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Vuoi la vintage. Ma sei sicuro?
Vuoi la vintage. Ma sei sicuro?
di [user #50760] - pubblicato il

Avete mai fatto un viaggio in moto? Probabilmente sì. E con una moto d’epoca? Beh, se non lo avete fatto (e intendo in tempi recenti, perché 30 o 40 anni fa eravamo tutti giovani, forti e baldanzosi, quindi non conta), dovreste provare.

Attenzione, quando dico “moto d’epoca” non mi spingo a pensare a una “sottocanna” dei tempi pionieristici, no. Intendo una moto comune, diffusa, apprezzata, che ne so, una Ducati Scrambler dei primi anni 70.
Motore monocilindrico, livello delle vibrazioni in grado di compromettere le vostre otturazioni dentali, faro anteriore 6V che se per caso trovavate nebbia c’era da farsi il segno della croce, gomme dal grip precario, affidabilità questa sconosciuta. Però era figa, mamma mia se lo era. Certo, dovendo viaggiare preferirei la Ducati Scrambler di oggi, che ok non sarà proprio la stessa cosa, non emanerà lo stesso fascino hippie, ma va forte il doppio, piega, frena, non vibra, non si rompe e ha pure la garanzia.

Vuoi la vintage. Ma sei sicuro?

Ducati Scrambler, la nuova (a sinistra) e l'originale d'epoca. Il look è simile, i contenuti tecnologici e il comfort non proprio.

Ecco, veniamo al dunque. Tra il suonare una chitarra in stile vintage e una vintage per davvero, io scelgo la prima opzione. Per un sacco di ragioni: la prima e più prosaica è che non ho abbastanza soldi per affacciarmi al mercato del vintage, del quale peraltro comprendo solo in parte criteri e dinamiche; la seconda, sono un pollo, compro molto con la pancia e poco con la testa…come già raccontato qualche settimana fa, se mi innamoro di una chitarra va a finire che me la porto a casa senza le dovute riflessioni; terza ragione, la più importante: per gli strumenti d’epoca occorre una vasta e solida cultura in materia, perché ho studiato e non perché me l’ha detto ammiocuggino, saper riconoscere al primo sguardo i particolari di una verniciatura, del retro di un pickup, del colore di un condensatore, della presenza o della mancanza di una sigla. Figuratevi che io tocco (molto) malvolentieri un trussrod, non mi azzardo a svitare un manico e - lapidatemi, forse lo merito - non mi cambio i pickup da solo. Non ho manualità, che volete farci? Perciò evito di improvvisarmi bricoleur o peggio ancora liutaio. In ogni caso, di chitarre vintage tra le mani me ne sono passate nel corso del tempo. Un paio di Gibson semiacustiche, una SG Junior, qualche pesantissima Strat anni 70 e persino un paio di Fender pre-CBS (delle quali, al contrario, ho apprezzato la leggerezza) con cui mi sono limitato ad accennare poche note sotto lo sguardo attento del proprietario, stupendomi per l’output contenuto dei pickup. Ma parliamo di possessi effimeri, di brevi parentesi, di strumenti concessi in prestito per (al massimo) una serata.

Vuoi la vintage. Ma sei sicuro?

Francesco Balossino (Cesco's Corner) insieme ad alcune delle sue meravigliose chitarre d'epoca.

Una Fender datata (definirla “d’epoca” è certamente troppo) l’ho anche avuta nel mio piccolo arsenale, era una Strat Dan Smith hard tail del 1982, l’ho amata davvero e mi sono fustigato a lungo per averla venduta, soprattutto perché era bella, vissuta, quel cherry burst esaltava le venature del frassino e soprattutto esaltava me. Ma sono sincero, a parità di pickup (Texas Special), il suono che ottengo dalla mia umile Strat assemblata è, se non assolutamente identico, molto, molto, molto (molto!) simile. Con la differenza che la Dan Smith non l’avrei lasciata giacere tutta la settimana in sala prove come faccio con l’assemblata e in generale qualche piccola apprensione già a suo tempo me la generava.

Vuoi la vintage. Ma sei sicuro?

Un esemplare di Stratocaster Dan Smith Cherry Burst del 1982

Figuriamoci come potrei convivere con una chitarra degli anni 60: mi porterei appresso una serie di angosce, ma l’incubo peggiore sarebbe quello del giudizio inappellabile di un esperto, del tipo “lo sai che ti hanno fregato, che questo particolare non è originale, che questi tasti non sono i suoi, che… che… che… che!!!!”. Ecco, sono certo che quella scure si abbatterebbe ineluttabile sulla mia testa di babbeo. 
Chiarito questo, è inutile nascondersi: il sogno dello strumento datato resta, ma provo a conciliarlo con il pragmatismo, e chissà magari in futuro mi orienterò su una lawsuit japan, spesso (diffidate di chi dice che lo sono SEMPRE, perché non è vero) eccellenti chitarre che, ormai da tempo, hanno un proprio mercato e tanti estimatori. Estimatori che, non di rado, purtroppo ci marciano su e sparano cifre improponibili per una Fernandes o una Tokai, mentre mi sembra che le sovraccitate attenzioni per le (ottime) Squier JV si siano assestate, dopo il boom di una decina d’anni fa. 

Vuoi la vintage. Ma sei sicuro?

Di sicuro, comunque, per l’acquisto di una chitarra datata chiederei il parere a un esperto e la community di Accordo è il posto giusto, anche perché questo sito è esso stesso, per così dire, vintage. Come sapete Accordo.it è andato online nel 1997 ma nasce dall’esperienza del magazine cartaceo Nashville, fondato nel ’92 da gente che già bazzicava il mondo delle sei corde da molto tempo. Sapete, per fondare una rivista - questo posso dirlo per esperienza diretta - bisogna essere matti da legare. Matti per diventare editori, matti per scommettere tutto sulla propria passione e su quella dei propri lettori. E questa lucida, contagiosa follia, traspariva tutta dalle pagine di Nashville. Per trasmettere quel bagaglio (culturale, emotivo, storico) e per celebrare i 30 anni di Nashville, lo staff di Accordo ha raccolto i primi quindici numeri della rivista accorpandoli in un unico volume. Lo trovate a questo link
La raccolta di Nashville può essere acquistata anche in bundle con la riedizione aggiornata del libro Fender di Maurizio Piccoli 
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di Arch [user #51394]
commento del 18/03/2022 ore 10:16:0
"Attenzione, quando dico “moto d’epoca” non mi spingo a pensare a una “sottocanna” dei tempi pionieristici, no."

Appena ho letto questa frase la mia mente è corsa verso la nitida immagine di Sean Mallory che scende dalla sua moto mentre risuonava nella mia testa la frase cantata "Sean Sean Sean"

vai al link

Rispondi
di 5maggio2001 [user #36501]
commento del 18/03/2022 ore 10:28:19
la soddisfazione che da una moto d'epoca è impareggiabile rispetto ad una moderna,
il suono, l'odore, l'utilizzo ecc..
certo che poi se vuoi andarci in vacanza facendo il tour di un paese, probabilmente la vuoi moderna.
Secondo me vanno avute entrambe .
Rispondi
di Sparklelight [user #41788]
commento del 18/03/2022 ore 10:30:05
Piccolo distinguo tra le moto e le chitarre, queste ultime sono fatte all'incirca come 70 anni fa, le moto no.
Rispondi
di MM [user #34535]
commento del 18/03/2022 ore 10:46:04
Concordo.
Rispondi
di MM [user #34535]
commento del 18/03/2022 ore 10:52:56
Le moto d'epoca sono una meraviglia.
Ma devi fare attenzione, usarle il giusto, e non allontanarti troppo da casa.
Per divertirmi preferisco di gran lunga una moto di oggi (ne ho una del 2009 ed è fantastica), senza dubbio e senza nemmeno troppe pretese.

Il mio primo maestro (bluesman sopraffino) aveva una Strato esattamente come quella della foto, frassino, Cherry burst, lui aveva una gran mano, e lei aveva un suono bellissimo. Diceva che era la sua preferita, il suo suono di riferimento.
Chitarre vintage?.... e chi se le può peremettere? si fa tranquillamente senza.
Rispondi
di Fabio Cormio [user #50760]
commento del 18/03/2022 ore 10:55:59
La Dan Smith a cui accenno era proprio così, frassino, hard tail, cherry burst, il manico di un acero giallo scuro e lucido. Che errore venderla
Rispondi
di claude77 [user #35724]
commento del 18/03/2022 ore 11:03:45
Questo articolo cade a fagiuolo! Proprio ieri ho deciso di cambiare le corde alla mia ascia preferita una stratocaster american vintage reissue del 62. Chitarre dei primi anni 2000 non parliamo ovviamente di vintage ma una chitarra costruita con la logica di una chitarra vecchia. E' bellissima, ha un relic naturale, la vernice pian piano va via e si ingiallisce, i legni continuano a stagionare e a cambiare colore maturando. insomma dovrei esserne "stra" felice, ma ha continuamente bisogno di assistenza, i soldi che ho speso dal liutaio tra setup e altre cose sono infiniti e ogni volta che semplicemente cambio le corde qualcosa si altera e allora i bending non vanno più bene, qualche tasto frigge, insomma che palleeeeeeeeeeeeeee. Quando suono una chitarra moderna con manico perfettamente dritto sempre pronta all'uso senza troppe rotture di scatole, mi viene voglia di mollare la mia strato per comprare uno strumento efficiente che non mi faccia impazzire ogni volta che la tiro fuori dalla custodia!

AGGIUNGO: Qualsiasi liutaio che c'ha messo le mani mi ha sempre detto: cavolo che bello strumento e io dentro di me penso: tacci tua e di tutti i soldi che ve sto a dà!!!
Rispondi
di KJ Midway [user #10754]
commento del 20/03/2022 ore 12:15:57
Strano, tra un AVRI ed una Standard attuale o coeva non cambia nulla a livello di costruzione.
Per quanto riguarda il discorso stagionatura del legno, mi spiace dirti che la tua AVRI ha il fondo in poli, la nitro e spesa esolo di finitura, quindi continua a stagionare come una standard normale.
Comunque detto questo una chitarra bellissima ed un otto strumento che fino a qualche anno fa trovavi ancora al suo prezzo corretto 1.200/1.400, ora ti chiedono anche 2.000, il solito furto.
Giditela comunque
Rispondi
di Simo6891 [user #61984]
commento del 21/03/2022 ore 10:37:27
Credo che dopo 20 anni di utilizzo qualsiasi chitarra può dare qualche piccola noia, anche se ti fossi comprato una Paul Reed Smith nel 2000. Se è lo strumento che si suona più intensivamente per tanto tempo ci può stare.
Rispondi
di KJ Midway [user #10754]
commento del 21/03/2022 ore 12:00:44
non è detto, ho una Telecaster del 2000 che non ha mai visto il liutaio ed ha visto molti palchi, prendendo anche delle belle botte, è perfetta come uscita dal negozio.
Probabilmente in questo caso deriva tutto da una non perfetta regolazione del ponte della Strato, se prova a bloccarlo secondo me risolve gran parte dei problemi.
Rispondi
di Simo6891 [user #61984]
commento del 21/03/2022 ore 13:17:26
Dipende se la usi dal 2000 o se ce l'hai da qualche anno ma è datata 2000. Uno strumento usato intensivamente per 20 anni è impossibile che non passi per un liutaio almeno per cambiare i tasti o per una rettifica.
Rispondi
di claude77 [user #35724]
commento del 21/03/2022 ore 15:31:49
Ciao, non mi lamento del fatto che debba passare dal liutatio anzi, ha già fatto 2 volte il cambio dei tasti e nell'ultimo cambio ho messo anche i medium che mi piacciono di più.
Il problema è che il suo assetto è molto fragile e a volte mi basta cambiare le corde per avere delle noie all'action e quant'altro.
Per il resto la adoro e, a mio modesto parere, suona molto molto bene,
Rispondi
di Simo6891 [user #61984]
commento del 21/03/2022 ore 16:38:11
Come già ti è stato suggerito, se ancora non lo avessi fatto prova a bloccare il tremolo e vedi come va. Personalmente non mi sono mai trovato bene con il set up "floating" del tremolo della Strato anche su strumenti recenti.
Rispondi
di KJ Midway [user #10754]
commento del 21/03/2022 ore 20:19:19
Esatto consigliato anch'io sopra, e per il cambio rasti consiglio quelli in inox, lo fai una volta e poi basta!
Rispondi
di KJ Midway [user #10754]
commento del 21/03/2022 ore 20:17:56
Ho scritto che c'è l'ho dal 2000, sono arrivato a fare una cinquantina di date all'anno per un periodo e comunque suonata per delle belle ore tutte le settimane.
Sui tasti sì adesso avrebbe bisogno almeno di una rettifica ed una plekata però non da segni di imminente necessità.
Dal punto di vista strutturale è tutto in ordine, me la setto e le faccio regolare manutenzione, che consiste esclusivamente nella verifica del setup e del serraggio delle varie viti di ponte è manico.
La Strato è ovviamente più impegnativa per via del ponte mobile.
Gran qualità comunque la Fender seppur produzione Standard.
Rispondi
di motown [user #7307]
commento del 18/03/2022 ore 11:08:44
D'accordo; le chitarre vintage che ho avuto avevano suoni stupendi, ma non potevo portarle sul palco. Necessitavano di manutenzioni così profonde che avrebbero perso il loro valore. Così... erano pezzi da collezione in un certo senso. Acquistate senza una completa consapevolezza delle problematiche del vintage, le ho vendute, un pò a malincuore, e mi sono buttato sul custom shop che, a mio parere, spesso ha il suo bel perchè
Rispondi
di elguitarron [user #8109]
commento del 18/03/2022 ore 11:52:03
La penso come te, anche io preferirei la replica all'originale. Continuando con il parallelo chitarre/moto, uno del gruppo è appassionato di moto/auto d'epoca, tant'è che alle prove mi ha raccontato che quel giorno, avendo visto l'annuncio, si era fatto 150km per andare a vedere una moto anni '60 in vendita. Una volta lì si è accorto di diverse cose non originali, che lo hanno portato a non comprarla, benchè fosse in ottimo stato. Ecco, come hai spiegato tu, per trattare questo tipo di oggetti, occorre una certa esperienza, altrimenti si rischia di prendere delle sonore "tronate", tralasciando tutta la discussione sulla differenza di suono eventuale...
Rispondi
di theoneknownasdaniel [user #39186]
commento del 18/03/2022 ore 14:29:56
Io le prenderei volentieri entrambe. Così da poter gustare sia il fascino e la suonabilità degli anni '60 sia la comodità e l'affidabilità di una chitarra moderna.
Anche se, effettivamente, i modelli che dagli anni '60 sono sopravvissuti fino ad oggi sicuramente sono affidabili, quelli meno affidabili probabilmente hanno ottenuto una poco gloriosa fine.
Rispondi
di zabu [user #2321]
commento del 18/03/2022 ore 14:39:35
Gli strumenti vintage (o almeno quelli che si sono conservati in condizioni buone) hanno spesso qualcosa di speciale in termine di suono, a cui le riedizioni e gli strumenti moderni non sempre riescono pienamente ad avvicinarsi. Anche se poi bisogna valutare nei vari casi. Il vintage era nato negli anni '70 come idea alternativa all'acquisto degli strumenti di produzione contemporanea dell’epoca. Fino ad un certo punto effettivamente era una alternativa, anche in termini di costo. Ad esempio, io ricordo ancora che ad inizio anni '90 le Fender pre-CBS erano già inarrivabili, ma c'era ancora una buona selezione sul mercato di Fender della seconda metà degli anni '60 che potevano essere acquistate a poco più del prezzo di una riedizione dell'epoca.

Oggi come oggi i prezzi sono saliti incredibilmente pure per quella fascia di strumenti fine anni '60 e prima metà anni '70 che in origine neppure erano considerati realmente vintage. Poi effettivamente se uno, oltre al costo, prende in considerazione anche l'aspetto legato alla manutenzione (dall'usura dei tasti a quant'altro) su strumenti che ormai hanno 45 anni e oltre, bisogna ammettere che per il chitarrista "normale" fa poco senso il vintage. Poi ovviamente se un vero professionista che cerca "quel suono" o hai un po' la passione collezionistica, il discorso cambia. Per il resto veramente ci sono disponibili strumenti veramente pregevoli di produzione moderna che possono accontentare tutte le esigenze.
Rispondi
di RedRaven [user #20706]
commento del 18/03/2022 ore 14:46:52
ho un paio di chitarre anni 60: non le sbatto per terra ma non hanno più problemi o più manutenzione di una moderna. un po' di relic naturale fa si che non mi faccia eccessivi problemi per eventuali micrograffi o simile. Penso potrei suonarle tutti i giorni - il limite ahimè è il tempo. Per chi pensa che la manutenzione di una chitarra vintage sia un incubo raccomando di provare con un flipper: riassume i problemi meccanici di una moto con quelli elettronici di 3 amplificatori e 5 chitarre sommate assieme.
Rispondi
di Zoso1974 [user #42646]
commento del 18/03/2022 ore 14:50:3
Il mio unico mezzo di trasporto è una moto guzzi v35c fatta e disfatta infinite volte... il motore ora è un 500 dell'82, il telaio è dell'89... e c'è un po' di tutto. Non mi allontano però più di 40/50Km da casa, perchè appena sente che mi sto divertendo troppo, puntualmente mi lascia a piedi in mezzo a qualche landa desolata... ^_^

E sempre rimanendo sull'articolo, possiedo anche 3 MIJ degli anni 70... e neanche loro le lascio in saletta, dove invece lascio (abbastanza) tranquillamente una Gibson LP Melody Maker del 2014...

Insomma, sono prono al fascino del vintage... e anelo un Gibson o una Fender vintage, ma sono conscio che poi la "responsabilità" che avrei tra le mani sarebbe un peso... insomma a provare ci vado pure sempre con la chitarra sulle spalle guidando quella benedetta Guzzi che non frena e non tiene la strada...
Rispondi
di Fabio Cormio [user #50760]
commento del 18/03/2022 ore 14:53:03
Allora abbiamo molto in comune, compresa la Les Paul Melody Maker del 2014 (con i 2 P90) e ne approfitto: la tua tiene l’accordatura?
Rispondi
di Zoso1974 [user #42646]
commento del 18/03/2022 ore 14:57:22
L'accordatura? Sì perfettamente direi... e per lungo tempo.
Ma io, devo dire, non ho mai problemi con le accordature delle Les Paul.
Seguendo le giuste "procedure" nel cambio corde secondo me si risolvono quasi tutti i problemi.
Essenzialmente "nodino" e stretching a fine montaggio...

Comunque la MM ha quelle meccaniche che, benchè le mie funzionino perfettamente, qualche dubbio lo mettono... quelle standard volendo si possono montare senza modificare nulla.
Rispondi
di Oliver [user #910]
commento del 18/03/2022 ore 17:59:33
Bell'articolo. Mi piace l'approccio.
Il vintage ha il suo innegabile fascino, ma siamo a cavallo tra le raffinate sfumature (che ci possono essere e spesso ci sono) e la pura autosuggestione (che non manca mai).
Mi spiego meglio: non sarei in grado di distinguere i Girasoli originali del grande "Van" da una copia ben fatta, anche guardandola con il microscopio. Premesso che per fare una bella copia bisogna essere parecchio ganzi (tanto che alcuni esperti ci cascano, pure) e che quindi un suo valore -anche se di altro tipo- ce l'ha, a rigor di logica le sensazioni che mi dà guardandola sono le stesse che mi darebbe l'originale: il disegno è quello, i colori sono quelli, le pennellate sono indistinguibili. Se una è bella, è bella anche l'altra. L'unica differenza sostanziale è SAPERE che una delle due è originale. Quindi il valore artistico/collezionistico a dirla brutta-brutta sta sostanzialmente in questo?
La replica fedele di uno strumento, fatta da un artigiano con sapienza e grande sensibilità vale quanto un originale "fortunato" nato nell'anno giusto in una primitiva catena di montaggio in serie, da mani non necessariamente artistiche e ispirate, ma con una storia alle spalle (mancanti)?
Se fossimo animali logici la risposta sarebbe una sola. O meglio: sarebbe di volta in volta quella oggettiva. Ma siamo tanto romantici, ammettiamolo.
Detto questo, non ho avuto spesso a che fare con il vintage (per un po' ho avuto una Tele del '68), e a volte sono rimasto perplesso. Ma ho ben impressa nella memoria la sensazione che ho provato quando per caso mi hanno fatto provare una Strato del '66 o giù di lì. Non ho mai avuto tra le mani ne' prima ne' dopo una chitarra che suonasse così... TANTO. L'avrei rubata. E io suono principalmente LesPaul...

Ah, dimenticavo: nessuno tocchi i miei Nashville "cartacei". Sono originali e vintage!
Rispondi
di pelgas [user #50313]
commento del 20/03/2022 ore 06:47:27
Io so di per certo che i grandi chitarristi, quelli veri, se suonano Strat vogliono a tutti i costi le vecchie Strat, perché i legni suonano in quel modo: da Strat. È questione di orecchio.
Noi comuni mortali troppe pippe è inutile farcene
Rispondi
di Oliver [user #910]
commento del 22/03/2022 ore 07:56:06
La realtà ha molte più sfumature.
Il musicista spesso ama il vintage, ne apprezza la particolarità, il valore storico e il suono... ma solo quando c'è. Al musicista non interessa l'originalità al 100%. E se trova un esemplare degli "orribili" anni '70 che suona come vuole lui, se ne frega e lo usa. Esattamente come se ne trova uno del 2022 che soddisfa le sue esigenze. Solo che se deve andare in tour quasi mai sceglie lo strumento vintage, ma quello che gli garantisce, oltre alla qualità, l'affidabilità maggiore. Non è il vintage, ed è matematicamente certo che nessun altro, mai, si accorgerà della differenza.

Al collezionista invece interessa principalmente l'originalità. A volte (temo spesso) gli strumenti nemmeno li suona, o addirittura non li sa proprio suonare: non è solo una leggenda metropolitana quella dei dentisti con strumenti da sogno che non sanno suonare neanche un Do maggiore.

Noi comuni mortali siamo una categoria trasversale.
Certo, per la maggior parte di noi "normali" il vintage è principalmente uno status symbol e un'autosuggestione per sentirci "come i veri" (vedi la moda del relic), o per atteggiarci ad esperti e cultori che ne sanno più degli altri. Ma non è infrequente che molti siano veramente in grado di distinguere uno strumento che effettivamente ha quel qualcosa in più rispetto allo strumento anonimo, senza farsi nessuna pippa. Non occorre essere Steve Lukather o Carl Verheyen, o... (aggiungere nomi famosi) per saper riconoscere uno strumento particolarmente ben riuscito, e godere delle sensazioni che può dare suonarlo. Sensazioni che per molti non hanno prezzo e giustificano pienamente esborsi importanti, anche se non finalizzati a registrare un album di platino (il tour mondiale lo avevamo già escluso a priori :)
Rispondi
di alberto biraghi [user #3]
commento del 18/03/2022 ore 20:28:03
A margine: la Dan Smith non aveva i Texas Special, ma i normali Stratocaster dell'epoca manico e centro più l'X1 della The Strat al ponte, pazzesco. Era una chitarra validissima, nonostante l'hardware Cbs incluso l'orrido ponte in Mazac. Grande impegno di Dan a fare uno strumento di razza con il poco che c'era nel 1982 in Valencia Drive a Fullerton.
La caratteristica della Smith era l'incostanza qualitativa: alcune erano leggere, risonanti, pazzesche, altre pesanti e sorde.
In effetti erano fatte con residui di magazzino di epoche diverse e finite rigorosamente a mano, quindi non ne trovavi due uguali. Io ne ho avute sedici :-D di cui un terzo erano strepitose, 3-4 davvero pessime, le altre più che dignitose. Comunque infinitamente meglio delle prime Vintage Fullerton coeve che oggi costano anche il doppio.

PS sentitevi George Gruhn che nella sua chiacchierata di oggi ha parlato di Tokai eccetera di quell'epoca: vai al link
Rispondi
di Fabio Cormio [user #50760]
commento del 18/03/2022 ore 20:32:01
Certo Alberto, i Texas Special ce li misi io perché sinceramente i suoi non mi piacevano!
Io comunque la ricordo come una gran bella Strato, so che il fatto che fosse hard tail può non garbare a molti. Dan Smith in ogni caso è stato un grande e la sua scomprsa qualche anno fa fu giustamente pianta anche qui su Accordo
Rispondi
di alberto biraghi [user #3]
commento del 18/03/2022 ore 21:11:20
"Sinceramente i suoi non mi piacevano". Mannaggiatté 😊
Rispondi
di Baconevio [user #41610]
commento del 19/03/2022 ore 08:50:33
ho avuto (in realtà è ancora mia) una guzzi del 1981 che mi ha fatto divertire come un matto.
l'anno scorso l'ho sostituita con una V7 III special (sempre guzzi) del 2017: qualche giorno fa ho messo in un deposito la mia vecchia guzzina e, dopo un anno che non ci salivo su, mi è sembrato di guidare un triciclo. impossibile anche fare un confronto in termini di stabilità, guidabilità, comfort, frenata, ecc.
qualche chitarra vintage m'è passata per le mani, un po' per lavoro, un po' per passione: non essendoci stati clamorosi rinnovamenti, posso dire che tutto sommato la sensazione che emana una strato degli anni '70 non sia così dissimile da una appena uscita dalla fabbrica.
discorso enormemente diverso è invece quello che può farsi per uno strumento acustico: l'assenza del truss rod, la cura con cui si assemblava il manico al corpo, l'action alta, sono tutti elementi che concorrono spesso a rendere insuonabile uno strumento acustico d'epoca. anche in questo caso, oltre ad averne una degli anni '50, me n'è capitata qualcuna per le mani e ne parlo con cognizione di causa.

OVVIAMENTE non ho detto che una martin degli anni '60 sia insuonabile: ho solo detto che la percentuale di strumenti poco comodi è più alta
Rispondi
di Simo6891 [user #61984]
commento del 21/03/2022 ore 11:06:13
Per le acustiche "d'epoca" la manutenzione è una voce molto più pesante rispetto ad una chitarra elettrica. Per gli strumenti senza truss rod (ma non solo) dopo 30/35 anni se ti dice bene sei obbligato a fare il reset del manico se vuoi uno strumento suonabile, operazione che ti ripristina totalmente il set up della chitarra ma deve essere fatto da una persona di fiducia competente e il costo non è affatto trascurabile.
Ma anche sul fronte chitarre acustiche ci sono produttori di fascia alta tipo Collings, Bourgeois, Merrill e tati altri anche italiani che fanno riproduzioni a dir poco eccezionali. Ammetto però che se avessi due soldi da spenderci una 0-18 degli anni 30/40 me la comprerei volentieri, una Strato/Tele pre CBS invece non esercitano alcun fascino su di me.
Rispondi
di Baconevio [user #41610]
commento del 21/03/2022 ore 21:34:39
si, certo.
Rispondi
di bobbe [user #36282]
commento del 19/03/2022 ore 10:08:40
Chiedo agli esperti, gli strumenti G&L costruiti quando l'azienda era ancora di Leo Fender (quindi dal 1980 al 1991) possono essere considerati vintage?
Rispondi
di Baconevio [user #41610]
commento del 19/03/2022 ore 15:39:02
non è la firma che "crea" il vintage ma gli anni...diciamo che iniziano ad essere, gli strumenti costruiti nei primissimi '80, vintage anziché semplicemente vecchi
Rispondi
di pelgas [user #50313]
commento del 20/03/2022 ore 06:42:30
L'articolo è interessante MA non ha l'approccio da musicista.
Cioè chi suona, pippe non se le fa. Compra uno strumento musicale, non uno strumento finanziario. Il vecchio affascina quanto il nuovo, si cerca qualità del timbro, carattere, comodità e bellezza. Il musicista cerca compagnia in una chitarra. Ecco perché i collezionisti amano "fregare" i musicisti rifilando "bidoni", perché i due approcci sono abbastanza diversi
Rispondi
di kelino [user #5]
commento del 20/03/2022 ore 17:18:31
Lo strumento vintage (ma vintage, non vecchio... cioè degno di rilevanza storica) è prerogativa di collezionisti altolocati, professionisti affermati e hobbisti possidenti.
O comunque di chi può spendere a cuor leggero queste somme ingiustificate per una chitarra elettrica.
Io guido una harley dyna del 2008 e suono una prs custom del 2005. Ottima qualità, affidabilità e giusta figheria.
Con uno shovel e una tele anni 50 starei solo in ansia e non mi sentirei nè comodo nè a mio agio...
Rispondi
di Fabio Cormio [user #50760]
commento del 20/03/2022 ore 17:29:2
Exactly
Rispondi
di Max Scarpanti [user #56093]
commento del 21/03/2022 ore 09:10:44
Le moto d'epoca stanno bene a chi non ha fretta ed è disposto a farle funzionare con additivi perché mal sopportano la benzina verde.

Poi ci sono i ricambi e approfittatori che li vendono a peso d'oro e magagne varie.

Preferisco consumare gli slider con il 200 al posteriore.

Quando ho comprato la Tele '52 Reissue sono rimasto estasiato da tutto: l'acero del manico laccato, il body color miele, il suono secco e inconfondibile

Quando entrava il sole dalla finestra sembrava d'orata.

Così mi sono mi son fatto la Strato '57 Reissue.

L'ho riportata al negoziante dopo due giorni.

Non è nato l'amore :)


Rispondi
di aleck [user #22654]
commento del 22/03/2022 ore 08:22:1
C'è da dire anche che, al momento, almeno parlando di Stratocaster, il mercato è quantomeno inclemente con chi ama il vintage. Una riproduzione di Stratocaster storicamente corretta manca nel catalogo Fender. Le Vintera ci si avvicinano senza arrivarci (RWRP, finiture, oltre a mille dettagli minori...), le American Vintage non esistono più e le orribili American Original (che almeno non avevano l'RWRP, ma pickup comunque avvolti a macchina, contour e finiture sballate, manici strani...) sono da poco fuori catalogo. E, paradossalmente, anche il Custom Shop non soddisfa chi vorrebbe una riproduzione vintage: è raro trovarne una con raggio 7.25 continuo e tasti piccoli, rarissimo trovarne una con pickups avvolti a mano, a basso livello di uscita e senza centrale RWRP, praticamente impossibile, poi, una che abbia quei piccoli dettagli come la forma leggermente convessa del profilo della slab board sulla paletta... Sfogliare un catalogo Thomann o Tomassone per accorgersene. Alla fine, in Fender si son convinti che dopo settant'anni le cose si possono fare meglio che sotto Leo e a chi vorrebbe, né più né meno, una chitarra che sembri uscita dalla fabbrica settant'anni fa, con pregi e difetti, non resta che sognare una inarrivabile vintage o rivolgersi all'artigianato.
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di pelgas [user #50313]
commento del 22/03/2022 ore 09:15:04
Le Strat sono strumenti rognosi. Andrebbe vietato per legge la loro vendita a distanza perché fonte di molte malattie nervose il ritrovarsene una che suona male per le mani e non potersene disfare
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di geomiezzi [user #6766]
commento del 25/03/2022 ore 07:24:24
..........livello delle vibrazioni in grado di compromettere le vostre otturazioni dentali..........
FRASE EPICA!!!!!!!!!!!!!!!!
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