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Da Epiphone e Gibson la LP ’59 per tutte le tasche
Da Epiphone e Gibson la LP ’59 per tutte le tasche
di [user #116] - pubblicato il

L’edizione limitata Les Paul Standard 1959 è la prima collaborazione tra Epiphone e il Custom Shop Gibson, con pickup made in USA, elettronica premium e finitura in stile VOS.
Per il gruppo Gibson, il 2020 è stato un anno di sostanziose svolte. Il marchio Epiphone ha mostrato fin dal Namm una decisa volontà di avvicinarsi al brand “madre” e, dopo aver ridisegnato la paletta per uno shape più accattivante, ha svelato un’intera serie di strumenti ispirati alle migliori annate delle solid body Gibson.
Bisogna attendere l’autunno per vedere infine l’arrivo definitivo sul mercato della Les Paul più promettente del rinnovato catalogo. La Standard 1959 si prefigge l’ambizioso compito di rappresentare l’edizione Les Paul più “genuina” che abbia mai abbandonato gli stabilimenti Epiphone.

Da Epiphone e Gibson la LP ’59 per tutte le tasche

La 1959 rappresenta la prima collaborazione tra Epiphone e il Custom Shop Gibson. Lo scopo è regalare a una fascia di prezzo accessibile l’accuratezza e il fascino di un modello ispirato da vicino ai fasti di una delle Les Paul più ricercate di sempre.

La liuteria della Les Paul Standard 1959 interpretata da Epiphone richiama senza ombra di dubbio i più classici canoni Gibson.
Il body è in mogano, associato a un top in acero massello scavato. Su questo è applicata un’impiallacciatura di grado AAA a impreziosire l’estetica.
Innestato con un tenone lungo, anche il manico è in mogano. I liutai lo hanno sagomato in un profilo Rounded C sullo stile delle Les Paul di fine anni ’50 e lo hanno abbinato agli immancabili 22 medium jumbo fret su un raggio da 12 pollici e una scala corta. Il legno della tastiera, per contenere i costi e aggirare al contempo le limitazioni legate all’utilizzo del palissandro - minori rispetto al passato ma comunque rigide - è un alloro indiano.

Da Epiphone e Gibson la LP ’59 per tutte le tasche

Tra i punti di maggior interesse, direttamente derivati dalla collaborazione col Custom Shop, va segnalata la presenza di una coppia di humbucker Gibson USA BurstBucker 2 e 3 comandati da manopole dorate con indicatori di posizione.
Il jack d’uscita e il selettore sono marchiati Switchcraft. Sul retro, il coperchio del selettore riporta l’indicazione dell’edizione limitata.
All’interno, un wiring tipo anni ’50 è cablato a mano con potenziometri CTS e condensatori Mallory.

Non mancano all’appello i componenti che caratterizzano le fasce più alte del catalogo Epiphone, come il capotasto GraphTech NuBone, meccaniche Epiphone Deluxe in stile vintage e ponte Epiphone LockTone ABR-1 con relativo stoptail.

Da Epiphone e Gibson la LP ’59 per tutte le tasche

La Les Paul Standard 1959 arriva nelle colorazioni Aged Dark Burst e Aged Dark Cherry, entrambe con un trattamento leggermente opacizzante vicino ai canoni estetici delle finiture VOS Gibson ed entrambe abbinate a un battipenna con bordo non smussato color crema. In dotazione, Epiphone offre custodie rigide marroni in stile vintage.
L’edizione limitata sarà presto nei negozi e, nell’attesa di poterla toccare con mano, è possibile sbirciarla almeno virtualmente sul sito Epiphone a questo link.
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di Repsol [user #30201]
commento del 25/10/2020 ore 14:31:04
Sulla carta é una signora chitarra, nulla da dire.
I pickups sono buoni, le meccaniche, il ponte e l'elettronica pure. A vederle in foto sembrano anche molto belle.
800 dollari con custodia rigida mi sembra un prezzo adeguato.
Rispondi
di MuddyWaters [user #47880]
commento del 25/10/2020 ore 15:21:26
Zzarola... 800 euro "per tutte le tasche". A casa mia 250 euro, 300 euro è "per tutte le tasche". Senza considerare che è sempre la solita chitarra che fino ad un anno fa costava la metà, fatta nella stessa fabbrica in cina dove fanno le tastiere coi dossi e l'hardware di stagnina coi ponti che si piegano. Non so che tasche abbiate voi... ma definire ad oggi Epiphone il marchio proletario che era prima... mi pare un po' eccessivo. Senza considerare che con 900 euro si comprano su altri marchi strumenti SERI. Ma seri veramente. Se poi vogliamo pensare che fino a pochi anni fa con 900 euro si comprava ampiamente una americana di tutto rispetto... ste nuove Epiphone sono proprio fuori di testa.
Rispondi
di fureb [user #54729]
commento del 25/10/2020 ore 15:54:17
tu si che ne sai XD!XD!XD!
Rispondi
di Nicotic [user #5923]
commento del 25/10/2020 ore 21:46:21
XD! 1risposta 100str***are hahaha...
Rispondi
di fureb [user #54729]
commento del 25/10/2020 ore 23:56:57
non ho capito,me lo scrivi cone messaggio?
Rispondi
di ovinda [user #46688]
commento del 25/10/2020 ore 15:56:06
800 € ? Con 700 € mi porto a casa una Godin che vale quanto una Fender da 2.000 €...
Rispondi
di tylerdurden385 [user #30720]
commento del 25/10/2020 ore 18:33:21
Bellissima chitarra e perfettamente in linea con i prezzi di PRS SE, Ibanez Premium, LTD di fascia alta e Shecter Diamond orientali. Poi giusto una considerazione: l’iPhone é il telefono più venduto al mondo e parte da 800€, perciò, tenuto conto di quanto infinitesimale sia il mercato dei chitarristi, direi che si, a 800€ si può comprare una Epiphone di fascia alta a tiratura limitata e, se si vuole spendere di meno, le buone offerte non mancano.
Rispondi
di rabbitjoke [user #49842]
commento del 25/10/2020 ore 19:41:2
I dossi sui manici li ho visti anche sulle Gibson, bisogna provare e osservare bene prima di comprare qualunque strumento. Io di Epiphone LP ne ho 3. Goldtop p90, standard sui cui ho montato i burstbucker, è una custom budokan anch’essa modificata con seymour duncan aph1 neck e Pearly Gates bridge. Sono delle signore chitarre !!!! Le ho comprate usate, quindi non ho speso cifre esose. Queste nuove hanno eliminato i difetti storici delle Epiphone dato che montano già pickup Gibson, buone meccaniche e capotasto in grafite. Ovviamente una Les Paul da 5000 euro è un’altra cosa ma il rapporto qualità/prezzo di una Epiphone è ottimo, su les paul e hollwbody, mentre le diavoletto non mi hanno mai convinto, sia di questa che altre marche.
Rispondi
di fenderpassion61 [user #13902]
commento del 26/10/2020 ore 07:59:32
Dai video sembra che suoni bene. Alla fine dei conti costa come una Epiphone normale con le solite modifiche di PU, meccaniche, capotasto e ponte. Questa però è tutta originale e ha un valore diverso. Una Gibson decente, che non sia quelle poverelle con quelle pseudo vernici inguardabili, costa 1300 euro. Qui ti danno una chitarra con i legni giusti, un bell'aspetto e una custodia rigida che non mi hanno fornito nemmeno con la mia PRS S2 C22 da 1800 neuri, tanto per fare un esempio.
Per me è un si.
Rispondi
di reca6strings [user #50018]
commento del 26/10/2020 ore 09:43:58
Concordo con Repsol e trovo un po' approssimativi i commenti di chi la ritiene cara. Ovviamente ci sono strumenti meno costosi, ma giusto per essere chiari: una Epiphone Les Paul da 500/600 euro ha il top di grado AA, questa AAA, la prima monta un paio di probucker, la versione povera dei paf, questa i burstbucker e la differenza si sente tutta ed altre differenze che prese insieme possono giustificare il diverso prezzo.
Buona musica
Rispondi
di teppaz [user #39756]
commento del 26/10/2020 ore 11:55:25
Anchìio concordo con Repsolo, ad Aprile ho preso praticamente la stessa chitarra in edizione special "Norm" di Bonamassa.
Suona benissimo, le rifiniture sono da chitarra top e non da economica, e ha i Pickup Epi e non i Gibson.
Credo che la nuova direzione Gibson stia trasformando Epiphone da produttore cinese di chitarre da 99 $ per i ragazziìni alla versione orientale dell Fender messicane, con strumenti di buona qualità.
Ormai secondo me se devi comprae una Epi o una Squier da 100 € tanto vale andare su Harley Benton che allo stesso prezzo ti dà una qualità almeno accettabile.
Rispondi
di zabu [user #2321]
commento del 26/10/2020 ore 17:02:19
Strumento interessante, il prezzo ci sta pure. Mi dispiace solo per il fatto che le Epi hanno tutte anche il fondo impiallacciato (per il top fiammato ci sta che sia impiallacciato) con una sfoglia di mogano. Non credo che strumenti di questo fascia di prezzo di altri marchi (tipo le citate PRS) ricorrano a questo espediente. Su questa non so perché non viene detto esplicitamente sulle specifiche , ma sospetto di si. Infine continuo a pensare che sui modelli Les Paul la Epi dovrebbe passare direttamente alla forma della paletta Gibson. Lo fanno e l'hanno fatto per le Epi prodotte per il mercato giapponese. Secondo me ne venderebbero a tonnellate e taglierebbero parecchio anche il mercato odioso delle contraffazioni cinesi.
Rispondi
di teppaz [user #39756]
commento del 26/10/2020 ore 18:19:53
Mah, il body è dichiarato in mogano, non avrebbe molto senso impiallicciare del mogano con dell'altro Mogano..

Forse lo fanno nei modelli più economici dove usano legni più scarsi e così esteticamente sembra tutto mogano. Dal peso la mia se non è mogano comunque è un legno molto denso.
Rispondi
di zabu [user #2321]
commento del 26/10/2020 ore 19:05:42
Il senso è che utilizzano più listelli per creare il body e l'impiallacciatura copre le giunture. Il legno delle Epi è mogano asiatico, un nome che si applica a vari tipi di legno che (comunque per dirla tutta) non è il tipo di mogano che trovi sulle Gibson USA. La tecnica della impiallacciatura la usano tranquillamente sui vari modelli Epi Les Paul Standard e pure sulla SG Epi. Un modo per vedere i listelli è osservare di il bordo per notare le giunture. Anche il top delle Epi non è sempre detto che sia acero. In presenza dell'impiallacciatura sotto puoi ritrovare anche ontano, pioppo o altro mogano. In questo particolare modello di fascia superiore almeno specificano che è tutto acero.

Edit: da quanto trovo sul forum Gibson, la Epi ha utilizzato negli anni recenti un legno chiamato Luan (chiamato appunto anche mogano asiatico) e per le impiallacciature del dietro dei corpi il mogano africano, riconoscibile dalla grana a strisce. E' da notare che mogano africano è proprio di un'altra famiglia rispetto al "vero" mogano.
Rispondi
di dale [user #2255]
commento del 27/10/2020 ore 11:56:07
Luan..... è un lubrificante con una componente anestetica, mi sa che non è un buon biglietto da visita per codeste chitarre...😉😃😃😃
Rispondi
di zabu [user #2321]
commento del 27/10/2020 ore 15:34:56
Interessante caso di omonimia 🤣
Rispondi
di KJ Midway [user #10754]
commento del 29/10/2020 ore 10:32:51
il legno che citi dovrebbe essere il Lauan non Luan, e si riferisce al mogano delle Filippine e forse anche della Malesia, ma il tuo concetto è corretto, viene utilizzato un legno che non è quello giusto per quella chitarra e vine salvaguardata l'estetica con l'impiallacciatura.
La differenza tra le essenze è molto differente ed ovviamente anche la resa sullo strumento, per capirci è come se parlassimo di Frassino e Frassino di palude (Swamp Ash) 2 piante completamente differenti e due rese altrettanto differenti.
C'è molto marketing dietro questo strumento basta vedere i pu, avranno i magazzini da svuotare se gli hanno messi sulle Epiphone poi la scelta del BB2 e 3 è per dare un pò di grinta alla chitarra, e alla fine ti ristrovi sempre lo stesso ponte e stop tail.
Il gap tra i brand però è da preservare meglio strizzare l'occhio all'estetica che sulla qualità e resa sonora.
Rispondi
di zabu [user #2321]
commento del 30/10/2020 ore 03:54:18
E' lo stesso legno, ma si può scrivere in entrambi i modi: vai al link Comunque sono d'accordo che tutto ruota sul marketing e sulla necessità di tenere ben separati i due marchi, anche perché poi comunque l'obiettivo è quello di fare affezionare il cliente, preparalo poi a comprare la Les Paul USA e poi qulla CS volendo...
Rispondi
di teppaz [user #39756]
commento del 27/10/2020 ore 16:19:18
Bè, è ovvio che se la stessa chitarra costa 3.000 € in versione Gibson e 600 in quella Epi qualche differenza ci dovrà pur essere....
Per il body in 3 o più pezzi comunque da quello che ho letto in rete non c'è una gran differenza di suono rispetto a un pezzo unico, è un discorso più di estetica.
Del resto anche molte custom shop di vari marchi preferiscono il body in due pezzi simmetrici che un'unica tavola, evidentemente la cosa non è fondamentale.
Penso invece che come dici sia molto più importante il tipo di mogano usato, ce ne sarà di più risonante e qualche varietà sicuramente più "sorda" e lì probabilmente la differenza si sente di sicuro.
Rispondi
di RedRaven [user #20706]
commento del 27/10/2020 ore 18:26:12
Ho avuto una LP special con P90 e top piatto di epiphone anni fa. Aveva il top e il retro impiallacciati e il corpo in credo 3 pezzi. Il punto non è quanti pezzi, ma quanto simili. Nelle chitarre di un certo livello con body in più pezzi (es. una buona tele) si passa tempo a trovare pezzi che affiancati siano esteticamente compatibili, mentre qui probabilmente li incollano senza farci caso e poi mettono sopra un foglio di mogano "bello". Perchè ve lo dico, la mia LP era davvero curata, un aspetto di qualità senza mezza sbavatura. Per i 270 euro pagati, tanto di cappello. Ho il fondato dubbio che il punto debole sia in parte nell'hardware (ponte) in parte nei pickup (ma in questa LP dell'articolo si dovrebbe andare sul sicuro). La mia LP aveva un suono da spenta un po' sferragliante, ma tendo a credere che fosse l'hardware per esperienze avute su altri strumenti cambiando le parti metalliche. Sono passato a una PRS McCarty che costa 10 volte tanto e ovviamente suona molto meglio, ma la qualità di quei 270 euro io non saprei dove altro trovarla.
Rispondi
di RedRaven [user #20706]
commento del 27/10/2020 ore 18:32:57
Sulla qualità del legno: attenzione che di norma si pensa che un legno meno "buono" sia come quello "buono" ma "meno risonante". La realtà della mia esperienza dice che anche una chitarra cheap può essere molto "risonante" ovvero avere un bel volume da spenta, e un bell'attacco vivace. Quello che cambia è il timbro, ovvero non suona particolarmente "male" ma "diversa da come mi aspetto". Poi può ANCHE essere sorda, certo. Una LP di legni "non ortodossi" magari suonerà più aperta, più mediosa, non necessariamente più scura, anche perchè per compensare probabilmente avrà pickup un po' spinti.
Rispondi
di zabu [user #2321]
commento del 27/10/2020 ore 18:52:20
Su questo sono assolutamente d'accordo.
Rispondi
di zabu [user #2321]
commento del 27/10/2020 ore 18:50:47
Sono d'accordo che il numero di pezzi non ha probabilmente chissà quale influenza sul suono. Più che altro mi lascia perplesso che la Epi ricorra però all'impiallacciatura. Ovvero se i tre o più pezzi sono giunti bene e sono stati scelti con cura, che bisogno c'è di mettere quell'impiallacciatura che incapsula ulteriormente il body? Come scrivevo sopra non mi pare che altri marchi di strumenti sulla fascia dai Euro 500 in su ricorrano a questo espediente per coprire la parte posteriore della chitarra. Tutto qui, poi non ho assolutamente nulla contro le Epi, anzi è un marchio a cui sono pure affezionato in particolare per gli strumenti storici come le varie Casino, Sheraton, Riviera e Texan. Continuo però a pensare che potrebbero fare di meglio con queste versioni "entry level" della Les Paul. Il problema è che evidentemente la Gibson fa il calcolo che non gli conviene creare un prodotto di qualità più alta perché altrimenti perderebbero sulle vendite degli strumenti base made in USA. Altri marchi (mi viene in mente PRS) hanno evidentemente altre strategie con gli strumenti di produzione orientale. Per me è un peccato perché una Epi Les Paul sarei disposto a pagarla anche Euro 1000, ma fatta come si deve.
Rispondi
di teppaz [user #39756]
commento del 28/10/2020 ore 09:42:57
Eh, hai ragione, ma ogni volta che c'è un articolo su una Epi che costa più di 600 Euro i commenti partono con: "600 Euro per una EPI? Allora mi compro - metti marchio a caso - "
Pertanto Gibson sa che oltre una certa cifra Epiphone non venderebbe, salvo alcune edizioni limitate firmate da artisti famosi.
Per cui credo che oltre una certa qualità non andranno mai, stessa cosa vale per Squier.
Rispondi
di zabu [user #2321]
commento del 28/10/2020 ore 14:01:49
La Epi aveva una bella serie di strumenti prodotti in Giappone ad inizio anni 2000, si chiamava Elitist. Tutti gli strumenti di quella serie venivano con pickups americani e legni buoni, oltre ad essere equipaggiati con custodie rigide di serie. Le Les Paul erano fatte con mogano africano (come scrivevo sopra in realtà una pianta diversa dal vero mogano, ma comunque di ottima qualità). Non erano strumenti affatto economici, visto che all'epoca costavano a partire credo dagli 600-1000 euro. Poi la serie è stata soppressa, ovviamente per ragioni di marketing. Era forse troppo competitiva con i prodotti di fascia medio/bassa Gibson o forse effettivamente non ne vendevano abbastanza? Non so dire, ma erano buoni strumenti. Io ho una Epiphone Casino '65 di quella serie, veramente un ottimo strumento. Comunque ora Gibson ha ripreso anche una linea USA della Epiphone, di cui la Texan è il primo modello proposto. Ovviamente sono strumenti particolari, riedizioni in questo caso di strumenti storici degli anni '60.

La Fender non ha in realtà bisogno di produrre Squier di qualità superiore in quanto ha tutta una serie di prodotti di fascia media prodotti in Messico e qualcosa anche in Giappone, seppure poco importati negli altri paesi.

Rispondi
di RedRaven [user #20706]
commento del 28/10/2020 ore 14:36:42
Le Elitist non erano sui 1000 ma sui 1500 o 2000 euro, ce ne sono ancora in giro. Costando quasi come Gibson, sono andate a morire.
Rispondi
di teppaz [user #39756]
commento del 28/10/2020 ore 15:03:32
Bè, appunto, anche io se devo spendere 1.200 € per una SG della EPI anche suonasse come un Gibson spendo 1.600 € e mi prendo la Gibson, anche perchè alla fine il modello è originale Gibson, e il discorso vale anche per la Les Paul.
Infatti ho una SG pro Epi che va benissimo, ma benissimo per i 450 Euro che ho pagato compreso il cambio del capotasto orrido che aveva con uno in Tusq. Se avessi dovuto spendere 1.000 € mi sarei fatto tentare dal lato oscuro della forza e avrei pagato il sovrapprezzo dovuto al marchio in paletta....
Rispondi
di zabu [user #2321]
commento del 28/10/2020 ore 15:57:24
Ovviamente ci deve essere una certa convenienza a prendere un modello di importazione orientale. Parlando specificatamente di SG, il punto è che con il catalogo Epiphone/Gibson di oggi si va dalla Gibson SG tribute USA al costo di poco meno di 1000 Euro, ai 450 Euro della SG 61 Epiphone. Sulla SG Tribute trovi finiture molto spartane e materiali più economici rispetto ai modelli superiori, come il manico in acero invece che in mogano. La SG Epi ha sicuramente un buon rapporto qualità prezzo, ma dai pickups alla costruzione siamo comunque sulla fascia medio/economica. Insomma, un po' come scrivevo per la Les Paul credo che ci sarebbe spazio per una serie intermedia anche nel prezzo tra la Gibson SG tribute USA e la SG 61 Epiphone, a patto però di alzare l'asticella della qualità e delle specifiche rispetto alla '61 Epiphone. Il punto è che a Gibson probabilmente ragionano che non gli conviene per ragioni di marketing, ovvero non creare concorrenza ai prodotti base USA e poi spingere eventualmente il cliente a fare l'upgrade di serie. Come scrivevo sopra altri marchi hanno strategie di marketing diverse e offrono realmente un'opzione nella fascia media dei prodotti di importazione.
Rispondi
di zabu [user #2321]
commento del 28/10/2020 ore 15:05:49
Ti confermo che i prezzi originali nei primi anni '2000 erano molto più contenuti. Ricordo che intorno al 2004 la Casino veniva sui 1100 Euro in un negozio di Roma. I modelli Les Paul si trovavano a partire dagli 800. Poi hanno soppresso tutti i modelli (credo intorno al 2012) ad eccezione della Casino e i prezzi di quel particolare modello sono schizzati effettivamente sui $ 2000 negli USA. In Italia le ultime Casino Elitist le avevo viste sui 1500/1600. Poi hanno chiuso pure con quelle perché stanno per rimettere una serie Made in USA. La Casino USA l'hanno presentata al NAMM a Gennaio 2020, ma con il Covid hanno deciso posporre la produzione
Rispondi
di teppaz [user #39756]
commento del 29/10/2020 ore 17:28:13
Ho controllato con una lente (mi hai incuriosito) la mia EPI SG Pro.
In effetti c'è un'impiallicciatura sia davanti che dietro, il body è di almeno tre pezzi anche se si fa fatica a capire quanti perché le giunzioni sono fatte molto bene.
Il legno sotto l'impiallicciatura sembra comunque mogano,anche se con una vena un po' diversa.
Lo si vede abbastanza bene sul bordo che è stondato per due centimetri.
Se non me l'avessi detto tu non me ne sarei mai accorto...
Rispondi
di zabu [user #2321]
commento del 30/10/2020 ore 03:47:03
Comunque alla fine non è che cambi assolutamente nulla. Anch'io ritengo che le EPI hanno un prezzo molto concorrenziale per quello che offrono. Il mio discorso si riferiva più che altro ai modelli limitati come quella dell'articolo, dove per cifre sugli 800 Euro dovrebbero secondo me fare un ulteriore salto di qualità con i materiali.
Rispondi
di paoloprs [user #10705]
commento del 02/01/2021 ore 09:21:16
Sì, il mogano africano costa poco, ha delle sezioni molto grandi, ma va bene per
la fabbricazione di mobili o scale in legno,,, Quello che chiami "VERO" mogano è
di origine Sud Americana e là viene chiamato KAOBA. E' senz'altro il migliore
per i body delle chitarre. Viene usato da PRS negli strumenti di fascia alta,
come pure da Gibson. Per strumenti più economici fabbricati in serie, risparmiano
col mogano africano, meno risonante e più sordo, anche se stabile e compatto.
Vostro Paolo
Rispondi
di gabbahey [user #23550]
commento del 01/11/2020 ore 12:19:08
Il problema della epiphone e’ soprattutto nel nome. Solo a ma fa schifo? Poi sui modelli con la E sul battipenna non ne parliamo, sembra il simbolo dell’euro. Volete mettere con Ibanez, Washbourn, D’Angelico , Yamaha ecc ecc anche l’occhio vuole la sua parte eh eh eh eh
Rispondi
di paoloprs [user #10705]
commento del 02/01/2021 ore 09:12:10
Col declino Gibson degli anni '80 le ho abbandonate anche se qualcuna mi ha lasciato un bel ricordo
( La L5s per esempio ) ; da trent'anni suono PRS.
Ora, pare che i managers Gibson abbiano capito che le chitarre non sono cereali o patatine
e, loro malgrado, sembra che si stiano sforzando a fare qualcosa di meglio..... Mah,
è evidentemente che queste teste d'uovo Gibson non sono chitarristi, solo un chitarrista
può costruire una chitarra, lasciando perdere Leo Fender... ma quello è stato un illuminato ....
Se dunque le odierne Gibson tentano di convincerci, t'immagini le Epiphone ?
Ste Epiphone sono chitarrette per new entry, roba che ti regale lo zio per Natale....
Non le possiamo chiamare chitarre.
Vostro Paolo
Rispondi
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