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Cesareo: mille sfumature di chitarrismo perduto
Cesareo: mille sfumature di chitarrismo perduto
di [user #116] - pubblicato il

Cesareo ci mette in guardia sulle difficoltà che un chitarrista potrebbe trovare nell'affrontare una sessione di registrazione in studio. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, tante volte le insidie si celano dietro l’esecuzione delle parti più facili, insospettabili, quelle che si da per scontato di saper eseguire.
Cesareo ci mette in guardia sulle difficoltà che un chitarrista potrebbe trovare nell'affrontare una sessione di registrazione in studio. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, le insidie si celano dietro l’esecuzione delle parti più facili, insospettabili, quelle che si da per scontato di saper eseguire.

Succede così che un chitarrista affronti una sessione di registrazione esclusivamente concentrato sulle parti solistiche o su quelle più articolate e si trovi, invece, a incespicare su una banale ritmica reggae, su un portamento lineare in ottavi o su una strumming sul giro di Do. Questo capita perché è diffusa la credenza, totalmente errata, che chi studia e sa suonare cose molto difficili, automaticamente sia in grado di suonare qualunque altra cosa più semplice ed elementare. Eppure, persino le semplici ritmiche appena elencate hanno una loro dignità ed estetica di suono che va affrontata, studiata e provata. 

Cesareo: mille sfumature di chitarrismo perduto

Il rischio più grosso è quello di scoprire che certe cose che si credeva ci riuscissero perfette – tanto da non sentire l’esigenza di studiarle – leggendole e ascoltandole in studio sulla griglia del software che registra, si rivelino suonate, storte, insicure e senza la giusta concretezza sonora. Una bella perdita di tempo, soldini e credibilità! Una figuraccia persino peggiore di ammettere, candidamente, che una tal cosa non la si sa suonare, che ci servirà del tempo per prepararla o che è meglio che qualcuno la registri al posto nostro.
Alla base di questo squilibrio nel playing di alcuni chitarristi, per i quali una sessione di registrazione potrebbe rivelarsi un vero incubo, Cesareo punta il dito contro un approccio allo studio scorretto. Un approccio che ignora la lunga tradizione, storia e cultura della chitarra elettrica e si concentra unicamente sulle cose più attuali o magari, semplicemente solo su quelle che piacciono di più.

Cesareo: mille sfumature di chitarrismo perduto

In questo modo però, si finiscono per tralasciare le mille preziose sfumature che una cultura storico chitarristica più approfondita permetterebbe di avere. B.B King, Deep Purple, Rolling Stones, Aerosmith…ognuno di questi artisti presenta grappoli di chitarrismo unici, imprescindibili e che meritano uno studio e un approfondimento autonomo. Non affrontarli o, peggio ancora, ignorarli, significa investire nella costruzione di un chitarrismo sfavillante nella facciata ma debole e tentennante nelle fondamenta.

cesareo grazie per la domanda lezioni
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Commenti
Hendrix diceva che:"questo è un ...
di Claudio80 [user #27043] - commento del 08/04/2015 ore 13:37:09
Hendrix diceva che:"questo è un mondo di chitarristi solisti, ma la cosa essenziale da imparare è il tempo, il ritmo”...
Perciò, come giustamente, dice anche il buon Cesareo è importante, essenziale, imparare sulla chitarra le cose basilari, dopodiché si procede per gradi di difficoltà.
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Mi spingo oltre...ho passato anni ...
di Puma [user #5525] - commento del 08/04/2015 ore 14:15:32
Mi spingo oltre...ho passato anni a suonare rock, dal progressivo agli stili degli artisti essenziali che ha citato Cesareo..ma ultimamente mi sto dando alla canzone popolare d'osteria, e sono una frana! Imbarazzante! Quando da ragazzo vedi quel vecchio, gonfio di vino, che intona stornelli di sicuro non apprezzi il suo virtuosismo!
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Re: Mi spingo oltre...ho passato anni ...
di Rothko61 [user #32606] - commento del 08/04/2015 ore 15:14:16
Dopo un fiasco di Chianti (o un buon Barbera, tanto per citare il vecchio Gaber), verranno bene anche a te! :-)
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Re: Mi spingo oltre...ho passato anni ...
di Puma [user #5525] - commento del 08/04/2015 ore 20:01:56
Bastasse quello sarei gia la nuova stella nascente ;)
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E' un po' la scoperta ...
di phunkabbestia [user #42918] - commento del 08/04/2015 ore 15:17:39
E' un po' la scoperta dell'acqua calda, ma proprio per questo molto importante... se sei un musicista di buon livello ti sei certamente imbattuto nel problema di far suonare "bene" le cose semplici... perchè quando si tratta di fare bene, il facile non esiste proprio e anche una ritmica di quattro open chord dei creedence o un long train running mettono al tappeto più gente di quanto non facciano molti virtuosi.
Il mio "organismo", ad esempio, è totalmente chitarristicamente ignorante, da zero, non ho mai notato differenze nella difficoltà di apprendimento tra una posizione o un passaggio "facile" e uno difficile, per me sono tutti ugualmente difficili...
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Tempo fa ho letto un'intervista di G. Govan...
di Repsol [user #30201] - commento del 08/04/2015 ore 18:46:3
...il quale diceva che la cosa più imbarazzante è ricevere una chitarra acustica in mano e sentirsi dire "tu che sei un bravo musicista suonaci qualcosa"...e lui andava in tilt!!! Lui...
A me capita spesso sta cosa, ma non so proprio da dove cominciare...tutti si aspettano la Canzone del sole, Albachiara, La locomotiva....ma io non so neanche da che parte iniziare a suonarle.
Vi posso suonare qualcosa di Larry Carlton, Robben Ford....
Quindi saper fare le cose semplici innanzitutto ti evita di fare le mie figuracce!!!
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Quanta veritá
di McPex [user #26692] - commento del 08/04/2015 ore 21:58:0
É proprio cosí per molti
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queste sono le basi
di Baconevio [user #41610] - commento del 09/04/2015 ore 08:53:59
la bibbia, per me, è stata nevermind.
imparate a suonare lithium, imparate a suonare e cantare come as you are, e poi ne riparliamo.
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eppure...
di Mimmo66 [user #26026] - commento del 09/04/2015 ore 09:45:02
"Questo capita perché è diffusa la credenza, totalmente errata, che chi studia e sa suonare cose molto difficili, automaticamente sia in grado di suonare qualunque altra cosa più semplice ed elementare."
Eppure solo qualche giorno fa sotto l'articolo su Clapton, più di uno la pensava decisamente in modo differente...
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sentimento e non solo precisione
di summerandsun [user #22475] - commento del 09/04/2015 ore 11:33:41
Il fatto di trascurare parti apparentemente facili causa lo spiacevole effetto collaterale dell'assenza di sentimento. È una cosa inascoltabile! Sento un sacco di gente in giro fare assoli da panico e poi cadere miseramente su accompagnamenti ridotti a svogliati ed essenziali accordoni che affossano la canzone. Oppure cadere su intro di pezzi arpeggiati puliti suonati piatti che più piatti non si può e con l'evidente voglia di finire al più presto quella parte. Queste cose, parlando da spettatore, sono veramente brutte da sentire. Penso anche che facciano la differenza tra gruppi veramente buoni e gruppi di noiosi virtuosi.
Ho la sensazione che youtube sia tra le cause di questo fenomeno in espansione. Se guardi i video, che siano didattici o recensioni di strumenti, nella stragrande maggioranza mostrano parti soliste o strumming piattissimi
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In studio è tutto diverso, ...
di rollo5100 [user #28890] - commento del 09/04/2015 ore 14:37:51
In studio è tutto diverso, hai ragione.
Rispondi
CESAREO SEI UN MITO! Peccato ...
di Pearly Gates [user #12346] - commento del 10/04/2015 ore 09:35:39
CESAREO SEI UN MITO!
Peccato che le tue parole cadranno nel vuoto...putroppo.
Perché le brutte abitudini sono dure a morire.
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la regola...
di adsl36 utente non più registrato - commento del 10/04/2015 ore 12:04:13
...che sembra scontata ma non lo è, è che bisogna arrivare alle cose difficili passando da quelle più semplici. specie oggi, invece, si punta subito a fare cose funamboliche studiando direttamente quelle a discapito delle cose semplici ma fondamentali, si fa cioè il contrario. inoltre bisogna capire il proprio orientamento e capacità per seguire un programma di studio personalizzato. un altro errore che spesso si commette, è studiare con gli effetti, che siano distorsori, reverberi, delay ecc. quando si studia -e lo si fa a metronomo MOLTO MOLTO PIANO- il suono dev'essere crudo, esente da tutto e, possibilmente, ascoltato anche in cuffia (a livelli prudenti per l'udito). questo perchè in cuffia si acquista più precisione: i particolari, belli o brutti, si notano subito! solo quando si raggiungerà la padronanza di ciò che si sta studiando, si potranno mettere quegli effetti che serviranno per eseguire quanto si è appreso...per migliorare il tutto bisogna anche registrarsi, perchè quando ci riascoltiamo inevitabilmente scopriamo difetti e spigoli da smussare: provare per credere! dulcis in fundo c'è la costanza. diceva il gigante Paganini che se non suonava per un giorno se ne accorgeva solo lui, ma se non suonava per due giorni se ne accorgeva anche il pubblico!


____


"ho mangiato spaghetti alla chitarra e ora faccio pensieri distorti"...
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Pura verità
di WilsonS [user #42009] - commento del 11/04/2015 ore 10:17:33
...e parlo per esperienza personale. Ho visto dei ragazzini fare svisate ultra virtuose con legati velocissimi, plettrata alternata, tapping ecc. che poi non sapevano arrangiare un accompagnamento decente o regolare l'equalizzazione dell'ampli...
Se uno sa suonare un po' di tutto, bene, altrimenti meglio saper fare bene almeno le cose basilari: nessuno penserà che sei un genio, ma almeno si evitano le figuracce.
E bisogna sempre ricordare che l'assolo dura 30 secondi, l'accompagnamento dura tutto il resto della canzone, se non lo sai fare bene hai tutto il tempo di far scappare il pubblico!
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di Nessuno1990 [user #45970] - commento del 24/02/2017 ore 17:33:45
Mai parole più vere
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== è diffusa la credenza, ...
di yasodanandana [user #699] - commento del 13/04/2015 ore 00:21:16
== è diffusa la credenza, totalmente errata, che chi studia e sa suonare cose molto difficili, automaticamente sia in grado di suonare qualunque altra cosa più semplice ed elementare===

per tutti quelli che dicono che lo studio necessariamente fa migliorare
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