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Amplificare i software di amp modeling
Amplificare i software di amp modeling
di [user #43500] - pubblicato il

Software come Guitar Rig, AmpliTube e Bias possono dare grandi soddisfazioni in una registrazione casalinga o in studio, ma quando si vuole portare quei suoni dal vivo sorgono delle perplessità: un amplificatore per chitarra è adatto? Meglio transistor o valvolare? E con che carattere?
Software come Guitar Rig, AmpliTube e Bias possono dare grandi soddisfazioni in una registrazione casalinga o in studio, ma quando si vuole portare quei suoni dal vivo sorgono delle perplessità: un amplificatore per chitarra è adatto? Meglio transistor o valvolare? E con che carattere?

Sono giorni che mi arrovello il cervello ma non trovo una soluzione: come usare Guitar Rig dal vivo?
Attualmente utilizzo GR 5 in diretta quando registro. Se tutto questo funziona perché ascoltando il prodotto della registrazione sullo stereo domestico il suono è molto credibile (anzi, sfido chiunque a dire che è stato usato un emulatore), quando suono dal vivo l'impatto cala notevolmente.
Qualcuno potrà dire che dovrei entrare nell’impianto audio, ma a casa il mio PA è lo stereo e, francamente, passa un po' la voglia.
Quindi mi è partita la GAS per un amplificatore e, dopo aver deciso per l’Orange Tiny Terror combo (15W valvolari mi bastano e avanzano, anche per registrazioni microfonate domestiche), mi sono venuti i dubbi: usando Guitar Rig o qualsiasi altro emulatore, è meglio avere un ampli valvolare o a transistor?
La logica mi dice che il transistor, essendo più neutro, dovrebbe essere meglio. Di contro un valvolare potrebbe aumentarmi la qualità del suono, pur utilizzando un ampli in emulazione su GR.
Forse il giusto sta nel mezzo, ovvero un valvolare poco crunchoso? E quindi niente Orange... sob!
In sostanza, qualcuno ha già fatto sperimentazioni di questo tipo?

Amplificare i software di amp modeling

Risponde Pietro Paolo Falco: i software di amp modeling vanno considerati come dei pacchetti completi di tutto ciò che avresti in uno studio, dai pedali all'amplificatore fino al microfono e agli apparecchi outboard. Ti danno insomma un suono finito, e farlo entrare in un normale amplificatore per chitarra sarebbe come riprodurre un disco attraverso un Fender Deluxe: il suono ne verrebbe alterato pesantemente, in quanto né l'amplificatore né i coni sono studiati per un trattamento hi-fi, lineare e trasparente del segnale.
Esistono alcuni amplificatori appositamente progettati per integrarsi con sistemi virtuali, come il VHT AV i-16 mostrato in questo articolo al Musikmesse 2014 o il Line 6 AMPLIFi, testato su Accordo qui, ma ciò che fanno è esattamente imitare un impianto PA quanto più trasparente possibile, territorio ideale per qualunque programma, applicazione o multieffetto con simulazioni del genere.

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Link utili
VHT AV i-16 al Musikmesse 2014
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va bene una cassa da ...
di yasodanandana [user #699]
commento del 30/06/2015 ore 16:18:3
va bene una cassa da impianto di amplificazione (o due) ...
Rispondi
l'ideale secondo me
di maxventu [user #4785]
commento del 30/06/2015 ore 18:20:5
uno (o due) altoparlanti di tipo Full Range Flat Response (FRFR) possibilmente abbinati ad un finale a transistor o mosfet, potenti ed efficienti senza la freddezza della classe D e senza gli svantaggi (peso/ingombri, fragilità, tempi di riscaldamento, usura) delle valvole.
Rispondi
Re: l'ideale secondo me
di nawa utente non più registrato
commento del 30/06/2015 ore 19:38:58
la classe D oggi è la migliore tecnologia disponibile sul mercato e ne fanno uso tutti i leader. basta ricorda gli ICE
Rispondi
Re: l'ideale secondo me
di maxventu [user #4785]
commento del 30/06/2015 ore 21:56:47
La classe D o a commutazione, dove D non sta necessariamente per Digital, è indubbiamente la tecnologia oggi disponibile ai più bassi costi di produzione. Con ciò non intendo affermare che i moduli ICE Power brevettati, credo, da Bang & Olufsen ed adottati da molti altri suonino male. Così come trent'anni fa il marketing ci ha fatto credere che il compact disc suonasse meglio del vinile, così oggi molti sostengono che la classe D suoni meglio dei transistor; basta andare in un negozio di hi-fi e confrontare all'ascolto due amplificatori di pari rango, per rendersi conto che i transistor sono ancora superiori per dinamica e capacità di pilotaggio. E fin qui ho parlato solo di hi-fi e non ho chiamato in causa le valvole. È chiaro che parlando di amplificare una chitarra elettrica, a maggior ragione personalmente preferisco una soluzione che mi dia headroom senza la freddezza della classe D. È anche vero che la classe D è una tecnologia relativamente recente e quindi i margini di miglioramento nei prossimi anni saranno sicuramente superiori rispetto ai transistor nei quali la tecnologia ha espresso credo tutto.
Rispondi
Come scritto sopra...
di Repsol [user #30201]
commento del 30/06/2015 ore 18:30:05
...vanno bene le casse attive (c'è da sbizzarrirsi con marche e modelli) o il classico ampli da tastiera (Roland Kc su tutti). Importante comunque che siano sistemi neutri.
Sconsiglierei vivamente l'Orange Tiny Terror...
Rispondi
Un Falco in cattedra
di Claes [user #29011]
commento del 30/06/2015 ore 19:27:34
Ti ha già dato una risposta esauriente e come vedi siamo tutti d'accordo! Rimane però una domandina: vuoi passare di continuo da un set-up a l'altro quando suoni dal vivo? Bisogna che sia facile.
Rispondi
Lo sospettavo
di 9hours [user #43500]
commento del 30/06/2015 ore 20:51:34
Grazie innanzitutto per le risposte.
La mia idea di valvolare era legata soprattutto al fatto che il suono, preso da solo e isolato dal contesto di insieme sonoro, è sempre un po' freddo.
E, del resto, capisco che l'Orange sia un po' troppo. Diciamo che la base mi piacerebbe ma poi dovrei aggiungere tanti di quei processori di suono, a cui mi sono abituato, che la spesa diventerebbe impegnativa. Quindi voglio cercare di portare al meglio quello che uso.
Mi vado sicuramente a guardare tutti i riferimenti che mi avete dato.
In particolare devo capire un po' di più il consiglio di Maxventu che mi intriga.
Per passare da un setup all'altro invece non ci vedo problema: uso una pedaliera midi attaccata alla scheda audio.
Rispondi
Re: Lo sospettavo
di fenderpassion61 [user #13902]
commento del 30/06/2015 ore 21:44:23
Lascia stà le valvole con quella roba.
Col gruppo con cui suono abbiamo comprato due casse FBT evomaxx2 6A. Praticamente sono due casse da HI FI con 500 watt.
Metti l'emulatore li dentro e poi mi dici.
Ah, dimenticavo: sono 600 cocuzze l'una...però son bone, ma bone tanto.
Rispondi
Re: Lo sospettavo
di yasodanandana [user #699]
commento del 30/06/2015 ore 22:32:2
Maxventu (e quelli che lo hanno seguito nel discutere) ti stanno proponendo, in definitiva, un bell'impianto stereo.. Ho l'impressione che ti serva qualcosa di più pratico, che ti offra un approccio simile all'ampli da chitarra. Per cui la classica cassa amplificata da impianto "voci" per me è meglio ...

e lascerei perdere le valvole.. nel senso che se tratti la chitarra col software, poi, in linea di massima, ciò che ti serve è un impianto che riproduca fedelmente, non che ci metta qualcosa di suo ..

:-)
Rispondi
Re: Lo sospettavo
di maxventu [user #4785]
commento del 01/07/2015 ore 00:41:23
Noooo...non ho proposto un bell'impianto stereo. Ho proposto una soluzione con cassa o casse FRFR amplificate a stato solido
Ciao
Rispondi
tech21 power engine 60
di MojoKingBee [user #39456]
commento del 30/06/2015 ore 23:48:51
dovrebbe essere la soluzione
Rispondi
usare un software dal vivo ...
di ndrecchia [user #43094]
commento del 01/07/2015 ore 07:58:26
usare un software dal vivo assieme ad un amplificatore è una contraddizione in sè ed è una cosa inutile. o si sceglie il software facendolo andare direttamente nel mixer o la catena normale effetti più ampli. vie di mezzo non esistono, sia per questioni tecniche (un software produce un suono completo, addirittura "microfonato" virtualmente e pronto per impastarsi con gli altri strumenti, colorarlo con un ampli per chitarra significa distruggere tutto il lavoro di costruzione del suono fatto sul software) che per questioni pratiche (o si sceglie la comodità della combinazione chitarra-scheda audio- portatile o si opta per una configurazione classica).
Rispondi
guarda per esperienza posso dirti ...
di marcomo utente non più registrato
commento del 01/07/2015 ore 07:59:49
guarda per esperienza posso dirti che la scelta migliore a mio modom di vedere l'ho trovata utilizzando pod / guitar rig etc nel TECH 21 Power engine
vai al link

che è stato concepito proprio per questo.

qui trovi una demo dove si utilizza proprio guitar RIG.

vai al link

Guitar rig l'ho usato anche io dal vivo in diretta sull'impianto ma poi sono passato a un pod per me più comodo.

Ad ogni modo il power engine viene utilizzato anche da gente come Antonio Cordaro che ne usa due sul suo AXE FX.

Rispondi
full range
di fender64 [user #14522]
commento del 01/07/2015 ore 08:08:5
Anch'io tempo fa usai un set simile. Utilizzavo la pedaliera Pod XT-Live come pre e finale stereo valvolare in classe A della Peavey Classic 50-50 poi due casse 2x12 equipaggiate con coni full range. Risultato eccellente ma il suono, per me rimaneva finto e privo di dinamica. Può darsi che adesso la tecnologia abbia aumentato l'emulazione ma, per il momento rimango fedele ai pedalini sulla pedaliera e l'ampli testa e cassa valvolare. Più avanti vedrò se ritornare a quel set. Interessante anche la testata valvolare Peavey Vypyr 120H. E' dotata di uscita usb quindi la potresti utilizzare sia in home recording o studio, che in live. L'importante è comunque utilizzare diffusori full range.
Rispondi
Live Modeling e ampli
di Chicco_Gurus_Amps [user #41095]
commento del 01/07/2015 ore 10:25:57
Gli emulatori emulano, quindi se emulano un ampli da chitarra, stanno nei range di frequenze della chitarra.
E' sbagliato pensare che non siano adatti per essere utilizzati con la nostra strumentazione classica, vengono di solito collegati a pc, PA etc, ma solo perché sono le uniche cose a disposizione (o quasi..vai al link)
Detto questo, vediamo qual'è il problema..
Non è vero che il transistor è neutro e la valvola no, i componenti fanno ciò che devono fare all'interno del progetto in cui sono messi, in una plexy il finale colora molto e influisce sulla formazione del suono finale, in una SLO no.. anzi, oggi è una tendenza molto comune quella di "costruire" il suono sul pre e meno sul finale, tenendolo più' lineare..
Quindi, a rigor di logica, se un ampli ha un finale molto lineare, ci permette di ricevere nel suo ingresso (return) un emulatore e non colorarlo, lasciandoci quindi carpire le differenze sonore fra che so, un'emulazione di Vox e una rectifier..
Le differenze semmai stanno altrove.. impedenze, dinamica..

Quando con Guglielmo creammo iChannel per i nostri amplificatori, l'obiettivo era proprio quello:
Solitamente i software che girano su smartphones o tablets necessitano di una piccola interfaccia per il collegamento di chitarra e uscita audio, fanno da buffer ed adattano le impedenze e vengono alimentate dalla batteria del dispositivo, potendo quindi contare su una dinamica di massimo 2-3volt per "disegnare" il segnale della chitarra...
Noi abbiamo pensato di far entrare la chitarra direttamente nell'ampli, utilizzare parte dello stadio di preamplificazione per adattare le impedenze e pretrattare il segnale e collegare il dispositivo esterno all'amplificatore, senza limitazioni di dinamica, per poi accogliere il segnale trattato in un finale dedicato e ultralineare. (occhio, non si tratta di linearità dedicata come nel caso dei PA ad avere uno spettro di frequenze più' ampie che come dicevo sopra non servono a nulla, ma solo a non "colorare" ulteriormente l'emulazione del software.)
Per quanto riguarda i coni, ovviamente il discorso invece resta valido.. mandare un'emulazione di un V30 in un greenback crea un risultato pari alla somma delle due curve e quasi mai piacevole o credibile. Ma questo è un altro problema e a parer mio abbastanza trascurabile..nel senso che intanto abbiamo finalmente la possibilità di ottenere suoni credibili sia in registrazione, reamping oppure live o anche come semplice backup live, quindi direi che è un po' come quando si va a suonare in un locale con la propria testata e si usa la cassa di qualcun'altra.. se è comunque una buona cassa, la serata la si porta a casa con soddisfazione! e comunque l'utilizzo principe secondo me se non si vogliono acquistare casse full range, resta lo studio, la didattica, il reamping.. il collegamento della testata in studio con il computer dà risultati sorprendenti, e anche applicato a macchine digitali quali pod, kemper, fractal etc.. che ricevono finalmente un po' di calore e dinamica.
my two cents...
Rispondi
Re: Live Modeling e ampli
di yasodanandana [user #699]
commento del 01/07/2015 ore 11:58:54
uno può usare tutto con tutto, non c'è problema, meglio ancora se utilizza gli accorgimenti da te nominati ... però il classico ampli da chitarra complica la vita a chi connette un emulatore perchè introduce tagli di equalizzazione, saturazione, distorsioni ecc. ecc. ... tutti sovrapposti a ciò che già genera il software...

.. insomma.. è come microfonare un ampli da chiarra e infilare il microfono in un altro ampli da chitarra ...

personalmente ho avuto migliori esperienze, in questo senso, con gli emulatori digitali hardware, per esempio POD... con mille cautele, l'uso con l'ampli è possibile ed interessante
Rispondi
Re: Live Modeling e ampli
di Chicco_Gurus_Amps [user #41095]
commento del 01/07/2015 ore 12:17:04
ok, ma io ho parlato di utilizzare solo il finale, entrando nel return del loop e nel caso di un finale particolarmente lineare.
il finale non genera nessuna saturazione, distorsione ecc ecc..

Rispondi
Re: Live Modeling e ampli
di 9hours [user #43500]
commento del 02/07/2015 ore 08:38:29
Quindi Guitar Rig entra come loop di effetti quindi pre e finale restano dell'ampli. Interessante... Se per l'iPad ti basta il cavo (quindi niente iRig) per il pc devi sempre portarti la scheda audio, anche per collegare la pedalira midi. Dico giusto o mi sono capito sbagliato?
In generale non amo suonare attraverso iPad perché i suoni non mi piacciono. Trovo che l'iPad sia un'ottima soluzione solo quando lo infili nella custodia della chitarra e non porti nient'altro. Giusto per fare un esempio pratico: ti muovi in moto.
Guitar Rig lo trovo un paio di spanne sopra (anche perchè al suo interno ha processori che normalmente esulano da un setup chitarristico) e sarebbe stato grandioso trovare un ampli con scheda audio e porta midi integrate.
Questo però magari è solo un fatto di pigrizia, del resto sono solo uno scatolotto e un cavo in più. Dovrei potercela fare :)
Sicuramente quello di cui sento la mancanza, entrando direttamente nell'impianto audio, è la dinamica.
Non resta che iniziare con i test delle proposte.
Rispondi
Re: Live Modeling e ampli
di Chicco_Gurus_Amps [user #41095]
commento del 02/07/2015 ore 09:40:27
se ti riferisci all'uso di ipad con i nostri ampli equipaggiati di iChannel, posso dirti che noi facciamo un cavetto apposito per dispositivi Apple (perché hanno un wiring diverso e non esistono in commercio) e con quello anche collegato dritto al MacBook va da dio..
Se invece usi altro, una normale schedina audio tipo la scarlet 2i2 va benissimo..
(ovviamente con dispositivi non Apple, non c'è bisogno del cavetto che dicevo sopra, si usano normali cavetti jack-jack..)
Rispondi
Re: Live Modeling e ampli
di team72filo [user #20000]
commento del 02/07/2015 ore 10:42:00
Il finale del jcm 900 dr è adatto allo scopo o "colora" troppo?
Rispondi
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