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Matt Schofield - Far as I can see
Matt Schofield - Far as I can see

di [user #32554] - pubblicato il
Con Far as I can see, Matt Schofield dedica un tributo ai grandi nomi del blues, proponendo un prodotto legato alla tradizione ma fresco allo stesso tempo, ideale per gli amanti del genere quanto per chi ci si sta ancora avvicinando.
Con Far as I can see, Matt Schofield dedica un tributo ai grandi nomi del blues, proponendo un prodotto legato alla tradizione ma fresco allo stesso tempo, ideale per gli amanti del genere quanto per chi ci si sta ancora avvicinando.

Nell'arte si dice: tutto si evolve, niente o poco in realtà si crea dal nulla. Bene, Matt Schofield raccoglie appieno l'eredità di Robben Ford, il sound di Detroit, ma si rifà anche alla scena del Chicago blues e, non da meno, Buddy Guy scorre nelle sue vene influenzandone lo stile. Rispettoso della tradizione blues urbana, non disdegna ma anzi rafforza incursioni jazz snocciolando assolo ficcanti, cantabili e mai ripetitivi.

Annoverato nella scena inglese tra i primi dieci chitarristi di sempre, insieme a giganti come Clapton o Peter Green, Matt Schofield è anche autore e produttore della propria musica.
Dotato di grande tecnica, precisa ma sempre al servizio delle song, strapazza la sua Stratocaster sporcando solo dove serve per aggiungere patos e verve agli undici brani che compongono Far as I can see.
Vocalmente dotato, dal timbro ruffiano e leggermente nasale, non stanca anche dopo diversi ascolti grazie all'alto grado musicale, premesso l'interesse al genere.


L'album scorre veloce, aprendo con una mid tempo. "From Far Away" è diretta, forte e muscolare, si scivola poi nella calda "Clean Break" per tornare ad aprire in velocità, forza e dinamica con "Getaway".
Da segnalare la decima traccia, un piccolo cameo tributo rock and roll ai magnifici anni '50/'60, patria natale del genere, che sprizza energia da ogni nota dell'arrangiamento.
Non da meno l'ultima traccia, con un magnifico suono di Stratocaster. Sbucano gli echi di Hendrix, quasi volerlo salutare attraverso la bellissima "Red Dragon".

Brano dopo brano ci troviamo di fronte a un disco classico che incredibilmente non suona vecchio, visto il genere, ma semplicemente rispettoso della tradizione assorbita in anni di palchi live e infinite jam. Far as I can see avvolge e appassiona come i veri dischi blues sanno fare.
Imperdibile per gli amanti del genere, consigliatissimo a chi poco conosce, per cominciare da un gigante dei nostri tempi votato a entrare nella leggenda del blues.


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Grande Matt Schofield! Lo seguo ...
di jimi88 [user #12905]
commento del 09/01/2014 ore 16:13:55
Grande Matt Schofield! Lo seguo da un bel pò e devo dire che è veramente incredibile, il futuro della chitarra blues insieme a Derek Trucks
Rispondi
Sicuramente uno dei miei preferiti, ...
di tigerwalk [user #26344]
commento del 09/01/2014 ore 18:51:54
Sicuramente uno dei miei preferiti, assieme a Larry Carlton e Robben Ford!
Rispondi
Re: Sicuramente uno dei miei preferiti, ...
di Peterpanico utente non più registrato
commento del 10/01/2014 ore 11:37:02
Parole Sante!!! Anzi "SANTISSIME" ;-)
Condivido al 200%......i migliori.....
Rispondi
Sono 30 anni che sento ...
di uzzi66 [user #39259]
commento del 09/01/2014 ore 20:30:44
Sono 30 anni che sento dire che il blues è morto.Io non c'ho mai creduto, e Matt Schofield lo dimostra.
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W il Blues!
di esseneto [user #12492]
commento del 10/01/2014 ore 09:09:15
Il Blues è una musica senza tempo non potrà mai scomparire c'è sempre stato anche quando ancora non si ascoltava ma già c'era,un eterno ringraziamento agli uomini e donne dell'Africa che dal trauma della loro deportazione nel continente americano dove sono stati trattati con crudeltà e disumanità estrema, ci hanno donato questa musica sublime quale è il Blues!
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Quest'uomo è una miniera d'oro.....God ...
di Peterpanico utente non più registrato
commento del 10/01/2014 ore 11:37:39
Quest'uomo è una miniera d'oro.....God bless him!!! :-)
Rispondi
Comunque quando nelle interviste lo ...
di MrPecosBill utente non più registrato
commento del 12/01/2014 ore 14:03:11
Comunque quando nelle interviste lo paragonano a Robben Ford si incacchia parecchio !! Io faccio la mia musica, dice spesso, tutti abbiamo delle influenze musicali, ma io suono come Matt e non come Robben...!!!
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