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Zone morte sulla tastiera
Zone morte sulla tastiera
di [user #30624] - pubblicato il

Non sempre una buona chitarra produce note uniformi per volume e sustain lungo tutta la tastiera. A volte, è possibile riscontrare difetti anche con un setup perfetto. Ecco da cosa può dipendere la formazione di "dead spot" e note morte in una chitarra.
Non sempre una buona chitarra produce note uniformi per volume e sustain lungo tutta la tastiera. A volte, è possibile riscontrare difetti anche con un setup perfetto. Ecco da cosa può dipendere la formazione di "dead spot" e note morte in una chitarra.

Suonando la mia Taylor 114CE mi sono accorto che il sustain della quinta corda al VII-VIII tasto (quindi parliamo delle note mi-fa) è più breve rispetto al resto della tastiera.
Da cosa può dipendere? Anche il suono mi sembra un po' ovattato e non limpido come le altre note.
Qualcuno mi aiuti!

Zone morte sulla tastiera

Risponde Marco Omar Viola di MOV Guitars: il problema che hai descritto è insito in molti strumenti, soprattutto acustici. Si tratta di un movimento anomalo della tavola, ma più in generale dello strumento, per cui a una serie di frequenze si crea un annullamento della vibrazione che genera un ridotto sostegno della nota e un minore attacco. A volte si possono riscontrare invece note con troppa voce dove, al contrario del tuo caso, il movimento della tavola e dello strumento a determinate frequenze si esaspera fino a generare un innesco della nota.
Questo fenomeno è determinato dalla peculiare densità dei legni di cui è costituito lo strumento e dal progetto su cui è stato realizzato e non è quindi eliminabile con facilità. Per porvi rimedio sarebbe infatti necessaria una analisi dei movimenti dello strumento alle frequenze incriminate, verificando empiricamente se aggiungendo massa alla tavola si modifica la vibrazione e di conseguenza la resa sonora delle note mute, o se al contrario si ha una resa maggiore asportando materiale dalle catene.
Ovviamente non è possibile intervenire in maniera mirata a una ristretta campana di precise frequenze e ogni intervento può influire pesantemente sull'equilibrio sonoro della chitarra.
Per quanto banale, direi che non ci puoi fare nulla: è la sua natura!

Zone morte sulla tastiera
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In contrapposizione ai 'dead spot'.. ...
di pastrana [user #34418]
commento del 21/10/2014 ore 13:54:15
In contrapposizione ai 'dead spot'..

Si potrebbe parlare credo anche di 'lively spot': succede ad esempio nelle Les Paul in genere, che un power-chord di Sol maggiore suonato sulle corde di sol e re a vuoto duri all'infinito..
Rispondi
Ma quindi....
di DavGilm [user #31629]
commento del 21/10/2014 ore 14:04:22
Articolo molto interessante, sto vivendo anche io questa situazione.

Domanda: alla luce di questo "difetto" descritto sopra (ed altri eventuali), quali accorgimenti possiamo prendere all'atto dell'acquisto per essere certi di comprare uno strumento valido?
Andare con un accordatore ed un oscillatore? (questa è una battuta eh :) )
Rispondi
Re: Ma quindi....
di yasodanandana [user #699]
commento del 21/10/2014 ore 14:21:08
mi permetto di intervenire.. semplicemente quando si sta per comprare si suonano tutte le note dello strumento e ci si rende conto piuttosto facilmente se ci sono note morte o no, o meglio, se ce ne sono troppe, dato che, a mio parere, se gli strumenti sono di legno, questo difetto, comunque, un po' lo presentano sempre
Rispondi
Re: Ma quindi....
di DavGilm [user #31629]
commento del 21/10/2014 ore 14:41:57
Grazie!
E' quindi qualcosa che si può percepire a "orecchio nudo"?
Rispondi
Re: Ma quindi....
di Zado utente non più registrato
commento del 21/10/2014 ore 18:45:26
Yes,può essere di intensità variabile,a volte si può avere un dead spot relativo ad un particolare tasto e non essere in grado di percepirlo se non a mesi di distanza dall'acquisto,e altre volte si tratta di qualcosa di drammaticamente accentuato.

Personalmente,ma può essere un caso, l'ho notato più frequente nelle chitarre in set neck e mogano,ma molto più fastidioso nelle strato,che data la peculiarità di un attacco naturalmente molto squillante,si trovano a suonare letteralmente morte in certi tasti.
Rispondi
Re: Ma quindi....
di waterdog [user #12638]
commento del 21/10/2014 ore 21:52:38
Sì, l'ho notato anch'io, infatti anche per questo non amo il mogano per i manici soprattutto, nelle elettriche. Se sono set neck di solito è peggio: il mogano (o certi tipi di mogano, perchè non sono tutti uguali) è molto più tenero dell'acero e tende ad abbassare le frequenze di risonanza, pericolosamente vicino a quelle utili. Amo invece i manici in acero pezzo unico, senza tastiera riportata in palissandro: ho una strato fantastica con un manico bello spesso tutto in acero ed è una delle pochissime chitarre che abbia mai provato che non ha l'ombra di una nota morta.
Rispondi
Re: Ma quindi....
di gibsonmaniac [user #21617]
commento del 21/10/2014 ore 18:47:04
certo....può sembrare una cosa da bambini ma la cosa migliore è suonare tutte le note per tutta la lunghezza della tastiera e su tutte le corde cercando di applicare la medesima dinamica alla pennata ed ascoltare attentamente....è chiaro che non si potrà pretendere di avere lo stesso sustain tra un mi basso ed un mi cantino ma la regressione del sustain deve seguire un andamento costante.
Rispondi
Re: Ma quindi....
di pastrana [user #34418]
commento del 23/10/2014 ore 06:48:17
Forse non ho un orecchio così fino, oppure ho sempre avuto fortuna, ma io 'sti problemi di dead spot di cui si parla non credo di averli mai avuti sulle Les. Se proprio dovessi dire, direi il mi cantino, specie sui registri alti, diciamo a salire dal VII - VIII tasto, ma l'ho sempre considerata una cosa fisiologica, considerato il calibro e la porzione di corda vibrante.

Puoi farmi qualche esempio di dead spot riscontrati (se mai ne hai riscontrati) su qualcuna delle tue Les? così controllo..
Rispondi
Re: Ma quindi....
di gibsonmaniac [user #21617]
commento del 23/10/2014 ore 08:44:21
Su solid body con manico incollato non ne ho mai riscontrati, diciamo non in maniera eclatante: mi sono capitate chitarre che suonavano un po' meno intorno al 10° - 14° tasto...quando il problema si è presentato su semiacustiche, archtop e chitarre con il manico avvitato era più sensibile, più facile da individuare....spesso sulle chitarre a manico avvitato ho risolto mettendo uno spessore tra il tacco del manico e la tasca, non sempre l'ho risolto ma nella maggioranza dei casi l'effetto veniva mitigato.
Rispondi
Re: Ma quindi....
di pastrana [user #34418]
commento del 23/10/2014 ore 09:18:32
Ah ecco.. allora mi torna. Io sulle Les - da un po' di anni non metto mani che su Les, parentesi 339 a parte.. - di questi problemi non ne ho mai avuti.

Ora che ci penso nella 339 qualche zona un po' spenta c'è. Mentre sulla Tele CV.. bò. Dovrei controllare. Ora non ce l'ho sottomano perchè l'ho prestata a mio cugino (che non me la vuole più ridare ;-DD)
Rispondi
Re: Ma quindi....
di gibsonmaniac [user #21617]
commento del 23/10/2014 ore 13:32:56
"l'ho prestata a mio cugino (che non me la vuole più ridare"....martellatesuigomiti...così non può più suonare e quindi non gli serve più (:-DDD)
Rispondi
Re: Ma quindi....
di pastrana [user #34418]
commento del 23/10/2014 ore 13:48:38
Per ora le martellate pare le abbia prese solo io, mi son rotto il polso sinistro (precisamente il distale dell'ulna..) a febbraio ;-DD e sono quindi in fermo da guitar da sei mesi ;-DDD

Comunque sto riprendendo.. a fatica..

A mio cugi ancora per un po' la Tele gliela lascerò.. poverino.. se la merita..
Rispondi
Re: Ma quindi....
di gibsonmaniac [user #21617]
commento del 23/10/2014 ore 16:13:08
6 mesi fermo?? azz...mi dispiace un sacco, penso che guardare le prorpie chitarre e non poterle suonare sia triste, auguroni my friend.
Rispondi
Re: Ma quindi....
di pastrana [user #34418]
commento del 23/10/2014 ore 18:11:07
già.. stop di 6 mesi. E' servito un (piccolo) intervento per aggiustare. Ma ora tutto è tornato a posto. Chiaramente ho la mano un po' rigida, e non ho nemmeno più i calli, quindi è un po' dura, ma ce la si fa.. :)

(mi scuso con l'autore per l'ot)
Rispondi
Re: Ma quindi....
di yasodanandana [user #699]
commento del 21/10/2014 ore 20:25:22
si....
Rispondi
A volte capita anche perchè ...
di LuckyPierluigi [user #40183]
commento del 21/10/2014 ore 14:05:23
A volte capita anche perchè lo strumento necessita di una rettifica dei tasti incriminati! Facci dare un'occhiata da un buon liutaio, ti saprà sicuramente indirizzare.
Rispondi
In passato avevo già parlato ...
di waterdog [user #12638]
commento del 21/10/2014 ore 16:12:03
In passato avevo già parlato su queste pagine della mia esperienza in argomento: Nelle elettriche i dead spots sono causati soprattutto dal fatto che il sistema chitarra, e soprattutto il manico, vibri in sincrono con la nota in esame, che cioè il picco di risonanza dello strumento corrisponda a quella frequenza. Si può capire bene abbassando o alzando di un tono la corda: la frequenza si sposta e la nota morta si abbasserà o alzerà sulla tastiera, spostandosi su e giù.

Oppure appoggiate la paletta al muro e vedrete che la nota morta sparirà come per incanto.

In definitiva meno il sistema vibra e meno energia sottrae alle corde. Uno degli stratagemmi, noto anche ai bassisti, è quello di variare la massa della paletta, alleggerendola o appesantendola per esempio con meccaniche diverse (cosa che fa per esempio Prs sugli strumenti dei clienti che denunciano tale problema).

Sulle acustiche di solito è una commistione di fattori, in cui al manico si somma anche la tavola armonica, complicando la faccenda. Di solito si opera aggiungendo massa nei punti della tavola (sotto la tavola stessa) che si sentono vibrare di più al tatto eseguendo le note morte. Anche qui la vibrazione alla frequenza di picco della tavola in certi punti smorza la vibrazione della nota frenandola.

I chitarristi classici lo sanno bene, e i liutai cercano di ovviare apponendo pezzetti di legno pesante (io uso direttamente dischetti di ottone) da incollare sotto la tavola. Funziona benissimo e non guasta il suono.

Posso dire con certezza che il 99 se non il 100% delle chitarre e dei bassi hanno note morte.
Fate un breve test: suonate con l'elettrica alla massima distorsione possibile (divertente no?) ed eseguite una per una tutte le note sulla tastiera, vedrete che ce ne sono alcune, in particolare di solito sulla terza corda dall'11cesimo al 13cesimo tasto e sulla quinta intorno al quinto/sesto, che durano considerevolmente di meno, a volte fino ad essere inutilizzabili.

Questo vale per strumenti da 100 come da 10000 euro e oltre: la nota morta è il difetto più democratico della musica.

Quindi la prossima volta che volete acquistare una chitarra, invece di far sentire al povero negoziante tutto il vostro stupendo repertorio, eseguite semplicemente nota per nota per controllare se suonano tutte bene. Un buon esercizio anti-gas, ve lo posso assicurare.
E un controsenso per chi crede ancora che la chitarra debba "vibrare sulla pancia".

Tra i chitarristi i luoghi comuni sono sempre piuttosto duri a morire...
Rispondi
Re: In passato avevo già parlato ...
di Zado utente non più registrato
commento del 21/10/2014 ore 19:01:04
Una curiosità: aggiungendo una massa alla paletta si ha la risultante di eliminare il dead spot o semplicemente spostarlo?

Ad ogni modo la questione della vibrazione della chitarra sulla pancia è qualcosa che non morirà mai.
Rispondi
Re: In passato avevo già parlato ...
di waterdog [user #12638]
commento del 21/10/2014 ore 21:31:08
Ma sì, stavo scherzando, sono un tipo dissacrante.

Per la tua domanda: a volte lo sposti solamente, dipende dalla massa che aggiungi o togli (molto spesso è meglio togliere ma è ovviamente più difficile), dipende anche dal punto in cui si mette la nuova massa: vicino al capotasto, per esempio, è diverso che metterla in cima alla paletta. Comunque con un po' di prove di solito si riesce a spostarlo fuori dal range di frequenze utili, e dunque ad eliminarlo.

Un esempio su un basso: vai al link

cilindretti di tungsteno (metallo notoriamente molto pesante) nascosti in fresature sotto le meccaniche: geniale no?

Come vedi le inventano tutte, il problema è piuttosto diffuso; la forma, i materiali e la massa delle chitarre sono spesso inadeguarti così come sono, se tutto funziona bene è veramente un caso fortuito, assolutamente imprevedibile: troppe le variabili in gioco.
Rispondi
Re: In passato avevo già parlato ...
di gibsonmaniac [user #21617]
commento del 21/10/2014 ore 23:00:05
"In definitiva meno il sistema vibra e meno energia sottrae alle corde."....è questo taglia definitivamente le palle a quei buffi annunci che specificano che la loro chitarra in vendita "vibra che è una meraviglia".

Hai scritto un sacco di cose interessanti e di buon senso...il fat finger che molti applicano alla paletta ha esattamente questo scopo anche a beneficio di un incremento di sustain generale ma lo scopo principe è proprio quello di eliminare o mitigare gli effetti di una risonanza dello strumento.
Rispondi
Re: In passato avevo già parlato ...
di waterdog [user #12638]
commento del 22/10/2014 ore 08:02:1
Grazie!
è un argomento a me molto caro e ho sperimentato parecchio a riguardo, anche più di molti liutai che spesso non ne hanno il tempo.

Occhio che non sempre, come dico sopra, appesantire la paletta aumenta necessariamente il sustain in generale, è una somma di molte componenti legate tra loro che determina tono, attacco, sustain, ecc.

Gli annunci, è vero, fanno spesso ridere, ma fa molto meno ridere quando certe castronerie si sentono dire da addetti ai lavori, liutai, responsabili del marketing... Magari solo per andare dietro alla creduloneria e alle leggende metropolitane dei chitarristi sprovveduti...

In ogni caso, per tagliare corto, se è una nota morta, sparirà appoggiando la paletta al muro, oppure mettendo tutto lo strumento per terra se il problema è più vicino al corpo (della chitarra, non il vostro!). Fate questo prima di ogni altra cosa, tipo controllare tasti, setup e sellette, che nel 99% dei casi nulla hanno da spartire con le note morte.
Rispondi
Re: In passato avevo già parlato ...
di pastrana [user #34418]
commento del 23/10/2014 ore 06:59:06
"Questo vale per strumenti da 100 come da 10000 euro e oltre: la nota morta è il difetto più democratico della musica"

mi piace un sacco questa cosa ;-)))

Così il giorno che incontrerò uno che ha speso 10.000 euro per una chitarra (per ora non mi è successo) potrò sempre dirgli "eh si bella chitarra però pure la tua come la mia c'ha le note morte"..

:)
Rispondi
Re: In passato avevo già parlato ...
di waterdog [user #12638]
commento del 23/10/2014 ore 10:51:15
Io invece ne conosco ;)
Rispondi
Garanzia?
di francescodd [user #30624]
commento del 21/10/2014 ore 21:58:59
A questo punto spero sia un difetto coperto da garanzia...nel frattempo scriverò a Taylor, vedremo.
Rispondi
Re: Garanzia?
di waterdog [user #12638]
commento del 21/10/2014 ore 22:27:50
Difficilissimo che te lo riconoscano, si creerebbe un precedente molto pericoloso: produttori e liutai sono a conoscenza del problema, ma non possono certo ritirare ogni chitarra con note morte: non ci sarebbero più strumenti in commercio e fallirebbero per pagare i danni. Per quanto ne so solo Prs, tra i grandi produttori, riconosce parzialmente il problema quando è molto grave su alcuni esemplari e cambia le meccaniche con altre di peso differente per cercare di ovviare.
Facci poi sapere com'è andata, ma secondo me ti rideranno in faccia.

Gli strumenti fortunati sono rarissimi, come dicevo sopra: se ne avete uno tenetevelo stretto, altro che gas.
Rispondi
di greenguitar [user #5448]
commento del 29/10/2016 ore 04:12:04
Ciao waterdog, ho letto casualmente questo articolo sulle dead spot dove ho constatato la tua ottima preparazione sull'argomento. Sei per caso un liutaio? Se si fammi sapere dove sei. Purtroppo anch'io mi ritrovo con tale problema dopo aver acquistato una Gibson AJ limited edition 2015 da pochi giorni e non riconoscono il difetto in garanzia. Ha un suono da pianoforte eccezionale ma note morte sulla quarta corda di re ovvero sui primi tre tasti(re#, mi e fa ) e che si ripetono sulla quinta corda di la stesse note tasti centro manico ed infine sula sesta il mi basso undicesimo dodicesimo e tredicesimo tasto. Non so proprio che fare. Peraltro suono fingerstyle, immagina che guaio.
Rispondi
di waterdog [user #12638]
commento del 03/11/2016 ore 07:22:
Ciao, sì, sono liutaio, scrivimi pure, ti lascio anche la mia mail privata: manueleagricola@libero.it
Rispondi
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