L’ultimo colpo del Colonnello: il testamento musicale di Steve Cropper
di redazione [user #116] - pubblicato il 07 maggio 2026 ore 16:18
Steve Cropper aveva ancora qualcosa da dire, e soprattutto da suonare. Watching The Tide, album postumo in uscita il 28 agosto, riunisce l’ultima incarnazione dei Midnight Hour e una squadra di ospiti che include Eric Clapton, Brian May, Billy Gibbons e Ronnie Wood. Un disco che guarda alla tradizione soul e rhythm & blues americana senza trasformarsi in un esercizio nostalgico.
Watching The Tide è il nuovo album postumo di Steve Cropper & The Midnight Hour, appartiene decisamente alla seconda categoria. In uscita il 28 agosto per Provogue / Artone Label Group, l'album raccoglie alcune delle ultime registrazioni del pilastro chitarristico dello Stax sound, scomparso nel dicembre 2025 a 83 anni. Ad anticipare l’album arriva Ticket First, brano che vede la partecipazione di Eric Clapton.
photo credit: Stacie Huckeba
Per chiunque abbia anche solo sfiorato la storia della musica americana del dopoguerra, la figura di Cropper resta centrale: chitarrista, compositore, produttore e architetto sonoro di una quantità impressionante di incisioni marchiate Stax, oltre che co-autore di una lunga lista di classici. Cropper ha definito un modo di intendere la chitarra rhythm & blues che continua ancora oggi a essere studiato, copiato e venerato. Dopo Friendlytown del 2024, molti pensavano che la sua carriera discografica si fosse conclusa lì. In realtà, Cropper aveva già iniziato a lavorare a un nuovo capitolo insieme al produttore e storico collaboratore Jon Tiven, e al cantante Roger C. Reale.
Le sessioni si sono svolte nello storico RCA Studio C di Nashville, con una line-up che include Ana Grosh alla voce, Nioshi Jackson alla batteria ed Eddie Gore tra tastiere e percussioni.
Il disco diventa anche un punto d’incontro tra generazioni e stili chitarristici, perché oltre a Clapton, compaiono Brian May, Billy Gibbons e Ronnie Wood. Watching The Tide sembra quindi l'ennesimo lascito di un musicista che, fino all’ultimo, non aveva alcuna intenzione di trasformarsi in monumento.