Epiphone ha annunciato la Inspired by Gibson Custom WoWkie Da J-180, prima collaborazione signature del marchio con una popstar cinese. WoWkie Da (leader e chitarrista dei The Flowers, poi solista dal 2009) viene accreditato come figura di riferimento tra Mandopop e contaminazioni pop-punk, con numeri da industria mainstream.
Il cuore della notizia, per chi segue il catalogo Epiphone, è anche un altro: la chitarra nasce sulla piattaforma Epiphone Inspired by Gibson Custom J-180 LS, cioè quella declinazione “J-180” che porta con sé estetica da stage e una certa immediatezza da accompagnamento moderno.

Chi sono i The Flowers?
I The Flowers (花儿乐队 / Huār Yuèduì) sono stati un caso quasi “da manuale” di pop-punk cinese entrato nel mainstream a fine anni ’90: nati a Pechino nel 1998, vengono spesso ricordati come una delle prime band adolescenziali a ottenere riconoscimento nazionale in Cina.
La formazione originaria vedeva Da Zhang Wei (anche noto come WoWkie Zhang/WoWkie Da) a voce e chitarra, con Guo Yang al basso e Wang Wenbo alla batteria; nel 2001 entra anche il chitarrista Shi Xingyu, ampliando la tavolozza ritmica e gli incastri di chitarra tipici del genere.
In totale la band pubblica sei album in studio nell’arco 1998–2009, muovendosi da un pop-punk di imprinting occidentale verso soluzioni più pop e ibride con il passare degli anni, seguendo l’evoluzione del mercato locale.
Il capitolo finale arriva tra 2008 e 2009: Shi Xingyu lascia dopo contrasti interni e, nonostante tentativi di riorganizzazione (anche con audizioni), il progetto si chiude ufficialmente nel giugno 2009, con Da Zhang Wei che prosegue poi una carriera solista molto esposta anche fuori dal circuito “band”.
Perché proprio una J-180
Nelle dichiarazioni raccolte per il lancio, WoWkie Da lega la scelta a un riferimento molto chiaro per qualsiasi pubblico chitarristico: “è la stessa chitarra di Billie Joe Armstrong”, e la forma è vicina a quella che usa abitualmente.
Sul piano tecnico, Epiphone punta su elementi “da fascia alta” per la categoria:
- Scala 25,5" (scelta che privilegia attacco, definizione e una risposta più tesa sotto le dita rispetto alle scale più corte tipiche di molte slope-shoulder)
- Top in abete Sitka termicamente invecchiato: il trattamento “thermal aging” mira a spostare la risposta verso un comportamento più “maturo”, con maggiore prontezza e meno rigidità percepita nelle prime ore di vita dello strumento
- Fasce e fondo in mogano massello: combinazione classica per un medio presente e un basso controllato, coerente con l’uso da accompagnamento e strumming in contesto pop/rock
Sul fronte estetico, la signature lavora di personalizzazioni “a tema”: intarsi a stella sulla tastiera e pattern a stella sul ponte, più il logo WoWkie Da applicato sul top. Un pacchetto che spinge sull’immediata riconoscibilità, senza cambiare l’architettura del modello.
L’operazione manda un segnale piuttosto chiaro, sia su come Epiphone intende far lavorare la propria macchina “Inspired by Gibson Custom”, sia su dove vede oggi le leve più efficaci del mercato. Da un lato c’è la logica signature nel senso più classico: un artista che “entra in famiglia”, legando il proprio nome (e in questo caso perfino il proprio logo) a una piattaforma già rodata, riconoscibile e facilmente spendibile anche fuori dal contesto dei fan. È un modo antico e collaudato di costruire appartenenza: l’endorsement non come semplice faccia sul catalogo, ma come estensione narrativa del marchio.
Dall’altro, però, la scelta distributiva racconta un presente molto concreto: regionalizzare, partire dove l’artista è davvero un asset commerciale e culturale, e mantenere un controllo stretto sul canale. Per ora la chitarra si muove esclusivamente dentro la Cina, tra dealer autorizzati e T-Mall: un perimetro (certo non ristretto) che permette a Epiphone di misurare la risposta su un bacino ingente senza disperdere la comunicazione, con una filiera più governabile e un posizionamento immediato.
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