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Hot Bird: tutto sul distorsore italiano di Ace degli Skunk Anansie
Hot Bird: tutto sul distorsore italiano di Ace degli Skunk Anansie
di [user #17844] - pubblicato il

Ace, chitarrista degli Skunk Anansie, si è rivolto all'italiana VDL per realizzare il suo nuovo pedale multi-distorsore e ce lo fa ascoltare con una demo completa. Valerio, creatore dell'Hot Bird, ci parla della sua collaborazione con l'artista e condivide con noi gli aspetti essenziali dietro un sound da professionisti.
Ace, chitarrista degli Skunk Anansie, si è rivolto all'italiana VDL per realizzare il suo nuovo pedale multi-distorsore e ce lo fa ascoltare con una demo completa. Valerio, creatore dell'Hot Bird, ci parla della sua collaborazione con l'artista e condivide con noi gli aspetti essenziali dietro un sound da professionisti.

Quando un costruttore italiano scavalca le Alpi per catturare l'attenzione di un artista internazionale è naturale sentire il dovere di condividere la notizia, non senza un pizzico d'orgoglio patriottico. Se poi il musicista in questione milita in una delle rock band simbolo del decennio a cavallo tra il vecchio e il nuovo millennio, la cosa si fa davvero interessante.
Lui è Ace (aka Martin Kent), chitarrista degli Skunk Anansie, e la firma che ha scelto per realizzare il suo nuovo pedale signature è l'italiana VDL.
Insieme al progettista Valerio Di Loreto, Ace ha messo a punto l'Hot Bird, overdrive multiplo modellato dietro specifiche richieste dell'artista britannico e mirato a soddisfare tutte le necessità che un chitarrista rock potrebbe sentire in fatto di gain.

Alla base, l'Hot Bird si compone di due sezioni totalmente indipendenti e con pulsanti d'attivazione dedicati, a cui si sommano switch e controlli extra con cui alterare profondamente la pasta sonora.

Hot Bird: tutto sul distorsore italiano di Ace degli Skunk Anansie

Battezzata Ear Bender, la sezione sinistra consiste in un fuzz di stampo vintage ai cui controlli classici di volume, gain e toni è stato aggiunto un potenziometro Cream con cui dosare una compressione ideale per rendere il sound più compatto e spinto, meglio in evidenza nel mix.

Sulla destra, la porzione denominata After Burner offre un complesso overdrive caratterizzato da un gain generoso e una serie di comandi per ottenere molteplici sfumature pre-impostate.
Anche in questo caso i controlli di base sono dedicati a gain, toni e volume, ma un selettore a tre posizioni permette di modificare la tipologia di saturazione in maniera simile a quanto accade con il VDL Il Distorsore.
Uno switch a due posizioni modifica poi la curva d'equalizzazione per offrire un sound più vintage o più moderno, e un ultimo interruttore permette di attivare un utile booster sui medi ispirato a una rara versione di Tubescreamer.

Per il lancio dell'Hot Bird VDL ha pensato a tutto, preparando una collezione di tre video in cui Ace in persona presenta e dimostra il pedale in maniera approfondita. Li proponiamo tutti nel corso dell'articolo.
Incuriositi dallo stompbox e dalla collaborazione tra un artista estero e un produttore così legato alle proprie origini da dare nomi rigorosamente italiani ai propri effetti, abbiamo contattato Valerio per scoprire di più sul suo lavoro con Ace e sulle richieste che un chitarrista del suo calibro avanza in fase di progettazione.


Pietro Paolo Falco: Proprio tu, che battezzi i tuoi pedali con nomi rigorosamente italiani, hai finito per collaborare con un grosso artista britannico. Pensi che il made in Italy eserciti ancora un certo ascendente sul pubblico straniero? Parlaci anche del primo contatto con Ace.
Valerio Di Loreto: Buongiorno a tutti, la manifattura Italiana gode sempre di un grosso rispetto in tutto il mondo, ci sono cose che noi abbiamo il “gusto” di saper fare in un certo modo, ma il mondo della chitarra o della musica più in generale, soprattutto per chi lavora di questo, è un ambiente molto più pragmatico di quello che possa sembrare. Certe cose possono essere fatte con un certo gusto, ma devono funzionare e suonare in un certo modo per essere apprezzate veramente.
Ho conosciuto Ace grazie ai Blastema, che hanno aperto tutti i loro concerti italiani nel 2013 e di cui ho curato sempre tutta l’effettistica, in particolar modo quella del chitarrista Alberto Nanni, un musicista con una sensibilità spiccata e particolare e completamente fuori dal coro in merito ai suoni.
Ace e il suo backliner sono stati incuriositi e colpiti dal suono di Alberto, e quindi fu combinato un nostro incontro un pomeriggio durante le prove di un concerto. Quando poi Ace ha avuto modo di mettere piede sui miei effetti è rimasto entusiasta, ci fu uno scambio quasi frenetico di email, e di lì a pochissimo mi chiese di voler avere quei suoni in un suo pedale signature.


PPF: Quali sono le caratteristiche richieste da lui alle quali, nella tua esperienza, i chitarristi amatoriali o emergenti di solito non prestano la giusta attenzione?
VDL: Da quello che ho potuto capire conoscendolo, Ace si preoccupa principalmente di alcune cose come credo la maggior parte dei professionisti:
- che il suo suono sia funzionale al sound di tutti gli Skunk Anansie. Non si può pensare solo a se stessi quando si è all’interno di un gruppo.
- di avere un suono che vada a ritagliarsi uno spazio all’interno del mix, quindi che abbia frequenze e caratteristiche dinamiche precise. In questo senso per esempio è venuta la sua richiesta di aggiungere in ingresso all’HotBird un circuito di mid-boost copia di quello presente nel vecchio raro Super Tube Screamer, che serve a spostare il “naso” della chitarra e a focalizzarla dove serve.
- infine, fatte le premesse precedenti, che esprima una propria personalità e che possa magari essere riconoscibile come un segno distintivo.
Io credo che un chitarrista amatoriale che vuole crescere debba far riferimento a queste regole basilari, che non sia troppo egocentrico ma che pensi più all’insieme. Di pensare anche a questo in funzione del suono, una timbrica forata, ricca di basse e alte frequenze è molto appagante quando si suona nella propria cameretta, ma veramente poco utile all’insieme.
Quindi in definitiva, se si suona in una band, di pensare al proprio suono all’interno di un contesto musicale e non come una singolarità.


PPF: Ascoltando i clip che avete girato, è impressionante notare come l'Ear Bender conservi il carattere delle varie chitarre, cosa non sempre scontata in un fuzz. Credi che una cosa del genere possa aiutare a distinguere un buon pedale da uno cattivo o è una semplice questione di gusti?
VDL: Credo sia solo una questione di gusti. Il Big Muff per esempio è un fuzz che a volte devasta il suono, soprattutto con settaggi estremi è un pedale che impone la propria timbrica sullo strumento, ma è esattamente quello che gli è richiesto dal suo utilizzatore classico.
È vero però che se l’intento è quello di creare un effetto più rispettoso, bisogna curare più particolari qualitativi, e stare soprattutto molto attenti alla stabilità del circuito in diversi ambienti e settaggi e i filtraggi del circuito devono essere pensati per far sì che il timbro della chitarra non passi mai in secondo piano. La trasparenza è il filo conduttore che accomuna tutti i miei effetti, è dunque una cosa che ho sempre curato in maniera particolare e di cui penso, mettendo da parte la modestia, di essere particolarmente bravo.

PPF: Nelle tre tipologie di gain della sezione After Burner parli di clipping simmetrico e asimmetrico, ma cosa accade in parole povere al segnale? Cosa provoca questa differenza?
VDL: Come credo sarà stato scritto molte volte anche sulle vostre pagine, il clipping è il taglio delle creste delle onde del segnale che genera la distorsione armonica. Si cerca dunque di riprodurre più fedelmente possibile quello che succede in uno stadio finale di un amplificatore quando gli si chiede di andare oltre la sua potenza.
In un clipping asimmetrico viene riprodotta la condizione in cui si abbia uno stadio finale con valvole disaccoppiate, e cioè che alcune valvole sviluppino più potenza di altre, che abbiano soglie di distorsione differenti. Quindi in parole povere si avrà la fase di pull più clippata (quindi distorta) di quella di push o viceversa. È una condizione strana, poco frequente, ma a mio avviso genera una distorsione molto particolare e bella. In un clipping simmetrico invece il taglio dell’onda è uguale in entrambe le porzioni, riproducendo una distorsione più classica e conosciuta alle nostre orecchie.



PPF: Abbiamo overdrive, fuzz e un mid boost, quindi credo che col gain siamo più che coperti. Come completeresti la pedaliera e in che ordine metteresti i pedali?
VDL: Come dicevo prima, ogni suono andrebbe pensato in funzione del contesto in cui lo si va a utilizzare, quindi il completamento di una pedaliera dipenderà da questo. Io in generale sono per situazioni minimali, per miei gusti un chitarrista può esprimere moltissimi colori con pochi pedali se scopre bene le mille interazioni che possono esserci tra il suo modo di suonare e quello che utilizza.
Anche sull’ordine dei pedali ho sviluppato negli anni una mentalità molto più flessibile, e non così rigida sulla disposizione degli effetti di modulazione, ritardo etc come usualmente si converrebbe. Spesso piuttosto che consigliare un setup per come lo vedo io, consiglio al mio cliente semplicemente di provare e di sviluppare un suo personale senso critico che lo porti alla creazione di un suo personale suono.


Hot Bird: tutto sul distorsore italiano di Ace degli Skunk Anansie
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