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Mike Mangini - Il didatta - Ritmi giugno 2011
di [user #24212] - pubblicato il

Mike Mangini ha insegnato per circa dieci anni al Berklee College of Music di Boston impartendo lezioni sulle materie più disparate, dai ritmi afro-cubani alla lettura a prima vista. Il racconto della sua esperienza didattica e le riflessioni sull'arte di insegnare del nuovo batterista dei Dream Theater nell'intervista che segue.
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Parliamo della tua carriera di insegnante e del tuo coinvolgimento ormai decennale con il Berkelee College Of Music di Boston.
Ho lavorato lì dal 2000 al 2010. Ho iniziato a essere coinvolto con lo sviluppo dei sistemi da usare nel college proprio prima di lasciare. Ho sviluppato un sistema di improvvisazione globale da utilizzare con qualsiasi strumento, e con qualsiasi cosa si possa suonare. Tutto è concentrato in un unico diagramma di una sola pagina. Ho anche offerto il mio sistema di conteggio binario alle scuole. Sono stato un consulente per il dipartimento di percussioni e ho insegnato privatamente e nei laboratori. Ho insegnato polirtmia, repertorio rock, doppia cassa, latin, jazz, rudimenti e studi orchestrali per rullante. Ma il mio coinvolgimento maggiore è stato con l’anima di ogni studente presente. Ho indirizzato le loro speranze e i loro sogni, la realtà del vero talento e delle capacità effettive. Mi è piaciuto molto farlo e ancora mi piace avere quel tipo di coinvolgimento. Mi arrivano molte mail di ringraziamento per ciò che abbiamo raggiunto insieme e per l’aiuto ricevuto e di cui avevano bisogno, per raggiungere le loro chiamate individuali e il loro totale potenziale umano.



Che considerazione hai dell’arte di insegnare? Che importanza le attribuisci e come pensi di avere imparato a farlo?
L’arte di insegnare si basa sullo studio di come un essere umano riesce a conservare le informazioni: se non ci si riesce, allora non ha senso studiare. Una persona può sentirsi meglio parlando a uno pneumatico piuttosto che studiare qualcosa di cui non vede un’applicazione reale e senza ricordare nulla. Riuscire a insegnare significa avere una struttura di base da usare per trasmettere qualsiasi cosa. Tutto può essere organizzato nello stesso modo, in categorie. Ma non impareremo mai nulla se all’inizio veniamo forzati a mandare a memoria informazioni che non comprendiamo o per il cui apprendimento non abbiamo una vera motivazione. Quando abbiamo capito come funziona, allora abbiamo la fiducia necessaria nel sistema e non abbiamo timore di affrontare una materia come la fisica, perchè sappiamo che possiamo farlo un passo alla volta e attraverso l’uso delle categorie.

Qual è secondo te il modo giusto di insegnare?
Quello di sapere come far capire e far memorizzare a una persona ciò che stai cercando di comunicargli durante la lezione. Tutto dev’essere utilizzabile da parte dello studente, altrimenti la porterà nella sua memoria a lungo, ma senza applicarlo mai. Inoltre, non ha senso quanto riesca a praticare o meno: bisogna affrontare la realtà e lavorare duro, sempre. E se lo studente continua a comportarsi male, puoi esercitarti insieme a lui oppure dirgli di non tornare più.
 

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Mike Mangini - Storia di un sogno
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