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Washburn J600: fascino d'epoca, liuteria moderna
Washburn J600: fascino d'epoca, liuteria moderna
di [user #32554] - pubblicato il

Non è detto che bisogni rivolgersi a strumenti esoterici per aggiungere quella sfumatura jazzistica che mancava al proprio sound. Una hollow body di fascia media, dotata di un unico pickup incassato nella tavola armonica e abbellita da una rifinitura antichizzata come la J600 può offrire risvolti inattesi.
Non è detto che bisogni rivolgersi a strumenti esoterici per aggiungere quella sfumatura jazzistica che mancava al proprio sound. Una hollow body di fascia media, dotata di un unico pickup incassato nella tavola armonica e abbellita da una rifinitura antichizzata come la J600 può offrire risvolti inattesi.

Ho già avuto occasione di trascorrere alcuni minuti in compagnia della bella J600 in occasione di SHG 2012, ma si sa: provare chitarre in occasioni del genere è un ottimo metodo per metterci sopra le mani e magari capire a pelle se lo strumento è confortevole, scorrevole e di primo acchito se lo si sente addosso come facente parte del proprio chitarrismo, però capirne sfumature, pregi e difetti è ovviamente tutt'altra storia.
Nel momento in cui ho avuto l'opportunità di scegliere cosa testare direttamente dal catalogo dei brand distribuiti da Master Music, non mi sono fatto sfuggire l'occasione di farci un giro approfondito.

Sicuramente la prima caratteristica inconfondibile è la finitura antichizzata, sa di usato senza esserlo veramente. E non lo dico in senso dispregiativo, anzi, la archtop Washburn ha il sapore di una chitarra da suonare tutti i giorni, uno strumento confortevole e caldo al tatto, quasi vellutato.
Non mi stancherò mai di ripetere che amo pensare che una chitarra, più che suonare bene o male, ci debba far suonare bene. Deve essere intuitiva nel suono, reattiva quel che basta e verosimilmente si deve avvicinare all'idea di timbro che abbiamo nella testa.

Washburn J600: fascino d'epoca, liuteria moderna

La J600 raccoglie in pieno la filosofia da chitarra jazz: bassi profondi e definiti, acuti presenti, squillanti ma rotondi e grande range dinamico. Quest'ultima caratteristica è forse il miglior pregio dello strumento, è facile passare da un pianissimo quasi inaudibile a una voce grossa ma sempre definita.
La tastiera è confortevole in tutti i sui 20 tasti, il pickup dotato semplicemente di controllo volume e tono reagisce bene pur essendo di fascia piuttosto economica, come del resto è lo strumento che si aggira intorno ai 500€. Tutto sommato, la cifra magari non è da prima chitarra, ma assolutamente ragionevole nel panorama delle semiacustiche.

La J600 si classifica come hollow body, cioè con corpo totalmente vuoto, ma con pickup incastonato nella tavola armonica così come i relativi controlli. Di fatto, va a interrompere la venatura della tavola armonica, che quindi non è più libera di vibrare come invece accadrebbe con una archtop con pickup flottante, ovvero attaccato alla fine della tastiera o al battipenna che a sua volta è attaccato sempre alla tastiera.
Una volta imbracciata, la forma della cassa ricorda quasi più una dreadnought piuttosto che una tipica semiacustica, leggermente più arrotondata e sinuosa nelle curve.
Le meccaniche auto bloccanti, morbide e molto regolari, tengono alla grande anche dopo diversi strapazzi e giorni di utilizzo. È un particolare non da poco, in quanto per esperienza vissuta ho provato diverse volte molto stress nell'avere tra le mani strumenti strepitosi, di grandi firme, ma che non tenevano l'accordatura per più di un quarto d'ora. Sicuramente non è il caso di questa Washburn.


La J600 si rivela un ottimo strumento nella fascia entry level per approcciare il genere, ma sicuramente uno strumento soddisfacente anche per il jazzista più scafato, che magari non troverà la stessa precisione e scorrevolezza da fuoriserie all'insegna di uno strumento tutto sommato abbordabile e comunque di buona fattura.
L'ampia escursione dinamica, regolare e intuitiva, è un fattore non troppo scontato su questi strumenti che utilizzano prevalentemente il suono clean. I suoi punti di forza sono senz'altro la reattività e la confortevolezza, mentre una caratteristica che può far storcere il naso sta nelle corde montate di fabbrica: una scalatura .010 ruvida, corde deboli, sottili e rumorose che potrebbero pregiudicare l'esito di un primo approccio con lo strumento.
Trattandosi di un test sullo strumento così come arriva dalla fabbrica, non mi sono permesso di sostituirle, ma se tanto mi da tanto non ho dubbi che una .012 liscia o eventualmente semi ruvida possa regalare ulteriori sfumature, grossezza di suono, calore e range dinamico. Così settata si crea un leggero divario tra bassi e acuti, fattore comunque non fastidioso e assolutamente accettabile.

Washburn J600: fascino d'epoca, liuteria moderna

Dopo svariati giorni di prove, la Washburn J600 si conferma qualitativamente in una fascia di prezzo che normalmente dovrebbe essere ben più elevata. La finitura antichizzata è sicuramente il punto di vista che la contraddistingue e può piacere o non piacere, ma la chitarra è indubbiamente da provare se siete al primo approccio con le hollow body, o anche se siete al secondo, o al terzo...

Washburn J600: fascino d'epoca, liuteria moderna
chitarre semiacustiche j600 washburn
Link utili
Washburn J600 a SHG
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