C’è una certa coerenza nel modo in cui JHS Pedals costruisce le proprie narrazioni: partire da un circuito dimenticato, scavare nella storia più marginale della "pedalistica" e riportarla alla luce con un approccio rispettoso, quasi filologico. Con il nuovo Coyote Fuzz, il marchio americano firma uno dei progetti più particolari degli ultimi anni. Il punto di partenza è il Moonrock Fuzz, pedale firmato dal liutaio e costruttore Glenn S. Wyllie, figura sfuggente e poco documentata, ma capace di lasciare una traccia profonda tra gli appassionati più attenti. Un oggetto talmente raro che, nelle parole di Josh Scott, risulta “più difficile da trovare di un Klon”. Serviranno sei anni di ricerca per metterne le mani su un esemplare funzionante.
Un circuito fuori genealogia
Nel panorama dei fuzz, spesso riconducibile a pochi circuiti famosi, il progetto di Wyllie si muove su un piano completamente diverso. Il Moonrock non deriva da nessuna di queste topologie, e introduce una soluzione tecnica inusuale: l’impiego di un trasformatore non per generare l’ottava, ma come elemento reattivo all’interno dello stadio del circuito che genera il fuzz.
Il risultato è una risposta dinamica e una tessitura armonica che sfuggono alle categorie classiche, non si tratta di una semplice variazione sul tema, ma di un circuito che sembra vivere in un’orbita autonoma, frutto (probabilmente) di sperimentazione empirica. JHS ha lavorato per oltre quattro anni a questa replica, con l’obiettivo dichiarato di realizzare una riproduzione “one-to-one” del Moonrock, mantenendone comportamento e peculiarità.
Tre caratteri, un solo controllo
Il Coyote si presenta come un fuzz a tre voci racchiuse in un’unica manopola. Il controllo Swell / Fuzz / Octave permette una transizione continua tra tre territori sonori distinti:
- Swell: attacco graduale, quasi “reverse”, con una risposta "velcrosa" che sembra essere sotto l'effetto di un gate, e che fa emergere la nota dal silenzio
- Fuzz: una saturazione piena e corposa, più vicina alla famiglia Tone Bender che ai classici Fuzz Face o Big Muff, con una gestione molto intelegibile degli accordi
- Octave: un’ottava superiore aggressiva, ottenuta tramite clipping volutamente irregolare e ricca di armoniche pari

La continuità tra le tre zone è uno degli aspetti più interessanti: non esistono veri “switch”, ma una progressione fluida che invita a lavorare di fino sulla posizione della manopola.
Uno degli elementi meno scontati riguarda la risposta al potenziometro di volume della chitarra. In un contesto dove gli octave fuzz tendono a essere meno gestibili di fuzz più dinamici, il Coyote promette una pulizia progressiva e una sensibilità al tocco molto più reattiva.
Prezzo e disponibilità
Il JHS Coyote è proposto a $149,00, con true bypass e alimentazione standard a 9V. Un posizionamento accessibile, se rapportato alla rarità del circuito di riferimento. L’uscita segue altri progetti recenti del marchio, come il Double Dragon, confermando un programma ben preciso, malgrado questo non escluda le ovvie finalità commerciali: rileggere il passato per costruire qualcosa che sappia rendere omaggio a chi è venuto prima.
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