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Joni Mitchell, The Lady Of The Canyon
Joni Mitchell, The Lady Of The Canyon
di [user #27043] - pubblicato il

Dietro un pianoforte, con in braccio una Martin o il suo dulcimer, Joni Mitchell ha saputo esplorare sonorità innovative e scavare a fondo nei risvolti più intimi della propria sensibilità, condividendo col mondo brani storici e lasciando una traccia indelebile nella musica del secolo scorso.
Dietro un pianoforte, con in braccio una Martin o il suo dulcimer, Joni Mitchell ha saputo esplorare sonorità innovative e scavare a fondo nei risvolti più intimi della propria sensibilità, condividendo col mondo brani storici e lasciando una traccia indelebile nella musica del secolo scorso.

La chitarra acustica, sopratutto la dreadnought, è lo strumento a cui si associa spesso l'immagine dei cosiddetti musicisti impegnati, quelli che cantavano le canzoni di protesta condannando le ingiustizie verso i più deboli e contro la guerra, in particolare quella del Vietnam.
Da Woody Guthrie a Johnny Cash, da Pete Seeger a Joan Baez, da Bob Dylan a Richie Havens, insieme a tanti altri, questi prenderanno parte, chitarra e armonica, alla causa contro il razzismo e per i diritti civili, rappresentando intere generazioni di "fate l'amore e non la guerra" e scrivendo pagine di storia contemporanea.
Ma la chitarra acustica significa anche sperimentalismo, uno su tutti John Martyn, significa open tuning, e quando si parla di open tuning si parla di una folta schiera di chitarristi capitanata da Davey Graham, o band americane, inglesi e irlandesi fino a una delle maggiori esponenti: "The Lady Of The Canyon", alias Joni Mitchell.

Nata Roberta Joan Anderson, Joni Mitchell ha saputo coniugare innovazione e sperimentalismo. Pare che nel corso della sua carriera abbia usato 52 tipi di accordature diverse, molte di sua invenzione, e una scrittura confessionale e sincera.
Destinata sin da tenera età a divenire una delle più importanti e influenti cantautrici della storia della musica, ha spaziato diversi generi dal folk cantautorale dei primi album al blues e al jazz fino alle sperimentazioni degli anni '80, facendo della signora canadese una delle massime esponenti musicali del secolo scorso.

Joni Mitchell, The Lady Of The Canyon

Il suo è un talento vero, puro e sincero, emerso ascoltando Schubert e Mozart. Comincia così a prendere lezioni di pianoforte che interrompe quasi subito mostrando particolare interesse alla composizione di melodie proprie.
Grazie a un carattere determinato e alla madre, riesce a superare la poliomielite, contratta a nove anni, e in breve tempo riesce ad acquisire la salute e tornare alla sua vita a Saskatoon (la sua città natale era Fort Macleod in Canada).
Talentuosa pittrice, dipinge e appende alcuni suoi quadri nella parete della scuola dove viene notata dal suo insegnante di Inglese che non solo la incita a dipingere con un pennello, ma anche a "dipingere" con le parole.
Scrive poesie, e qualche tempo dopo acquista un ukulele con il quale si esibirà in feste e locali a Saskatoon.

Abbandonato il college, dove non troverà stimolanti le materie insegnate, decide di trasferirsi a Toronto per diventare una cantante folk, ma alcuni problemi di inserimento nei circuiti folk locali (non era iscritta al sindacato dei musicisti) le impediranno di trovare ingaggi. Si mantiene quindi lavorando per i grandi magazzini Simpsom-Sear.
In quel periodo ha inoltre l'occasione di incontrare gli allora sconosciuti Neil Young e Leonard Cohen e tante persone che gravitano intorno alla scena delle coffe-house, fulcro della scena musicale folk.
Nel 1966 si esibisce al famosissimo Newport Folk festival ricevendo una standing ovation e aumentando così la sua reputazione tanto da trasferirsi nel 1967 a New York, optando per una carriera da solista e chiudendo il sodalizio artistico con il suo ex marito Chuck Mitchell.
A New York conosce Tom Rush che, riconosciute le sue doti musicali, decide egli stesso di registrare una sua canzone, proposta un in primo momento a Judy Collins che declinò però l'offerta.
"Urge For Going", questo il titolo del brano, diventerà una hit e darà occasione a Joni di acquisire maggiore popolarità, portando numerosi cantanti a incidere i suoi pezzi.
Nel quartiere degli artisti di Chelsea a New York, prende residenza e incontra Elliot Roberts che diviene presto il suo manager e la inserisce nel circuito degli artisti e dei locali più frequentati.
Durante un'esibizione in Florida, conosce David Crosby con cui nasce una relazione sentimentale e che convince la Reprise Records affinché Joni possa registrare un album totalmente acustico.
Song To A Seagul, primo album, esce nel marzo del 1968 e sarà un successo sia da parte della critica sia del pubblico, portandola a esibirsi al Troubador di Los Angeles, alla Royal Festival Hall di Londra e al Miami Pop Festival.
Il secondo LP, Clouds, viene rilasciato nell'aprile del 1969. Contiene le versioni delle proprie canzoni registrate da altri e include: "Chelsea Morning", "Both Sides Now" e "Tin Angel".
Nello stesso anno, dopo aver accantonato il progetto per un album live si trasferisce, insieme al futuro compagno Graham Nash, a Laurel Canyon, dove la coppia acquisterà una casa che verrà affettuosamente descritta in "Our House" di Crosby, Stills, Nash and Young.
Il 1969 è anche l'anno di Woodstock, dove Joni programma la sua presenza per celebrare quello che sarà il più grande raduno della storia musicale all'insegna dell'amore e della pace, ma Elliot Roberts la dissuade consigliandole di non andare, sopratutto dopo aver visto alla televisione le immagini del traffico sulla strada verso Bethel, e perché il giorno dopo avrebbe dovuto presentarsi al celebre programma televisivo "The Dick Cavett Show".
Malgrado non vi avesse preso parte, l'atmosfera di quell'epocale evento non le impedisce di comporre la sua "Woodstock", canzone che meglio di tutte ne rappresenta lo spirito, diventando un vero e proprio simbolo: le immagini di amore a pace, di aerei da guerra che si trasformano in farfalle e l'esigenza di "fare ritorno al giardino" (And we've got to get ourselves, back to the garden) dipingono alla perfezione l'evento.
Nel 1970, riceve un Grammy per la miglior performance folk del 1969 con l'LP Clouds e la Reprise pubblica il suo terzo album: Ladies Of The Canyon, che contiene alcuni tra i brani più popolari del periodo folk della Mitchell come la già citata "Woodstock", "Big Yellow Taxi" e "The Circle Of Game", diventando primo disco d'oro vendendo ben 500mila copie.


Parlando di quel periodo affermerà: "Ero isolata e mi sentivo come un uccellino in una gabbia dorata. Non avevo occasione di incontrare le persone, il successo può emarginarti in tante maniere".
A gennaio aveva preso infatti la decisione di prendersi una pausa di un anno per dedicarsi solo alla scrittura e alla pittura, e di compiere un viaggio in giro per l'Europa passando per Francia, Spagna e Grecia.
A Matala, sull'isola di Creta (meta ambita degli hippy che vi si stabilirono alloggiando nelle grotte che si affacciano sulla spiaggia, e dove peraltro soggiornarono Bob Dylan, Janis Joplin, Joan Baez e Cat Stevens), impara a suonare il dulcimer con il quale comporrà "California" e "Carey" che finiranno successivo album And they’re playin’ that scratchy rock and roll.
 Beneath the Matala Moon, dal testo di "Carey".


Dopo pochi mesi fu convinta all'ultimo momento a partecipare al Festival dell'Isola di Wight (agosto 1970), e mentre suona "For Free" al pianoforte, un pubblico ostile inveisce contro la security che gli impedisce di entrare a vedere il Festival senza biglietto. Joni non ce la fa e, quasi in lacrime, si rivolge al pubblico dicendo: “Dovete avere rispetto di noi artisti, siamo qui a comunicarvi le nostre emozioni con la musica, mettendo a nudo la nostra anima, non potete comportarvi in questo modo".
Il pubblico zittisce e Joni suona, con il suo dulcimer, una magnifica versione di "A Case Of You", uno dei brani più belli e poetici del suo repertorio.

Blue verrà pubblicato nel giugno del 1971 e verrà considerato uno dei primi album "confessionali", infatti le canzoni presenti in questo disco rappresentano la voglia dell'artista di liberarsi dell'immagine di regina hippie quale era diventata agli occhi del pubblico. 
Come ripetuto in molte interviste, voleva mostrarsi per quella che era veramente, quali emozioni provava: "In quel periodo della mia vita non avevo difese personali, dunque difficilmente troverete una nota di falsità in quell'album".
Blue diventa un clamoroso successo di critica e pubblico per la sua particolarità e innovazione raggiungendo la Top 20 nella classifica di Billboard.

Il quinto album, For the Roses, viene pubblicato per la Asylum Records nell'ottobre 1972. 
In fatto di stile musicale, rappresenta l'ennesima svolta musicale, incorporando ai suoni tipicamente folk arrangiamenti orchestrali sino ad allora estranei alla Mitchell, con sfumature più pop e commerciali, mettendo le cose in chiaro col pubblico, mostrandosi coi suoi difetti e i suoi pregi ed eliminando ogni artificio che la faceva sentire fasulla e a disagio.

Per buona parte del 1973, invece cerca dei musicisti capaci di suonare i suoi "strani accordi" e capire i ritmi che vuole ottenere.
Ingaggia così gli LA Express in cui milita un giovanissimo Robben Ford, gruppo di Tommy Scott, col quale aveva già collaborato per l'album  For the Roses, per le sessioni di registrazione che porteranno al celeberrimo album Court and Spark.
Pubblicato nel gennaio nel gennaio del 1974, Court and Spark si avvicina a sonorità più pop senza però compromettersi.
Il singolo "Raised on Robbery" viene pubblicato prima del Natale 1973, mentre la canzone "Help Me" è il primo e unico singolo a raggiungere la Top 10.
Il suono, radicalmente diverso rispetto alla produzione passata, sconvolge ed eccita gli animi, e l'album raggiunge la seconda posizione nella Billboard Chart rimanendoci per quattro settimane.
Il tour promozionale comincia nel febbraio 1974 toccando Stati Uniti, Canada e Inghilterra, salutato da recensioni entusiastiche. Gli spettacoli del 14 e 17 agosto allo Universal Amphitheater di Los Angeles vengono registrati per un album live che verrà messo in commercio in novembre col titolo Miles of Aisles.
Il successo di questo album live chiude un anno d'oro nella carriera di Joni Mitchell.

Nel novembre del 1975 viene pubblicato, sempre per la Asylum, il sesto album in studio: The Hissing of Summer Lawns.
L'album è una commistione di generi: tocca il folk, il jazz, il blues e il pop. 
La canzone "The Jungle Line", è un trionfo di sperimentazione per quell'epoca, comprendeva un primo esempio di campionamento del suono di alcuni tamburi suonati dalla popolazione indigena del Burundi.
Il disco, a cui seguirà il tour nel gennaio 1976, vedrà ancora una volta l'accompagnamento degli L.A. Express, verrà accolto abbastanza bene senza però l'entusiasmo dei precedenti. 
L'album infatti vende pochissime copie e l'artista smette di comporre canzoni introspettive preferendo rivolgere la sua attenzione verso la società, operandone una tagliente critica. Alcune recensioni demoliscono l'album considerandolo un passo falso, e questo ferisce Joni. 
Con questo album si conclude quello che è stato il suo periodo più cantautorale, quello che ha ancora radici folk e che riesce in qualche modo a essere più popolare.
Nonostante anche il periodo che va dal 1976 con l'album Hejira al 1979 con l'album Mingus abbandoni il folk a favore del jazz e lo sperimentalismo con ritmi tribali, è da considerarsi eccezionale e non meno complesso dei primi dischi erano tutt'altro che "semplici".
Anzi, la cantautrice era considerata una musicista e compositrice di straordinario livello. 


Le sue canzoni, gli accordi della sua chitarra, grazie all'utilizzo di particolari accordature, le complesse linee melodiche erano considerate straordinariamente avanzate nell'ambiente musicale californiano dei primi '70, e perciò era inevitabile che fosse spinta a cercare nuovi stimoli musicali insieme a musicisti che potessero condividessero la profondità delle sue concezioni musicali.
Musicisti come Jaco Pastorius, apparso in ben quattro album (Hejira, Don Juan's Reckless Daughter, Shadows And Light Live e Mingus) e che ne caratterizzerà il sound, Wayne Shorter e Joe Zawinul dei Weather Report, un giovane Pat Metheny e il tastierista della sua band Lyle Mays, il sassofonista Michael Brecker, conosciuto al tempo come grande session man e considerato come uno dei migliori emuli di John Coltrane e il percussionista Don Alias, anche lui con i Weather Report e presente in Mingus.
Consiglio quindi vivamente di ascoltare tutto il periodo che va dal primo album Song To A Seagul a Mingus.

Joni Mitchell, The Lady Of The Canyon
gli articoli dei lettori joni mitchell
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Wow!
di satch76 [user #19713]
commento del 20/08/2014 ore 10:46:26
Sto ascoltando "Song to a Seagull".. la mia espressione assomiglia a questa:

0_______0

E pensare che avevo solo sentito parlare di Joni Mitchell: mea grandissima culpa!

Espierò sparandomi tutta la sua discografia! ^_^

Grazie per la biografia. :-)
Rispondi
Re: Wow!
di Claudio80 [user #27043]
commento del 20/08/2014 ore 11:00:19
Ciao! Grazie!!
Tranquillo per ascoltare Joni Mitchell non è mai troppo tardi!!
Vedrai che pian piano ti conquisterà!!!
Un saluto.
Rispondi
ho consumato molti dei sui ...
di giuseppe40 [user #18743]
commento del 20/08/2014 ore 11:37:30
ho consumato molti dei sui dischi.
Rispondi
stavo scrivendo...dopo una pletora di ...
di franklinus [user #15063]
commento del 20/08/2014 ore 11:58:58
stavo scrivendo...dopo una pletora di articoli su chitarristi e pedalini domenicali...poi l'ho cancellato...grazie olaudio80,spero che venga letto dai nuovi accordiani,ascoltato,visto...un'artista,una vera artista,lontana anni luce dai participi presenti del verbo cantare che monopolizzano l'etere...una frase volutamente neutra per non tracimare....
Rispondi
Re: stavo scrivendo...dopo una pletora di ...
di Claudio80 [user #27043]
commento del 20/08/2014 ore 13:42:22
Grazie a te davvero, per aver scritto.
Credo che la musica stia attraversando un grande e grave periodo di crisi..io ho le mie influenze musicali profondamente radicate nel "passato".
Un passato che oggi necessità di esser messo in evidenza proprio per quelle generazioni di persone che non conoscono capitoli importanti della storia della musica,
Mi sento in dovere, nel mio piccolo, di mandare un segnale, di portare a conoscenza artisti che hanno fatto la storia e che hanno cambiato il mondo.
Un saluto e grazie ancora.
Rispondi
Le sue open tunings...
di CCDK49 [user #41591]
commento del 20/08/2014 ore 13:05:40
...sono state rivoluzionarie per me :) Judy Collins aveva un hit USA (ogni mezz'ora alla radio) con "Both Sides Now" e non sapevo che era stata composta da Joni Mitchell di cui pure non sapevo assolutamente niente. Tornato in Italia, mi capitò di ascoltare la versione originale :) SORPRESA! Un sound diverso dalla cover e da allora suono open tunings a parte la standard per roba da assoli. Registrando, invento una qualche tuning a seconda il da farsi - è roba Rock!!! Non è necessariamente da chitarra acustica. Anzi! Provate questo :)

Ho un amicone a Saskatoon. Mi ha detto "quasi nessuno la conosce"! Sic transit gloria mundi...

Joni inventa una open tuning per quasi tutti i suoi pezzi... live dovrà avere un roadie sveglio per passarla la giusta chitarra per il giusto pezzo! Da qualche parte in rete si trova una lista pezzo per pezzo.

Percui GRAZIE Claudio :)
Rispondi
Re: Le sue open tunings...
di Claudio80 [user #27043]
commento del 20/08/2014 ore 14:06:37
Prego grazie a te per aver letto.
Anche io come, ho scritto in articoli in cui si è parlato di open tunings, quando uso la chitarra acustica il 95% delle canzoni le suono, riarrangiandole a modo mio, tutte in open tunings.
Lo so dal vivo ci vuole tempo tra un brano e l'altro per riaccordare, ma chissenefrega!!!aspettano....
Un saluto!
Rispondi
Re: Le sue open tunings...
di CCDK49 [user #41591]
commento del 20/08/2014 ore 15:49:12
Ho constatato che le open tunings sono più facili da accordare... strano, vero? Una chitarra rigorosamente tenuta accordata ha una implicita "risonanza" che serve per lo scopo. Ah, serve anche un capo.
Rispondi
Ho ascoltato per tanto tempo ...
di svizzero [user #4516]
commento del 20/08/2014 ore 14:50:17
Ho ascoltato per tanto tempo il suo disco "blue"; lo trovo stupendo.
Per non parlare dell'impatto che ebbe su di me il live del '79 con Metheny, Pastorius, Bracker ecc... ne rimasi folgorato, davvero bellissimo!
Rispondi
Re: Ho ascoltato per tanto tempo ...
di Claudio80 [user #27043]
commento del 20/08/2014 ore 15:23:11
Nella descrizione, forse traspare, ma non mi sono soffermato troppo al periodo jazz della Lady Canadese.
Trovo, per miei gusti personali. il periodo jazz un pò "minore" perchè la vena sentimentale e poetica in qualche modo è venuta a mancare; ma per contro condivido appieno la sua svolta artistica, perchè per una grande artista come lei cambiare rotta è stato fondamentale, ed è stata dimostrazione della sua immensa capacità compositiva, dimostrando che un artista non può e non deve rimanere intrappolato nella sua immagine.
E ripeto anche per questo la stimo MOLTISSIMO, e comunque album cone Hejira restano pietre miliari.
Un saluto.
Rispondi
Grandissima.....grande anima,grande voce,grande tecnica,mai banale. ...
di Peterpanico utente non più registrato
commento del 20/08/2014 ore 15:04:51
Grandissima.....grande anima,grande voce,grande tecnica,mai banale.
Rispondi
Joni mitchell è ..
di jackvance [user #34268]
commento del 20/08/2014 ore 15:13:3
soprattutto un mood; il fatto che al tempo le accordature aperte fossero considerate " esoteriche" e oggi non più aveva un grosso vantaggio... che la gente ascoltava un mood e non si metteva a googlare " open tunings".
Per me Joni è quindi un mood : malinconico, un Eastwood della 6 corde.. rimarrà sempre quella fino al doppio live .
Rispondi
Re: Joni mitchell è ..
di Claudio80 [user #27043]
commento del 20/08/2014 ore 15:24:1
Pura arte creativa.
Lei resta il mio ultimo idolo in vita!!
Rispondi
la numero uno tra le ...
di coldshot [user #15902]
commento del 20/08/2014 ore 15:26:11
la numero uno tra le cantautrici, bravissimo, bell'articolo, court and spark potrei ascoltarlo all'infinito
Rispondi
Re: la numero uno tra le ...
di Claudio80 [user #27043]
commento del 20/08/2014 ore 15:56:
Court And Spark è tra i miei preferiti, insieme a Ladies Of The Canyon e For The Roses!
Grazie!
Un saluto!
Rispondi
Allora ragazzi un DVD assolutamente ...
di qualunquemente1967 [user #39296]
commento del 20/08/2014 ore 20:28:06
Allora ragazzi un DVD assolutamente da avere di Joni e' Shadows and Light ! Al basso jaco pastorious guitar Pat Metheny ! La cosa incredibile di questo concerto stupendo sta nel ascoltare come diavolo accompagna Jaco tutti i brani ! In realta' sembra jaco la star della serata ! Vi prego acquistate questo DVD e' una bomba ! Ciao
Rispondi
Re: Allora ragazzi un DVD assolutamente ...
di Claudio80 [user #27043]
commento del 20/08/2014 ore 23:25:42
Conosco!!Strepitoso!!
Un saluto!
Rispondi
Gran bell'articolo! Conosco poco la ...
di gibsonmaniac [user #21617]
commento del 21/08/2014 ore 16:30:50
Gran bell'articolo!
Conosco poco la Mitchell ma l'album Shadows anf light è lì, tra i miei preferiti.
Rispondi
grandissima joni
di mattconfusion [user #13306]
commento del 21/08/2014 ore 19:02:45
il suo "blue" è stato parte della colonna sonora della mia infanzia grazie a mio padre ed è ad oggi uno dei miei album preferiti. uno strumento semplice come il dulcimer in mano a lei rende tantissimo.
Rispondi
Re: grandissima joni
di gianninord [user #16466]
commento del 23/08/2014 ore 08:54:09
Ho sempre apprezzato Joni Mitchell, ho praticamente tutti i suoi album, ma ammetto che negli ultimi anni la avevo un po' dimenticata. Proprio quest'estate mi sono letto il libro scritto da Graham Nash 'La mia vita Rock'n'roll" nel quale parla molto di Joni e del talento di questa splendida artista. Insomma sembra che lei fosse un passo avanti a tutti all'epoca, e l'ambiente che frequentava era zeppo di grandi ertisti. Una curiosità interessante, riporta Nash, è che le accordature aperte utilizzate dalla Mitchell erano necessarie anche per la poca forza che aveva nella mano sinistra a causa della poliomelite. In una intervista rilasciata per il lancio di uno dei suoi ultimi album Joni diceva di aver utilizzato una tastiera che le consentiva di riprodurre i suoni della chitarra con le sue accordature in quanto, purtroppo, ora non riesce più a suonare come vorrebbe.
Grazie infinite per il bell'articolo, Graham Nash prima e tu ora mi avete fatto rimettere nel lettore i grandi dischi della Mitchell.
Rispondi
Re: grandissima joni
di Claudio80 [user #27043]
commento del 23/08/2014 ore 09:12:12
Ciao anzitutto grazie per aver letto questo articolo.
Sono davvero contento che abbia apprezzato perché il lascito musicale che Joni Mitchell ha dato è davvero molto importatante.
Per quanto riguarda il discorso delle accordature aperte, anche io lessi che a causa della poliomenite e quindi del suo indebolimento aveva escogitato questo metodo delle open tunings creando uno stile molto personale e riconoscibile
A questo punto quindi non mi resta che dirti buon ascolto!!
Un saluto!
Rispondi
Re: grandissima joni
di mattconfusion [user #13306]
commento del 23/08/2014 ore 13:27:09
questa cosa della poliomelite non la sapevo. effettivamente possono essere un grande aiuto.
un altro grande che per combinazione ha collaborato con nash e compagnia 20 anni più tardi e che usava per altri motivi accordature aperte sull'acustica è Michael Hedges.
Rispondi
Re: grandissima joni
di Claudio80 [user #27043]
commento del 23/08/2014 ore 15:05:56
Michael Hedges lo considero il vero ponte tra il passato e il futuro...uno dei migliori di sempre!!
Rispondi
Tunings - rapporto lunghissimo!
di CCDK49 [user #41591]
commento del 23/08/2014 ore 14:49:21
Sapevo che da qualche parte in rete vi è:


written by Howard Wright
spxhaw@uk.ac.cf.thor


I thought I'd put together a little piece on Joni's tunings because I've
recently worked out quite a few of the tunings she uses, and it's easier
to list them all in one place than try to TAB them all separately.

I hope to get round to tabbing at least a couple of the songs mentioned
in full, but it takes time so I thought I'd write this first to give the
basic info.

Two 'standard' tunings which she has used quite a bit are the open G and
open D tunings.


Open G is (from low to hight) : DGDGBD

Open D is (low to high) : DADF#AD


I say 'standard' tunings because these have been used by a lot of people.
The open G tuning is used a hell of a lot by Keith Richards for example.

Another favourite of hers is a variation on the open D which I call the
Dadd9 tuning.

It is : DAEF#AD


There are also a couple of other tunings I've worked out, though I've only
found her using them on one particular song.


Anyway, here is a list of songs with their appropriate tunings. I hope to add
to this list as I work out more songs, but I've got a feeling that she has a
small number of tunings which she uses on a lot of different songs, rather than
inventing a new tuning for every new song.
If you play around a bit you might start to get the song worked out for yourself
- once you've got the right tuning, things are a lot easier !

Thanks also to Jared White for sending some tunings he knew, and to Jimfre Bacal
for sending some others (courtesy of Patrick Willoughby).


Tuning SONG Album
---------------------------------------------------------------

C G Bb Eb F Bb :

Sex Kills Turbulent Indigo


D A E F# A D :

Sunny Sunday Turbulent Indigo

Passion Play Night Ride Home

Cherokee Louise Night Ride Home

Night Ride Home Night Ride Home


D A E G C E :
[ Tab from: vai al link ]
Furry Sings the Hejira
Blues

Jericho Don Juan's Reckless
Daughter


C G D F C E :

Coyote Hejira

Woman of Heart and For the Roses
Mind

Don Juan's Don Juan's ...
Reckless Daughter


C G D F G C :

Chalk mark in a Chalk Mark in a
Rainstorm no. 1 Rainstorm

Cool Water Chalk Mark in a
Rainstorm

Hejira Hejira


D A D F# A D :

Free Man In Paris Court And Spark

People's Parties Court And Spark

Michael From Joni Mitchell
Mountains

Cactus Tree Joni Mitchell

Night in the City Joni Mitchell

Pirate of Penzance Joni Mitchell

Both Sides now Clouds

Chelsea Morning Clouds

You turn me on For the roses


D A D E A D :

I had a King Joni Mitchell

D G D G B D :

Don't Interrupt Hissing of Summer
The Sorrow Lawns

Nathan La Franeer Joni Mitchell

Little Green Blue

For the roses For the roses

Marcie Joni Mitchell

Circle Game Ladies of the Canyon

Morning Morgantown Ladies of the canyon


B F# B E A E :

Magdalen Laundries Turbulent Indigo


Remember that you can tune down and then use a capo to get the same sound

- so instead of tuning to open D (DADF#AD), you could tune to open C (CGCEGC)
then put a capo on the 2nd fret.
Rispondi
Re: Tunings - rapporto lunghissimo!
di Claudio80 [user #27043]
commento del 23/08/2014 ore 15:08:00
Una lista interminabile....più lunga di quelle usate da Nick Drake..
Un saluto|
Rispondi
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