Una vecchia , economica e graffiata, sta per finire sotto il martelletto. Ma non è una chitarra qualunque: è quella con cui Brian Jones accese il suono dei Rolling Stones. Usata nei primi concerti, nei demo e sul debutto Come On, verrà battuta all’asta il 4 dicembre come cimelio di un’epoca in cui il rock era ancora fango, nottate incandescenti e sudore.

Il corpo dello strumento
Non è una chitarra appariscente. La Harmony Stratotone H46, soprannominata Mars, era poco più che un compromesso per giovani bluesman con pochi soldi in tasca: corpo in compensato, cassa semivuota, finitura sunburst slavata. Due pickup single-coil, manopole concentriche, battipenna color crema; il manico avvitato in acero aveva una tastiera tinta di nero a imitare (malamente) l’ebano. Il ponticello, invece, era un semplice supporto in legno regolabile, con il ponte vero e proprio realizzato da una lastra metallica ricurva. Di boutique, non aveva nulla, questo è poco ma sicuro.
Brian Jones, nel 1962, non cercava status: cercava suono, espressività, qualcosa che sputasse indietro il fango di Muddy Waters. Con l’aiuto di un amico – Dick Hattrell, un generoso coinquilino con l’orecchio per i talenti e una discreta disponibilità economica – mise le mani su quella Stratotone nuova di fabbrica. La pagò una cifra modesta. Ma quello strumento, oggi, vale decine di volte più di quanto valesse l’intera strumentazione dei Rolling Stones dell’epoca.

Londra, fumo e valvole: la Stratotone in azione
Non c’erano limousines, né stadi. Solo pub scrostati, jazz club umidi e amplificatori valvolari che gracchiavano appena li accendevi, con quella Stratotone, Brian Jones insegnò a Keith Richards a “trovare la voce nella chitarra”. Gliela passava tra le mani mentre vivevano in un tugurio di Edith Grove, dove si mangiava pane e tè e si suonava fino all’alba.
Nel 1962 e ’63 la Stratotone fu ovunque.

Nelle prime prove, nelle serate al Marquee Club, al Crawdaddy di Richmond, negli studi Olympic e IBC, fino alla storica incisione del primo singolo: Come On / I Want To Be Loved. Il suono gracchiante dello slide di Jones, la crudezza dei riff, il minimalismo ruvido: tutto passava da quella chitarra. Era una macchina da bluesman con i nervi scoperti.

Brian Jones: il primo fantasma degli Stones
Jones non era solo il fondatore dei Rolling Stones, era la loro ossatura iniziale. Fu lui a chiamare Jagger e Richards, a battezzare il gruppo, a selezionare il repertorio dei primi live. Era l’uomo del blues, della ricerca sonora, degli strumenti impossibili: mandolino, dulcimer, armonica, marimba, sitar... qualsiasi cosa producesse un suono, Jones voleva domarla.
Ma il tempo non gli fu amico.

Quando i riflettori si accesero davvero, la sua figura cominciò a offuscarsi, i rapporti si incrinarono, la chimica del gruppo cambiò. Richards prese il comando della sezione ritmica, Jagger si impose come leader naturale... e Brian rimase indietro, come certi cani da slitta che iniziano la corsa in testa e finiscono in coda al branco.
Nel giugno del 1969 fu allontanato ufficialmente dal gruppo. Tre settimane dopo, venne trovato morto nella piscina della sua casa nel Sussex. Il referto parlò di “annegamento accidentale”. Nessuno ci credette fino in fondo. Aveva 27 anni. Primo tra i fantasmi.
Dalla palude all’asta
Oggi, la Harmony Stratotone di Jones torna a galla: sarà come pezzo principale della collezione Satisfaction: The Rolling Stones Treasures from the Ali Zayeri Collection. Prezzo stimato: fino a 400.000 dollari. Ali Zayeri, collezionista ossessionato dagli Stones da oltre quarant’anni, ha messo insieme un tesoro di reliquie a dir poco strabiliante: costumi di scena, contratti autografati, locandine sbiadite. Ma al centro c’è lei. La Stratotone.

Charles Epting, curatore dell’asta, l’ha definita “una delle chitarre più importanti nella storia del rock and roll”. Non per il valore intrinseco, ma per quello emotivo: è la chitarra dei primi demo, delle prime lacrime, delle prime scintille tra Brian e Keith. È quella con cui Jones accese il fuoco, quella che oggi, spenta e lucidata, torna tra le mani di chi sa leggere il passato.
Le anteprime dell’asta si terranno a Londra in tre date: 10–14, 17–21 e 24–28 novembre.
Chi vorrà vedere la chitarra da vicino potrà farlo, in silenzio, come ci si avvicina a qualcosa di sacro. Il rock non ha santi, ma qualche reliquia vera ce l’ha.

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