Il contesto: Master Artisan Collection e Gibson Garage
La nuova uscita di Gibson Custom rientra nella Master Artisan Collection, il format “boutique dentro Gibson” costruito attorno a tirature minuscole e lavorazioni da liuteria d’autore. In questo caso la firma è quella di Leo Scala: dieci , tutte una diversa dall’altra, ispirate a una Explorer del 1958 pesantemente consumata soprannominata “Big Ed”. La serie è disponibile in esclusiva tramite il Gibson Garage di Nashville e si muove su un listino dichiarato tra 25.000 e 40.000 dollari (a seconda dell’esemplare).
La “base comune”
Al netto delle differenze estetiche e di componentistica, tutte le ’58 Addiction Explorer condividono una base coerente con l’idea di “ritorno alle origini” del progetto: corpo e manico in Korina incollati, tastiera in palissandro indiano e profilo manico “’58 Vintage”, più vicino alle geometrie di fine anni ’50 che alle interpretazioni moderne.
Sul fronte elettronica, il filo conduttore sono degli humbucker Retrophonic avvolti a mano da Scala “su ricetta” personale, wiring in stile anni ’50 e un tone capacitor “phone book” pensato per restituire una risposta credibile ai micro-spostamenti di volume e tono (territorio dove l’Explorer, di solito, vive).
La serie è divisa in cinque tipologie complessive. Quattro Heavy Addiction, tre Ultra Addiction e tre strumenti singoli: Custom Addiction, Dark Addiction e Maestro Addiction.
Heavy Addiction (4 pezzi): Natural Korina, aging “da strada”
Quattro Explorer in finitura Natural con hand-aging marcato e differenze di look (due con battipenna/jack plate bianchi, due neri). La ricetta per i magneti è “classica ma mirata”: Alnico 3 al manico e Alnico 2 al ponte, più VIPots 550k in vintage taper. Una combinazione che, sulla carta, tende a tenere il pickup al manico molto più definito e il ponte reattivo senza spigoli eccessivi.
Ultra Addiction (3 pezzi): usura estrema e identità più aggressiva
Tre strumenti con un livello di aging ancora più spinto: erosioni sui bordi, strati di vernice che affiorano e patina più “vissuta”, sempre con humbucker Retrophonic e lo stesso pairing A3 (neck) / A2 (bridge) e VIPots 550k. Qui l’idea non è la chitarra “bella”, ma la chitarra che sembra avere già un passato addosso.
Custom Addiction: Dark Cherry Korina e wiring fuori asse
Uno dei tre esemplari singoli: finitura Dark Cherry Korina, hardware nero e logo Gibson in metallo in rilievo sulla paletta. La particolarità è nei pickup: Alnico 2 al manico reverse-mounted e fuori fase, con Alnico 4 al ponte. È la deviazione più “da laboratorio” dell’intera serie, pensata per suoni più contrastati e per un attacco che cambi davvero in maniera drastica passando da puliti a suoni distorti.
Dark Addiction: “Dark Natural” e il dettaglio fetish del 4° tasto
Finitura Dark Natural con trattamento di ultra-aging “plus plus”: sotto le luci, Gibson descrive un cambio di percezione cromatica verso l’ambrato. Il dettaglio da collezionista è la “botta” sul manico al 4° tasto, ripresa dalla “Big Ed”, ovvero la Explorer Korina del '58 con seriale 3843 acquistata da Edison. R "Big Ed" Thompson. Magneti: Alnico 2 al manico e Alnico 5 al ponte, più hardware invecchiato in stile Master Artisan.
Maestro Addiction: Rat Rod, metallo ovunque e Vibrola modificato
La più radicale: finitura “Rat Rod”, aging aggressivo e sostituzione di molte parti plastiche con componenti metallici (battipenna, jack plate, control cover inciso, skull knobs, rondella switch “Hell/Back”). In più, un Maestro Vibrola modificato da Scala. Pickup uncovered con doppie bobine nere e magneti Alnico 2 (neck) / Alnico 5 (bridge), wiring anni ’50, VIPots 550k e “phone book” tone cap.

Ogni strumento viene consegnato in custodia rigida (wine-suede), con hardware invecchiato da Scala, tracolla in pelle Don Pepe (Spagna) e box con Certificate of Authenticity firmato.
L’operazione ha un sapore dichiaratamente collezionistico: prendere un progetto del 1958 che “non funzionò subito” e trattarlo come un testo sacro, lavorando su ogni possibile dettaglio, dal wiring all' “usura credibile”, per trasformare l’oggetto in narrazione. La Master Artisan Collection vive esattamente in quel punto d’incontro tra chitarra da suonare e asset da collezione: decisamente per pochissimi, anzi, per dieci al mondo.
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