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Quel dubbio che ci frega. Sempre
Quel dubbio che ci frega. Sempre
di [user #910] - pubblicato il

Firma sulla paletta o cenerentola sconosciuta da scoprire e di cui innamorarsi? Forse in ognuno di noi convivono entrambi i desideri: impossibile non immedesimarsi nel racconto del nostro lettore Oliver.
Quante volte si è parlato di confronti tra uno strumento di riferimento e le innumerevoli copie quasi identiche (o anche senza quasi) all’originale ma molto meno costose, considerate da molti molto meglio degli originali - o quantomeno equivalenti?
Scagli la prima pietra chi, tra noi, non è mai corso a leggersi approfondimenti e ascoltare demo dell’ennesimo, miracoloso clone Stratocaster o LesPaul, con la segreta - neanche tanto - speranza di avere trovato esattamente quello che si sogna... ma che è anche compatibile con le limitate finanze a disposizione.

Molte volte nasce spontaneo il sospetto che si tratti di marchette commerciali (e spesso ci si azzecca, anche), altre volte l’atroce dubbio che si insinua è che le abilità oggettive del dimostratore e di chi effettua le registrazioni - oltre alla qualità del resto della strumentazione utilizzata - influenzino pesantemente il risultato. 
E poi, chissà che effetto fanno sotto le mani...
Verissimo, ma è anche vero che alcuni strumenti sono realmente fatti bene e che in alcuni casi possono dare filo da torcere (o anche umiliare) le icone blasonate, con quella sana soddisfazione che ne deriva e con buona pace del portafoglio.
Poi, chi ritiene di aver trovato lo strumento relativamente economico che lo rende felice, viene tendenzialmente catalogato nella catagoria “Volpi e Uva”, mentre chi resiste, risparmia e si svena per “LO” strumento, entra di diritto nel CDFSP (Club Della Firma Sulla Paletta).

Quindi è ufficiale: è un problema. Serio.

Quel dubbio che ci frega. Sempre

Premesso questo, la maturità ci rende consapevoli di questi meccanismi, quindi cominciamo lentamente a mettere in secondo piano i pregiudizi e affiniamo le nostre doti di Cercatori Di Tesori Economici Nascosti. 
Impariamo a guardare non solo le forme e i colori, ma anche e soprattutto quei dettagli che - lo abbiamo imparato - fanno veramente la differenza: il profilo del manico, la misura e la lavorazione dei tasti, la tenuta delle meccaniche, il sustain, l’attacco, la qualità delle parti metalliche, i componenti elettronici, eccetera eccetera (i pickup no: tanto va quasi sempre a finire che poi si sostituiscono!).
Il campo della scelta si restringe gradualmente e inesorabilmente, fino al momento in cui, grazie all’esperienza accumulata, identifichiamo lo strumento che fa per noi e può tranquillamente sostituire “quell’altro”.
E spesso ci prendiamo, anche! Perché è vero che esistono siffatti strumenti, come è altrettanto vero che possiamo incappare nello strumento di nobili origini, ma che è nato sfigato.
Insomma, con un po’ di lavoro e di fortuna, siamo finalmente felici e ci possiamo concentrare sulla musica.

E invece no.
Dopo un iniziale periodo di pura gioia, riguardiamo il nostro gioiello e comincia a insinuarsi il Dubbio.
“Certo, è fatto bene. Certo, suona bene. Veramente bene. Mi piace, proprio. Sono soddisfatto, ma…”
MA!
È finita. 

Il tarlo lavora. Non appena fa capolino una nuova, pericolosa domanda, siamo già belli e fritti: “Ma non è che - forse - uno strumento di fascia superiore ha davvero qualcosa in più? E magari mi fa suonare meglio? Ed è più affidabile? E fa anche dimagrire (perché a questo punto ogni scusa è buona)?
Non resta altro da fare che sperimentarlo di persona. Alle ortiche tutte quelle belle riflessioni sul marchio, sui costi del marketing, sull’autosuggestione, sui condizionamenti. Si fa di tutto per averlo.
E il bello - si fa per dire - è che non finisce neanche lì. Da qualche parte ci saranno sempre una Custom Shop bastarda o una Vintage scostumata che ci rovineranno le più solide convinzioni e i più ferrei proponimenti.

Quindi è ufficiale: è un problema. Serio.

Quel dubbio che ci frega. Sempre

Esquire o non Esquire, questo è il problema.
Se sia più nobile sopportare
le approssimazioni e infamie di una sottomarca atroce
oppure brandire la Carta contro una moglie di guai
e, appagandosi, annientarsi.
Comprare, rivendere.
Niente altro.
E dire che con l’acquisto mettiamo fine
al rumore di fondo e ai mille corpi
che la cultura della Custom ha reliccato
è un Epihone da desiderarsi devotamente.
Comprare, rivendere.
Rivendere, forse suonare

(Uilliam Scèkspir - 2022)
chitarre elettriche curiosità gli articoli dei lettori
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di strimp [user #13472]
commento del 10/03/2022 ore 13:10:58
Parole sante.
Guglielmo Scuotilance è il mio cantante Heavy metal preferito in particolare quando dice, sicuramente pensando alla sua esquire:
'The art of our necessities is strange, that can make vile things precious.'
Rispondi
di maccarons [user #20216]
commento del 10/03/2022 ore 14:02:06
Ormai giunto alla mia veneranda età nel mio piccolo ho toccato tra i miei vari acquisti i due poli opposti con
Harley Benton (Fusion T) e da qualche mese con Gibson Les Paul Standard 2021,
e non mi pento, la Fusion T ad un prezzo ridicolo ha tutti gli upgrade che si possano
desiderare su una chitarra,ho scritto un post a riguardo,la Les Paul...vabbè che te lo dico a fa'.
Ciao Carmine.
Rispondi
di redfive [user #41826]
commento del 10/03/2022 ore 14:17:46
Mi piacerebbe una prova tra strumenti similmente fatti ( e settati!!!!!) ai quali sia stata asportata la decal sulla paletta....
Rispondi
di kross [user #16328]
commento del 10/03/2022 ore 14:28:59
Dopo anni e anni di agonie ripetute, oggi sopravvivo grazie alle piccole consapevolezze che ho maturato nel tempo. Valide esclusivamente per me ovviamente:

1- una chitarra eccessivamente economica, per quanto ben realizzata, tende a non appagarmi nel giro di pochissimo tempo. Preferisco risparmiare per più tempo che "accontentarmi" riempiendomi di autoconvincimenti.
2- chitarre di fascia medio-alta hanno praticamente sempre un livello di dettaglio e qualità realizzativa superiore rispetto alle loro "sorelline" ...ma questo non vuol dire che tutti siano in grado di rilevare questa qualità ed apprezzarla. Al contrario del passato preferisco due o tre chitarre economiche in meno in favore di una di qualità superiore.
3- sono diventato molto esigente e non riesco più ad essere soddisfatto realmente se nell'acquisto non riscontro gli elementi che fanno, per me, interessante una chitarra (es. certe caratteristiche di radius, tasti, sezione del manico, ponte ...)

Oggi ho un terzo delle chitarre che ho mediamente sempre avuto, ma sono molto più appagato!
Cerco di tenerlo sempre bene in mente ogni volta che ho i sudori freddi davanti a qualche giocattolo :-)
Rispondi
di motown [user #7307]
commento del 10/03/2022 ore 14:58:54
Lo stesso per me. Preferisco aspettare, darmi più tempo per avere qualcosa di fascia alta che nella mia limitatissima esperienza fino ad oggi dà molte più soddisfazioni
Rispondi
di Sparklelight [user #41788]
commento del 10/03/2022 ore 14:38:3
Con le acustiche è molto più facile
Rispondi
di sonicnoize [user #36973]
commento del 10/03/2022 ore 15:22:05
La valutazione complessiva di una chitarra si poggia sull'equilibrio di 2 grandi pilastri un po come il rapporto con una nuova ragazza con la quale si sta uscendo da poco...

1-quanto sia divertente (sostanza)
2-quanto sia bella da vedere (forma)

esistono chitarre divertentissime e che suonano bene ma sono bruttine, così come chitarre bellissime ma scomode e poco appaganti.

La perfezione non esiste perchè anche chi sta con la donna più bella del mondo probabilmente nel suo intimo ne desidererebbe altre.

L'importante è suonarle...le chitarre (su questo punto evito il parallelismo)
Rispondi
di TB [user #1658]
commento del 10/03/2022 ore 15:56:41
*** Comprare, rivendere.
Rivendere, forse suonare ***
Ah, la saggezza del sor Guglielmo...
E finalmente una traduzione come si deve, complimenti!
Rispondi
di MM [user #34535]
commento del 10/03/2022 ore 16:50:56
Io intanto definirei le fascie di prezzo, e dove arriva il limite, per me.
La fascia bassa, per me va dalle 80/100 e arriva ai 400 euro.
La fascia media, va dai 400/500 fino ai 1000.
La fascia alta, va dai 1000 ai 2500 massimo.
Oltre, è una spesa che non concepisco, è fuori dal mio concetto di valore per uno strumento elettrico, acustico sarebbe diverso.
Gli strumenti di fascia bassa non mi allettano per nulla, quasi mai, la mia mente non prende mai in considerazione di investire denaro lì. Può sembrare presuntuoso, ma sono strumenti che lascio volentieri ad un ragazzo, che non ha ancora un'autonomia economica, o a chi piacciono.
Nella fascia media esistono buone cose.
Posseggo due chitarre in quel range che mi tengo volentieri. Ottimi strumenti.
Poi posseggo due strumenti che nuovi supererebbero il mio limite, ma li ho comprati usati, e nel limite ci rientrano bene. Ecco, la differenza si vede. Mi spiace per le copie.
Poi ho 5 strumenti che mi sono portato a termine da solo (realizzato sarebbe una parola grossa, ma assemblato è riduttivo), finitura, rettifica, verniciatura, set-up.
Questi strumenti mi sono costati intorno agli 800 euro, di materiali, ma dal punto di vista del suono e della suonabilità, valgono le 3 volte. So che non hanno alcun valore commerciale, ma non mi interessa, mi appagano molto e sono gli strumenti che uso di più Live.
Quindi... il tarlo ha smesso da tempo di rodere.
Rispondi
di Arch [user #51394]
commento del 10/03/2022 ore 16:52:19
Lo scorso anno mi sono regalato la mia seconda Strato e ho optato per una Fender americana (lo è anche l'altra). Non nascondo assolutamente il fascino della decal Fender sulla paletta e che mi piaccia sapere sia una Fender originale e americana.
Altri motivi, almeno per me, sono che per il livello che ho raggiunto e per la quantità di ore che suono (sia in pace a casa mia che con il gruppo) ho stabilito possa essere sufficiente una chitarra compresa in una fascia di prezzo di 1.000-2.000 euro. Di più mi sembrerebbe quasi sprecata per le mie mani. Nel caso fosse di fascia inferiore preferirei provarla bene prima perché preferisco evitare di trovarmi tasti messi male o altri difetti anche se risolvibili. Con un'americana DI SOLITO si dovrebbero evitare questi problemi. Poi ovviamente le eccezioni ci sono sempre, ci mancherebbe.
Proprio di recente ho ceduto la mia prima ibanez economica. In fondo non l'avrei suonata più perché si sentiva che non era all'altezza delle altre (oltre ad avere altre caratteristiche, soprattutto di manico) e mi avrebbe preso solo spazio.
Per riassumere, non volendo riempirmi di chitarre che poi suonerei poco, ho preferito avere due chitarre ottime (almeno per me), in modo da poterle alternare senza problemi.
Rispondi
di Gigibagigi [user #49591]
commento del 10/03/2022 ore 18:22:56
Io invece vivo da anni una sorta di bias... Ho una stranberg (costo sui 2000) e una dozzina di altre chitarre di cui la più economica dovrebbe essere una broadcaster CS in edizione limitata, pagata sui 3800 se non ricordo male. Manco a dirlo, per il 99,9% del tempo uso solo la strandberg. Le altre sono... troppo belle, troppo impegnative, mi dico che non ha senso suonarle se devo solo esercitarmi, e via discorrendo.
Mi piacciono poi da morire le Cort (tipo le g300 o le g290), ma mi dico sempre che non ha senso acquistarle se a casa ne ho una fila di ben più costose che neanche guardo. Anche se so che una Cort la suonerei per davvero.
Boh, forse dovrei vendere tutto e tenermi solo quel che poi utilizzo...
Rispondi
di theoneknownasdaniel [user #39186]
commento del 10/03/2022 ore 19:41:42
Io provo. E se mi piace compro. E per provare mi porto dietro qualcuno che mi dica la sua opinione apertamente (moglie e figli di solito).
Per regalare un ukulele ho provato e riprovato e alla fine quello che mi piaceva di più è stato quello che ho regalato, indipendentemente dalla marca sulla paletta mi sembrava il migliore. Così come per la mia chitarra acustica, o la mia Gibsonina, o le mie amate Tele e Strato, le ho provate e confrontate con altre chitarre più e meno costose, ed alla fine ho scelto quelle che avevano il suono che più mi piaceva e che meglio sentivo in mano.
Poi compro anche qualcosa online eh, ma sono solo pedali che magari non riesco a trovare.
Rispondi
di MAURIZIO [user #49375]
commento del 10/03/2022 ore 19:48:17
Di norma se costa poco vale poco. Poi qualche marchio ha un rapporto qualità/prezzo particolare elevato (Yamaha, Ibanez). E ora che posso permettermi ciò che mi pare, provo quasi sempre con una Ibanez da €500. E mica tiro fuori il PRS custom 24 USA per imparare i pezzi, no? Anzi, a volte nei live continuo a portare la Ibanez, visto che ormai ho le dita "settate".
Comunque è vero, il fascino del logo sulla paletta è innegabile. Purché suoni bene.
Rispondi
di BizBaz [user #48536]
commento del 10/03/2022 ore 20:19:22
Nessun compromesso con (inutili) sensi di colpa.
La voglio da non poterne fare a meno?
Posso permettermela?
La compro.
Amen.
(Discorso non limitato necessariamente alle chitarre)
Rispondi
di gibsonmaniac [user #21617]
commento del 11/03/2022 ore 06:04:15
Sono totalmente d'accordo con te, aggiuno pure che nonostante io sia un vero zappaterra della chitarra non mi faccio neppure la classica menata del tipo: "non sono abbastanza bravo per meritarmela" anzi: visto che lavoro tanto e mi faccio un culo a capanna sento di meritarmi tutto quello che posso permettermi
Rispondi
di Laprima [user #44429]
commento del 11/03/2022 ore 06:05:32
Beh, che dire: grazie! Grazie per aver sdoganato il per molti inconfessabile. Aver coraggiosamente reclamato la dignità per quello che noi - vergognandocene, anche, un po' - con malriuscita ironia definiamo, quando siamo con "gli altri", "una malattia".
Noi e loro, "us and them": noi, perseveranti e loro, spesso - almeno a me capita - con un'aura quasi mistica che fa sentire sempre inadeguati, non meritevoli, indegni anche solo di possederle. E allora frustrazione, che però alimenta la tenacia, che alimenta la frustrazione, che alimenta la tenacia...
Alla fine, è un buon Loop quello che ci serve.
Rispondi
di DAME54 [user #53104]
commento del 11/03/2022 ore 07:18:16
Personalmente sono per l'originale, senza se e senza ma. E non mi interessa che la fotocopia possa suonare come lo strumento cui si ispira. Quantomeno per il doveroso rispetto che va reso a chi per primo, con sudore e sangue, ha realizzato ciò che poi è diventato un archetipo.
Rispondi
di skitzato [user #57192]
commento del 11/03/2022 ore 08:03:00
Ciao a tutti,
ebbene si, anch'io sono affetto da questo morbo, firma sulla paletta oppure no.
Nonostante la mia tenera eta'(63), son solo due anni che imbraccio la sei corde, naturalmente, andando a lezione da un maestro. Due anni fa, appunto, non sapendo suonare, ho comprato una Squier strat Affinity , e devo dire che non avendo provato null'altro, mi sembrava suonasse bene, affinché entro in un negozio di strumenti musicali e provo altri modelli che, indubbiamente, anche già' solo prenderli in mano..............ma in quel momento, il mio portafogli, era in rosso come la spia della riserva, quindi mi sono lasciato tentare da un'altra Squier, la Tele classic vibe '50, che di certo non ha il suono della CS, ma l'ho trovata un ottimo palliativo, tant'è che la uso quotidianamente per esercitarmi. Ma non è finita, l'anno scorso, sopraggiunta la pensione e con qualche capacita' in più', ho deciso di salire di livello, ergo, la mia scelta è caduta sulla Epiphone LP '59 standard outfit, fantastica, fatta bene e un suono bellissimo..................
Ma ecco che il tarlo si è ripresentato...si belle, ma non è l'originale..sigh
Purtroppo la mia pensione non oltrepassa i tre zeri, per cui, per me è quasi impossibile riuscire a spendere anche solo 2000 €uro per la chitarra dei sogni, peraltro ho cercato di vendere la pseudo-strato, ma niente.............se era originale, qualcuno l'avrebbe comprata, a buon intenditor.......buona musica a tutti.
Rispondi
di redfive [user #41826]
commento del 11/03/2022 ore 08:44:36
Sempre più convinto che ognuno con i propri soldi faccia bene a spenderli in quello che vuole e può permettersi, su questo non ci sono punti di vista che tanto ( e ci mancherebbe altro).
E sempre comunque più convinto che una buonissima parte di noi scelga con la decal negli occhi piuttosto che con le orecchie....
Con questo non voglio dire che chi fa l' alternativo sia più furbo degli altri, ben inteso..
Rispondi
di FranxAJ [user #18541]
commento del 11/03/2022 ore 09:25:13
Una volta scattato il tarlo, oltrepassata la fase decisionale del confronto (lo faccio, non lo faccio, risparmio, non risparmio, me la merito anche se sono una zappa?!)...ma quanto è appagante uscire dal negozio di strumenti con la custodia in mano con all'interno la nostra nuova chitarra?! :)
A volte è bello poter semplicemente spendere il frutto del nostro duro lavoro in qualcosa che semplicemente vogliamo.
Rispondi
di Ernestor [user #46937]
commento del 11/03/2022 ore 09:37:11
Un po’ della mia esperienza di vita.
Appena passati i 50 anni posso dire di averne viste abbastanza. Ho avuto e ho chitarre entrilevel e castomsciop con tutte le sfumature intermedie. Personalmente mi sono accorto che sono attratto da due cose che mi fanno davvero desiderare di prendere uno strumento al di fuori un altro, e sono il suono e la suonabilità; più un fattore estetico che mi dona quel sottile gusto libidinoso nell’indossare la chitarra come uno smoking alla 007 o una giacca da biker alla James Dean. Tuttavia il fattore estetico si annulla entro dieci minuti di chitarra e subentra il feeling del suonare e il godimento delle onde sonore, e allora non posso negare che una Gretsch electromatic di 20 anni, coi dynasonic di serie, presa usata come chitarra da battaglia suona il doppio e mi da il doppio di espressività di una Ibanez semiacustica di prima categoria che fino a quel momento era il mio Sacro Graal e dico: ‘fanculo; ad averlo saputo prima risparmiavo millemila e passa. Ma allora ok, sarà quella la prossima vittima sacrificale. Oppure Che una umile Fender Strato American Standard (coi picap castom di Romano Burini però) si pippa in feeling una meravigliosa e grandemente suonante Jackson Kelly castomsciop dell’86 fatta dal signor Jackson in persona personalmente, e non sto scherzando. Oppure che con la Gibson non mi trovo proprio proprio e ti lascio andar via senza rimpianto alcuno, una fidata compagna di palco: Les Paul black beauty purché al di là del blasone, non è semplicemente la donna per me… Storie simili posso raccontarne a iosa, come per una elettroclassica di liuteria, per una Ovation legend lasciata andare e sempre rimpianta; per una felicissima Tele Squier Classic Vibe, che non è la meglio del mondo ma è bello sapere che c’è -e infatti mai più avuto altre fisime per la Tele-. E dopo anni di acustiche piuommeno buone sì, ammetto senza ombra di dubbio che le Martin si meritano la stima che hanno. Insomma è vero che la gas ogni tanto mi si affaccia ma quando ho trovato il “suono”, poi la chitarra è difficile che schiodi da casa mia. Ho capito che mi piacciono più i single che gli humbucking; mi piace il twang più che il sustain; mi piace il low gain piucché l’hig gain. Morale: checcazzocifaccio con quel tipo di chitarre se non il collezionista?! Quindi non le compro né desidero. E davanti a una gas mi faccio convincere solo se la chitarra davvero suona di più di quella che ho, ma devo sentirlo dal vivo con le mie orecchie, non da un video su youtube.
Rispondi
di Simo6891 [user #61984]
commento del 11/03/2022 ore 10:20:29
Nella mia carriera (si fa per dire) chitarristica non ho mai avuto in casa più di due strumenti contemporaneamente, anche per ragioni di spazio disponibile.
Da qualche anno ho scoperto che per me avere due strumenti di fascia alta, un' acustica e una semi hollow, è il giusto equilibrio che mi sta rendendo quasi immune da qualsiasi altra velleità chitarristica.
Certo ogni tanto mi piace volare con la fantasia e pensare a una Gibson L5 o a volte mi incuriosisco davanti a strumenti come Strandberg e simili, ma poi nei fatti ritorno senza troppi patemi d'animo alle mie due chitarre che mi permettono di suonare di tutto.
Rispondi
di DAME54 [user #53104]
commento del 11/03/2022 ore 12:23:0
...inoltre, si consideri il fatto che, al momento di rivendere lo strumento (evento frequente quando si è affetti da GAS), solo il blasone permette nel medio e nel lungo termine, di recuperare il denaro speso.
Lo stesso purtroppo non succede nel caso in cui lo strumento da alienare sia una fotocopia, per quanto valido musicalmente possa essere, e non un'originale, a meno che non lo si svenda.
Guai poi se sullo stesso si siano apportate modiche e/o customizzazioni, più o meno costose.In tal caso nemmeno si recupera la cifra spesa.
Lex, dura lex, sed lex.
Rispondi
di Simo6891 [user #61984]
commento del 11/03/2022 ore 12:57:0
Assolutamente vero, aggiungerei che non basta nemmeno il marchio ma c'è una grande varietà rispetto a serie e modelli. Una Fender Ultra non la rivendi con la stessa facilità di una serie ispirata al vintage per dire.
Rispondi
di teppaz [user #39756]
commento del 11/03/2022 ore 16:52:26
Beh, insomma... io la vedo in un altro modo: ho comprato una Epiphone SG a 350 Euro o l'ho rivenduta a 200, ci ho rimesso 150 Euro.
Se compravo una Gibson a 1.500 Euro e la rivendevo a 1.000 ce ne rimettevo di più direi...
Rispondi
di 5maggio2001 [user #36501]
commento del 11/03/2022 ore 16:22:01
ho una squire hello kitty che è strepitosa, con gli occhi che si illuminano,
il manico è spaziale, non capisco come possa costare così poco.
comunque è incredibile che un anno fa una chitarra che costava 1000 oggi costa 2000
Rispondi
di MAURIZIO [user #49375]
commento del 11/03/2022 ore 16:35:24
È mezz'ora che cerco di capire se parli serio o è una battuta...
Rispondi
di teppaz [user #39756]
commento del 11/03/2022 ore 16:53:20
Vogliamo il video di te che la suoni su Youtube come John 5... :-)
Rispondi
di Francescod [user #48583]
commento del 12/03/2022 ore 07:24:00
Credo di poter scagliare la prima pietra: mai andato apposta a cercare info sui cloni. Semplicemente perché li ho avuti.
Sono ormai un collezionista con un numero esagerato di strumenti di alta fascia. Ovviamente sono partito da strumenti molto economici, che hanno fatto la loro parte, nel senso che per anni e anni ci ho suonato dappertutto (a me del nome sulla paletta interessa poco quindi non mi sono mai detto: "caspita, sto suonando con uno strumento davvero economico, cosa penserà di me il mondo?". Né la cosa mi ha mai depresso). Ovviamente migliorando e allo stesso tempo avendo l'opportunità di salire di livello non ho potuto non notare la differenza tra gli strumenti. E più cresce il livello, più il prezzo cresce più che in proporzione (com'è normale) finendo per raggiungere prezzi davvero alti.
Ma ho un punto fermo nelle mie convinzioni maturate con la mia soggettiva esperienza: dato un determinato potere d'acquisto, meglio prendere un solo strumento che stia nella parte alta del proprio range economico, piuttosto che due o tre che si collocano nella parte bassa. Ergo, se ho cento, duecento, trecento, quattrocento euro, piuttosto che correre subito a comprarci qualcosa, resisto senza problemi alla tentazione, continuo a mettere da parte a lungo e punto a qualcosa che mi fa sognare e so per esperienza che è di alta qualità.
Rispondi
di Max Scarpanti [user #56093]
commento del 12/03/2022 ore 10:34:18
Io ho risolto il problema molti anni fa.

Quando cambio Stratocaster, sempre american standard, monto tre single '57/'62 e sono apposto. Li ho comprati una volta, quando la restituisco monto quelli originali e rimonto i CS sulla nuova.

Adesso sostano 200/250 Euro, ma secondo me, sono soldi spesi bene e per sempre.
Rispondi
di Giovanni Ghiazza [user #31]
commento del 14/03/2022 ore 07:14:50
Recente esperienza di vita vissuta.
Premesso che il gustoso articolo tocca, con franchezza ed anche con maestria di penna dell'autore, un nervo ancora sensibile anche a tipi come me, che ormai sfiorano i sessant'anni. Ho posseduto ormai un numero di chitarre che faccio fatica a contare, principalmente nei segmenti solid body ed archtop, e, tra queste, alcuni "pezzi assoluti", che tutt'ora possiedo, ovviamente.
Per non farla lunga vi racconto il più recente episodio.
Parliamo di Gibson L5, l'indiscussa regina delle archtop (tralasciando il sotto-segmento di quelle di liuteria). Ne ho avute, o provate intensamente, alcune. Una era (la cedetti in un momento di follia) "fuori quota": 1947, nata acustica e pickuppata nei tempi che furono, e della quale feci una recensione su queste pagine. Le altre, anni '70/80, ed una 2000 di quelle griffate (Greg Hutchins, se ben ricordo), erano fondamentalmente di standard, molto elevato, uniforme. Ma comunque pesantucce e destinate fondamentalmente ad un uso amplificato. Lo sforzo monetario che richiede l'acquisto di una L5 supera ormai i 6.000 euro!
Ora non possiedo L5, né altre Gibson di tal categoria.
Bene, un paio di mesi fa, stante che il desiderio di avere "quel suono" a disposizione non mi aveva abbandonato, cedo a considerare una copia giapponese degli anni '80 (post-lawsuit) fatta dai tipi di Aria che mi strizzava l'occhio (ormai son sempre più convinto che siano le chitarre a scegliere il chitarrista, e non viceversa...). Bene: considerando il prezzo di soli 500 euro richiesto, la stagionatura dello strumento e l'età avanzata del proprietario, ho ritenuto di poter fare una scommessa "al buio". Partita dalla Puglia è arrivata in casa mia. Indispensabili pulizia e settaggio (perché in giro ci son chitarristi che suonano condizioni impossibili?...)
Com'è?... Una L5 bell'e buona! Grazie ad un periodo di isolamento covid, ho avuto la possibilità di suonarla intensamente (alcune ore al giorno) per un paio di settimane. Meraviglia! Ed ho pure archiviato l'originaria idea di sostituire i pickup.
Ora mi ritengo molto appagato per quanto riguarda quella timbrica, disponendo di una L5 ad un quindicesimo della spesa! Gli ho dato il nome di "Brunetta dei Poveri Ricchi". E che ti puoi permettere di portare in giro senza dover prima trangugiare ansiolitici.
Conclusioni. Quanto esposto non toglie che lo standard qualitativo delle chitarre "top" sia mediamente elevato. E pure il prezzo, si sa.
Insomma una questione di quattrini: ne posso spendere e non ho molto tempo per ricerche da Sherlok Holmes? Guardo le blasonate. Viceversa...
Rispondi
di Simo6891 [user #61984]
commento del 15/03/2022 ore 15:48:20
Mi è capitato qualcosa di simile con la mia Ibanez JSM100 John Scofield. Cercavo una 335, con il mio budget Gibson non è in grado di produrre una 335 decente a meno di rivolgersi a modelli custom da 5000 euro se non di più. Con meno della metà di questa cifra ho trovato una chitarra ben fatta con un suono assolutamente pari a quello di una buona 335. Non ho fatto il super affare come il tuo, ma ho avuto le tue stesse sensazioni, alla fine il suono è quello...
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