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Stage è la prima nylon-string elettrica di Cordoba
Stage è la prima nylon-string elettrica di Cordoba
di [user #116] - pubblicato il

Il body in legno massello della Stage è scavato per recuperare risonanza senza rischiare feedback. La nylon-string Cordoba sfrutta un’elettronica inedita per un timbro dolce e reattivo col massimo comfort.
La ricerca tecnica su chitarra non lascia indietro i classici della categoria, e anche uno strumento tradizionale come la chitarra con corde in nylon tiene il passo attraverso soluzioni costruttive innovative che uniscono liuteria moderna con elettronica all’avanguardia.
È il caso della Stage, la prima Cordoba elettrica con corde in nylon. Lo strumento, presentato durante il NAMM 2022, si è visto assegnare il premio Best In Show per le soluzioni costruttive originali alla sua base, capaci di conservare l’impronta inconfondibile di una chitarra classica con la praticità di uno strumento sottile e maneggevole, da imbracciare come una solid body e senza la paura di incorrere in fenomeni di feedback.



La cassa della Cordoba Stage è tutta in legno massello, scavata con camere tonali per ridurre il peso e generare risonanza acustica.
Il fondo è in mogano, coperto da un top in abete massello sulla cui superficie è posata un’impiallacciatura di acero fiammato a regalare un’estetica particolarmente ricercata. Tutto intorno, un binding in pau ferro rimarca la volontà dei progettisti di offrire uno strumento sì innovativo, ma con il fascino di una chitarra tradizionale, dove il legno è protagonista.

Sebbene si tratti di uno strumento molto vicino al concetto elettrico e solid body, la Stage prende in prestito diverse tecniche costruttive dal mondo classico, come il fan bracing applicato sotto il top e il ladder bracing sul fondo.

Stage è la prima nylon-string elettrica di Cordoba

Il manico in mogano è sagomato in un profilo Fusion Neck, leggermente più sottile rispetto a una chitarra classica comune e con una larghezza di 48mm al capotasto. Insieme con il raggio da 16 pollici, la tastiera in pau ferro da 14 fret promette un approccio confortevole per chi proviene dalle chitarre acustiche con corde in metallo e anche per i musicisti classici con mani più piccole.

Il capotasto e il ponticello sono in osso, quest’ultimo con sellette compensate per un’intonazione più accurata.

Stage è la prima nylon-string elettrica di Cordoba

Chiave della voce organica e dettagliata della Stage è l’elettrificazione Stage Pickup System, sviluppata in collaborazione con Fishman unendo un piezo sotto il ponte e un sensore per il body con cui restituire il calore e la profondità di una cassa acustica.
Montati direttamente sul top, i controlli comprendono un volume, un potenziometro per l’equalizzazione che permette di passare da una risposta flat a una più scavata sui medi per una spinta sugli estremi di banda e un controllo Body Blend per dosare al meglio brillantezza e corpo dell’insieme agendo sulla miscela dei due sensori.

La Cordoba Stage si rivolge agli studenti quanto ai professionisti, con una spiccata attenzione alle necessità di chi si esibisce su palchi anche rumorosi, in formazioni complesse dove tenere a bada le risonanze di una chitarra acustica può essere un problema. Fedele al rapporto qualità/prezzo che accomuna tutto il catalogo Cordoba, la Stage si siede comodamente in fascia media e completa l’offerta con una custodia in nylon riciclato, a sottolineare la sensibilità del marchio alle questioni ambientali. 

Sul sito Cordoba, la Stage è mostrata più da vicino a questo link, con una collezione di video in cui ascoltarla più a fondo. In Italia, la chitarra è distribuita da Gold Music.
chitarre classiche cordoba namm show 2022 stage ultime dal mercato
Link utili
La Stage sul sito Cordoba
Sito del distributore Gold-Music
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di Simo6891 [user #61984]
commento del 20/07/2022 ore 15:19:23
Bellina anche decente come fascia di prezzo. Certo se la batte con Godin che nel campo delle classiche elettroacustiche spadroneggia da decenni...

Ma il mio sogno proibito (e che mai si realizzerà) resta sempre la Sadowsky simil Tele con le corde in nylon.
Rispondi
di matteo76 [user #35041]
commento del 20/07/2022 ore 22:20:50
Bella chitarra, però il mio sogno rimane la Gibson Chet Atkins…
Rispondi
di JoeManganese [user #43736]
commento del 21/07/2022 ore 03:45:40
La gibson però è pesante, e ha una elettronica soggetta (ho letto) a problemi nel tempo. Pure io ci avevo fatto un pensiero ma a parte il costo quando poi ho provato anche la Godin acs con tastiera in palissandro, suono ottimo costo da usata ragionevole ho preso quella ed è la.chitarra che uso di più adesso! Occhio che le encore non valgono la candela invece.
Rispondi
di accademico [user #19611]
commento del 21/07/2022 ore 17:32:3
Ciao, hai fatto un confronto diretto tra ACS e Encore? perchè le Encore non vanno bene? Sulla carta per la resa acustica dovrebbero andare meglio delle Acs che hanno il solo piezo + eventuale midi.
Rispondi
di accademico [user #19611]
commento del 21/07/2022 ore 17:45:33
mi correggo Acs hanno il sistema RCM con le singole sellette.
Rispondi
di JoeManganese [user #43736]
commento del 21/07/2022 ore 18:04:06
Certamente ho provato bene Encore prima di ripiegare su acs. Encore è la linea entry level di godin. Non saprei come spiegartelo ma in sostanza tastiera finta e impressione di uno strumento molto cheap. La fender bullet al confronto con una Telecaster americana. La pizza surgelata contro quella fatta al momento . Il suono niente da dire, quello lo fa il pickup, tutto il resto per me non valeva la pena e avevo fatto oltre 1h di strada con i soldi pronti per poterla prendere. Tornare a mani vuote senza una alternativa te lo puoi immaginare. Ho riprovato qualche giorno dopo con una acs e appena presa in mano (per 200 euro di più usata) non ho avuto dubbi.
Adesso bisogna cercare le acs con tastiera non di bachelite o quel che è ma di legno, perché la differenza è la stessa che correre su un prato oppure su un tappeto sintetico. Provale e te ne accorgerai.
Se cerchi le camere tonali ci sono le gran concerto mi pare o duet o ambiance, il problema è che hanno manico largo da classica mentre la acs è slim . Passando da acustica a classica e viceversa preferisco avere sempre la stessa larghezza. Già passare da Taylor (largo) a Guild o Martin (stretto) suonando fingerstyle te ne accorgi.
Rispondi
di accademico [user #19611]
commento del 21/07/2022 ore 18:17:06
Ho capito, per le finiture ti do pienamente ragione (anche se io sono curioso della tastiera in richlite, dovrebbe essere meglio della Micarta, più simile all'ebano vero), per tutto il resto mi sa che bisogna provarle e per bene, perchè ognuno ha in testa un'idea di suono diversa. Poi i vari modelli sono cambiati negli anni, ad esempio ce n'era una con elettronica fishman che mi pare ora non fanno più.
Rispondi
di JoeManganese [user #43736]
commento del 21/07/2022 ore 18:51:19
Richlite ecco come si chiamava. La tastiera di plastica che suda. Ebano non palissandro sulla acs sa.
Mettiti il cuore in pace, la Encore non ha niente da spartire con le sorelle maggiori.
Rispondi
di accademico [user #19611]
commento del 22/07/2022 ore 10:12:09
La ACS SA attualmente ha la tastiera in Richlite, dicono abbia un feeling molto simile all'ebano, ovviamente però è resina
Rispondi
di JoeManganese [user #43736]
commento del 22/07/2022 ore 10:20:28
Inutile dirti che l'ho ben provata nuova con la tastiera che suda in richlite. Con l'ebano non c'entra assolutamente niente.
E'una porcata di materiale che da vicino e' uguale alla plastica. Roba da chitarre Bontempi. Per fortuna l'ho trovata seminuova con ebano.
Rispondi
di antonio54b [user #22883]
commento del 26/07/2022 ore 06:41:10
Belle le chet atkins. Ma nei giusti limiti. Ne ho avuto una del 1988 che stupidamente ho venduto nel 2020.
Poi mi sono pentito e dopo qualche ricerca ne ho trovata una delle ultime, del 1998, in ottime condizioni, che non mi son fatto sfuggire.
Quelle prodotte nell'ultimo periodo, dal 1995 circa, con tre potenziometri, ritengo siano le migliori.
Mi è sembrata più leggera. Nella parte posteriore ha lo scasso per ospitare la batteria di forma rettangolare, da dove si può accedere a sei pot per regolare singolarmente i pickup.
Sul frontale la barretta bianca dei pickup non è più in unico pezzo ma è composta da sei piccole barrette.
Le ultime a mio avviso sono state migliorate.
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di brigantello [user #21508]
commento del 20/07/2022 ore 23:42:36
Se proprio dobbiamo sognare allora io ricordo la meravigliosa Paradis di Pino Daniele......
Rispondi
di Simo6891 [user #61984]
commento del 21/07/2022 ore 14:59:09
Vero, quelle chitarre sono capolavori, un altro pianeta proprio
Rispondi
di matteo76 [user #35041]
commento del 22/07/2022 ore 11:54:17
EHHHHH sogno proprio proibito. oltre che carissime praticamente introvabili.
Rispondi
di antonio54b [user #22883]
commento del 26/07/2022 ore 07:23:36
Hai detto bene: la meravigliosa Paradis di Pino Daniele.
La sognano in tanti, senza conoscerne le grandi qualità.
È stata prodotta in due versioni.
La prima serie, la Paradis Avalon, realizzata da Rolf Spuler in circa 244 unità dal 1990 al 1995.
Veniva fornita con una custodia imponente, molto pesante, che poteva ospitare il rack polysubbass, una unità esterna che poteva duplicare il suono delle tre corde basso, riducendo di un'ottima la nota duplicata. È una specie di octaver intelligente, ancora oggi molto evoluto ed attuale. In pratica è come avere un basso. Azionando il tasto priority il sistema limita la duplicazione del bassi ad una sola corda, o nota, per volta, escludendo automaticamente le altre. Così si spiega come poteva suonare anche da solo, con quella incredibile resa, il Grande Pino Daniele. Senza volere in alcun modo sminuire la grandezza del mitico Pino.
La seconda serie, conosciuta come Paradis Spuler, incredibilmente perfezionata, con polysubbass integrato e con la paletta per le meccaniche al manico, è stata realizzata in soli 45 pezzi dal 2005
Poi nel 2014 il povero Rolf è morto prematuramente per un brutto male.
Sono chitarre stupende che hanno sempre avuto un prezzo importante, che ne ha limitato la diffusione.
Costavano assai
Nel 90, per una prima serie, ci volevano 6.000.000, che era il costo di 4 chet Atkins.
Per la seconda serie, in base a come veniva accessoriata, se non sbaglio si partiva da 7.000 euro per raggiungere anche i 12.000.
Difficile da trovare in vendita, anche se in questo momento su mercatino ne offrono due, ma le richieste sono sempre molto, molto molto elevate.
Rispondi
di matteo76 [user #35041]
commento del 26/07/2022 ore 13:21:06
Si il famoso polybass, continuano a produrlo per le Godin adesso. vai al link
Rispondi
di antonio54b [user #22883]
commento del 26/07/2022 ore 22:21:17
matteo76 ti giro il sito ufficiale della Paradis vai al link
Viene gestito da Matthias Grob che è un genio dell'elettronica. E' stato cofondatore della Paradis insieme a Rolf Spuler.
Il polysubbass è una sua realizzazione insieme a tante altre genialità.
Se fai un giro trovi anche il negozio dove puoi comprare il polysubbass nuovo modello che ormai può essere installato anche su altre chitarre.
Comunque, le Paradis Avalon e Spuler sono inarrivabili.
Rispondi
di pelgas [user #50313]
commento del 24/07/2022 ore 22:46:41
Raga
Già che ci siamo
La Gas a mille ho
Ma un'alternativa alla Godin multiac nylon?
Un'alternativa (economica!) insomma a suonare amplificato dal vivo eventualmente in duo con un'amica che me l'ha proposta? Un nylon senza rimbombo, a cui poter collegare effetti ed effettini, eventualmente anche un distortino... Chi mi aiuta? Un consiglio
Rispondi
di SysOper [user #10963]
commento del 26/07/2022 ore 19:25:05
Yamaha SLG200N. Chorus e riverbero integrati. Collegarle un "distortino", non saprei...
Rispondi
di pelgas [user #50313]
commento del 26/07/2022 ore 22:17:42
provate varie silent ma il feeling non si instaura
Rispondi
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