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Più di quel che suoni, conta come suoni
Più di quel che suoni, conta come suoni
di [user #116] - pubblicato il

Grazie a un timing feroce e una meccanica di pennata perfetta, Giacomo Castellano regala vigore anche a uno dei box più ammuffiti e spossati della scala blues. L’ennesima dimostrazione che, più del cosa suoni, conta il come lo suoni. Una mitragliata di sedicesimi in Dm, spendibile nel blues come nello speed metal.
Prendiamo una pentatonica di Dm (D, F, G, A, C) e sviluppiamola sulle quattro corde più alte della chitarra. Aggiungiamoci anche due blue note: la b5 e la 9, rispettivamente Ab e E.

Più di quel che suoni, conta come suoni

Molti lick pentatonici, assimilabili a quello proposto in questa lezione, si articolano assecondando lo sviluppo di un pattern. Quando è così, una volta che si è capito il pattern, ci si trova l’esercizio sotto le dita, quasi naturalmente.
Non è però il caso del fraseggio proposto in questa lezione: la svisata proposta da Giacomo, insegue un vero disegno melodico e si articola libera da pattern precostituiti.
Per questo sarà importante iniziare il nostro studio memorizzando l’intero fraseggio: partiamo leggendo l’intero lick molto lentamente e ripetiamolo fino a non averlo imparato a memoria. Settiamo il metronomo a una velocità di 70, 80 BPM ed eseguiamolo in ottavi.
Una volta presa la necessaria dimestichezza, eseguimolo per intero iniziando a marcare i sedicesimi.

Più di quel che suoni, conta come suoni

Da subito,  concentriamoci sulla pennata. Castellano utilizza una perfetta commistione di legato, colpi plettrati e note strappate con il medio della destra.
Non è detto che per tutti la soluzione proposta da Giacomo sia la più funzionale e assimilabile al proprio stile. Infatti, dopo aver provato quella suggerita, è opportuno che ognuno sperimenti quella a lui più funzionale. Però, quello che è importante, è che ci sia la consapevolezza che la pennata deve essere organizzata e definita: è impensabile raggiungere una scansione ritmica così precisa e una tale fluidità e pulizia esecutiva con un approccio libero e istintivo al plettraggio.

Più di quel che suoni, conta come suoni

Sconsigliamo anche l’utilizzo della pennata alternata per tutta l’esecuzione del lick; finirebbe per rendere tutto troppo staccato e meccanico e toglierebbe fluidità, privando il fraseggio del suo incedere sexy.
L’esercizio è proposto a tra differenti velocità: originale, rallentato e infine lentissimo, senza base per permettere di concentrarsi su ogni dettaglio della pennata. In quest’ultima esecuzione, Giacomo ha inserito una piccola variazione ribattendo sul terzo movimento della seconda battuta il G. Ecco la trascrizione.

Più di quel che suoni, conta come suoni

Attenzione al vibrato conclusivo del fraseggio. La nota viene fatta oscillare in maniera orizzontale, a grande velocità, dentro e fuori dal tasto utilizzato. Un approccio originale, energico e nervoso, visto utilizzare per la prima volta da Greg Howe e ora diffuso fra tanti chitarristi rock fusion. 

giacomo castellano lezioni
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di SuperAdrian utente non più registrato
commento del 15/07/2015 ore 20:14:38
Grandissimo Giacomo, devo dire che la 9^, più ancora della 5^b, regala al fraseggio un sapore tutto particolare!
Rispondi
di adsl36 utente non più registrato
commento del 17/07/2015 ore 11:07:45
è senz'altro vero che conta come suoni ma ci aggiungo che è importante come suoni ciò che suoni, non se mi spiego. certi generi sono molto più semplici di altri e richiedono meno impegno. altri ancora sono tosti, tanto che ci vogliono anni di studio...ma al di là di tutto, per mia esperienza passata e diretta, a tanti musicisti, anche molto bravi e preparati, manca una cosa che metterei al primo posto fra tutte: la giusta dose di umiltà! te li vedi e senti, spesso, fare e dire cose col chiaro atteggiamento da prosopopea di chi si crede arrivato...in musica non si arriva MAI!
riguardo alla frase del video la trovo carina.

Rispondi
di mattfilips1 [user #43429]
commento del 18/07/2015 ore 00:50:46
Ragazzi però no la pennata please...la plettrata al massimo, a meno che non suoniate con una biro :)
Rispondi
di Gianni Rojatti [user #17404]
commento del 22/07/2015 ore 16:18:29
Ma no, dai: si dice pur "pennata alternata."

Rispondi
di ndrecchia [user #43094]
commento del 18/07/2015 ore 09:41:59
e invece conta quello che si suona. suonare in modo tecnico preciso e corretto dovrebbe essere la prerogativa di qualsiasi musicista intenda esibirsi dal vivo (a meno che qualcuno non ami fare brutte figure) e a quel punto a fare la differenza sono il gusto e la sensibilità musicale dell'esecutore. A parità di tecnica conta quello che si suona.
Rispondi
di WilsonS [user #42009]
commento del 18/07/2015 ore 18:58:10
Ecco ci siamo, già si scatenano le polemiche: conta di più quello che suoni, no conta come lo suoni ecc…
In realtà contano molto entrambi, come contano tanti altri fattori meno teorizzabili: conta il tuo vissuto, le tue esperienze di vita, le persone che frequenti, quelle che hai incontrato e perso per strada, il tuo rappporto con i genitori o quello con i figli, se sei single o accoppiato, se oltre a suonare studi, lavori, sei disoccupato o vivi di rendita. Conta se fai attività fisica o se per arrivare dalla macchina al portone di casa hai il fiatone, conta se fai sesso, quanto ne fai e con chi. Conta dove suoni e quando suoni, se abiti da solo o in compagnia, in campagna o in città. Conta come ti sei alzato dal letto la mattina, quanti gradi ci sono, il tasso di umidità; conta quello che mangi, conta quanto ne mangi, conta se prima di un’esibizione non bevi neanche una birretta perché devi essere lucido e avere il controllo, o se ti fai di tutto per liberare i demoni.
Quando saremo riusciti a trovare l’alchimia perfetta fra tutti questi (e altri) fattori, forse riusciremo a diventare dei chitarristi perfetti. Nel frattempo a ciascuno il suo, e buon divertimento!
Rispondi
di ndrecchia [user #43094]
commento del 22/07/2015 ore 13:00:02
La questione non si dovrebbe proprio porre. Una buona tecnica dovrebbe essere la prerogativa di qualsiasi musicista voglia fare dei concerti. A fare la differenza sono solo quello che si suona e la sensibilità del musicista.
Rispondi
di Gianni Rojatti [user #17404]
commento del 22/07/2015 ore 16:27:39
Ho letto e apprezzato tutti i commenti; dicono cose sensatissime. L'aspetto sul quale volevamo insistere è che una buona tecnica permette di dare vigore anche a contenuti tutto sommato semplici e scontati. Di sicuro nella musica la differenza la fanno i contenuti. Anche nel caso dei chitarristi più tecnici alla fine, restano quelli che oltre a suonare da funamboli hanno dei bei pezzi, dei bei fraseggi, delle belle idee. Quelli che sono semplicemente bravi, man mano che la tecnica evolve, diventano obsoleti e spariscono. Ma con questa lezione, il messaggio che volevamo uscisse era diverso: la richiesta che riceviamo più di frequente è quella di chitarristi annoiati dalle cose che suonano e che cercano consigli per nuove idee e nuovi fraseggi. A volte invece, si ignora che con un deciso lavoro di studio tecnico, analisi e approfondimento, le cose che abbiamo sotto le dita possono fiorire in maniera inaspettata. Più che cose nuove, a volte basta trovare maniere nuove, approcci diversi per suonare - e reinventare - cose vecchie. E' il caso di quello che ci mostra Giacomo, che prende un grappolo di pentatonica, la più ovvia e scontata, e con una costruzione tecnica minuziosa, snocciola un lick da spettinare Zack Wilde!
Rispondi
di ndrecchia [user #43094]
commento del 23/07/2015 ore 09:01:
La tecnica di base dovrebbe essere una precondizione per chiunque voglia approcciarsi alla musica.
"Certi allievi si preoccupano solo di eseguire le cose correttamente. Ma suonare è ben altro." Paul Gilbert
Rispondi
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