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VDL: non un fuzz
VDL: non un fuzz
di [user #16167] - pubblicato il

Dopo aver testato L'Overdrive VDL saliamo di un altro gradino nella scala del gain e colleghiamo tra Michele, la sua Strat e la Dangelo non un semplice fuzz, ma Il Fuzz, almeno secondo i progettisti VDL.
Dopo aver testato L'Overdrive VDL saliamo di un altro gradino nella scala del gain e colleghiamo tra Michele, la sua Strat e la Dangelo non un semplice fuzz, ma Il Fuzz, almeno secondo i progettisti VDL.

Le premesse sono le stesse che abbiamo proposto all’inizio della recensione del VLD L'Overdrive. A quanto pare questa volta non ci troviamo di fronte a un fuzz qualsiasi, ma a Il Fuzz, un pedale che su carta vuole ripercorrere alcuni tra i suoni più famosi e imitati della storia della chitarra elettrica, partendo dagli anni ’60 giù fino ai giorni nostri, nostro compito quindi capire se oltre al nome e alla grafica ben curata abbiamo tra le mani un buon pedale o un ottimo fizz.
Dimensioni identiche all’OD per questo Fuzz con una colorazione diversa però, meno surf rock e più vistosa in arancione. Differenti anche i controlli, quattro questa volta anziché tre. Partendo da sinistra troviamo il controllo post, ovvero il volume che regola il livello di uscita. Seconda manopola è quella del tono, denominata filtro. Sulla destra invece, in verticale i due controlli con i nomi più curiosi: grind e cream. il primo è in realtà il controllo di gain. Grind significa frantumare, polverizzare, facile intuire che la quantità di guadagno a disposizione è sicuramente alta. Il secondo controllo Cream, nome con un tenore diametralmente opposto, si occupa invece di regolare la pasta vera e propria di questo fuzz. Ruotando questo pot infatti si può decidere quanto sgranato e sguaiato sarà il suono prodotto da Il Fuzz passando da suoni più morbidi a vere e proprie onde quadre che ricordano quelli di un synth. Grazie a questo controllo insomma si può avere sotto ai piedi virtualmente ogni tipo di fuzz immaginabile dai più educati ai più incontrollabili solo girando una manopola. 

VDL: non un fuzz

Le premesse sono buone, è ora però di sentire come questo pedale suoni veramente. Cominciamo quindi con Cream a zero, volume pari a quello dell’ampli e poco gain.
Il suono che scaturisce dalla 2x12 è molto più simile a quelli di un overdrive che a quello di un fuzz. Sembra di avere tra le mani un od abbastanza spinto ma al momento scarico di gain. La dinamica ci permette di scendere ulteriormente con il gain e avere quasi un clean, ma con un pedale del genere in pedaliera non è certo questo quello che cerchiamo quindi via col gain.
Prima però sperimentiamo un po’ il controllo Cream che ci permette di spaziare tra suoni molto diversi tra loro. Cominciamo portandolo a ore dodici. Il suono ne guadagna anche leggermente a livello di gain ma soprattutto si fa più sgranato e sgraziato, cominciando ad assomigliare veramente a un fuzz di razza. La Strat di Michele comincia a urlare e il godimento sale considerevolmente. Spostandoci ancora verso il fine corsa il suono si incazza ancora di più, si fa più cupo e ancora più scoppiettante. Le basse però con nostra sorpresa non diventano intubate, fastidiose ma anzi restano sempre ben presenti. Il suono resta intellegibile e bello chiaro. Si riesce sempre a capire che all’altro capo del cavo abbiamo una Strat e non un sequencer midi, ma è anche ora di alzare il gain, scusate il grind.
Come avevamo intuito all’inizio della prova, la quantità di distorsione messa a disposizione de Il Fuzz è veramente tanta, interessante però quanto sia facile tenere a bada tutta la cattiveria, non si ha per le mani un cavallo imbizzarrito ma un fuzz cattivo, ma particolarmente silenzioso quando non si suona, anche a livelli di guadagno alto come in questo caso. Manco a dirlo il sound con i controlli a ore 3 è veramente grosso, un giusto mix tra aggressività e fuzzosità, il cui equilibrio tra le due componenti può essere spostato semplicemente giocando con i controlli.


A differenza di molti fuzz che abbiamo provato, la presenza del controllo cream rende Il Fuzz particolarmente interessante, rendendolo un’ottima scelta anche per chi non sa scegliere quale fuzz infilare in pedaliera ma non ha sufficiente spazio per metterli tutti. Il prezzo di 190 euro lo pone in linea con altri pedali boutique presenti sul mercato. 

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