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Binding in celluloide.

di [user #31] - pubblicato il

E' ormai cosa nota che la celluloide che veniva utilizzata per realizzare i binding tende a disgregarsi dopo un consistente periodo di anni. Ora, ecco la questione: avete un liutaio di riferimento, che sia assolutamente serio ed affidabile, che possa fare una sostituzione senza che ciò comporti la riverniciatura (originale, non si tocca!) né rischi di sorta per lo strumento (leggi: graffi aggiunti)? 

In epoca non sospetta, nell'occasione di un setup durante il quale risultò la necessità di incollaggio di un binding sano, buttai lì la cosa ad una coppia della mia regione che me ne fece un castello .... 

Grazie!

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Ammirazione, tristezza ed un po' di paura.
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io non lo cambierei...
di antheus [user #9492]
commento del 05/01/2012 ore 11:1
Ho parlato con due liutai (uno lo conosci). Mi dicono entrambi la stessa cosa. Il binding è in teoria sostituibile (tentando con la massima attenzione) senza graffi. E se la chitarra è vintage è ovvio che una verniciatura non sarebbe deontologicamente corretta. Il fatto è però che il nuovo binding ... sarebbe appunto nuovo e ciò creerebbe una visibile discrasia con il resto dell'aspetto...e comunque una certa visibilità nelle giuunture. Il che di fatto porterebbe ad una diminutio del valore dello strumento (nel senso della sua storicità). L'unico motivo per il quale si "dovrebbe" tentare una sostituzione (in questo caso con meno problemi deontologici) sarebbe per il binding della tastera ove le eventuali rotture rendessero "difficoltoso" lo scorrimento della mano... In altre parole, conoscendo i tuoi strumenti, io li lascerei come sono.... p.s. non dovrei mai parlare con te... alimenti la mia patologia da GAS dalla quale, senza riuscirci, tento in tutti modi di guarire
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Re: io non lo cambierei...
di Giovanni Ghiazza [user #31]
commento del 05/01/2012 ore 15:3
Nel concreto il filetto da sostituire è solo quello più esterno, il più spesso dei sette che, in alternanza di bianco e nero, fanno da protezione. Il fatto è che la decomposizione è tale che ogni tanto ne viene via un pezzetto... Riguardo al valore di massima è come dici, anche se ho visto sul librone "Archtop guitars" di Rudy Pensa che praticamente tutte le ante '60 hanno avuto interventi di restauro, finanche alla riverniciatura. C'è da dire che la storia insegna che il tempo tende ad annullare il problema: ad esempio tutti gli Stradivari, Amati, ecc. hanno avuto il manico adattato/sostituito per adattare il diapason dei violini alle attuali esigenze, rendendoli così comunque utilizzabili. E' chiaro che, allo stato attuale dello strumento che richiederebbe l'intervento, la funzione protettiva verrebbe garantita dal primo filetto nero dall'esterno, che non sembra mostrare tali problemi (né quelli interni, forse per la scarsa superficie di esposizione agli agenti esterni; ma qui son faccende di chimica/fisica che non conosco). Concludo con una considerazione: non è che il buon James D'Aquisto iniziò a sostituire i filetti e battipenna in celluloide con quelli in legno oltre che per motivi estetici anche perché fosse venuto a contatto con il problema connesso alla celluloide?
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Re: io non lo cambierei...
di antheus [user #9492]
commento del 05/01/2012 ore 15:4
Il problema è annoso e risaputo. Per esempio il 99% delle Gretsch è arrivato ai nostri tempi con il binding letteralmente disastrato. A quanto ne so io la colla epossidica utilizzata in quegli anni ha letteralmente corroso la celluloide. Solo pochi esemplari si sono miracolosamente salvati (o forse sono state abilmente riparati in tempi non sospetti....). Certo che prima di lasciarla ad un liutaio mi farei accomodare un lettino nel suo laboratorio :-))
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POTRESTI PROVARE CON...
di Maffedrums [user #17755]
commento del 05/01/2012 ore 14:4
ROBERTO FINELLI, LO TROVI A MODENA PERSSO IL NEGOZIO DI LENZOTTI...è MOLTO MOLTO COMPETENTE.
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ciao Giovanni, io non sono competente, ma non ...
di accademico [user #19611]
commento del 05/01/2012 ore 15:2
ciao Giovanni, io non sono competente, ma non riesco a capire cosa vuol dire disgregarsi (tipo sfogliarsi o indica fratture in più parti?). Io non procederei alla sostituzione fino a quando essa non sia strettamente necessaria per l'utilizzo dello strumento o non pregiudichi la sicurezza di altre parti di esso. Non è possibile operare con una specie di microstuccatura da lisciare e poi tonalizare con un vernice ad imitazione? Se fosse un quadro si farebbe così... comunque ho sentito parlare molto bene (per quanto riguarda il restauro del vintage, sono specialisti di martin pre war) di questi liutai: Guitar Repair - Box 16 BIC Liguria (ex palazzina Omsav) - Zona Porto - 17100 Savona - Italy. info@guitar-repair.eu. +39 338 3598813 +39 345 0806745 ciao
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Non credo che si possa fare......
di bernablues [user #16917]
commento del 05/01/2012 ore 16:3
Senza che la chitarra non subisca dei piccoli danni alla vernice, che comunque poi vanno sistemati.....come dici, è vero che si tratta dello strato più esterno del binding, ma in genere il binding, è incollato con colle di sintesi, per cui rimane cosa quasi impossibile, discernere tra un layer e latro del binding, che comunque è anche rivestito di vernice, in quanto lo strumento viene verniciato alla fine dell'assemblaggio, per cui per forza di cose la vernice originale, nel restauro viene interessata. A questo punto, se non vuoi far toccare la vernice originale, ti consiglio di lasciare lo strumento così come è, ma se proprio il binding, non è più integro, devi rassegnarti a far intervenire anche sulla vernice( anche se in maniera marginale) :-)))
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