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Epiphone Les Paul Special Limited Edition Custom Shop
di [user #20706] - pubblicato il

Eccomi qua per il primo articolo su Accordo. Quello che mi spinge non è un attacco subitaneo di GAS, ma piuttosto di una cronicizzazione della stessa: da un bel po' di tempo andavo alla ricerca di una chitarra con i P90, ma non trovavo nulla che fosse interessante ma abbordabile, e magari da potersi provare direttamente (non mi fa impazzire l'idea di una chitarra comprata senza provarla che viaggia via corriere in uno scatolone imbottito).

Le candidate erano poi non tantissime.
- Gibson Les Paul Junior: bella, ben fatta, molto semplice, circa 6cento euro. Pro? Suona davvero bene (provata) ed è una Gibson vera, per costruzione e suonabilità. Contro? Un solo pickup, verniciatura worn non molto eccitante.
- Epiphone Les Paul Goldtop P90: out of stock, purtroppo, e non ho mai avuto voglia di trovarne una usata, andare a provarla, etc.
- PRS SE One: simile alla Junior, ma senza tono. Non un gran limite, ma le PRS mi fanno un po' troppo... non so, ma allo stesso prezzo, suppergiù, meglio la Junior. Mai avvistata in negozio.
- SG Classic P90: bellissima, ma fuori produzione, quindi vedi sopra. Me ne feci sfuggire una per la solita sindrome del “ci penso un attimo”.

Poi ci sono infinite sottomarche, versioni di Les Paul (Gibson) solo per il mercato Giapponese, etc.
Alla fine mi ero un po' fermato. Fino a due settimane fa. Vedo comparire nel catalogo di un noto negozio di Milano una nuova chitarra.

Accidenti... si vede il tappetino di gioco della bambina!

Epiphone Les Paul Special Custom Shop Limited edition P90.

Non mi faccio abbagliare dalla parte del nome che inizia per “Custom Shop”, ma pare interessante davvero. Body in mogano, manico sempre in mogano incollato, due P90, color cherry (poliestere).
Per la cronaca, c'è anche in TV yellow. In rete dicono che ci siano sia “banana yellow” non trasparenti, sia più appetibili semi trasparenti, qui ne hanno del secondo tipo. Sui 270 euro, le concedo una chance.

Sabato mattina la provo. Intanto le do un'occhiata prima di attaccarla all'ampli. Il body è in tre pezzi, con una grana molto simile alla mia Les Paul standard (Gibson) del '97. E' sottile come mi aspetto da una Special/Junior, un pelo più della Junior che è appesa a fianco.
Qui una cosa che farà storcere il naso a qualcuno. Il body sia davanti che dietro è abbellito con due sottili fogli di mogano molto bello, spesso sul millimetro. Ora, per quanto mi riguarda potevano anche evitare, però non è come certe Les Paul con un micron di acero tigrato dove non c'è (o serigrafato!). Qui è lo stesso legno che c'è sotto.
Il manico è perfetto, non una sbavatura, non una imprecisione. La tastiera è in palissandro molto uniforme. Tasti perfetti. Non un accenno di buzzing. Profilo slim taper, molto comodo, non troppo fine.
La paletta ha un altro dettaglio che disturberà i puristi. Non mi aspettavo non un manico one-piece, ma uno con la classica giunta di taglio all'altezza dei primi tasti.
Invece la giunta c'è, ma è molto meno visibile. Il manico continua anche fino alla paletta, che ha un pezzo incollato in diagonale, in modo quasi invisibile ( nella foto si vede bene grazie al flash, altrimenti lo si deve cercare).

Il resto? Meccaniche marchiate Grover, ponte tune-o-matic (simile a quello della mia standard, ma con le sellette pre-scanalate), due P90 Epiphone. Corde 010, che odio. Controlli tono e volume senza gracchiamenti e con rotazione molto pastosa, non paiono da due lire.
Attacco a un Peavey Classic 30.
Malgrado le corde atroci (lasciano nero sulle dita benché siano nuove, e sono dure come la roccia pur essendo solo 010: io, tra l'altro, ho le mani molto piccole e uso 009 per non affaticarmi) suona molto bene, il suono dei P90 c'è tutto. Una grande dinamica di volume sia sul clean che sull'overdrive. Quello che mi ha colpito positivamente era il suono caratteristico un po' nasale e raspante ma nel complesso bilanciato tonalmente. Il pickup al ponte non si perde in toni troppo bassi e slabbrati. Quello al ponte non è troppo acuto e graffiante. Anche da spenta è ben bilanciata.
Inutile dire che me la sono portata a casa. Il confronto diretto con (specialmente) la mia standard, dopo un sano cambio corde, è stato molto confortante, anzi, quasi imbarazzante per la sorellona più blasonata. Più volume in output, un po' meno sustain, più dinamica di volume (all'inizio sembra in questo quasi una Telecaster: pennate irregolari non sono perdonate come con la Standard) e massima usabilità sia col pickup al ponte che al manico. Non solo, anche la posizione intermedia, che non uso mai su nessuna delle mie altre quattro elettriche, è molto più presente e bilanciata.
Insomma, si sarà capito, sono molto soddisfatto. Non sarà una VOS USA ma regge senza vergogna il confronto con una Gibson USA che conosco bene (pur con le benvenute diversità).
E' fatta bene, suona bene, e resterà con me per un bel po' di tempo.

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