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Joe Bonamassa a tu per tu con le Gibson Murphy Lab
Joe Bonamassa a tu per tu con le Gibson Murphy Lab
di [user #116] - pubblicato il

Gibson chiama Joe Bonamassa a giudicare da vicino le creazioni di Tom Murphy: repliche fedeli dei migliori strumenti d’epoca con un trattamento d’invecchiamento più accurato che mai.
Vedere un chitarrista del calibro di Joe Bonamassa alle prese con i migliori esemplari del Murphy Lab è un’esperienza interessante, non solo per la bellezza delle chitarre in mostra e per il suono che l’artista riesce a tirarci fuori, ma soprattutto perché Bonamassa affianca da sempre all’amore per la chitarra una smodata passione per il collezionismo e gli strumenti d’epoca.
Di sicuro vicino al mondo Gibson ma mai davvero vincolato a questo, Joe Bonamassa ha dimostrato di essere un vero “guitar enthusiast” a tutto tondo. È facile vederlo sul palco o nel suo studio con chitarre di ogni brand, purché siano belle, preziose, uniche.
Joe è proprietario di due case/museo dedicate alla chitarra, le celeberrime Nerdville, ed è forse la persona più indicata per giudicare gli strumenti di Tom Murphy, chitarre elettriche e archtop che intendono rappresentare l’espressione massima della qualità Gibson con il valore aggiunto di un raffinato trattamento di ageing mirato a ricostruire fedelmente il passare del tempo in una chitarra tratta con cura, ma sfruttata con regolarità per decenni.

Joe Bonamassa a tu per tu con le Gibson Murphy Lab

Di Bonamassa, qualcuno aveva persino ipotizzato che potesse rilevare il marchio quando è stato annunciato il temibile Chapter 11, l’ultimo step prima dell’inevitabile bancarotta del 2018.
Interrogato a riguardo, Joe ha smentito quelle voci, ma si è detto fin da subito un simpatizzante della nuova gestione che si prospettava all’orizzonte. “Sono brave persone, sono chitarristi” spiegava in un’intervista.
Tre anni più tardi, il processo di valorizzazione del marchio Gibson è in pieno svolgimento, un catalogo semplificato e più fedele alla tradizione ha riavvicinato i fan storici, l’acquisizione di Mesa Boogie svela l’interesse nel creare un preciso focus intorno all’universo della chitarra elettrica e l’istituzione di un nuovo Custom Shop con la divisione Murphy Lab gestita da Tom Murphy evidenzia la volontà di imporsi sulle fasce di mercato più esclusive.

Joe Bonamassa è ancora lì, in prima linea, e torna in un nuovo video ufficiale tra racconti di chitarre d’epoca, considerazioni sull’operato del Custom Shop e tanto blues.

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di spaccamaroni [user #7280]
commento del 14/08/2021 ore 16:57:5
Mamma mia il suono unplugged di quella Les Paul!!!
Rispondi
di diumafe [user #17831]
commento del 14/08/2021 ore 20:04:43
Queste chitarra hanno un ottimo ponte, belli pesanti, hanno una bona massa....
Rispondi
di RedRaven [user #20706]
commento del 15/08/2021 ore 00:26:31
Non ho letto e non ho visto, ma a prescindere mi chiedo: se Bonamassa dice che le Murphy sono come le sue vintage, allora o è vero, e addio palissandri brasiliani, addio mogano honduras, addio magneti esoterici. Se non è vero, mente sapendo di mentire. Se dice che NON sono come le sue vintage.. eh no non ci avrebbero fatto il video.

concludo: può solo non aver preso posizione e "mmm sono buone". vado a vedere il video.
Rispondi
di zabu [user #2321]
commento del 15/08/2021 ore 04:32:46
Si, molto prosaicamente usa in questo video più di una volta il termine "convincing" è dice che hanno fatto un ottimo lavoro a riprodurre realisticamente lo shape dei manici e anche la scorrevolezza del binding che non sembra quello di una chitarra nuova. Non dice certo che suonano esattamente uguali agli originali. Per il resto ormai una Les Paul del '59 costa quanto o più di una casa in una zona centrale di una grande città. Gli originali (nel caso particolare della Les Paul) sono diventati oggetti talmente mitizzati, che secondo me è molto difficile, anche volendo, essere pienamente oggettivi sul rapporto originale/replica. E forse non ha nemmeno tanto senso cercare di sviscerare la questione più di tanto, perché comunque gli originali sono ormai in mano a pochi fortunati, collezionisti o musicisti che siano. Queste repliche comunque non si può dire che suonino male.
Rispondi
di Midas77 [user #49614]
commento del 16/08/2021 ore 03:42:57
Non ho mai capito il senso di possedere una chitarra moderna ma invecchiata artificialmente...mi pare una sorta di "vorrei ma non posso". E ancora meno lo comprendo se fatto da Gibson o Fender. Mi sembrano operazioni in chiave nostalgica di cattivo gusto e prive di ogni senso logico. Baaaa...ormai (da tempo per inciso) il mondo della chitarra è invaso da cose fake: pedaliere che hanno la pretesa di suonare come valvolari (si certo come no?) e chitarre vintage fatte nel 2021 (vintage?). Magari suonano bene, sia chiaro, ma sono e restano imitazioni e nulla più. Sarebbe bello tornare a dare il giusto valore alle cose e non farsi troppo abbindolare dal marketing selvaggio.
Rispondi
di rabbitjoke [user #49842]
commento del 16/08/2021 ore 14:56:55
Sign of the time !! …. Purtroppo.
Rispondi
di lufante [user #49298]
commento del 16/08/2021 ore 15:59:07
pensavo di andare a comprare la nuova yaris cross e chiedere se prima di ritirarla potevano batterla un pò in un muro cosi da avere anch'io la macchina relic ma mi hanno detto che intal caso costa di più.
Rispondi
di Francescod [user #48583]
commento del 18/08/2021 ore 23:49:04
La penso allo stesso modo. Mi sembra una cosa talmente folle che mi viene sempre da immaginare la prima riunione del management dell'azienda in cui venne fatta la proposta di realizzare delle chitarre invecchiate artificialmente. Il primo che l'ha proposto deve essere stato preso per matto da tutti e sarà stato deriso per una buona mezz'ora. Poi immagino che si saranno guardati tutti negli occhi concludendo dopo qualche secondo di silenzio: ma sì facciamolo! Dai, tanto per ridere!
E immagino la loro sorpresa quando hanno realizzato che vendevano, e anche tanto.
A me sembra tanto un segno dell'imborghesimento dei tempi e della nascita di tanti chitarristi "wannabe": uno non c'ha il coraggio di graffiarsela da solo e l'altro non può mica far passare anni ad aspettare che la chitarra invecchi, ne ha bisogno subito per spararsi le pose da consumato rocker. E così finiscono per pagare il servizio di invecchiamento artificiale. È una cosa grottesca fare finta di avere uno strumento vecchio.
Rispondi
di Midas77 [user #49614]
commento del 19/08/2021 ore 11:25:12
Anche io Concordo assolutamente con il tuo commento. Grazie mille.
Rispondi
di Oliver [user #910]
commento del 23/08/2021 ore 01:10:57
Non l'hanno fatto "tanto per ridere", e ancora meno si sono stupiti dei risultati delle vendite.
E' stata una seria e intelligente analisi di mercato che ha delineato le aspirazioni degli acquirenti dopo il boom del vintage.
Il discorso sul relic è sempre complesso, si creano subito schieramenti estremisti (mi verrebbe da dire "talebani", ma in questo momento non è il proprio il caso di scherzarci su) mentre esistono molte sfumature. Il relic esagerato -a volte estremo- personalmente non mi piace affatto: sembra veramente un "voglio ma non posso" e quasi sempre è evidentissimo. In vacanza a Napoli sono rimasto diversi minuti ad osservare un'intera parete di costose custom shop Fender (nell'arcinoto Centro...) e non ce n'era una che avrei veramente desiderato. Magari suonavano divinamente, ma erano... ridicole.
Il "soft relic" invece è tutt'altra cosa: avere tra le mani uno strumento che sembra sia stato suonato per anni dà una sensazione molto gratificante, che uno strumento nuovo non riesce a dare. Ci si sente subito a casa, e per questo sarei anche disposto a pagare un po' di più (se me lo potessi permettere).
Rispondi
di Francescod [user #48583]
commento del 24/08/2021 ore 00:03:47
Del tutto tranquillamente, ti dico che secondo me il talebano non è quello a cui non piace per niente una cosa ma uno che vuole imporre agli altri gusti e desideri. Ecco, il fatto che io (o altri) possa esprimere un giudizio completamente negativo su un oggetto, dal punto di vista estetico o meno, ritenendolo completamente senza senso, non vuole minimamente limitare la libertà altrui. Ad esempio, io sono un amante di strumenti molto controversi: le signature. Su questi stessi lidi se ne sono scritte di tutte contro le signature. Democraticamente, ma anche consapevole del fatto che tutti noi siamo il risultato di storie diverse (non giuste o sbagliate, ma diverse), accetto le critiche e ne discuto per raccontare le mie ragioni per cui mi appassionano.
Detto ciò, confermo quello che ho scritto, con riguardo alle heavy relic, alle light relic, journeyman e closet classic. Dal mio strettissimo punto di vista, esistono per le ragioni che ho descritto. Ma non metto in dubbio né mi accanirei contro qualcuno che la vede diversamente. Quindi direi che non c'è problema.
Rispondi
di Oliver [user #910]
commento del 24/08/2021 ore 00:22:51
Temo di essere stato frainteso: non mi riferivo assolutamente a te, era un discorso in generale.
Quando ci sono delle questioni che riguardano i gusti personali, in ambienti come questo la tendenza tipica è lo schieramento in due squadre contrapposte, pro o contro, a prescindere. E quasi sempre nessuno ha ragione perchè, per l'appunto, si parla di gusti :)
Il relic ha in qualche modo catalizzato ed esasperato queste tendenze (prima le grandi discussioni erano essenzialmente "Fender vs Gibson"), chissà per quale motivo particolare. Il costo, suppongo.
Comunque, perfino i più tenaci sostenitori dell'invecchiamento artificiale sono inorriditi quando è stato pubblicato un video nel quale un tizio reliccava pesantemente una PRS: anatema!
Siamo strani.
Rispondi
di Francescod [user #48583]
commento del 24/08/2021 ore 00:36:2
Per quanto mi riguarda, non è il costo. Sono un collezionista di chitarre quindi ho speso montagne di soldi per questi strumenti. Purtroppo non sono mai riuscito ad avere la forza di acquistare una relic (figuriamoci la passione). Una volta stavo per concludere l'acquisto a distanza di una masterbuilt, perché aveva tutte le caratteristiche che stavo cercando in quel momento, ma quando mi è stato spiegato che vista da vicino la chitarra si presentava con una finitura closet classic, ho subito fatto marcia indietro. Il finto usurato mi appare grottesco, per la semplice ragione che, come dicevo prima, ognuno di noi è il risultato di vissuti diversi: il mio è fatto innanzitutto dei miei primi due strumenti, entrambi hanno vissuto con me una vita venendo maltrattati pesantemente durante decine e decine di esibizioni live fino a diventare relic naturali. Ogni botta ha una storia, un ricordo e rimanda a una serata differente. E bla bla bla inutile che io continui: non voglio convincere nessuno. Siamo strani solo se tentiamo di convincere gli altri che quello che diciamo noi è più giusto di quello che dicono altri. Io invece non mi sento più nel giusto di altri, però mi concedo la libertà di dire come la penso. Se qualcuno stravede per una journeyman, la prenda e se la goda.
Rispondi
di Sykk [user #21196]
commento del 16/08/2021 ore 09:17:33
boh a me continua a sembrare alla pari di un costoso intervento di chiururgia estetica per farsi fare le rughe e togliere i capelli
Rispondi
di brigantello [user #21508]
commento del 16/08/2021 ore 13:11:03
Infatti. È una follia che non riesco proprio a comprendere....
Rispondi
di sidale [user #29948]
commento del 16/08/2021 ore 20:42:40
Vendono quindi hanno ragione loro, non fa una piega.
Rispondi
di alexus77 [user #3871]
commento del 17/08/2021 ore 05:07:32
"... it represents a dream that anyone can pick one of these things up and go 'you know what, if I just believe in myself, I can do this'..."
yeah, if you believe in yourself and can shell out 8 grand 🤣

Scherzi a parte, sembrano belle, ne ho imbracciate un paio e sono fatte bene... non che il Custom Shop producesse ciofeche fino all'altroieri, comunque. Care, ma se ne trovassi una ad un prezzo decente, probabilmente la prenderei... magari una 56/57 con P90, che sono anche le piu' "economiche"...
Rispondi
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