SHG MUSIC SHOW PEOPLE STORE
Quando Brian Jones e una Harmony Stratotone hanno acceso la miccia degli Stones
Quando Brian Jones e una Harmony Stratotone hanno acceso la miccia degli Stones
di [user #65794] - pubblicato il

Era una chitarra economica. La vernice sunburst graffiata, le meccaniche sostituite, il corpo in laminato. Ma con quella Harmony Stratotone Brian Jones accese la miccia di una delle storie più incendiarie del rock. Oggi quel finto legno vibra ancora, battuto all’asta come un reperto sacro impregnato dentro il suono, e i fantasmi, dei Rolling Stones.
Una vecchia Harmony Stratotone, economica e graffiata, sta per finire sotto il martelletto. Ma non è una chitarra qualunque: è quella con cui Brian Jones accese il suono dei Rolling Stones. Usata nei primi concerti, nei demo e sul debutto Come On, verrà battuta all’asta il 4 dicembre come cimelio di un’epoca in cui il rock era ancora fango, nottate incandescenti e sudore.

Quando Brian Jones e una Harmony Stratotone hanno acceso la miccia degli Stones

Il corpo dello strumento
Non è una chitarra appariscente. La Harmony Stratotone H46, soprannominata Mars, era poco più che un compromesso per giovani bluesman con pochi soldi in tasca: corpo in compensato, cassa semivuota, finitura sunburst slavata. Due pickup single-coil, manopole concentriche, battipenna color crema; il manico avvitato in acero aveva una tastiera tinta di nero a imitare (malamente) l’ebano. Il ponticello, invece, era un semplice supporto in legno regolabile, con il ponte vero e proprio realizzato da una lastra metallica ricurva. Di boutique, non aveva nulla, questo è poco ma sicuro.

Brian Jones, nel 1962, non cercava status: cercava suono, espressività, qualcosa che sputasse indietro il fango di Muddy Waters. Con l’aiuto di un amico – Dick Hattrell, un generoso coinquilino con l’orecchio per i talenti e una discreta disponibilità economica – mise le mani su quella Stratotone nuova di fabbrica. La pagò una cifra modesta. Ma quello strumento, oggi, vale decine di volte più di quanto valesse l’intera strumentazione dei Rolling Stones dell’epoca.

Quando Brian Jones e una Harmony Stratotone hanno acceso la miccia degli Stones

Londra, fumo e valvole: la Stratotone in azione
Non c’erano limousines, né stadi. Solo pub scrostati, jazz club umidi e amplificatori valvolari che gracchiavano appena li accendevi, con quella Stratotone, Brian Jones insegnò a Keith Richards a “trovare la voce nella chitarra”. Gliela passava tra le mani mentre vivevano in un tugurio di Edith Grove, dove si mangiava pane e tè e si suonava fino all’alba.
Nel 1962 e ’63 la Stratotone fu ovunque.

Quando Brian Jones e una Harmony Stratotone hanno acceso la miccia degli Stones

Nelle prime prove, nelle serate al Marquee Club, al Crawdaddy di Richmond, negli studi Olympic e IBC, fino alla storica incisione del primo singolo: Come On / I Want To Be Loved. Il suono gracchiante dello slide di Jones, la crudezza dei riff, il minimalismo ruvido: tutto passava da quella chitarra. Era una macchina da bluesman con i nervi scoperti.

Quando Brian Jones e una Harmony Stratotone hanno acceso la miccia degli Stones

Brian Jones: il primo fantasma degli Stones
Jones non era solo il fondatore dei Rolling Stones, era la loro ossatura iniziale. Fu lui a chiamare Jagger e Richards, a battezzare il gruppo, a selezionare il repertorio dei primi live. Era l’uomo del blues, della ricerca sonora, degli strumenti impossibili: mandolino, dulcimer, armonica, marimba, sitar... qualsiasi cosa producesse un suono, Jones voleva domarla.
Ma il tempo non gli fu amico.

Quando Brian Jones e una Harmony Stratotone hanno acceso la miccia degli Stones

Quando i riflettori si accesero davvero, la sua figura cominciò a offuscarsi, i rapporti si incrinarono, la chimica del gruppo cambiò. Richards prese il comando della sezione ritmica, Jagger si impose come leader naturale... e Brian rimase indietro, come certi cani da slitta che iniziano la corsa in testa e finiscono in coda al branco.
Nel giugno del 1969 fu allontanato ufficialmente dal gruppo. Tre settimane dopo, venne trovato morto nella piscina della sua casa nel Sussex. Il referto parlò di “annegamento accidentale”. Nessuno ci credette fino in fondo. Aveva 27 anni. Primo tra i fantasmi.

Dalla palude all’asta
Oggi, la Harmony Stratotone di Jones torna a galla: sarà battuta il 4 dicembre in un’asta da Heritage Auctions come pezzo principale della collezione Satisfaction: The Rolling Stones Treasures from the Ali Zayeri Collection. Prezzo stimato: fino a 400.000 dollari. Ali Zayeri, collezionista ossessionato dagli Stones da oltre quarant’anni, ha messo insieme un tesoro di reliquie a dir poco strabiliante: costumi di scena, contratti autografati, locandine sbiadite. Ma al centro c’è lei. La Stratotone.

Quando Brian Jones e una Harmony Stratotone hanno acceso la miccia degli Stones

Charles Epting, curatore dell’asta, l’ha definita “una delle chitarre più importanti nella storia del rock and roll”. Non per il valore intrinseco, ma per quello emotivo: è la chitarra dei primi demo, delle prime lacrime, delle prime scintille tra Brian e Keith. È quella con cui Jones accese il fuoco, quella che oggi, spenta e lucidata, torna tra le mani di chi sa leggere il passato.
Le anteprime dell’asta si terranno a Londra in tre date: 10–14, 17–21 e 24–28 novembre.

Chi vorrà vedere la chitarra da vicino potrà farlo, in silenzio, come ci si avvicina a qualcosa di sacro. Il rock non ha santi, ma qualche reliquia vera ce l’ha.

Quando Brian Jones e una Harmony Stratotone hanno acceso la miccia degli Stones
 
approfondimenti brian jones chitarra elettrica harmony rock rolling stones Rolling Stones stratotone
Ascolti consigliati sul canale Spotify di ACCORDO
Mostra commenti     2
Altro da leggere
Play it, Steve! L’arte di togliere: ricordo personale di Steve Cropper, il gentiluomo del soul
When You’re Strange torna al cinema: la notte in cui i Doors festeggiano 60 anni
Marc Ribot e la rinascita di Map of a Blue City: il disco riscoperto dopo trent’anni
Dalla galassia al palco: le Fender Starcaster con materiali extraterrestri di Tom DeLonge
La "Red House" Strat di Gary Moore del 1960 torna sotto i riflettori: Bonhams chiude il ciclo
"White Limo" Dave Grohl DG-335: prezzo da capogiro e soli 50 esemplari per la signature Gibson più richiesta
Articoli più letti
Seguici anche su:
Scrivono i lettori
Una semi-acustica home made: l’evoluzione di una chitarra unica
Never Ending Pedalboard (e relative sfumature made in Italy)
Gretsch G5220: gran muletto per i più esperti
Mini Humbucker FG Mini-H SP-1
Fattoria Mendoza Hi-Crunch: il fratello arrabbiato dell'M
Harley Benton Tube5 combo: sei bella quando strilli
Parliamo di analogico!
Sistemi digitali per cinquantenni soddisfatti




Licenza Creative Commons - Privacy - Accordo.it Srl - P.IVA 04265970964