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Registrare un album senza mai incontrarsi: è possibile?
Registrare un album senza mai incontrarsi: è possibile?
di [user #43307] - pubblicato il

Un nostro lettore affezionato racconta la sua esperienza con lo sviluppo di un progetto musicale e un disco autoprodotto, a distanza, in era Covid.
Fino a pochi anni fa sembrava impensabile l’idea di realizzare una canzone, o addirittura un intero album senza mai incontrarsi di persona, perché questo significava avere a disposizione delle costose apparecchiature di registrazione professionali, che per ovvi motivi non tutti potevano permettersi. Oggi invece, grazie ai computer, chiunque può essere in grado di prodursi la propria musica.

A questo punto sorge una domanda che personalmente mi sono sempre posto. È giusto considerare quello di fare musica un diritto che tutti dovrebbero avere?
Mi spiego meglio: se è vero che la tecnologia in ambito audio (e non solo) sta migliorando la vita a molti musicisti, è altrettanto vero che sta contribuendo a creare nella mente di molti altri l’illusione di essere in grado di produrre buona musica, soltanto perché si dispone di tutta l’attrezzatura necessaria.
L’inevitabile conseguenza di tutto questo è che il livello qualitativo della musica autoprodotta negli ultimi anni si sta abbassando notevolmente, rischiando di far sì che, per l’ascoltatore medio, questo tipo di musica mal prodotta diventi la normalità al punto che chiunque disponga di un computer e una piccola tastiera MIDI, si senta un artista in dovere di creare musica comodamente dalla sua scrivania.
Questo tipo di tecnologia dovrebbe servire a semplificare al musicista il lavoro di composizione e stesura del brano, o magari anche di produzione dell’intero album, ma non sostituirsi mai al musicista stesso.

Registrare un album senza mai incontrarsi: è possibile?

La strada che personalmente ho sempre seguito, e consigliato a chiunque me lo abbia chiesto durante questi anni, è quella di rivolgersi a un professionista del settore, o per lo meno di studiarsi bene come funziona l’home recording prima di cimentarsi in registrazioni di qualità mediocre, specialmente se si ha l’intenzione di pubblicare la propria musica sulle piattaforme online o su supporti fisici come per esempio i CD.
Supponiamo però ora che per una serie di motivi, primo fra tutti il recente lockdown, non si abbia la possibilità di incontrarsi di persona, ma che si abbia comunque la necessità di pubblicare un album. È possibile registrarsi totalmente da casa e affidare magari soltanto il lavoro di mix e master a un produttore specializzato?

È una sorta di esperimento sociale che con un amico di lunga data abbiamo deciso di intraprendere proprio durante lo scorso lockdown, un po’ per gioco, un po’ per poter dare un senso a quelle giornate in cui eravamo chiusi in casa senza contatti fisici con il mondo esterno.
A complicare ulteriormente le cose, ci si è messo anche il fatto che questo mio amico, Andrei, vive nel Regno Unito, e anche gli altri musicisti che hanno collaborato con noi durante questo progetto vivono ognuno in un Paese diverso. La cantante per esempio si chiama Victoria e vive in Russia, mentre il produttore vive attualmente in Spagna. C’è inoltre un piccolo dettaglio: non solo non ci siamo mai incontrati per realizzare questo EP, ma non ci siamo proprio mai visti di persona in tutta la nostra vita.
Ebbene, le sei canzoni che compongono Amor Fati, titolo del nostro EP, sono state suonate, cantate e prodotte da persone che vivono sparse per il mondo e di cui fino a poco tempo fa ignoravamo totalmente l’esistenza.

Al termine del nostro “esperimento”, abbiamo deciso di chiamare la band, se così si può definire, “Smoking With Poets” e volevamo quindi vedere fino a che punto un album prodotto in questa maniera avrebbe potuto avere un qualche tipo di successo. Così, oltre agli ormai noti YouTube e Spotify, abbiamo deciso di pubblicarlo anche su Jamendo, una delle principali piattaforme al mondo dedicata alla musica indie, dove con nostra enorme sorpresa abbiamo raggiunto quasi 700 mila ascolti per una sola canzone, facendo sì che il nostro EP arrivasse all’attenzione del multipremiato podcast britannico “The Bugcast”, che ha trasmesso la nostra musica e raccontato la nostra storia nel corso di molteplici episodi, ottenendo ottime recensioni. Niente male per un progetto nato quasi per gioco!

Attualmente siamo già al lavoro per il secondo EP, in uscita a breve, che si chiamerà Letters, dedicato a vari artisti che in qualche modo ci hanno influenzato con la loro musica e in cui daremo più spazio alle chitarre. Stiamo inoltre pianificando finalmente un incontro per conoscerci di persona e per prepararci a future esibizioni live, per cui siamo già stati contattati da alcuni organizzatori di eventi.

Registrare un album senza mai incontrarsi: è possibile?

Se vi state chiedendo perché sto raccontando la nostra storia proprio a voi, è perché seguo questo sito da una vita, pubblicando di tanto in tanto qualche articolo, e soprattutto perché so che fra voi è pieno di ottimi musicisti che magari vorrebbero provare a realizzare musica propria ma non sanno se potrebbe funzionare, e vorrei dirvi di provarci in ogni caso, perché si inizia sempre per gioco e poi non si sa mai come va a finire.

Se qualcuno di voi volesse contattarci per domande, informazioni, o magari se c’è qualcuno di più esperto che ha consigli da darci, o perché no, per possibili collaborazioni o proposte, potete farlo scrivendo all’indirizzo: smokingwithpoets@gmail.com
Per chi invece desiderasse ascoltare il nostro EP, qui il link alla piattaforma Jamendo.
Qui invece il link per chi volesse supportarci: prima di acquistarlo avete anche la possibilità di ascoltarlo gratis per intero.
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di simonec78 [user #13803]
commento del 12/06/2021 ore 20:57:30
Trovo le vostre sonorità molto interessanti e sofisticate. Mi sembra la dimostrazione che se si ha la giusta ispirazione e voglia di mettersi in gioco si possano superare molti ostacoli. La distanza, che solitamente rappresenta un problema, l'avete resa la fonte di una bella suggestione.
Rispondi
di SamLouis [user #43307]
commento del 12/06/2021 ore 21:46:25
Grazie per queste belle parole!
Rispondi
di pelgas [user #50313]
commento del 13/06/2021 ore 07:28:49
Oggigiorno è possibile registrare un album senza nemmeno saper suonare.
Rispondi
di SamLouis [user #43307]
commento del 13/06/2021 ore 09:09:23
È proprio ciò di cui parlo all'inizio dell'articolo infatti. Che molti credono di avere il diritto di fare musica solo perchè dispongono di un'attrezzatura che suona al posto loro...
Rispondi
di spaccamaroni [user #7280]
commento del 13/06/2021 ore 10:41:34
Sì sì, tutto bello...ma potrò anch'io pubblicizzare in home page il futuro ep della mia band?
Rispondi
di SamLouis [user #43307]
commento del 13/06/2021 ore 12:41:12
Penso proprio che potresti...
(Il tuo nome non poteva essere più azeccato)
Rispondi
di Makita [user #52630]
commento del 13/06/2021 ore 13:24:08
Amor fati.. che atmosfera dolce avete creato. Complimenti!
Rispondi
di SamLouis [user #43307]
commento del 13/06/2021 ore 13:51:11
Ti ringrazio! Mi fa piacere che apprezzi la nostra musica
Rispondi
di ovinda [user #46688]
commento del 14/06/2021 ore 12:47:36
A me sembra la scoperta dell'acqua calda, ma inn verità è da una ventina d'anni che la gran parte delle produzioni musicali (salvo rarissimi casi di produzioni molto ricche o i casi di musica classica d'insieme o di jazz) vengono gestite da remoto. Sono anni e anni che i musicisti ricevono la base con i bpm, registrano due o tre tracce alternative e poi le mandano al produttore. Addirittura i chitarristi mandano le tracce registrate con gli effetti virtuali, quindi il suono di base della chitarra è del tutto pulito (basta disattivare il plugin e resta il suono puro della chitarra) e così viene esportato, così che in fase di produzione i tecnici abbiano la facoltà di scegliere i plugin e le tipologie di effetti e equalizzazioni più indicati per il mixaggio, quindi nemmeno il sound viene più costruito dal musicista. Sono 20 anni che le produzioni musicali anche di alto livello sono fatte così.
Rispondi
di SamLouis [user #43307]
commento del 14/06/2021 ore 12:50:4
Hai ragione, ma io non ho scritto da nessuna parte che siamo stati i primi a farlo. Lo scopo dell'articolo era dimostrare che un progetto nato quasi per gioco ha avuto parecchio riscontro in termini di ascolti e visualizzazioni sulle piattaforme online. E non ce l'aspettavamo. Tutto qui
Rispondi
di ovinda [user #46688]
commento del 14/06/2021 ore 13:00:05
In verità l'articolo ha un titolo differente, così come i contenuti dell'articolo, che vogliono dimostrare come sia possibile registrare un disco da remoto. La risposta è: è possibile e si fa già da una ventina d'anni.
Così come alla domanda (che dovrebbe guidare i contenuti dell'articolo): "È giusto considerare quello di fare musica un diritto che tutti dovrebbero avere?".
Sono almeno 50 anni che la pedagogia mondiale consiglia la pratica di uno strumento per migliorare le funzioni cognitive dei ragazzi. Inoltre la risposta ce l'hai nei piani scolastici nazionali delle varie nazioni che prevedono da almeno mezzo secolo (in Italia dal 1884, in verità) l'educazione musicale come materia di studio. Pertanto la risposta è che praticare musica è un diritto.
Rispondi
di SamLouis [user #43307]
commento del 14/06/2021 ore 13:04:17
Davvero non riesci a capire il senso della mia domanda? Quando parlo di musica, non mi riferisco al solo atto di suonare uno strumento (ben venga la gente che vuole imparare a suonare e ben venga la musica insegnata nelle scuole) mi riferisco a chi senza avere le minime conoscenze musicali si illude di poter fare musica, solo perchè può. (Vedi Elettra Lamborghini e simili...)
Rispondi
di ovinda [user #46688]
commento del 14/06/2021 ore 13:31:22
A me sembra assurdo citare i casi di persone che a livello amatoriale si mettono in casa ad autoprodursi musica scadente, perchè il settore della musica amatoriale rappresenta un mercato che garantisce posti di lavoro al mondo delle produzione di hardware e software destinati al mondo dell'home recording (settore che è costantemente in crescita). Inoltre queste persone non fanno del male a nessuno, a volte in mezzo a queste persone spunta fuori anche qualche talento (così come in tanti ambiti del passato, su 1000 persone che iniziavano a suonare uno strumento a livello amatoriale, uno diventava bravo e diventava un professionista). Alla fine c'è sempre il mercato a decidere cosa abbia valore e cosa non lo abbia (come nel caso del tuo gruppo). In ogni caso è sempre meglio che qualcuno si impegni a seguire attività musicali a livello hobbistico che a perdere tempo facendo altre cose. Citare il caso di Elettra Lamborghini all'interno del calderone delle persone che si illudono di poter fare musica, direi che la cosa non c'entri nulla con tutto il discorso e dimostra una completa ignoranza del mercato. Indipendentemente dal fatto che a me di Elettra Lamborghini non interessa ascoltare nemmeno una singola nota, ti informo che Elettra Lamborghini non si autoproduce la musica. Lei è all'interno di un progetto di marketing dove dei produttori professionisti hanno realizzato un progetto musicale che ruota intorno alla figura molto estrosa e esibizionista di questa ragazza. L'operazione, in realtà, va avanti già dal 2017 il primo singolo, quando fu ospite di "Lamborghini RMX" il già noto Gué Pequeno. Elettra Lamborghini non ha composto una singola nota nè ha prodotto alcunchè. L'album di Elettra Lamborghini è stato realizzato dai migliori produttori mondiali di musica pop e dance, cioè ChildsPlay (già collaboratori della star colombiana J Balvin), Pitbull (protagonista in hit mondiali come "I know you want me", "Give me everything" e "Timber", solo per citarne alcune), MIchele Canova (produttore di Tiziano Ferro, di cui ha prodotto l'intera discografia fino al 2017, Jovanotti, Eros Ramazzotti, Francesco Renga, Luca Carboni, Samuel, Fabri Fibra, Baby K, Giorgia, Biagio Antonacci, Giusy Ferreri, Patty Pravo, Adriano Celentano, Loredana Errore, Elisa, Nina Zilli, Alessandra Amoroso, Marco Mengoni, Francesca Michielin, Michele Bravi, Annalisa, Elodie, Caparezza, Fedez, Dark Polo Gang, Il Volo). L'album di Elettra Lamborghini è diventato disco di platino in Italia e ha ottime vendite soprattutto nei paesi dell'America Latina. Elettra Lamborghini non fa musica perchè può, ma perchè dietro di lei c'è un progetto discografico e di marketing con un team di professionisti che sa bene quello che fa. Ma di cosa parliamo?
Rispondi
di SamLouis [user #43307]
commento del 14/06/2021 ore 13:38:59
Ok. Ciao.
Rispondi
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