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Quaini on stage (o quasi) Ep.3: il bello della diretta
Quaini on stage (o quasi) Ep.3: il bello della diretta
di [user #16167] - pubblicato il

Continuiamo il viaggio on stage con Quaini attraverso le meraviglie dei professionisti della musica. Questa volta parliamo degli imprevisti che possono capitare sul palco. Cuffie che esplodono, parti che non arrivano, parti che compaiono.
Continuiamo il viaggio on stage con Quaini attraverso le meraviglie dei professionisti della musica. Questa volta parliamo degli imprevisti che possono capitare sul palco. Cuffie che esplodono, parti che non arrivano, parti che compaiono.

Sono tante le insidie che attendono sul palco i musicisti. Per evitarli ci sono molti ottimi consigli da seguire, ma anche questi spesso nulla possono contro la sfiga. Controllare la strumentazione e verificarne sempre il buono stato di funzionamento. Portarsi cavi di riserva, pedali di riserva, chitarre di riserva, corde di riserva, e una riserva di Karma.

Ecco il racconto dell’imprevisto più comico capitato a Michele sul palco. Divertente per noi che leggiamo, molto meno per lui e i suoi in-ear. 


Riprendiamo inoltre il discorso sulle tempistiche legate alla realizzazione di un tour. Fasi che come il concerto vero e proprio possono essere affette da altrettanti imprevisti che manco il Monopoli. Vediamo quindi con Michele Quali sono stati alcuni dei momenti più complicati e particolari della sua carriera, riprendendo il suo stesso commento all’episodio 2 che magari a qualcuno era sfuggito.
Michele Quaini: Uno dei tour più particolari e difficili è stato sicuramente quello che con Chiara. Sono stato chiamato quando le prove erano già cominciate. Il primo giorno di lavoro sono arrivato in studio al mattino, abbiamo aperto le tracce con il producer e ho iniziato a trascrivere senza sosta (e senza aver mai sentito la maggior parte dei brani) chitarre elettriche, acustiche, classiche e ukulele. Finivo alle 22, tornavo a casa con l hard disk e trascrivevo di nuovo fino alle 4/5 del mattino, così per tre giorni interi in cui ho dormito 3 h a notte! Il quarto era ormai l'ultimo di prove e abbiamo fatto un giro dei brani per vedere che tutto fosse in ordine. Da li quattro giorni di break in cui, a casa mia, ho programmato tutte le patch e suonato i brani un po' di volte. Cinque giorni di allestimento. Tutto è filato liscio!


Un'altra situazione che mi ha messo alla prova e' stata la sostituzione di Luca Colombo con Marco Mengoni. Le buone notizie erano che avrei avuto 40 giorni di tempo per fare tutto il lavoro (che non è poco), le brutte erano che non avrei potuto fare nemmeno una prova prima di salire sul palco con band e artista.
Luca era direttore musicale di quella tournée, quindi potete immaginare la quantità e la raffinatezza di parti e suoni di chitarra. E' stata una delle esperienze più belle di sempre.
Luca mi ha consegnato i file delle prove e chart degli accordi per tutti i brani, dopodichè sono andato a sentire il concerto agli Arcimboldi a Milano. In quell'occasione ho chiesto al fonico di palco di registrarmi gli ascolti in cuffia di Luca. In questo modo avrei avuto un balance decisamente guitar oriented. Ho lavorato ancora un paio di settimane affinando parti e suoni e poi Luca é passato a casa mia a sentire brano per brano come andavano le cose. Devo dire che di quasi 70 preset ne abbiamo ritoccati solo un paio e sulle parti tutto era a posto. Qualche prezioso consiglio di Luca alla fine di ogni brano e abbiam fatto la scaletta in neanche tre ore. All'interno della lista brani ce n'erano anche 3/4 che non suonavano da tempo. Giustamente Luca mi ha chiesto di tirarli giù per non mettere in difficoltà l'artista nel caso avesse voluto suonarne qualcuno. Manco a dirlo la seconda sera ha chiesto se potevamo fare uno di questi brani. Provato una volta al soundceck e tutto è andato a meraviglia.


Salire sul palco senza neanche una prova davanti a 2/3mila fan in delirio in un teatro pieno, con uno degli artisti più in luce del momento non é proprio una passeggiata. Ci vuole del tempo per assimilare brani, parti, cambi strumento etc.
Devo dire che nell'ultima settimana prima del primo show ho fatto un miniallestimento privato e personale in cui suonavo tutta la scaletta in piedi, con i tempi dello show, i cambi strumento etc per due volte al giorno. Sono arrivato molto preparato anche grazie alla professionalità di Luca che si è sempre reso disponibile qualsiasi dubbio avessi. È stato davvero un onore ricalcare le sue parti per un intero show. Ho apprezzato ancora di più il suo modo di suonare e di gestire suoni e dinamiche.
C'erano anche diverse parti soliste nella scaletta. Alcune le ho suonate uguali a quelle di Luca, altre le ho inventate e scritte, altre ancora ho dovuto improvvisarle perché erano davvero lunghe e non c'era il tempo per inventare ed imparare tutto quanto.

Quaini on stage (o quasi) Ep.3: il bello della diretta
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Ciao ovviamente bravo e complimenti ...
di qualunquemente1967 [user #39296]
commento del 05/09/2014 ore 08:23:20
Ciao ovviamente bravo e complimenti ma credo che in situazioni limite come quelle che hai descritto tu alla fine la difficolta' piu' grande e' di suonare a memoria una scaletta di brani mai sentiti prima assimilati in pochissimi giorni ! Io veramente non capisco perche ' live non si possa fare uso di partiture e non dico di suonare con gli occhi incollati a un foglio ma perlomeno come sicurezza se abbiamo un vuoto di memoria ! Ma quanta fatica in meno si farebbe !? Salire sul palco senza aver mai suonato con il gruppo e' difficile si ma e' peggio non ricordare un passaggio di un brano un obbligato uno stacco ecc... E tutto cio' perche' ? Perche il leggio a livello scenico sta male immagino gia' la risposta ! Ciao
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Re: Ciao ovviamente bravo e complimenti ...
di SilverStrumentiMusicali utente non più registrato
commento del 05/09/2014 ore 09:36:07
se ne sentissi il bisogno sinceramente che il leggio a livello scenico sta male non me ne fregherebbe nemmeno un poco.
Rispondi
Re: Ciao ovviamente bravo e complimenti ...
di qualunquemente1967 [user #39296]
commento del 05/09/2014 ore 19:03:00
Sono d'accordo con te ma sai quando lavori con produzioni professionali non decidi tu queste cose e se trovi il direttore artistico che non gradisce per ragioni sceniche o perche' vuole vedere i musicisti muoversi e interagire come vuole lui non ci resta che passare notti in bianco a spaccarci il culetto e imparare tutto a memoria . La musica e' l' hobby piu' bello del mondo ! Ma quando diventa professione e' un altra cosa.... Ciao
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Re: Ciao ovviamente bravo e complimenti ...
di SilverStrumentiMusicali utente non più registrato
commento del 05/09/2014 ore 19:14:17
probabilmente hai ragione...
Rispondi
Re: Ciao ovviamente bravo e complimenti ...
di lazydaniel [user #28418]
commento del 05/09/2014 ore 12:26:11
Michele ha un iPad con le partiture e lo aziona con un pedale apposta, lo puoi vedere nel video dove suona con Mengoni. Credo che nel suo articolo volesse dire che non provare con l'artista è sempre un po' un rischio, anche per un professionista come lui
Rispondi
Una sola parola...
di sibor [user #11654]
commento del 05/09/2014 ore 13:03:24
Sei un grande . e basta
Rispondi
Questa è....
di gibsonmaniac [user #21617]
commento del 05/09/2014 ore 13:14:08
....la serie di interviste più gustosa che mi sia capitato di leggere da parecchio tempo a questa parte...
Una cosa mi interessava sapere se Michele ha tempo di rispondere: vedo che nei video Michele suona la sua fida Stratocaster mentre sappiamo che da tempo Luca Colombo difficilmente fa a meno di Les Paul e 335 e quindi la mia domanda è questa: nel caso della sostituzione che Michele ha effettuato durante il tour di Mengoni la scelta dello strumento è a discrezione dello strumentista ed i preset vengono fatti in modo che il suono finale risulti coerente con quello che il sostituito usava o che altro? è vero che con l'effettistica ci si può tranquillamente avvicinare ad un timbro che magari non è proprio di questa o di quella chitarra ma è altrettanto vero che se vuoi un clean da Strato con l'humbucker si potrebbero incontrare delle difficoltà, per contro la pienezza ed il corpo di un humbucker al manico sono difficilmente raggiungibili con un single coil....come vengono gestite queste situazioni? quale peso ha la preferenza di un musicista per un determinato strumento considerando anche la differenza di diapason? E' anche vero che parlando di musicisti di un certo livello non credo che il passaggio da una Strato ad una Les Paul sia un problema ma è indubbio che ogni musicista per quanto bravo, esperto e versatile abbia una sua preferenza.
Ad ogni modo vorrei leggere più spesso articoli di questo tipo.
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Re: Questa è....
di Oliver [user #910]
commento del 05/09/2014 ore 13:31:4
Avevo in mente la stessa domanda :)
E mi associo ai complimenti per l'argomento decisamente gustoso e interessante, con un "consulente" di primissimo ordine e preparatissimo. Thumbs up.
Rispondi
Re: Questa è....
di gibsonmaniac [user #21617]
commento del 05/09/2014 ore 13:50:03
Noi "che facciamo un altro lavoro" spesso non abbiamo la percezione di come vengano gestite molte situazioni in ambito professionale....l'essere dei bravi musicisti è solo la punta dell'iceberg del know how per suonare a livello professionale...la gestione del brano con i preset seguendo le indicazioni della produzione, i set up, la gestione delle prove, l'organizzazione della scaletta, monitoraggi, coreografie....lo stesso approccio con lo strumento ....siamo su pianeti completamente differenti proprio come "forma mentis".
Rispondi
Re: Questa è....
di Oliver [user #910]
commento del 05/09/2014 ore 14:09:57
Ed è bene che si sappia ;)
Rispondi
Re: Questa è....
di gibsonmaniac [user #21617]
commento del 05/09/2014 ore 14:23:02
troppo yesssss. Ciao caro.
Rispondi
Re: Questa è....
di Michele Quaini [user #14336]
commento del 09/09/2014 ore 23:20:03
chiedo venia per l estremo ritardo ma non riuscivo piu a recuperare la pswrd :)
Ad ogni modo, posi anch io lo stesso quesito a Luca... gli domandai se era indispensabile il les paul x tutti i brani (o quasi)...mi disse tranquillamente una roba del tipo 'Michele non è indispensabile...se i suoni che utilizzi si avvicinano al mondo che ho creato e rispettano le sonorità e le peculiarità non importa se usi strato o les paul'....ovviamente mi trovo più a mio agio con la strato e quindi ho preferito suonare la maggior parte dello show con la mia fedele Cruz, che cmq suona mui grossa all occorrenza...quando Luca è passato x dare una controllata al lavoro svolto mi ha detto che andava benissimo la strato e olè.... poi nei punti dove era proprio indispensabile ho utilizzato il les paul, una diavoletto e la 335 :)
Rispondi
Re: Questa è....
di gibsonmaniac [user #21617]
commento del 09/09/2014 ore 23:36:17
Immaginavo qualcosa del genere: se riesci a tirare fuori dei suoni coerenti all'originale puoi usare quello che vuoi.
Grazie mille per la risposta Michele, sei davvero una persona gentile oltre ad essere un gran bel musicista. Ciao
Rispondi
STIMA per Michele, per la ...
di Claudio80 [user #27043]
commento del 05/09/2014 ore 14:34:02
STIMA per Michele, per la sua bravura e professionalità! Ce n'è fossero!!
Un saluto e grazie.
Rispondi
Bellissima serie di articoli. Ho ...
di sdl [user #5004]
commento del 05/09/2014 ore 15:19:28
Bellissima serie di articoli. Ho letto adesso anche i precedenti e mi sono davvero appassionato nell'entrare in questi meccanismi!
Rispondi
E poi, scusate, ma lo ...
di Faus74 [user #41023]
commento del 05/09/2014 ore 19:12:40
E poi, scusate, ma lo spettacolo delle smorfie che fa il nostro Michele mentre suona?
Anche quelle sono fantastiche, ahhahahah
Rispondi
Ma...
di Adam [user #41263]
commento del 06/09/2014 ore 15:17:53
Che chitarra è quella che si vede suonare da Michele nell'indice degli articoli nella home page?
Anche a me piacerebbe sapere come è stata gestita la questione chitarre/ampli diversi da Luca a Michele in termini di scelte di quest'ultimo e da parte del fonico o chi per esso.
Rispondi
Re: Ma...
di Michele Quaini [user #14336]
commento del 09/09/2014 ore 23:20:30
ho risposto sopra :)
Rispondi
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