ore 02:28:28
Perdonami ma il modo in cui ti sei espresso non mi piace, per quanto relativamente fine (in realtà ben chiaro ed evidente), non accetto che tu mi dica che non ho memoria storica e non ti permetto di fare certe insinuazioni mantenendoti sul vago, se pensi che io sia uno di quelli che ritiene Van Halen un vero innovatore perché ha scoperto una cosetta in più di Hendrix forse non sono io a non avere memoria storica anche perché a livello musicale antropologico ha cambiato tantissimo nel rock; il tuo commento "fra qualche anno uscirà fuori uno che si inventerà una cosetta in più di Van Halen, e la gente sosterrà che questo tale è il vero innovatore mentre Van Halen era uno dei tanti" è brutto per il modo derisorio in cui ti arroghi di essere nel giusto, vorrei farti capire che non è una sfida a chi ha ragione ma solo storia della chitarra, Hendrix ha cambiato tutto e ha dato via a tutto, ovviamente senza Hendrix nulla sarebbe stato com'è stato dopo mentre Van Halen (che aveva una grande inventiva ma che non definirei esattamente genio) ha ridefinito tutto, ovviamente partendo da tutto ciò a cui Hendrix ha dato accesso a tutti gli altri. Non mi pare di avere tolto nulla a Hendrix ma Hendrix ha messo i cavalli davanti a un carro e successivamente Van Halen ha inventato l'automobile (oddio così è un pò esagerato l'esempio ma magari ora ci si capisce). Non sono un fanatico di Van Halen, non vorrei che ti passasse questo, solo che ho rispetto della memoria storica e come tu vuoi dare a Hendrix ciò che è di Hendrix io ritengo giusto dare a Eddie ciò che è di Eddie. Personalmente mi piacciono entrambi molto, poi ci sono periodi in cui sento più volentieri uno o l'altro ma quello è fisiologico e varia da persona a persona.
Rispondi
di latin28274 [user #45548]
commento del 07/10/2020 ore 13:24:19
Bravo Gianni, che bel commento.
Perchè amiamo i Deep Purple, Zeppelin, Van Halen, Ozzy, Whitesnake, Toto, e altre band così?
Perchè sono (state) band di grandi musicisti e grandi canzoni, delle quali ti innamoravi di tutto: sound, arrangiamenti, melodia, armonia, soli. Come disse una volta Gary Cherone (il collegamento tra Eddie e Nuno, per certi versi) in tanti di Van Halen hanno visto solo il tapping, dimenticando che quel genio, una volta appassionatosi alle tastiere, tirò fuori forse il riff introduttivo per keyboards più famoso della storia. perchè? Per la musica!
Che la terra gli sia lieve.
Rispondi
di esseneto [user #12492]
commento del 07/10/2020 ore 13:50:01
Che suono ! Pura energia , l'humbucker al ponte della strato ormai tutti i marchi lo mettono da anni di serie sulle loro chitarre ma all'epoca fu Eddie a schiaffarlo su una stratocaster accoppiata ad un Marshall spinto al limite, cambiando per sempre l'approccio e il sound distorto della solid body , creando il "Brown Sound" un timbro ormai a tutti gli effetti diventato leggenda .
Rispondi
di McTac [user #47030]
commento del 07/10/2020 ore 14:06:14
Mi associo ai complimenti per l'articolo: molto centrato. Ricordo da ragazzino quando uscì van halen I, fu realmente uno shock, che suono che chitarra che pezzi! Sicuro EVH è stato insieme ad Hendrix il grande innovatore della musica rock, forse anche di più come influenza sui posteri. Poi su chi è stato il migliore... beh che noia... ognuno ha i suoi preferiti.
Ciao a tutti e RIP EVH
Rispondi
di ludusus [user #2549]
commento del 07/10/2020 ore 14:08:55
Articolo bellissimo.
Rispondi
di acif [user #51223]
commento del 07/10/2020 ore 14:16:0
la notizia della sua scomparsa è stato il dive-bomb più grande che ci ha lasciato.. riposa in pace:(
Rispondi
di Zoso1974 [user #42646]
commento del 07/10/2020 ore 14:18:00
Non ho mai amato particolarmente i dischi di EVH, lo ammetto... non è il mio genere forse, ma non mi ha mai suscitato particolare interesse.
Ma storicamente, dopo Hendrix, è stato senza dubbio il più grande innovatore.
Nella storia della chitarra elettrica esiste un prima e un dopo EVH, e questo dice tutto.

A parte la miriada di tecniche che ha sviluppato è interessante anche il suo modo di vedere la chitarra come vero e proprio strumento da modellare secondo le sue necessità. Non ha solo cambiato il modo di suonarla la chitarra ma anche di costruirla.
Rispondi
di ming [user #2092]
commento del 07/10/2020 ore 14:23:51
Complimenti Zoso1974,
in questa triste giornata per la musica e per al chitarra in particolare, hai scritto delle frasi bellissime.
E' proprio così: nella storia della chitarra elettrica esiste un prima e un dopo EVH!
Rispondi
di gibsonmaniac [user #21617]
commento del 07/10/2020 ore 17:46:19
Hai colto perfettamente quello che anche a mio parere era il grande Eddie: dopo Chuck Berry e Jimi Hendrix Eddie Van Halen ha dato un'altra svolta alla chitarra elettrica nel rock, quelli che sono venuti dopo hanno imparato tutti da lui o da quelli che si erano ispirati a lui, questo non solo per la tecniche ma anche per i fraseggi che erano costituiti da scale che prima di allora, era il 1978, nessuno aveva mai utilizzato nel rock...se n'e' andato un vero Maestro e poi, a giudicare dalle interviste che ho visto doveva essere anche una persona davvero bella: simpatica, scanzonata, sempre pronto a prendersi in giro.
Mi spiace davvero
Rispondi
di maxonions [user #3296]
commento del 07/10/2020 ore 15:12:49
Mai che vi sia una moria di politici di tutti i colori per non far torto a nessuno solo persone utili si porta via la mala sorte
Rispondi
di megamass [user #27749]
commento del 09/10/2020 ore 09:20:14
Hai ragione! Ma mi sono dato forse una risposta: perché i posti migliori dove stare sono altri.....
Rispondi
di Kibb [user #19804]
commento del 07/10/2020 ore 16:16:17
bravissimo.. troppo spesso ho rivisto i soli di van halen eseguiti per carità in maniera impeccabile come una pratica asettica dentro 4 mura.. rimane il ricordo personale della mia adolescenza tra cassette e informazioni sbiadite in tv aspettando magari un videoclip .. ma Eddie ora è leggenda
Rispondi
di agnocaster [user #10508]
commento del 07/10/2020 ore 16:30:43
Era uno dei miei guitar-hero :-(... Lo scorso anno ho acquistato direttamente dal suo store i pantaloncini con i suoi colori e quando mi sono arrivati (dopo un viaggio di quasi 2 mesi) li ho indossati e sfoggiati felice come un bambino di 5 anni... Non ho mai saputo fare un briciolo dei suoi soli o accordi, ma ho sempre adorato il suo sorriso che dai videoclip degli anni '80 mi invogliava a strimpellare la chitarra perchè mi illudeva che fosse facile emulare la sua mostruosa tecnica. Buon viaggio Eddie... di là farai un bel trio con Randy e Stevie Ray ;-)
Rispondi
di gibsonmaniac [user #21617]
commento del 07/10/2020 ore 17:50:34
Paragonato a molti chitarristi di oggi "il tapping di Van Halen era un fuoco d’artificio che scaturiva al culmine di un rituale dove si consumavano grandi canzoni, pubblico, amplificatori a tutto volume e si vestivano pantaloni rosa fluo, sfoggiati su un fisico da atleta e con sempre, un sorriso spavaldo ma gentile."....hai fatto centro.
Rispondi
di Ernestor [user #46937]
commento del 07/10/2020 ore 18:46:59
Bach Mozart Behetoven, la classica ha loro, decenni li separano l’uno dall’altro, certe persone non nascono tutti i giorni. Il rock ha Jimy e Eddie... attendiamo un eroe che come mad max ci guidi verso un nuovo avvenire della seicorde tra synth, groovebox e pc. La musica ne ha bisogno perché pur tra tanti grandissimi nomi, sono due le vette visibili anche dalle terre più distanti di chi non sa neanche cosa sia una chitarra. Se la musica è la storia della nostra vita raccontata col suono, Jimy e Eddie sono le bussole che accompagnano i viaggiatori con una chitarra per bagaglio a mano; la musica è la strada, la vita è l’ispirazione. Mettiamoci in viaggio.
Rispondi
di Toti [user #51256]
commento del 07/10/2020 ore 19:10:49
Il Chuck Berry dell'era moderna
Il rock'n' roll patch 2.0
No shredder ma autentico virtuosismo fatto persona....
Che Dio o chi per lui l'abbia in gloria....sempre nei nostri cuori .......ciao Eddie!!!
Rispondi
di DANIELE61da [user #28553]
commento del 07/10/2020 ore 21:18:37
Quando andai a comprare il disco Van Halen nel 1978 e ascoltai Eruption, rimasi incantato di fronte a questa esplosione di note, suonate da un alieno sceso sulla terra. Tecnica mai fine a sé stessa ma al servizio della musicalità.
Rispondi
di Max Scarpanti [user #56093]
commento del 07/10/2020 ore 23:18:01
Vorrei condividere questo messaggio che ho ricevuto questa sera.

Per capire l'importanza di Eddie van Halen, vale forse la pena ricordare un fatto noto ma molto significativo: amava suonare e non importava tanto per chi, quando ma come. Nel 1983 Quincy Jones, che ne è il produttore, gli chiede di fare l'assolo in Beat It di Michael Jackson. "Tutti i miei compagni nei Van Halen erano fuori città", ricordava Eddie di quella collaborazione, "così mi sono detto, 'chi può suonare sul disco di questo ragazzino?'. Non volevo nulla. Ma forse un giorno Michael mi avrebbe dato lezioni di danza".
Rispondi
di MAURIZIO [user #49375]
commento del 07/10/2020 ore 23:18:06
L'ho sempre detto, e lo ripeto: il contributo che Edward Van Halen ha dato alla chitarra elettrica è stato ineguagliabile: è sempre attuale e mi stupisce ancora. I paragoni mi piacciono poco ma sono inevitabili: la (mia) verità è che ho diversi cd dei Van Halen e li riascolto di tanto in tanto. Non ho neanche un cd di Jimi, e se lo sento alla radio cambio canale.
Rispondi
di yasodanandana [user #699]
commento del 08/10/2020 ore 01:14:20
===========
=IMMENSO==
===========
Rispondi
di Francescod [user #48583]
commento del 08/10/2020 ore 10:46:08
Soltanto la settimana scorsa ho mandato a prendere un suo CD che mi mancava. E pochi giorni dopo ho aperto un thread per parlare di EVH su un forum. Qualche anno fa avevo acquistato una Charvel Usa EVH rossa, bianca e nera come puro tributo al mio amore per lui. OU812 è stata la mia prima cassetta in assoluto. Cabo Wabo il brano che mi ha fatto capire cosa fosse un riff. Diver Down il primo vinile che mi è stato regalato dalla mia ragazza ai tempi delle superiori. Il mio primo basso elettrico, bianco, finì dopo pochi giorni dall'acquisto per essere ricoperto di strisce nastro isolante nero (con enorme incazzatura di mio padre e totale sconcerto degli amici). Live without a net la prima VHS di musica.
Ho ascoltato talmente tanto i VH che mia madre un giorno, mentre stirava, ha iniziato a canticchiare un ritornello dei Van Halen. A volte per farmi passare il mal di testa, alzavo il volume ascoltando 5150 (lo so, sembra un paradosso). Van Halen II è stato l'album che più ho consumato. Van Halen III con Cherone è stato l'album che più ho ammirato provando rabbia per il fatto che i fan non avessero premiato il coraggio di mostrarsi maturi, in evoluzione e non eterni ragazzini. Questo non lo perdonerò mai ai "fan" dei VH, e non ci sono scuse.
Praticamente mi ha accompagnato dai miei primi anni delle superiori ai 45 anni. Adesso proseguo con la musica, le mie chitarre, i miei bassi, i tanti cd e vinili, un po' più solo, un po' più vecchio, un po' più triste. Pare sia la vita. Vedrò almeno di continuare a supportare gli artisti che lo meritano continuando ad acquistare CD e vinili.
Rispondi
di MM [user #34535]
commento del 08/10/2020 ore 11:04:07
Secono me, il grande merito di Eddie, oltre al suo immenso talento e alla tecnica mostruosa, è di aver inventato un Suono unico al mondo.
Rispondi
di Pearly Gates [user #12346]
commento del 08/10/2020 ore 11:52:26
Eddie Van Halen non sapeva leggere la musica, e in più di una intervista ha detto...Io non mai preso lezioni di chitarra, probabilmente se avessi preso lezioni non avrei mai fatto tutto quello che ho fatto. (perchè è andato contro e fuori dalle regole convenzionali) persino il modo tenere il plettro non è canonico.

Poi c'è il lato ingenieristico, da sperimentatore, la visione della chitarra in quanto strumento nel senso di attrezzo, creò la chitarra perfetta per lui super essenziale (1 Pickup fissato direttamente a body e un pot del volume) anche se era un accrocchio di pezzi e verniciata con lo spray.

vai al link

C'è chi nasce pecora e pensa che sia giusto stare nel gregge, seguire dogmi senza avere mai un pensiero critico e spesso ostracizzare chi la pensa diversamente .
E poi ci sono i liberi pensatori, ed Eddie Van Halen era uno di loro.

Purtroppo aveva un vizio di merda: fumare come una ciminiera ed è per questo che morto troppo presto.
NON FUMATE.

Rispondi
di asidisi [user #16165]
commento del 09/10/2020 ore 00:32:43
Ottimo pensiero ,condivido tutto (anche sul fumare,ma purtroppo sono 20 anni che tento di smettere...)
Rispondi
di THE_Luke [user #31235]
commento del 08/10/2020 ore 12:04:31
uno dei molti motivi per cui tu, Gianni, scrivi per Accordo ed io, luca, faccio l'informatico credo stia in articoli come questo.
Che vanno dritti al punto: EVH era un genio musicale a tutto tondo, come di questi tempi non ce ne sono e forse non ce ne saranno piu.
Grazie a te per l'articolo, e grazie a lui per tutto il resto.
Rispondi
di frankpoogy [user #45097]
commento del 08/10/2020 ore 22:21:47
Bell'articolo, complimenti!

Mi piacciono molto i commenti di:
- Zoso1974, per aver messo in evidenza il fatto che Eddie ha innescato anche il fenomeno della modifica selvaggia dello strumento (ma pure gli ampli che passavano sotto le sue mani, se non ricordo male, subivano esperimenti senza pietà). Inoltre condivido il fatto che il nostro mondo sia classificabile come in un "prima di Eddie" e un "dopo Eddie" (condivido anche il pensiero di chi afferma che ci sono, a monte di tutto, un prima e un dopo Chuck e Jimi);
- Francescod, nelle cui parole mi riconosco parecchio (Live without a net è stato anche per me il primo VHS musicale);
- Pearly Gates, che ha ricordato che, in ambito rock, le lezioni e la teoria, per un genio come Eddie, possono essere un limite anziché un aiuto.

Grazie Eddie per tutto quel che hai donato a moltissimi amanti dello strumento e della musica, a partire dall'impulso irrefrenabile a imbracciare una chitarra, a tentare senza speranza di mettere in fila due note delle tue, a personalizzare una solid body senza ritegno... Grazie per il tuo eterno sorriso... e il buonumore che mi hai trasmesso fin dal primo momento in cui ti ho ascoltato. Grazie!
Rispondi
di latin28274 [user #45548]
commento del 09/10/2020 ore 12:55:37
Ciao,
concordo con te, Eddie è stato un innovatore anche per quanto riguarda gli ampli. Se non sbaglio, cambiava la tensione dei suoi Marshall (una modifica che forse accorciava la vita alle valvole, pur di avere il suo suono), e devo ammettere che i vari modelli costruiti su sue specifiche sia sotto il marchio Peavey che il suo personale sono stati uno migliore degli altri.
E pur non avendo inseguito in maniera pedissequa il brown sound (perchè non sono abbastanza bravo a suonare con quel suono lì, col quale devi avere una mano destra precisissima), in pedaliera ho il suo phaser. Questo ha innovato in ogni caso!
Rispondi
di frankpoogy [user #45097]
commento del 09/10/2020 ore 22:23:11
Hai ragione, molti amp firmati da Eddie sono stupendi; inoltre se si pensa che qualcosa che si chiama "brown sound" ce lo ritroviamo in ogni multieffetto, in ogni simulatore di amp... Non si può fare a meno di constatare quanto quest'uomo abbia influenzato il nostro mondo chitarristico. Ciao
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di AlceVeloce [user #44287]
commento del 09/10/2020 ore 14:05:
Una riflessione che meglio di così non poteva essere tradotta, se n'è andato un gigante, per fortuna rimarrà la sua musica a ricordarci chi era
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di Francescod [user #48583]
commento del 09/10/2020 ore 17:44:06
Ho una richiesta per la redazione di Accordo.
Gli articoli pubblicati su Accordo scorrono man mano che ne arrivano di nuovi. Potreste lasciare questo articolo in primo piano almeno per tutto il 2020? Io lo lascerei ad eterna memoria, ma sarebbe già sufficiente fino a fine anno.
Rispondi
di frankpoogy [user #45097]
commento del 09/10/2020 ore 22:13:37
Sottoscrivo questa richiesta, non si può trattare un argomento come questo alla stregua di uno qualsiasi.
Rispondi
di joerocker [user #11075]
commento del 09/10/2020 ore 20:00:53
Sono abbastanza stanco di questa eterna discussione e critica ai virtuosi.
Ci sono chitarristi che sono tecnicamente mostruosi ma estremamente noiosi, così come ci sono altri che sono maestri di tecnica ma anche grandi musicisti, anche se, il fatto che suonino musica strumentale o composizioni complesse, li rende meno digeribili a un pubblico più vasto.
E si dice il solito "un bending di Gilmour spazza via tutti", ma Gilmour non può suonare quello che suonano altri chitarristi e non può esprimere quella complessità. Essere lenti, non vuol dire essere bravi. Se non vi piace o non capite, non ascoltate.
Dispiace che quella che non si possa fare celebrazione di Eddie e di quello che ha fatto, del suo genio, della sua frizzantezza, senza doverla trasformare in un confronto o una critica.
Ricordiamoci di Eddie, piangiamolo, ascoltiamolo e andiamo a esercitarci in suo onore, senza tirare in ballo virtuosi, virtuosismi e confronti.
Rispondi
di yasodanandana [user #699]
commento del 10/10/2020 ore 01:23:01
il tuo discorso non fa una piega, però, di fatto, a me, ed evidentemente anche ad altri, il virtuosismo non sembra interessante .. Essere lenti, se si è bravi, comporta che se si fa un solo o una parte di accompagnamento, ci si affida all'espressività piuttosto che al numero di note suonate in un secondo..

van Halen è. a mio parere, una delle poche eccezioni.. padronanza sovrumana e, simultaneamente, poesia...
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di joerocker [user #11075]
commento del 10/10/2020 ore 10:47:04
Yaso, a me non sembra interessante la biologia molecolare o per restare in tema musicale, non mi piace la musica classica, ma mica mi metto a dire che chi studia chimica o suoni jazz sia migliore.
Non mi piace la contrapposizione che fai espressività/tecnica: l'una non esclude l'altra, ascolta Black Star di Malmsteen (chitarrista che non mi piace per niente) e dimmi se non è espressivo. Che poi questo dibattito mi pare prevalente nel rock: non frequento assiduamente i circoli jazz ma non ho mai sentito parlare di troppe note suonate da Coltrane, Monk, Parker o altri.
La colpa dei virtuosi rock a mio modo di vedere è stata di aver approfondito molto la tecnica ma senza sviluppare altrettanto la composizione, cosicchè spesso sono scivolati nei clichè e nella ripetitività, ma se non li trovate interessanti, basterebbe ignorarli, invece arrivano sempre frecciatine, quindi si vede che qualcosa di loro disturba il chitarrista medio con le sue classifiche di chi è meglio
Rispondi
di yasodanandana [user #699]
commento del 14/10/2020 ore 01:46:16
trattandosi di intrattenimento, ovvero, di un ambito nel quale se si esprime una preferenza non si fa del male a nessuno, penso che non ci sia niente di male se qualcuno contrappone espressività e virtuosismo. Personalmente trovo che siano effettivamente contrapposte.. Eddie Van Halen fra le poche, per me, eccezioni ...
Rispondi
di Francescod [user #48583]
commento del 10/10/2020 ore 09:35:33
Concordo totalmente con te, ma per fortuna di chitarristi ce n'è in giro per tutti i gusti. Personalmente godo sia quando ascolto i lentissimi come Jimmie Vaughan, sia i velocissimi come Marty Friedman.
Non vedo perché dovrei privarmi degli uni o degli altri. ;)
Ad ogni modo, divagazioni a parte, sono su questo articolo solo per commemorare una persona che non c'è più. Sappiamo che non ci avrebbe dato nuovi album, ma sappiamo anche che ci aveva dato talmente tanto che ora la commozione per la scomparsa è tanta.
Sto pensando anche a come sta un suo carissimo amico, una persona di animo sensibilissimo che da un po' di anni è tanto provato dalla morte di persone a lui care: Steve Lukather.
Rispondi
di frankpoogy [user #45097]
commento del 11/10/2020 ore 13:15:41
Ne avrete certamente già letti svariati, ma segnalo questi racconti su Eddie di due nomi importanti, come Cesareo e, soprattutto, sua maestà Vai.

vai al link

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Ciò che racconta Vai, in particolare, l'ho trovato molto interessante.
Rispondi
di Alegtr78 [user #39963]
commento del 11/10/2020 ore 20:41:52
Bellissimo articolo, hai perfettamente reso ciò che ha significato E.V.H. per la storia della chitarra elettrica e della musica. Dopo Hendrix VanHalen è stato un vero rivoluzionario dello strumento, il 1978 rappresenta uno spartiacque per la chitarra rock. Mi vengono i brividi se ripenso ai primi ascolti di Eruption su cassetta rigorosamente registrata! Non suonavo la chitarra e non capivo un cazzo di musica eppure quel suono era visionario, una folgorazione!. Qualcosa che ti rimane scolpito dentro. E.V.H. era di più di un grandissimo chitarrista, ha anticipato il concetto di guitar hero pur mantenendo sempre un atteggiamento ironico, quasi scanzonato, con il suo virtuosismo mai fine a se stesso ma sempre al servizio della musica unito a feeling e soprattutto groove, aspetto che molti virtuosi venuti fuori dopo hanno tralasciato ma che ha sempre contraddistinto tutti i grandi. Spero che le nuove generazioni riscoprano la musica di Van Halen e possano portare avanti il suo modo di concepire lo strumento più che la tecnica. Grazie Eddie.
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