CHITARRA DIDATTICA ONSTAGE RECnMIX RITMI NEWS

A volte non capisco, e quindi mi viene il dubbio.

di [user #31] - pubblicato il

Questo post è il corollario del mio precedente dal titolo simile, che mi ha procurato alcuni pensieri di chi lo ha letto, e che ringrazio.

Le due situazioni che ho descritto, specie l'ultima riguardante i cavi hi-fi rispetto a quelli per chitarra, mi hanno ingenerato la seguente dubbiosa sensazione: ma non è che noi chitarristi, che ci dedichiamo a profonde analisi e inteminabili discussioni in merito a un cavo che in paragone a quelli Hi-Fi è un inezia, siamo poi della "povera gente", degli "straccioni" rispetto a quegli altri mondi? O siamo meno complicati, che non sappiamo apprezzare le raffinatezze? O che, viceversa, siamo talmente raffinati da dedicare tante risorse mentali a semplici elementi di dettaglio?

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Ammirazione, tristezza ed un po' di paura.
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ehehehe non saprei che dirti Per ME, una ...
di Kata_ts [user #2290]
commento del 06/12/2010 ore 09:4
ehehehe non saprei che dirti Per ME, una votla che ho deu tre cavi che funzionano bene, si sente bene e basta !, la chitarra che suona ed è INTONATA, e i due tre effetti che mi servono: SUONO !!!!!!!!!!!! HAHAHHHA SaluToneS
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:-)
di jebstuart [user #19455]
commento del 06/12/2010 ore 14:4
Ciao Giovanni. Mi era sfuggito il tuo interessantissimo post, e per questo ti rispondo qui. Credo che il problema dei costi abbia una valenza relativa e non assoluta. Intendo dire che la passione chitarristica ha range finanziari abbastanza standardizzati, che alla fine stabiliscono gli ambiti entro i quali gli appassionati o i professionisti si muovono. Una chitarra entry level: 2-300 euro; una chitarra "buona": 500-1000 euro; una chitarra "molto buona": 2000 euro; una da invidia nera: dai 3000 in su. E' ovvio che, se il chitarrista medio decide di investire in un cavo l'1-2% di quel che spende per lo strumento (come effetto indiretto della sua disponibilità economica), i cavi per le rispettive categorie costeranno 5, 10, 20 o 50 euro rispettivamente. Sembra una citazione di Monsieur de Lapalisse, ma vale anche in altri scenari. Per anni mi sono interessato di filatelia, prima che la musica giustiziasse l'hobby precedente. I collezionisti di francobolli si muovono su cifre ben diverse. Il Gronchi rosa, che è una rarità da principianti, costa sui 2000 euro. Il Cavallino, che consente che i colleghi comincino a guardarti, circa 5000. Per avere una Coroncina di euro ne servono 7000. Per un Tre lire di Sardegna oltre 150.000. E' ovvio, aquesto punto, che per i filatelisti l'accessoristica viaggi su cifre a doppio zero. Che fai, hai un Cavallino e non lo metti in un album di pelle da 150 euro? Insomma, tutto è relativo e, soprattutto, tutto dipende da come ci si avvicina al mondo della musica e delle passioni in generale. Quelli che suonano peggio (ad esempio, io) tendono a procacciarsi più strumentazione possibile, nella fatua speranza che questo li elevi di qualche millimetro. Di contro, tanta gente che sta a me come Maradona sta al numero 10 del Canicattì tira fuori note sublimi da strumenti di fascia media. Sarei per questo contento che le cifre a cinque zeri, al momento, restino abbastanza fuori dal nostro mondo. In questo modo possiamo giocare ai Guitar Heroes o, di contro, fare il nostro onesto mestiere di musicisti senza dover svaligiare una banca :-)
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di janblazer [user #26680]
commento del 06/12/2010 ore 16:3
Caro Jebstuart.. nulla di lapalissiano.. tutt'altro.. Con chiarezza e onestà.. doti molto rare.. hai saputo inquadrare domanda e risposta.. Tutto è relativo.. Dare una Ferrari a un neopatentato è assurdo.. Comprare una chitarra di fascia alta per iniziare o per suonicchiare non mi sembra una grande idea. Le passioni e gli hobby nascono.. muoiono e si trasformano. Ho ricominciato a suonare la chitarra da pochi mesi dopo anni di abbandono e mi accorgo di come sia difficile migliorare e crescere. Non ho mai pensato che la colpa fosse dei pick up alnico coil della Squier Stratocaster Standard ..dell' humbucher al ponte della storica Les Paul Aria datata 1976 o del Samick 25 che ogni tanto fa quello che vuole lui.. Conosco i miei limiti e le mie capacità e credo che anche scomodando il Sig. Di Marzio o Mr. Fender la zuppa avrebbe lo stesso sapore. Ho capito che le regolazioni dell'ampli e della chitarra sono fondamentali e non bisogna aver paura di sperimentare. E' già qualcosa.. Ciò non toglie che sia nato in me il desiderio di una telecaster made in Usa e che un giorno me la regali. Per il piacere di averla.. di toccarla e di suonarla.. sarebbe il mio Gronchi rosa.. ;-) ;-)
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di Giovanni Ghiazza [user #31]
commento del 06/12/2010 ore 21:3
Il tuo portare le cose in termini relativi, rapporto chitarra/cavo, è una cosa molto interessante, chiara, e di buon senso. Il che non toglie che io continui a non sapermi spiegare perché il più bel cavo da chitarra, facciamo da tre metri, debba costare si e no il 5% di un cavo di fascia alta Hi-Fi. Poi oggi pomeriggio scopro, non senza piacere, che ad un tipo che conosco gli viene ritirato un impianto stereo che gli costò un 300.000.000 di lire (sì, proprio trecentomilioni) a soli 10.000 euro. Meglio essere chitarristi!
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di jebstuart [user #19455]
commento del 06/12/2010 ore 22:2
Ah ah ah ... chi di spada ferisce, di spada perisce. Per tornare ai filatelisti, un classico sono gli eredi sprovveduti che vendono per il classico piatto di lenticchie la collezione di una vita... Meglio essere chitarristi, è vero. In ogni caso, vorrei ricordare agli audiofili che l'orecchio umano può udire suoni SOLO tra i 20 Hz ed i 20.000 Hz, col limite massimo che si abbassa costantemente con l'età, cosicchè io e te, ad esempio, probabilmente già non sentiamo più i suoni oltre i 16.000 Hz. La soglia discriminativa è pari a soli 2 Hz, con pressioni sonore estremamente elevate. Insomma, gli audiofili dei loro cavi da migliaia di euro potrebbero fare un uso diverso .... ;-)
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di viabcroce [user #13757]
commento del 18/04/2011 ore 13:5
LOL Be', la risposta in frequenza è solo uno dei parametri in gioco, in effetti. In campo HI-Fi contano molto fattori come la linearità, ed un parametro imponderabile (o non ancora chiaramente ponderabile) come l'eufonicità. Una risposta più estesa non significa solo far sentire più note, ma potenzialmente aumenta la linearità anche alle frequenze intermedie: se un dispositivo ha una risposta fino a 16.000 Hz non è possibile pensare che sia assolutamente lineare fino a quel valore e poi scenda di botto, a gradino: sicuramente comincerà a scendere prima, quindi anche i 15.000 Hz (per dire) non saranno in linea. Infatti le risposte in frequenza dovrebbero sempre essere accompagnate dal loro range: 30-16.000 Hz +/- 3 dB: "risposta fino a 16.000 Hz", da solo, non significa nulla: cosa fa, i 16001 Hz non ci sono per niente? No, asranno solo un po' (o parecchio) più bassi. C'è anche da sottolineare che una banda passante più estesa sposta le rotazioni di fase agli estremi gamma in regioni più lontane dalla gamma udibile: è un approccio che fu per esempio sfruttato molto dai giapponesi negli anni '80: facevano amplificatori con risposte da pochi Hz a 100 kHz, proprio per spostare le rotazioni di fase il più in alto possibile, perché non intervenissero sulla gamma di frequenze percepibili. Un altro elemento che mi sembra da sottolineare è la sensibilità di percezione individuale: ci sono persone più sensibili di altre, conosco qualcuno in grado di riconoscere all'ascolto la marca dei cavi di potenza del suo impianto, mente altre persone avrebbero difficoltà a dire quale tra due impianti abbia un suono più lineare. La mia opinione è che fin quando ci sarà qualcuno in grado di apprezzare le differenze tra due cavi, è bello che esistano entrambi :) Mi sentirei anche di dire che abituarsi ad un ascolto più raffinato ci fa crescere, ci educa e ci porta a riconoscere differenze che prima non eravamo in grado di percepire: cambi cavo oggi, e magari non percepisci alcuna differenza... e poi dopo qualche mese torni al cavo vecchio... e ti sembra un altro mondo! Non trascurerei, infine, l'aspetto feticistico: noi compriamo una chitarra perché ci eccita, non necessariamente perché è "migliore" di un'altra... lasciamo che anche gli audiofili abbiano la loro GAS! :)
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Re: :-)
di jebstuart [user #19455]
commento del 18/04/2011 ore 14:3
Molto interessanti le tue precisazioni. Giustamente altri parametri completano e spiegano la diversa percezione dei suoni. Che poi sia giusto che vi siano diverse tipologie di cavi per venire incontro a desideri ed entusiasmi degli audiofili mi sembra ugualmente auspicabile in un mondo di libertà e passioni. Mi permetto solo di nutrire qualche perplessità sulla reale prevalenza in una popolazione di queste "super orecchie". :-)
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Re: :-)
di viabcroce [user #13757]
commento del 18/04/2011 ore 14:3
...Infatti! LOL
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Re: :-)
di viabcroce [user #13757]
commento del 18/04/2011 ore 13:2
Ciao :) Ho l'occasione solo oggi di leggere questo post. Il mercato, si sa, ha leggi sue proprie. Laddove c'è domanda, c'è offerta. A volte anche l'offerta può generare la domanda (tipo: invento una cosa, e poi faccio in modo che sia desiderata o necessaria). Quanti chitarristi comprerebbero un cavo da 1000 € al metro? Costerebbe quanto lo strumento, o molto di più. Cioè, non c'è mercato ed è anche difficile crearne uno. Il mondo dell'alta fedeltà è diverso, un impianto può costare centinaia di migliaia di euro, quindi un accessorio costoso trova più spazio. Con questo intendo due cose: 1. è più giustificato investire in ricerca e sviluppo per produrre oggetti costosi; 2. c'è più spazio per la speculazione. La ricerca in campo Hi-Fi costa comunque oggettivamente di più, perché c'è un suono di riferimento ed è più facile analizzar le sue variazioni. Ma il suono di chitarra 'assoluto' non esiste, né esiste un criterio per definirne la qualità: chi lo dice che se togli 3 dB attorno ai 1500 Hz il suono peggiora (o migliora)? Piacerà a qualcuno di più, a qualcuno di meno... e poi i vari timbri entrano nel mix strumentale meglio o peggio a seconda del suono complessivo... il musicista è abituato a *plasmare* il suono più che a *rispettarlo*: esattamente il contrario di quanto accade nel mondo HI-Fi. Esigenze diverse, mercato diverso, aspettative diverse: a mio parere, questo è, di fatto, sufficiente a determinare la differenza di prezzi al top di gamma :) Un saluto
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S.P.Q.A. (Sono Pazzi Questi Audiofili)
di beppeferra [user #29294]
commento del 24/05/2011 ore 00:2
Sono molto scettico a riguardo dell'influenza di un cavo: un buon conduttore è un buon conduttore, e a parte la sezione del cavo che può influire sulla dissipazione di potenza non credo che ci possa essere altro. Fenomeni fisici che introducono induttanze o capacità parassite vengono presi in considerazione solo a frequenze molto più alte, mentre nel campo audio dovrebbero essere del tutto trascurabili. Mi sembra ci siano altri elementi mooolto più importanti nella catena di riproduzione (vedi coni, casse, filtri, amplificatori, dispositivi di riproduzione, ...) e spendere tutti quei soldi per un pezzo di cavo mi sembra una follia - S.P.Q.A. appunto! CIAO! Beppe
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Re: S.P.Q.A. (Sono Pazzi Questi Audiofili)
di Giovanni Ghiazza [user #31]
commento del 25/05/2011 ore 08:5
Grazie del conforto che mi dai, a me semplice "uomo di partita doppia e fisco", che posso solo contare sulle mie orecchie e, spero, ad un po' di buon senso.
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