Con il debutto della mette mano in modo deciso a una delle linee più strategiche del proprio catalogo. In occasione del NAMM Show 2026, il marchio di Nazareth presenta un rinnovamento profondo della fascia mid-range, che oggi conta 20 modelli complessivi, di cui ben 18 completamente nuovi o aggiornati. L’obiettivo è dichiarato: colmare in modo più credibile il divario tra la X Series e la storica Standard Series, offrendo strumenti accessibili ma coerenti con il DNA Martin.
È bene precisare, però, che quando si parla della fascia intermedia di casa Martin si sta anche parlando di un range di prezzi che va dai €1.000,00 ai €2.400,00.
Il cuore del progetto è la suddivisione della Road Series in due sottolinee ben distinte: Retro e Modern. Una scelta che non è solo estetica, ma concettuale. Da un lato la tradizione, dall’altro la funzionalità contemporanea, con una gamma che cerca di accompagnare il chitarrista lungo il proprio percorso di crescita, dalla prima acustica "vera", fino a uno strumento pronto per studio e palco.
La serie Retro guarda esplicitamente al linguaggio classico Martin: forme Dreadnought e 000, linee pulite, finiture sobrie e una risposta timbrica che privilegia equilibrio, dinamica e calore. La Modern, invece, si rivolge a chi cerca ergonomia, accesso facilitato agli ultimi tasti e una presenza scenica più marcata, grazie a corpi con cutaway e sagome più scolpite.
Costruzione e filosofia comune
Al di là delle differenze stilistiche, tutta la Road Series 2026 condivide alcuni capisaldi tecnici: tavole armoniche in legno massello con scalloped X-bracing, manici rivolti il più possibile alla comodità, elettronica integrata per l’uso live e softshell case incluso. Una dotazione che sottolinea la vocazione “working guitar” della serie, senza scivolare nel minimalismo.

I quattro “Style” per orientarsi
Per rendere la gamma più leggibile, Martin introduce anche una classificazione in quattro “Style”, che attraversano entrambe le sottoserie:
- 10-Style: finitura satinata, top in abete o sapele, fondo e fasce in sapele massello, elettronica Martin E1, ispirazione Style 15.
- 12-Style: finitura lucida, top in abete massello, fondo e fasce in sapele, elettronica Martin E1, richiamo allo Style 18.
- 13-Style: finitura lucida, top in abete massello, fondo e fasce in noce nero o koa impiallacciato, elettronica Martin E1 (L.R. Baggs sui modelli SC-13E), riferimento allo Style 28.
- Retro Plus: finitura lucida, top in abete torrefatto, fondo e fasce in mogano o granadillo massello, elettronica L.R. Baggs.
Proprio la Retro Plus rappresenta il punto di contatto più diretto con l’universo Standard, grazie all’uso dell’abete torrefatto e a un'elettronica più raffinata, avvicinando sensibilmente la risposta sonora alle Martin di fascia superiore.
Modern: palco e personalità
All’interno della Modern Series spicca la DC-10E Modern Black, interamente nera, che rompe con la tradizione cromatica del marchio e si propone come strumento dichiaratamente orientato al palco. In generale, i modelli Modern si riconoscono per il cutaway, le forme più fluide e una sensazione sotto le dita pensata per chi arriva dall’elettrica, oppure lavora spesso amplificato.

Retro: il richiamo delle origini
La Retro Series resta invece il rifugio naturale per chi associa il nome Martin a un immaginario preciso fatto di cantautorato folk/rock e accompagnamento acustico. Modelli come la 000-12E Retro Road Series, con top in abete e fondo e fasce in sapele, incarnano un’estetica senza tempo e una timbrica rotonda, che guarda apertamente alle grandi Martin del passato, pur mantenendo un prezzo e una dotazione più razionali.
Una Road Series più matura
Con la Road Series 2026, Martin non si limita ad ampliare il catalogo, ma chiarisce il ruolo di una linea che oggi diventa più leggibile, più coerente e più ambiziosa. Senza promettere miracoli, questa nuova generazione di Road Series sembra voler offrire un accesso più autentico al mondo Martin, rispettando una tradizione che resta il vero punto di riferimento, anche quando si parla di strumenti di fascia intermedia.
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