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Amped 2: testiamo in anteprima l’amplificatore stomp Blackstar
Amped 2: testiamo in anteprima l’amplificatore stomp Blackstar
di [user #17844] - pubblicato il

Amplificatori programmabili si arricchiscono con effetti, connettività moderna e simulazioni di cabinet per le prove casalinghe, il recording e i live con 100 watt di potenza. Scopriamo in video il Blackstar Amped 2.
Quando Blackstar ha svelato, nell’autunno 2022, il suo primo amplificatore da 100 watt in formato stompbox col titolo di Amped 1, bisognava immaginare che il progetto avrebbe avuto un seguito. Ora Amped 2 è qui, e si rivela a dir poco appetitoso.

Amped è un progetto del Dept. 10, la divisione Blackstar rivolta alla ricerca e alla sperimentazione. Con l’Amped 2, il risultato degli studi è un amplificatore per chitarra a pieno titolo, piccolo a sufficienza da entrare in pedaliera e con all’interno tutto il necessario per creare un intero rig fatto di effetti e accessori di livello professionale.
Abbiamo avuto modo di metterci sopra le mani in anteprima mondiale, e ve lo raccontiamo in video.



Non un classico solid state
Dentro lo chassis rosso si nasconde un amplificatore in classe D da 100 watt, con potenza regolabile fino a 20 o 1 watt, in modo da trovarsi a suo agio in camera quanto su un palco, sfoderando tutto il volume che serve ad affrontare un live “regolamentare”.
Sul piano progettuale, i costruttori tengono a sottolineare l’unicità del circuito: si tratta di un finale reattivo, studiato per ricreare l’interazione che avviene tra i trasformatori di un valvolare e il cabinet che vi si collega.
Blackstar spiega di aver rivolto particolare attenzione allo stadio di input, per far sì che l’amplificatore reagisca come un vero valvolare, rispondendo alla strumentazione in modo dinamico, gonfiando il suono quando viene collegata una chitarra dall’output maggiore senza il fastidioso clipping tipico della strumentazione digitale e suonando più dolce e delicato quando i pickup sono meno spinti, senza per questo risultare in un timbro ovattato o scarico.
In una prova pratica le promesse sembrano in effetti rispettate, e l’Amped suona naturale, organico, convincente sul piano dei suoni quanto per ciò che riguarda il feel.

Gli amplificatori
Il pannello dell’Amped 2 riprende quello di un comune amplificatore per chitarra, ma al suo interno ne racchiude ben tre, selezionabili attraverso il piccolo toggle switch posto alla base dell’equalizzatore a tre bande.
La sonorità indicata come USA si rifà ai classici clean californiani anni ’60, UK riprende la scuola britannica dello stesso periodo strizzando l’occhio alla produzione Vox, e infine Classic si ispira a una creazione originale Blackstar, espressamente rivolta alle sonorità inglesi ma con un preamplificatore più aggressivo.
Tutte le modalità possono essere miscelate a tre simulazioni di valvole finali, tra la compressione e la morbida saturazione delle EL84, i medi a fuoco delle EL34 e la dinamica eccezionale delle 6L6.
Il risultato è una pletora di suoni non necessariamente ispirati a precisi modelli reali, ma nelle cui sfumature è possibile individuare molteplici riferimenti e, comunque, scoprire sempre piacevoli combinazioni.
Tale approccio può risultare atipico in un periodo storico che ha abituato il pubblico a sfacciate emulazioni di precisi amplificatori, ma il fatto di ritrovarsi slegati dai canoni dei brand e dei modelli di riferimento permette di scoprire una rinnovata libertà sonora, priva di preconcetti.

Amped 2: testiamo in anteprima l’amplificatore stomp Blackstar

Effetti
Vero e proprio sistema all-in-one, l’Amped 2 include tutto il necessario per costruire un rig intero, a partire dagli effetti. Integrati, personalizzabili direttamente dal pannello e azionabili individualmente attraverso i footswitch, compaiono effetti di overdrive, boost, fuzz, chorus, flanger, phaser, due tipi di tremolo, tre riverberi e tre delay.
La libertà d’azione aumenta grazie alla possibilità di agire sul routing interno e alla presenza di jack per il send return in cui inserire effetti esterni. Il dispositivo si dimostra inoltre un’ottima piattaforma per pedali tradizionali, e la presenza di due uscite a 9v suona come un invito esplicito a farne il “cervellone” della propria pedalboard.

CabRig
Potente a sufficienza da coprire le esigenze di un tipico live in un club, il sistema mette sul piatto uscite di linea e XLR con simulazioni di cassa per la registrazione in diretta o per entrare in un mixer sui palchi particolarmente impegnativi.
Il CabRig, così si chiama la tecnologia adottata dal cabinet simulator interno, consiste in un simulatore di cassa e microfoni programmabile, basato su un DSP proprietario di Blackstar che sfrutta una tecnologia differente dai tipici IR, presentata dagli sviluppatori come una soluzione capace di maggiore flessibilità circa la personalizzazione della risposta degli altoparlanti in relazione alla posizione dei microfoni virtuali e degli ambienti che vi si crea intorno. Il tutto in un sistema privo di latenza.
Verificare una dichiarazione simile non è facile, ma è innegabile che le simulazioni impacchettate da Blackstar siano convincenti, corpose, malleabili grazie alla piena programmabilità attraverso il software Architect per la gestione dell’insieme, che avviene tra l’altro in modo intuitivo e mai disorientante anche per un utente poco esperto in tone shaping.

USB
Fondamentale per la programmazione dei suoni e delle patch attraverso Architect, la porta USB-C (che finalmente comincia a fare capolino sui prodotti di nuova generazione) trasforma l’Amped in un’interfaccia audio a quattro canali per registrare la traccia processata in stereo, quella dry per un futuro reamping ma anche per inviare audio dal computer verso l’Amped per riprodurre basi attraverso le uscite di linea e XLR.

Amped 2: testiamo in anteprima l’amplificatore stomp Blackstar

Professionale
Colpisce la scelta di far sparire il pulsante per i preset che invece era presente sul primo Amped.
L’impostazione dell’Amped 1 è quella dei pedali singoli, tutti lì a portata di piede, ma non c’è modo di muoversi agevolmente tra più suoni impostati in precedenza. La soluzione è da ricercarsi nel MIDI, grazie al quale il piccolo amplificatore da pedaliera rivela tutto il suo potenziale.
Blackstar include nella confezione anche i cavetti TRS necessari a collegare un controller MIDI esterno, quasi un invito a non lasciarsi sfuggire l’esperienza, con un approccio tipico della musica professionale, all’altezza dei validi suoni che la “scatoletta rossa” ha regalato durante la prova.
amped 2 amplificatori per chitarra blackstar ultime dal mercato
Link utili
Amped 1 presentato su Accordo
Amped 2 sul sito Blackstar
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di fenderpassion61 [user #13902]
commento del 24/01/2023 ore 07:59:04
Ciao. Volevo sapere se il MIDI ha la possibilità di memorizzare i parametri delle manopole o agisce solo sull'attivazione degli switch.
Rispondi
di Pietro Paolo Falco [user #17844]
commento del 24/01/2023 ore 09:52:09
Ciao, sì: ogni singolo aspetto (switch, manopole, regolazioni di tap tempo, eq dei riverberi, sag del fuzz...) può essere controllato anche via software e salvato in preset da richiamare nella app o via MIDI.
Rispondi
di fenderpassion61 [user #13902]
commento del 24/01/2023 ore 10:53:03
Ok. Allora mi piace.
Rispondi
di giambibolla [user #5757]
commento del 24/01/2023 ore 13:16:19
bella rece, come sempre. l’unica cosa che secondo me è sbagliata “i medi a fuoco” delle el34, le valvole non hanno incidenza sull’eq, non agendo da filtro
Rispondi
di TriAxisLover [user #39110]
commento del 24/01/2023 ore 14:04:11
Se posso permettermi, "i medi a fuoco" è un concetto più complesso di una semplice equalizzazione, è un modo di caratterizzare "dinamicamente" e armonicamente tipico delle EL 34, e ti assicuro che la risposta delle 3 tipologie di valvole "vere" è udibilmente diverso, soprattutto per le EL34 e EL84, se spinte a lavorare dal preamp intorno alla zona di break-up
Rispondi
di giambibolla [user #5757]
commento del 24/01/2023 ore 14:25:15
Riesci a spiegarmelo dal punto di vista del comportamento elettrico? Anche due formule vanno bene
Rispondi
di Pietro Paolo Falco [user #17844]
commento del 24/01/2023 ore 17:02:52
Ciao, grazie!
Diversi tipi di finale caratterizzano il suono con un contenuto armonico diverso. Non sono in grado di entrare nel tecnico, ma qui possiamo vedere a confronto i tre spettri ricavati dal clip presente nel video: vai al link
Si tratta chiaramente di un confronto del tutto indicativo, non scientifico, ma alcuni elementi "tornano" con quanto l'orecchio sente. Per esempio si nota come le 6L6 abbiano una risposta più estesa sulle basse frequenze e una gamma media leggermente più arretrata, suonando in effetti più "ingombranti", grosse. Gli acuti della EL34 sono leggermente più presenti, ma a fronte di alcuni picchi decisi sui medi e medio-alti, che all'orecchio appaiono più intelligibili. La EL84 ha meno estensione sui bassi, che però arrivano con maggior volume, risultando più "asciutti", e al contempo anche gli acuti si estendono un po' meno in frequenza, facendo emergere il leggero "naso" dei medio-alti...
Sempre restando in termini e confronti del tutto empirici, s'intende.
Rispondi
di giambibolla [user #5757]
commento del 25/01/2023 ore 00:07:17
Perdonami, non mi sono spiegato, mi riferivo alle valvole vere, non a quello che salta fuori da una macchina digitale : quello che fa una macchina digitale non è necessariamente espressione di quanto succeda poi in un circuito analogico, in quella macchina di valvole non ce ne sono quindi le curve/spettro sono indicative di nulla, in buona sostanza.
Quello che sappiamo è come funziona una valvola dal punto di vista elettrico e fisico, cosa fa, ma soprattutto cosa NON fa, ovvero non agisce da filtro / eq, o come dir si voglia. Che le valvole finali ( ma anche le pre ) siano generatrici di differenze eq è un mito e una risorsa infinita di narrativa per i reparti marketing e per la nostra infinita e inesauribile GAS
Rispondi
di Mm utente non più registrato
commento del 25/01/2023 ore 07:53:26
Le valvole alterano l eq alla grande,non diffondiamo false informazioni.
Rispondi
di Gigibagigi [user #49591]
commento del 25/01/2023 ore 09:11:48
Scusa, ma non ci capisco molto di elettronica e vorrei un chiarimento... Al di là dei termini che uno può utilizzare, quel che si vuol dire è che il tipo di valvola utilizzata per l'amplificazione (6L6, EL84, e via dicendo) influisce sul suono finale, ed è un po' quello che solitamente si dice (ma che non ho mai potuto verificare, non avendo mai potuto fare prove comparative).
Stai dicendo che da un punto di vista tecnico non è così?
Rispondi
di giambibolla [user #5757]
commento del 25/01/2023 ore 15:19:21
Esattamente, ma no lo dico io , basta aprire un testo di fisica di quinta liceo

EDIT : non lo modificano nel senso che non agiscono sull'equalizzazione ; in un circuito di ampli l'equalizzazione (filtraggio / enfatizzazione frequenze) si realizza in un punto preciso e in quel punto ci sono resistenze e condensatori (per semplificare al massimo), non valvole.
Rispondi
di Mm utente non più registrato
commento del 25/01/2023 ore 17:01:0
Perché le valvole non hanno una componente RC......
Rispondi
di giambibolla [user #5757]
commento del 25/01/2023 ore 20:32:45
Certo che l’hanno, ogni componente elettrico possiede una propria resistenza e capacità, anche un cavo , ma è il come (e quanta) vengono circuitate che ne determina la funzione . Del resto mi pare di capire che tu ne sappia abbastanza di come è fatto un tone stack che veramente sia in grado di determinare differenze significative nell’equalizzazione e quindi nel timbro dell’amolificazione. Il succo del mio discorso è che un Marshall non suona Marshall per le valvole finali che monta, o un fender o un vox etc. etc.

Mi scuso comunque per avere alimentato una polemica inutile .
Rispondi
di Gigibagigi [user #49591]
commento del 25/01/2023 ore 18:42:52
Ok, ma senza entrare nel tecnico... domanda semplice: il suono finale varia (anche ma non solo, chiaramente) in base al tipo di valvole utilizzate o è indifferente? Poi, capisco che non si tratti di equalizzazione in senso tecnico... ma il suono cambia o no?
Rispondi
di giambibolla [user #5757]
commento del 25/01/2023 ore 20:45:02
Senza entrare nel tecnico , banalizziamo e parliamo di parità di volume:

Se metti delle 6L6 a un Marshall suonerà comunque come un Marshall, se metti delle EL84 a un Deluxe reverb suonerà sempre come un Deluxe reverb.
Rispondi
di Mm utente non più registrato
commento del 25/01/2023 ore 21:04:17
In linea di massima sì....nella pratica no...porto solo un esempio pratico,un Mesa mark v,modello da 90 con 5881,modello da 35 con El 84,stessa configurazione di preamp,stessa configurazione phase inverte,circuito di retroazione identico,suono molto ma molto diverso....si potrebbe imputare anche al trafo di uscita(ma in parte conta il tipo di valvola finale anche se rimane lineare)
Altro esempio,Mesa studio preamp,cambiando solo la v1,una jj tesla e dopo una chinese marchiata tad....la. prima velata sulle alte e ricca di medie con le basse un po' fuori fuoco,la seconda con medie scavate e le alte graffianti....non vuole essere polemica ma le valvole contano e parecchio anche all interno della stessa tipologia.
Logico che sarà più influente il tone stack e la configurazione circuitale...
Rispondi
di OliverJR [user #60182]
commento del 24/01/2023 ore 18:15:12
Veramente bello e curioso come oggetto, davvero completo. Peccato solo non si possano richiamare i preset senza utilizzare il midi, sarebbe stato comodo non dover aggiungere nulla di esterno se non chitarra e cabinet (o anche no se si va in diretta). Ad ogni modo è una piccolezza e Blackstar di nuovo si dimostra un brand degno di nota
Rispondi
di francesco72 [user #31226]
commento del 24/01/2023 ore 19:34:42
Sembra una bella macchina ed è molto interessante anche per le dimensioni. il sistema di selezionarele valvole è da un pezzo una caratteristica del marchio: lo aveva già la serie ID e qui sembra sfruttato ottimamente. Sono un po' perplesso dal prezzo: 570 sterline sono circa 650 euro, il 50% in più rispetto ad una mooer GE300 lite. Sono macchine diverse, ok, ma non sono il giorno e la notte e per assimilarle più correttamente al Blackstar occorre una pedaliera midi, quindi almeno altri 100 euro.
Ciao
Rispondi
di eko22 [user #15375]
commento del 24/01/2023 ore 20:39:10
Ciao, d'altronde alla Mooer per essere come l'Amped 2 serve un amplificatore di potenza.
Dipende da cosa ci serve.
Rispondi
di francesco72 [user #31226]
commento del 25/01/2023 ore 08:35:11
Ni: per la mooer puoi usare una cassa attiva ed anche al blackstar serve un diffusore che sia solo cabinet e non tutti lo hanno già in casa.
Ciao
Rispondi
di latin28274 [user #45548]
commento del 25/01/2023 ore 11:11:2
Ciao,
credo che l'intenzione sia di mettersi in competizione con le pedaliere digitali di emulazione più semplici, tipo POD go et similia. Con maggiore immediatezza, e un approccio più analogico, a partire dai controlli.
Di fatto, è una pedaliera analogica con ampli integrato (o il contrario, ma è lo stesso alla fine...), con le uscite per andare direttamente nell'impianto.
Però in ques'ottica non capisco la necessità del MIDI per la programmazione, ma forse è un limite mio.
Rispondi
di Nun_So_Capace [user #24540]
commento del 25/01/2023 ore 12:41:12
Mi sembra di aver capito che tramite MIDI tu possa richiamare, praticamente, dei preset per tutta la catena del suono e/o andare a modificare di fino i controlli .
Rispondi
di latin28274 [user #45548]
commento del 25/01/2023 ore 14:44:01
Esatto, ma hai bisogno di un controller in più, che vuol dire comunque più spazio, cavi, ecc.
A mio avviso, avere un ampli con effetti integrati a pedale è funzionale alla riduzione quanto maggiore possibile di altri elementi.
C'è anche l'accordatore: bastava un pedale d'espressione per il Wha o volume ed era perfetta!
Rispondi
di Nun_So_Capace [user #24540]
commento del 25/01/2023 ore 16:23:2
Credo che dato il form-factor l’utilizzo di un controller midi esterno è stata la scelta più razionale, altrimenti avrebbero snaturato troppo, a mio avviso, la filosofia del prodotto che sarebbe diventato ne più ne meno una pedaliera come ce ne sono altre. Certo che il prezzo non è proprio entry level, ma la Blackstar le cose di solito le fa per bene.
Rispondi
di fenderpassion61 [user #13902]
commento del 25/01/2023 ore 16:35:15
Potevano usare gli stessi footswitch presenti sulla macchina per dei preset senza problemi. Non è che si ammazzavano a farlo. Tipo il Nux Cerberus per capirci.
Rispondi
di reca6strings [user #50018]
commento del 26/01/2023 ore 17:59:42
Sembra una bella macchinetta. Peccato non abbia una funzione patch, sarebbe stato ottimo ed autosufficiente, così valendo il prezzo richiesto. Così com'è temo che patisca sia la concorrenza delle pedaliere con emulatori di ampli che di quelle senza, ma comunque programmabili.
Buona musica
Rispondi
di Leokater [user #8776]
commento del 27/01/2023 ore 08:26:38
Scusa Pietro,non ho capito una cosa.Le tre modalità dell'ampli (USA,UK,CLASSIC) si possono selezionare solo manualmente tramite lo switch? E la modalità che seleziona il tipo di valvola,lo stesso? Se coì,non sarebbe molto comodo.Specialmente in situazione live
Rispondi
di Pietro Paolo Falco [user #17844]
commento del 27/01/2023 ore 08:43:54
Ciao, tutto nel pedale può essere controllato via MIDI, dalla selezione delle modalità alla posizione dei potenziometri fino ai parametri avanzati come i toni dei riverberi.
Rispondi
di El pablo [user #52083]
commento del 22/02/2023 ore 18:50:11
Ciao :)
ero alla ricerca di un apli "valvolare" per uso casalingo, quando mi sono imbattuto in questo.......
premetto che sono un amante dell'analogico, ma questa soluzione per casa mi sembra molto comoda e adatta all'uso che ci devo fare (registrare di tanto in tanto e "strimpellare").
una cosa mi turba....... io vorrei attaccarci dentro dei pedali esterni (Wha, BOSS DS1 ecc...ecc...) come si comporta questa macchina? li assimila bene ?
in nessun video vedo questo tipo di test.......
in nessun video è riportata
Rispondi
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