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Il sound di Billy Gibbons
di [user #15719] - pubblicato il

Marco Manusso risponde a questa domanda di gas13: Ero già un fan degli ZZTop da parecchio tempo, ma appena ho visto un loro concerto sono rimasto positivamente impressionato, soprattutto dalla loro ovvia bravura tecnica, ma anche dal sound di Billy. Ho provato molti settaggi sull'ampli, ma non mi veniva mai fuori il suo sound così corposo. So anche che quel sound deriva dalla sua tecnica ibrida, che avevo sperimentato anch'io qualche tempo fa, ma proprio non riesco a fare il suo suono. Dunque, veniamo al sodo: il mio setup è formato da una Fender Strato collegata ad un Marshall DSL 401 e ho 3 pedali: un Boss chorus, un classico Crybaby ed un pedale forse poco conosciuto ma che secondo me suona veramente bene, un Artec 70's Drive Blender.

Ebbene, non sono disposto a spendere la bellezza di 10mila euro per una Pearly Gates, ma spero che voi, sicuramente più esperti di me, possiate aiutarmi con qualche consiglio, nuovi settaggi e casomai qualche spesuccia lieve.

Risponde Marco Manusso: Nella speranza che la tua richiesta d’aiuto non sottintenda una colletta per racimolare i 10mila euro… vediamo cosa si può fare.
E’ ovvio che una chitarra con il corpo in mogano, come la succitata Pearly, può aiutare molto a trovare la strada giusta ma comunque con la Stratocaster, il Drive Blender e le EL 84 del tuo Marshall non dovrebbe essere così difficile raggiungere l’accento texano di Billy, a patto di saper dosare gli ingredienti.
L’ingrediente base è rappresentato dal rapporto di distorsione tra il pedale e l’ampli, ovvero quanto guadagno sul pedale e quanto guadagno sull’ampli… In questo caso bisogna navigare a vista ed aguzzare le orecchie: una buona regola di partenza è quella di tagliare le frequenze acute e pompare le medie (tanto sul pedale quanto sull’ampli).
Aggiustiamo il tiro: sicuramente per il suono di Gibbons è meglio intervenire sul controllo di distorsione del Drive Blender ed evitare quello del fuzz.
Con la Stratocaster conviene cominciare con il pick-up al ponte per avere più spinta. Sul Marshall potresti cominciare con il canale pulito (che è più definito) e lasciare che sia il Drive Blender a introdurre la distorsione e a far lavorare sotto sforzo le finali. Se poi la distorsione non è abbastanza puoi passare al canale distorto e agire sul gain.
Parlare del suono di Gibbons è un po’ vago ma penso che tu ti riferisca alle potenti distorsioni di “Gimme All Your Lovin’” o magari “Pincushion” che sono anche molto compresse (Gibbons è una vecchia volpe e fa in modo che siano le valvole finali e gli altoparlanti a comprimere il suono… senza usare compressori).
Spero di esserti stato d’aiuto con queste poche dritte, ma comunque puoi trovare altre informazioni sul numero 288 di Chitarre di Febbraio 2010 dedicato a Gibbons.
Buena suerte gringo!

billy gibbons il suono
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