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Digitale: perché sì e perché no
Digitale: perché sì e perché no
di [user #27009] - pubblicato il

Quella tra analogico e digitale è una guerra aperta. Le calde valvole di un amplificatore e i potenti microprocessori di un multieffetto hanno entrambi i loro fedeli sostenitori e i loro lati positivi e negativi, che di volta in volta fanno pendere l'ago della bilancia ora da una parte, ora dall'altra.
Quella tra analogico e digitale è una guerra aperta. Le calde valvole di un amplificatore e i potenti microprocessori di un multieffetto hanno entrambi i loro fedeli sostenitori e i loro lati positivi e negativi, che di volta in volta fanno pendere l'ago della bilancia ora da una parte, ora dall'altra.

Digitale contro analogico. È la grande sfida del nuovo millennio in ogni campo. Fotografia, automobilismo, elettrodomestici, carta stampata, tutto. Ok, magari esagero, ma mi serviva questa introduzione per ricordarvi che anche per noi musicisti la situazione non cambia, anzi, la querelle valvola/simulazione è più che mai accesa e vibrante.

Premetto che mi riferirò solo all'uso dei cosiddetti multieffetto usati esclusivamente in diretta nell'impianto e che quanto scrivo non vuol entrare nei meandri della tecnica che sta dietro il suono, ma vuol essere solo una disamina più o meno accurata e assolutamente soggettiva dei pro e dei contro del mondo digitale e di quello analogico. Lo so, questo tema è stato affrontato già molte volte, ma volevo comunque dire la mia, riferendomi esclusivamente alle situazioni live.

Intanto smettiamola di nasconderci dietro il fatto che il digitale dia un suono finto. Un musicista dovrebbe suonare per gli altri, oltre che per sé stesso, e al pubblico non gliene frega niente di cosa usi per spettinarli/ammaliarli/emozionarli. Ricordatevi sempre che per un pubblico standard il basso è una "chitarra grossa" e le tastiere sono "pianole". E questo dice tutto. Magari il fan dei Guns si aspetta il Marshall piazzato in bella vista, ma vi basterebbe disegnarlo su un cartone per ingannarlo (non me ne vogliano i fan dei Guns'N'Roses, ho scelto un gruppo a caso).

Ora passiamo alla parte calda della questione: un amplificatore tradizionale, sia esso a valvole o a transistor, non dà niente in più in termini di suono rispetto a un tradizionale e ormai comune multi effetto, ma è vero anche il contrario!
In un disco o in un live difficilmente capireste cosa sta suonando un chitarrista se tutto è settato a dovere. Poi del feeling sul palco ne possiamo parlare, nel senso che anch'io credo che l'emozione di suonare un qualcosa di "vivo" sia impareggiabile, ma credo rientri nel particolare e complesso mondo delle emozioni umane, che spesso falsano la nostra percezione della realtà (per tutti il primo live è stato un successo strepitoso o un disastro apocalittico, ma in realtà...).

All'atto pratico però, le differenze ci sono e sono notevoli.

Le condizioni di partenza sono: 
- il multieffetto è settato e usato con cognizione di causa ed è collegato a un buon impianto
- l'ampli è settato e usato con cognizione di causa ed è un buon ampli.

Converrete con me che in entrambi i casi "settato e usato con cognizione di causa" è un requisito fondamentale per avere un buon suono e che l'essere un "buon amplificatore" è una caratteristica assolutamente soggettiva, mentre il collegamento con un buon impianto non è un fattore da sottovalutare: il suono dei miei preset, sui vari impianti che ho potuto provare (anche su palchi "professionali"), cambia radicalmente.

Passiamo ai pro e contro.

Digitale: perché sì e perché no

Digitale pro
1) trasportabilità
2) versatilità
3) possibilità di plasmare il proprio suono
4) possibilità di studiare i suoni.

I punti 1 e 2 si spiegano da soli. I punti 3 e 4 sono invece un po' più oscuri. Con "plasmare il suono" intendo che con un clic potete creare davvero il vostro suono e magari stravolgerlo canzone dopo canzone. Secondo me il digitale può dare davvero tanto alla band che vuole fare musica propria (o almeno questa è la mia esperienza), sia essa anche tradizionale. Studiare i suoni è invece secondo me un fattore che spesso non consideriamo. I moderni multi effetto offrono simulazioni più o meno realistiche dei più famosi ampli in commercio e, pensando al chitarrista in erba, questa è una cosa fantastica. È ovvio che al momento dell'acquisto di un amplificatore il nostro ragazzino dovrà comunque provare i modelli veri, ma cavolo, almeno avrà già un'idea!

Digitale contro
1) diciamocelo: manca la botta
2) spesso macchinosi da usare
3) bisogna avere a disposizione un impianto.

Anche qui i punti 1 e 2 si spiegano da soli. Il terzo punto è spesso un problema per la band intera. Ormai i locali che hanno a disposizione un impianto sono pochi e secondo me tutte le band dovrebbero avere il proprio impianto, ma spesso non è così.

Analogico pro
1) c'è la botta!
2) immediatezza d'uso
3) scenografia
4) indipendenza.

1, 2, e 3 sono fra il serio e il faceto. Il 4 è secondo me il migliore: suonare è bello e la libertà di poter attaccare un cavo e creare musica è quanto di più bello si possa fare. Sembra stupido, ma un amplificatore ti rende libero.

Analogico contro
1) ingombri
2) peso
3) un solo suono.

Anche qui si capisce tutto. Un solo suono io l'ho catalogato come difetto, ma potrebbe essere anche un pregio. Ovviamente mi riferisco al fatto che si ha un solo suono di base, poi con pedalini e vari canali si può cambiare tutto ormai, ma difficilmente un AC30 suonerà come un Bassman.

Io chiudo qui i miei pensieri ad alta voce, dicendovi che ho scritto tutto questo perché ho una voglia matta di tornare al testata/cassa nonostante io usi da ormai tre anni solo il mio fedele multieffetto in ogni live per l'impareggiabile comodità di non riempire la macchina di strumentazione varia ogni volta con le conseguenze che tutti voi ben conoscete per la schiena.

Nota della Redazione: Accordo è un luogo che dà spazio alle idee di tutti, ma questo non implica la condivisione di ciò che viene scritto. Mettere a disposizione dei musicisti lo spazio per esprimersi può generare un confronto virtuoso di idee ed esperienza diverse, dando a tutti l'occasione per valutare meglio i temi trattati e costruirsi un'opinione autonoma.

Digitale: perché sì e perché no
amplificatori effetti e processori il suono
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Io ho adottato una soluzione ...
di Capra_Poliuretanica utente non più registrato
commento del 24/11/2013 ore 16:35:53
Io ho adottato una soluzione ibrida.
Orrore!!!! :-)
Uso il mio vecchio Davoli a transistor, una pedaliera della Digitech che uso come multieffetto puro disabilitando simulazioni di ampli e di cassa.
Per condire il tutto esco dalla Line Out dell'ampli ed entro in diretta nel mixer (senza alcuna simulazione di cassa).
Il risultato, così ad orecchio, mi pare buono, ed anche la registrazione delle prove ne ha dato conferma.
Certo in termini di peso non è comodo come la sola pedaliera, ma il vecchio Davolone non è poi così pesante. :-)
Ho a disposizione una varietà molto ampia di effetti, anche se non ho tutta la gamma delle simuazioni di ampli.
Tutto sommato per ora sono soddisfatto.
Rispondi
Io ho sia valvole che ...
di aleck [user #22654]
commento del 24/11/2013 ore 17:26:49
Io ho sia valvole che transistor, sia analogico che digitale e... Uso tutto con soddisfazione :)

Certo, il mio bel Geloso G1/1020-A (20w valvolare 1969) ha un suono da favola ma... In casa crollano i muri a tirarlo un pelo!

Certo, il mio bel transistorone anni '80 ha un suono pazzesco per certi generi ma... E' pesante, è fragile ed è difficile controllarne il volume!

Invece devo dire che il Cube 40XL è un giusto connubio tra interfaccia user friendly da analogico e gestibilità/varietà di suoni di un digitale ;)

I multi fx digitali un po' li snobbo... Troppo complicati da programmare, io sono uno ''plug'n'play'' :)
Rispondi
Mi dispiace ma non mi ...
di Vendetta_Man89 [user #29647]
commento del 24/11/2013 ore 17:32:0
Mi dispiace ma non mi trovi in accordo... vi sono digitali E DIGITALI.

Se parliamo di pedaliere multieffetto tutto-fare allora hai ragione, la dinamica manca sono fredde e blablabla... Anche se comunque un prodotto di 5 anni fa rispetto ad uno di oggi non vale nulla...

Io onestamente sono Felicemente passato ad un analogico-digitale. Parlo del Nova System, esso altro non è che uno stompbox programmabile con preset salvabili. Infatti la sezione Drive è analogica a controllo digitala (e anche dentro un Fender Frontman si sente). Il device è provvisto anche di speaker simulator, con cui ho suonato live.... si avete capito benissimo. Ho messo 2 DI Box dopo il nova e poi dritto nelle unità di processo dell'impianto. Tranne che per il compressore, tutto funzionava alla grande, le dinamiche accettabili, gli effetti ambiente mostruosi.
P.s io suono pop/rock, quindi di distorsione vera ne uso pochina... Ragion per cui se si suona vero rock, il discorso cambia.

ma io che in una serata passavo da Nek a Vasco, necessitavo di molta flessibilità.

Tra le altre cose uso lo stesso sistema nel mio Vox Ac 30 (monocanale)... Beh che dire... ho un suono Definitissimo ed il doppio cono fa uscire dei delay impressionanti. Per chi è piu purista di me... esiste il Send/Return... Cosi da lasciare "puro" il pre dell'ampli.

Non ritengo degni di nota sistemi multieffetto come Rocktron,Boss,Digitech,Zoom...
Credo che i prodotti di qualità siano T.c. Electronic (.... Conoscete Steve vai?) e parzialmente Line 6 (che sta migliorando).
Rispondi
Non è tanto il suono ...
di Aktarus [user #5855]
commento del 24/11/2013 ore 17:41:31
Non è tanto il suono che ascolta la gente, ma la sensazione e il feeling che abbiamo noi a suonare una strumentazione piuttosto che un altra.
Magari se riascoltassi due soli identici uno suonato in digitale e uno in analogico non sentirei nessuna differenza o addirittura preferirei il digitale.
Mentre si sta suonando invece è tutta una storia diversa, subentrano emozioni, preferenze, la sensazione di avere un suono "finto" o un suono "vero"
Personalmente preferisco ancora il valvolare, ma devo ammettere che il digitale ormai gli sta addosso e prima o poi lo supererà. Quello che mi fa preferire il valvolare non è tanto il suono che esce quanto la sensazione che ancora il digitale mi da di finto e di non controllabile.
Rispondi
trovo un po' "cosi'" il ...
di yasodanandana [user #699]
commento del 24/11/2013 ore 17:42:09
trovo un po' "cosi'" il discorso della "botta".. La botta arriva se c'e' un altoparlante che la riproduce..

l'utente finale, quello che conta, e' il pubblico, il quale ascolta cio' che gli arriva dalle casse dell'impianto se si tratta di un live o dalle casse dello stereo se si tratta di un cd o mp3, e la botta puo' sentirla indipendentemente dal fatto se all'origine c'e' un ampli, un pre/emulatore analogico, un pre/emulatore digitale o un pre/emulatore software...

cambia il fatto che l'esecutore senza ampli ascolta se stesso dalle spie, che poi e' cio' che si fa anche se si usa un ampli quando il palco e' un po' grandino.. per quanto mi riguarda, siccome suono dal vivo, spesso, anche sintetizzatori, sono abituato a suonare in spia e quindi non mi da fastidio ascoltarci pure la chitarra, sia che sia attaccata ad un ampli microfonato, sia che vada in diretta nel mixer...

Anzi mi sembra che il suono sia piu' coerente, dato che sia la chitarra e che gli altri strumenti della band provengono dallo stesso altoparlante.. la storia di ascoltare tutti quanti da una spia posta di fronte e me stesso da un ampli posto dietro di me non mi convince troppo...

certo bisogna, per trovarsi bene, che i segnali sulle spie siano ben bilanciati ..

Rispondi
Re: trovo un po' "cosi'" il ...
di scrapgtr [user #12444]
commento del 25/11/2013 ore 14:49:49
Concordo su tutto, e sottolineo il discorso sui monitor. Avere la band in monitor e la chitarra dall'amplificatore é spiazzante nella migliore delle ipotesi, problematico nella peggiore. Inoltre a mio parere molti chitarristi non hanno ancora capito che ogni amplificatore valvolare ha un suo punto di resa timbrica ottimale (sweet spot) che difficilmente coincide con la regolazione più opportuna sul palco. Ben vengano dunque emulatori o piccoli amplificatori di qualità riamplificati nell'impianto. Quello che fa effetto é che molti di coloro che storcono il naso a sentir parlare di emulatori, soprattutto se digitali, non hanno remore nell'utilizzare chitarre acustiche munite di pickup piezoelettrici che con il vero suono acustico non hanno nulla a che vedere. Potenza della suggestione e del marketing.
Rispondi
L'articolo è interessante ed esprime ...
di marcomo utente non più registrato
commento del 24/11/2013 ore 18:17:3
L'articolo è interessante ed esprime il tuo punto di vista..

Peraltro, quando si affronta questo argomento trovo che si parli sempre dei soliti luoghi comuni che non danno nessuna informazione aggiuntiva ai neofiti o a chi legge questi post...
In sostanza si riduce sempre a dire che il pubblico non capisce la differenza e quindi è meglio fregarsene e portarsi dietro una cosa leggera pratica e funzionale rispetto a un sistema enorme pesante che comporta problemi alla schiena del malcapitato oltre che al portafoglio...


Io credo però dal mio umilissimo punto di vista che non abbia nessun senso paragonare le capre ai cavoli. in questi termini ma il paragone dovrebbe essere fatto mettendosi nelle stesse condizioni fisiche per i due sistemi...cerco di spiegarmi meglio.. Sarò breve ma sarò felice di approfondire la questione con chiunque avesse il piacere di farlo...

L'amplificatore a valvole...passi che è a valvole ma muove direttamente lui con la corrente che genera i coni...
Suona diverso al transistor e anche dai multieffetti digitali per differenti ragioni..
senza tediarti..te ne elenco alcune le più importanti: maggiore tensione di alimentazione delle valvole, maggiore dinamica dovuta a un maggiore swing di uscita, minore comportamento lineare delle valvole rispetto al transistor, quindi generazione di armoniche anche di intermodulazione a maggiori frequenze...Lasciamo da parte la leggenda della differenza tra suono di finale e suono di pre che tanto con gli ampli in classe A/B e sopratutto ad alto guadagno non esiste e invece concentriamoci sulla presenza del trasformatore d'uscita...
Questo è il cuore del sistema..è lui che ti fa sentire la botta....sai perchè? sai perchè un ampli a 30W valvolari suona molto + forte di un amplli 30W a transistor (luogo comune mode ON)...perchè iun un trasformatore din uscita ci sono tante belle spire...e quando delle spire vengono percorse da corrente generano nelle spire vicine altra corrente...quindi nel tuo cono va la corrente prodotta dalle valvole che passa attraverso il trasformatore d'uscita + la corrente che che il trasformatore d'uscita produce per la legge di Lentz.

Questo ti da quella sensazione volgarmente detta "botta" che piace a tutti.....

Passiamo al multieffetto digitale attraverso l'impianto...
E' un microprocessore che riveste il suono della chitarra con effetti caratteristiche di amplificatori famosi e quant'altro...
A differenza del suono prodotto da un valvolare questo suono è piccolo ha caratteristiche elettriche di qualche centinaia di mV....e non è in grado di pilotare casse..di far muovere l'aria al cono quindi viene fatto diventare grande da un PA oppure passa da una cassa amplificata...

Cassa che ha caratteristiche diverse da quelle delle casse dell'amplificatore...che non ha un trasformatore di uscita..insomma un'alltro sistema proprio...

In generale con il digitale il risultato è che hai molto meno controllo dinamicamente parlando dato che i presets hanno per lo meno sempre lo stesso volume (che dipende dal PA) cosa che non hai con un ampli.. (metti un bel pedale del volume in S/R e decidi tu se e quanto suonare forte o piano anche cambiando i canali clean...crunch...lead...) va da se che le variazioni di volume che hai con un ampli con un multieffetto non le hai e non le avrai mai, puoi avere variazioni in termini di timbro se proprio la simulazione è fatta bene giocando con il potenziometro del volume...In ogni caso buchi meno con una cassa spia...

Per poter effettuare un paragone "SENSATO", sempre sotto il mio umilissimo punto di vista, dovresti prendere un ampli e microfonarlo, prendere dall'altro lato un multieffetto con un amplificatore di potenza integrato in classe D in grado di muovere anche lui una cassa possibilmente la stessa...(In effetti credo che le nuove generazioni di multieffetti avranno tutti un bell'ampli in classe D integrato per poter pilotare una cassa direttamente)...ci si è gia mossi in questo senso, basta pensare al DV MARK della MARK BASS oppure al KEMPER POWER AMP....
A questo punto puoi fare il confronto tra cosa senti dalla cassa nell'uno e nell'altro e cosa esce fuori dalle casse dell'impianto nell'uno e nell'altro caso...

Buona musica, qualunque tecnologia decidi di usare...
Rispondi
Ma tra le regole di ...
di angusnoodles [user #13408]
commento del 24/11/2013 ore 21:03:28
Ma tra le regole di accordo non ce n'è una che limiti la lunghezza dei commenti? Una legge che imponga che i commenti debbano essere di lunghezza almeno inferiore all'articolo commentato... Non ho nulla contro chi ha tanto da dire in risposta... Ma se tutti vogliono dire la loro e per capire cosa vogliono dire devo perderci tanto tempo alla fine mi annoio e non leggo... E quindi non saprò mai cosa voleva dire chi è stato prolisso... Magari aveva un messaggio fondamentale da dare... Ma i più non lo colgono... Per cui bisognerebbe essere moderatamente sintetici e far capire in poche righe il proprio punto di vista... Mio modesto parere...
Rispondi
Re: Ma tra le regole di ...
di marcomo utente non più registrato
commento del 24/11/2013 ore 23:40:15
bhe ho cercato di leggerlo....se hai tempo da perderci 10 minuti magari può esserti utile..
Se no non leggerlo :-D
Rispondi
Re: Ma tra le regole di ...
di gibsonmaniac [user #21617]
commento del 25/11/2013 ore 07:33:42
No, per fortuna non c'è.
Rispondi
Re: Ma tra le regole di ...
di Claes [user #29011]
commento del 25/11/2013 ore 10:54:47
Io sono colpevole di scrivere lunghissime menate...
Rispondi
Il difficile confronto
di carlo7string [user #22807]
commento del 25/11/2013 ore 09:42:25
tra i due mondi è dato anche da un altro fattore, ogni volta che qualcuno ti fa sentire il suo nuovo futuristico multieffetto digitale ti propone un preset in cui sono mischiati tutti gli effetti esistenti (chorus, drive, reverb, flanger, pizzico di tremolo, delay, compressor, simulatori di mic, ampli, etc..), ad un ascolto senza altri strumenti intorno il risultato è spettacolare, ma spesso con l'intero gruppo il suono è avoattato. Io uso la mia testa valvolare Diezel, ma cerco di rimanere informato su le nuove tecnologie che stanno veramente migliorando, ma manca ancora del tempo al mio modesto parere.
Rispondi
Dipende
di Khaos88 [user #18462]
commento del 25/11/2013 ore 11:10:2
Secondo me dipende molto dalla fascia di prezzo in cui siamo, un axe fx II da risultanti mostruosi, ieri un amico ha postato due registrazioni di una peavy 6505 una fatta con la testata vera e una fatta con l'axe fx II, ha messo a sondaggio il test per vedere chi riusciva a riconoscere la vera testata... la maggior parte delle persone ha fallito!

in ogni caso, tra i contro dell'analogico aggiungerei anche le difficoltà di cablaggio (problemi di ground loop, noise e simili) e costi maggiori, alla fine un pedalino difficilmente costa meno di 100 euro nuovo!

Saluti
Rispondi
Botta?
di powerfuran utente non più registrato
commento del 25/11/2013 ore 11:36:12
La botta c'è anche con attrezzatura digitale, dipende dal cono che muove l'aria... Ho partecipato ad una clinic di Tosin Abasi proprio la settimana scorsa, Axe FX direttamente nell'impianto e in un monitor molto voluminoso che stava dietro di lui... eravamo seduti a nemmeno 3 metri da lui e si sentiva chiaramente che la botta c'era tutta.
Rispondi
Il futuro
di Claes [user #29011]
commento del 25/11/2013 ore 11:41:40
Valvole o transistors: le valvole sono lentamente in via di scomparizione ma penso che i transistors resisteranno un pochettino di più. Cmq, il digitale è "here to stay" ma è probabile che si inventerà qualcosa di nuovo nel futuro! Tipo:

Una chitarra digitale con wireless farà finalmente scomparire il jack 1/4" vintage anni 50 da centralino telefonico e quella ridicola spina Deutsche Industrie Norm, pure anni 50, per il MIDI. GPS per rintracciare ladri. Forse pure un touch screen e magari un telefonino incorporato!!! Il digitale è dunque inarrestabile e irresistibile per fabbricanti che vogliono sempre avere una novità da sballo.

Uso un pre Boss VF-1 digitale e ho venduto un Bassman e Super Reverb dato che non li ho usati da più di 10 anni! Usi ampli: Cube per il Mono con chitarra + MIDI. Per volumi estremi da festival Rock ho un mio impianto 300W con 2 o 4 casse (roba pesantissima!). Serve cmq un ampli settato "pulito" per riprodurre adeguatamente i vari sounds del preampli e con un pochettino di EQ giusto per tarare il sistema.
Rispondi
IL COMPROMESSO
di fender64 [user #14522]
commento del 25/11/2013 ore 12:57:33
Io personalmente ho sposato il compromesso, ossia ampli valvolari con sezione analogica e digitale.
Vantaggi?
per me....c'è la botta!
abbastanza pratico da trasportare
grande versatilità di suono!!

ma se dovessi scegliere senza compromessi sceglierei sempre un ottimo ampli a valvole!
Rispondi
Fattori mancanti
di Blackmama [user #27591]
commento del 25/11/2013 ore 14:03:29
Io aggiungerei anche le categorie durata e rivendibilità. Tutti gli aggeggi elettronici, frigoriferi, radio,cellulari, automobili ecc sono fabbricati con una scadenza decisa dal produttore e quando arriva il momento non si ripara nulla e il tutto finisce in discarica. Inoltre un apparecchio altamente tecnologico costa un botto appena uscito ma dopo poco diventa obsoleto, sorpassato e il rivenderlo diventa complicato.
Adoro l'analogico, che siano chitarre, amplificatori, vespe o auto d'epoca, saranno pure scomodi per persone/clienti sempre più esigenti ma per me sono molto più ecosostenibili e possiedono un pizzico di anima....
Rispondi
esperimentare
di francesco72 [user #31226]
commento del 25/11/2013 ore 14:47:01
per quanto mi riguarda suono da 20 anni e ad oggi continuo a sperimentare: posseggo un buon arsenale analogico, ma non disdegno di provare qualche novità digitale. Rispetto a voi che mi avete preceduto devo dire che per me al momento le distorsioni pesanti (suono heavy metal) nessun digitale le ha, salvo spendere un pozzo di quattrini. In tal caso si inverte il discorso dei costi: un ottimo ampli valvolare da palco (bastano 50 watt, come già scritto sopra il resto lo fa il service) costa molto meno di un ottimo digitale che faccia lo stesso effetto, cosa che comunque ad oggi non ho ancora sentito. Per modulazioni, ritardi e riverberi, la cosa cambia: oggi il digitale fa miracoli senza più avere quel suono finto dei tardi anni '80, senza spendere un capitale e, soprattutto, rendendo il tutto assai portatile. Per questi motivi io suono ibrido: distorsore ht blackfire + line 6 m9, ilo tutto è trasportabilissimo, lo uso ovunque e lo collego anche in diretta.
ciao
Rispondi
La ricerca del suono...
di smilzo [user #428]
commento del 25/11/2013 ore 16:00:14
Per valutare la bontà di un setup basta farsi la seguente domanda: riesce a fornire il suono che voglio al volume che voglio, quando voglio?

Il pregiudizio che analogico suona bene digitale suona male... è un pregiudizio. L'Axefx II permette di scegliere il gradi di "autentiticità" del suono, ossia di replicare per gradi diverse fonti di distorsione o imperfezione dei valvolari. Per qualche suono è meglio abbassare il grado di autenticità.

La botta e la possibilità di tagliare il mix derivano in parte dall'amplificazione, in parte dal modo in cui la distorsione viene generata... il valvolare presenta buone caratteristiche di distorsione, il digitale deve ricrearle.

In ultimo, da un lato siamo felici della testata da 100w e stack 4x12 da sola ma sul palco rimbomba tutto, vogliamo averla vicina alle gambe per poter ascoltare cosa suoniamo. Dall'altro il fonico si danna per riuscire a mettere insieme un mix intellegibile, tagliando qua e là frequenze che disturbano. Il concetto che emerge è il seguente: è bello avere un ampli che ti sposta con la pressione, ma non è funzionale. Qualunque sia la tecnologi adottata, se il suono di base non si sposa con il mix e servono mix separati per ogni musicista forse sono sbagliati i suoni di partenza?
Rispondi
MOLTO interessante
di maxventu [user #4785]
commento del 25/11/2013 ore 17:09:05
trovo questo dibattito molto interessante anche perché di recente ho avuto lo stesso dilemma. Faccio una premessa. Dato il mio budget, ho investito la parte di gran lunga preponderante per le chitarre e gli amplificatori (valvolari USA), mentre sugli effetti digitali ahimè ho investito una quota residuale. Non posso quindi esprimermi (non ne ho mai provati in negozio) sui digitali hi-end di riferimento quali quelli prevalentemente citati nell'articolo (Kemper, Fractal, TC Novasystem). Posso però dire la mia esperienza con pedaliere digitali (anche made in USA) di fascia media. Non farò nomi. Le pedaliere digitali sembrano OK per suonare in cuffia o in determinate situazioni in diretta. Mi è capitato più volte di non portare gli ampli sul palco e di pensare di suonare nella pedaliera in emulazione direttamente nell'impianto voci. Esperienze da non ripetere. Tra l'altro nel mio caso (ripeto : non è un Axe) mi pare che il digitale si "mangi" un ben po' di segnale. Ho questa sensazione ANCHE quando metto la pedaliera tra chitarra e ampli valvolare: mi pare che la pienezza del suono, del sustain e del feeling di controllo che ho nel tenere le corde sotto le mie dita, quando ho la pedaliera in mezzo si perdano in gran parte. Mi pare di suonare, per fare un esempio, sempre con un noise gate acceso (anche se negli effetti il gate non c'è). Forse è dovuto alla qualità della doppia conversione, forse al gioco delle impedenze o ad altro, non so. Sta di fatto che mi perdo quella che in questo articolo viene definita "botta". Tutto questo NON accade quando suono con la chitarra diretta negli ampli, Nè quando uso i miei pedalini analogici.
Immagino che a livelli come Kemper o Fractal tutto questo non succeda.
ciao
Rispondi
Mai ritenuta una questione annosa. ...
di aghiasophia utente non più registrato
commento del 25/11/2013 ore 17:42:54
Mai ritenuta una questione annosa. Ho cercato sempre di prendere il meglio dall'una e dall'altra esperienza. Esperienza che non può non variare a seconda delle esigenze e dell'attitudine personale (e anche dei periodi). L'impostazione ibrida è ormai da anni fedele compagna di stesura ed esecuzione.
Ad ogni modo, sottoscrivo in pieno un aspetto abbondantemente sottolineato dall'articolo: tutto ciò che avviene tra te e quella data impostazione, il feeling che s'instaura in un preciso istante con una determinata strumentazione e un dato set-up, è un'alchimia percepita solo a livello individuale dal musicista (e al limite condivisa con il resto della band). L'ascoltare ascolta, STOP. E anche quello più attento e competente non sarà mai in grado di stabilire se il suono della tua chitarra, infilato in un mixer e diffuso da un impianto, è figlio dell'analogico piuttosto che del digitale.
Rispondi
Re: Mai ritenuta una questione annosa. ...
di smilzo [user #428]
commento del 25/11/2013 ore 18:12:38
***E anche quello più attento e competente non sarà mai in grado di stabilire se il suono della tua chitarra, infilato in un mixer e diffuso da un impianto, è figlio dell'analogico piuttosto che del digitale.***

E' vero quello che dici in un certo senso... la tecnologia è il mezzo per ottenere un certo suono. Io con l'axefx (standard) riuscivo a cogliere la differenza non perchè fosse digitale, ma perchè aveva certe caratteristiche sonore che erano diverse dal valvolare. Così come un TS9 o un Fuzzface hanno caratteristiche diverse da un valvolare...
Una volta che il digitale è programmato per ottenere lo stesso comportamento di un valvolare, la differenza sparisce. Oppure, all'opposto, si può lavorare sui circuiti valvolari eliminando alcune peculiarità da sempre associate ai valvolari (sag, ad esempio... o il tipo di simmetria del clipping...)

L'Axefx nella sua ultima incarnazione ha eliminato le differenze che, con la mia esperienza di ascolto, mi permettevano di distinguerlo dal vero. Pure il Kemper riesce a trarmi in inganno, anche se per certi ampli si riesce a sgamarlo... non è dunque la tecnologia, ma il prodotto!

Qui parlo di "ascolto". Sentire sotto le dita è un'altra storia ancora, ma ci arriveremo... ;)
Rispondi
Re: Mai ritenuta una questione annosa. ...
di aghiasophia utente non più registrato
commento del 26/11/2013 ore 15:20:16
Assolutamente, sì. è chiaro che poi la differenza la fa la programmazione - per così dire - o meglio con quanta cognizione si riesca a sfruttare un particolare set-up.
Rispondi
Re: Mai ritenuta una questione annosa. ...
di smilzo [user #428]
commento del 26/11/2013 ore 16:57:54
NB, per programmazione intendevo da parte del costruttore... diciamo il "motore di calcolo" e gli algoritmi... mentre davo per scontata la programmazione utente... che scontata non è! ;))
Rispondi
C'è da considerare anche l'aspetto ...
di Alex DG [user #35120]
commento del 26/11/2013 ore 11:09:23
C'è da considerare anche l'aspetto economico.....una attrezzatura analogica di buon livello (pedali, ampli, e altro) mantiene abbastanza bene il suo valore di mercato nel tempo mentre il digitale è inevitabile che dopo qualche anno ha già perso quasi tutto il suo valore di mercato perchè già considerato "superato"....non è un aspetto da trascurare.
Rispondi
Io fino a poco tempo ...
di cucciolo1234 [user #23772]
commento del 27/11/2013 ore 09:33:4
Io fino a poco tempo fa utilizzavo un chamaleon con un marshalletto valvolare. Mi trovavo benissimo, avevo tutto settato in base ai brani che dovevo suonare e con la pedaliera midi non dovevo fare altro che cambiare preset. Il tutto suonava bene, ma c'era sempre qualcosa di freddo. E la frenesia di volere cambiare suono mi ha portato a rivoluzionare il mio setup e ad usare pedali analogici e digitali. Esistono pedali digitali con parte della circuitazione analogica che sono una meraviglia tipo ad es Strymon, per me non hanno rivali.
Il digitale sta rivoluzionando tutto e tra alcuni anni sarà sempre più perfetto. Anche nella fotografia stessa cosa. Ma al suono delle valvole non ci rinuncerò mai, perchè non ho ancora trovato un ampli digitale che suona come un valvolare.
Viva la semplicità ... tanto in live cosa me ne faccio di 250 preset? Mi basta 1 od 1 distorsore 1 delay e 1 chorus. A momenti ci dobbiamo prendere la laurea per gestire tutte ste cose digitali trascurando poi quello che è l'essenza della musica.
Il suono lo facciamo noi con le nostre mani.
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Re: Io fino a poco tempo ...
di scottt [user #5541]
commento del 27/11/2013 ore 16:22:14
"tanto in live cosa me ne faccio di 250 preset?"
verissimo!ma il punto,parlo della versatilità del digitale,non è il fatto di poter utilizzare tanti suoni ma di poter trovare il proprio e ogni volta!Perchè,almeno per quel che mi riguarda,i gusti li cambio spesso.
Ah,io uso il Kemper e non ho nemmeno la pedaliera midi.Ovviamente parliamo di quando si suona Live..
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digitale si, analogico si
di mke52 [user #17126]
commento del 27/11/2013 ore 14:08:0
Oggi la conversione analogico/digitale/analogico ha raggiunto livelli di perfezione difficilmente identificabili in un blind test; concordo quindi con te che rappresentano una buona soluzione ma presuppongono un impianto che abbia anche spie a qualche complessità in più per chi suona e non ha nessuna assistenza tecnica.

D'altra parte ogg anche l'analogico valvolare ha subito una notevole evoluzione con i "Lunchbox". Personalmente ho optato per un Transatlantic con cassa 1X12. Suoni e trasportabilità da standing ovation anche per chi soffre di schiena...
Rispondi
Certamente.. con il digitale puoi ...
di cucciolo1234 [user #23772]
commento del 28/11/2013 ore 08:18:59
Certamente.. con il digitale puoi cambiare notevolmente il suono. Ho capito cosa intendevi. E' pur vero che un rack collegato con un combo non è che dia il massimo.
E' sempre meglio avere un pre più finale e cassa. Il digitale sta conquistando il mondo, e sono daccordo che presto supererà l'analogico. E' inutile andare a trovare in giro pedali più vecchi della cucca quando ci sono cose più moderne. Io comunque ho dei pedali di modulazione che sono misti. La circuitazione è digitale ma il suono è come fosse analogico. Un'accoppiata perfetta.
Rispondi
Ma di cosa stiamo parlando?!
di fla72 [user #29005]
commento del 01/12/2013 ore 11:15:08
Ampli valvolare , magari anche piccolo, 2pedali e vai ovunque! Microfonare il tutto per live fa il resto!
Suoni? ..quanti ne cercate?? Quanti tipi di suono dobbiamo riprodurre???
Ben venga il digitale per divertirsi a sperimentare, per suonare in cuffia e non buttare giù il palazzo alle 2 di notte, per avere lo studio e la tua sala di registrazione dentro il MAC, però , almeno da quello che ho potuto vedere, andare in sala prove o peggio, in qualche palchetto con l' Ipad o altri simulatori, per quanto buoni essi possano essere,attaccati all'impianto del locale, mette una tristezza, sia a chi suona che a chi ascolta e vede, infinita!
Non me ne vogliano quelli che hanno scelto sta strada, però come dice l'articolo, almeno se suonate Sweet child of mine la scritta marshall ci vuole...anche di cartone ma ci vuole!!!!
Non continuo...noise??..un fuzz senza fruscio non è un fuzz..
Insomma, nulla contro il digitale, interessante e creativo, ma non può essere sostituito dall'analogico in alcune situazioni, mentre è sicuramente utilissimo in altre.
Rispondi
di Cattublepa [user #36736]
commento del 21/09/2015 ore 17:16:16
Pienamente d'accordo! ...questo è stato ad oggi il mio percorso: Ampli testata cassa --> Axe Fx standard --> Kemper profiler --> Ampli combo a valvole con 4 pedali in croce (microfonato per i live) --> Pace dei sensi....de gustibus...
Rispondi
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