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Intervista a FABRIZIO V.ZEE GROSSI
| advertorial di [user #116] - pubblicato il

Manne scrive: Accordo mi ha offerto la possibilità di parlare, attraverso questa rubrica, dei miei strumenti e del mio lavoro. Ho creduto che per farlo, la cosa più sensata e soprattutto credibile, sarebbe stato dare spazio ai musicisti che li usano costantemente e con passione.Spazio allora a Fabrizio Grossi, strepitoso bassista italiano, oramai perfettamente calato nello Music Star System Americano, sia come musicista che come produttore.

soprano

Ciao Fabrizio, raccontaci com’è iniziata la tua avventura come musicista negli States…
Ho cominciato come bassista suonando con diversi gruppi ed artisti del giro di New York e stati limitrofi. Poi, quando mi sono spostato in California ed ho cominciato a lavorare come produttore, sempre piu’case discografiche mi hanno affidato il ruolo di produttore esecutivo e di artistico; da li in poi sono arrivate le richieste di coordinamenti, di consulenze, di ricerca publishing e licenze, ed il tutto si e’ sviluppato in quel senso.
 
Quindi immagino avrai avuto modo di conoscere e capire bene i meccanismi del mercato discografico?
Non esiste nessuno che li conosce tutti e bene: se no, quel qualcuno sarebbe la persona piu’ricca del business.
 
Molti bravissimi musicisti invece, sono attentissimi alla cura della loro tecnica e della loro strumentazione, ma sono totalmente sprovveduti dal punto di vista del music business….Ritieni questo possa essere un limite?
Assolutamente! Se fai un lavoro, dovresti sapere cosa stai facendo! Non dico che tutti debbano diventare avvocati o consulenti, ma ci sono degli aspetti -  tipo i punti base di un record deal, cose significa licenza, publishing e pubblica esecuzione -  che se secondo me sono persino  piu’ importanti che conoscere tutti gli accordi possibili, con rivolti, cugini, tredicesime e festività natalizie!
 
Come bassista, aiutò molto a farti conoscere ed apprezzare qui in Italia, la tua collaborazione con Steve Vai nell’album Fire Garden. Come arrivasti a quell’ingaggio?
Tramite l’ingegnere del suono e tecnico personale di Steve, Marcelo Gomes, che era il chitarrista di una band con cui jammavo appena arrivato ad Hollywood. Steve aveva bisogno di un bassista per alcune canzoni: Marcelo mi ha suggerito ed abbiamo cominciato a discutere. Quando ha saputo che suonavo e co-producevo Nina Hagen e che sapevo suonare tutto il suo disco Sex & Religion (tuttora il mio preferito fra  tutti i suoi lavori) ha deciso che ero il personaggio del caso.
 
Cosa ricordi di quella collaborazione?
La collaborazione è stata molto breve, ma Steve fu  di grandissimo aiuto e di una gentilezza inaudita. Devo davvero ringraziare lui per essermi potuto affermare nel giro di Los Angeles,  di conoscere tanta nuova gente e di prendere, per quello, gigs molto soddisfacenti.
 
Steve Vai è solo uno dei tanti tra gli straordinari chitarristi con i quali hai collaborato (Steve Lukather, Michael Landeau, Frank Gambale, John 5, Richie Kotzen, Slash…).
Ti soffermeresti sul raccontarci qualcosa di queste collaborazioni?

Sarebbe davvero lunga! Ma ti posso dare dei commenti su tutti questi Dei della sei corde, se ti va?
 
Assolutamente sì!..Allora dai: faccio io i nomi, e tu mi dai un tuo parere! Partiamo con Steve Vai!
Se non fosse esistito Cristo, avrebbero messo lui in croce…e questo e’ un complimento!
 
John 5…
L’apparenza inganna… è il miglior chitarrista acustico e country chicken picking style che abbia mai incontrato.
 
Steve Lukather…
Lui è il “Re del Mondo”. Grande amico, grande uomo, gran bevitore ed assolutamente il piu’ spaventoso improvvisatore che abbia mai incontrato. Non ha le  orecchie, ha un lettore CD !!!
 
Kotzen…
Se fossi gay lo inviterei a cena…ah,ah,ah…scherzi a parte, spaventoso talento soul blues, come si dice in inglese HE’s AN OLD SOUL …mitico!
 
Stevie Salas…
Hendrix ha avuto un figlio da George Clinton, adottato da James Brown e sverginato da Jimmy Page: Stevie Salas!  Il piu’ underated di tutti ed uno assolutamente dei miei chitarristi preferiti…un’ispirazione.
 
Mentre di Gambale che mi dici?
Lui è un libro di musica ed un atleta del manico. Secondo me si sorprende anche lui di quello che riesce a fare a volte!
 
Landau…
Lui è famoso per i dischi pop in cui suona. Ma quest’uomo e’ l’altro figlio bastardo di Hendrix…stupefacente…proprio come l’uomo ragno!
 
Michael Thompson…
Quando suona sembra già un disco mixato e masterizzato: un gusto sublime.
 
E Slash?
Lui è la rockstar! Ma il suo bending e’ un gioiello d’altri tempi. Gusto enorme e…troppi capelli! (risate!)
 
Neal Schon…
I “tamarri” come lui (e dico questo con grande amore nei suoi confronti) in Italia taroccano le AlfaSud, in California scrivono la storia del Rock. Amazing !
 
Jerry Cantrell… 
Semplicemente un capo !
 
Ed infine dimmi qualcosa di Dave Navarro…
Una sagoma, e una delle piu’ simpatiche rockstars mai esistite! Se non diventava chitarrista però, sarebbe diventato un serial killer di prostitute e modelle !
 
Torniamo a parlare di te: come bassista, c’è un tipo di genere musicale o situazione di produzione, per il quale generalmente vieni chiamato? 
In Europa sembra che mi vogliano inserire ad ogni costo nel giro Melodic Metal o AOR per via di parecchi lavoro fatti nel genere. Io mi sento un bassista decisamente rock, ma pure funk (old school) ed anche pop…
 
E se ti chiedessi il tuo genere preferito?
Quello che preferisco? Quando gli Earth Wind and Fire faranno covers degli Zeppelin, prodotte dai Beatles, allora potrò suonarle e morire contento….no aspetta, prima c’e’ il week-end con Angelina Jolie e Salma Hayek! (..risate!)
 
Al momento invece con chi stai lavorando?  Ed  a quali  progetti ti stai dedicando?
Davvero troppa roba. Sto lavorando su musica per due film. Sto continuando a scrivere per una miriade di artisti, sia italiani che centro-sud Americani e di conseguenza  collaborando con molti  di questi.
Poi sto sviluppando un discorso di live clinics e master classes tra Italia, Messico e Usa con un tot di colleghi fenomenali (Richie Kotzen, Glenn Hughes, Steve Lukather, Micheal Landau, Herman Matthews etc.). Poi sto finendo la produzione di una nuova artista sedicenne di New York, che secondo me sarà la nuova Joplin. Infine, assieme alle mie consulenze publishing/A&R per case discografiche, sto sviluppando un gruppo di marketing e promozione che unisce artisti con compagnie di strumenti musicali, tramite diversi tipi di attività….poi…vado a dormire !
 
Adesso parliamo di strumentazione: so che con Manne state disegnando una esclusiva linea di bassi, dal taglio molto ‘Fenderoso’!…
Con Andrea “Manne” Ballarin, siamo ormai diventati super amici e le idee affluiscono a mo’ di alluvione. Ho aiutato Andrea e Glenn Hughes ad ultimare il Soul Mover (il basso signature model di Glenn);  poi abbiamo progettato il Godfather, che e’ basso decisamente pesante, con suoni molto moderni e sfrontati,  molto rock , ma anche heavy funk.  Da un po’, ci stiamo divertendo a Mannizzare l’approach vintage di un tot di strumenti, partendo dal Jazz Bass e dalla Strato. Abbiamo solo prototipi in mano, ma il responso e’ unanime…impareggiabili!
 
Oltre a questi nuovi bassi, quali altri bassi Manne suoni e quali sono le caratteristiche che ti hanno portato a sceglierli?
Ripeto, il basso che uso piu’ di tutti è il Godfather, poi c’e’ anche l’Acoustic Bass fretless che è il miglior fretless mai esistito! Ma il nuovo Raven ( quello che si rifà al Jazz per intenderci) sta’ diventando un old time favorite. La scelta è innanzi tutto quella del suono, ma anche la suonabilita’ dello strumento e poi sai, io sono italiano, e quindi suonare Made in Italy mi sembra una cosa abbastanza azzeccata!
 
Ho visto che hai collaborato con un’altra grande icona del Rock, Glenn Hughes!…cosa avete fatto insieme?
Con Glenn siamo ottimi amici. Abbiamo fatto insieme un live Soulfully live in the City of Angels ed una studio release nell’ 2005 intitolata Soul Mover. Abbiamo poi realizzato insieme anche musica per colonne sonore che e’ finita su un paio di filmoni di Hollywood. Non penso potremo lavorare presto su un altro disco intero suonato tutto insieme, per vie dei nostri impegni personali che spesso sono in conflitto!...ma magari qualche pezzo qui e là… chi lo sa!

Manne

fabrizio grossi interviste
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