HOME | CHITARRA | DIDATTICA | ONSTAGE | RECnMIX | RITMI | PEOPLE | NEWS         EVENTI | STORE | ANNUNCI | AGENDA
Paul Gilbert: sostituzioni, esercizi & pause
Paul Gilbert: sostituzioni, esercizi & pause
di [user #116] - pubblicato il

Un semplice accordo di nona si trasforma in un sofisticato arpeggio semidiminuito, perfetto per fraseggi vorticosi ed eleganti sul blues. Paul Gilbert snocciola idee, pattern, esercizi e fraseggi da manuale. Materiale di studio per settimane intere. Una delle più apprezzate lezioni di sempre.
La scorsa settimana Dodo, un nostro lettore, aveva proposto un interessante lezione sull'arpeggio semidiminuito insistendo sulla vicinanza armonica di questo accordo con quello di settima dominante.
Ripassiamo una delle lezioni più seguite e lette della nostra Didattica, proprio su questo argomento. La parola a  Paul Gilbert.

Per Paul Gilbert, l’idea di utilizzare un arpeggio semidiminuito come strumento melodico improvvisativo sopra un accordo di dominante arriva da un’intuizione nata dall’analisi di un accordo di nona, da lui soprannominato "l’accordo di James Brown".
Un accordo di nona è formato da tonica, 3, 5, b7 e 9. Nel caso di un A9 avremo A, C#, E, G, B.
Se priviamo questo accordo della sua tonica A, le note restanti sono C#, E, G, B ovvero
un accordo di C#m7/b5, un semidiminuito.

Paul Gilbert: sostituzioni, esercizi & pause

Sintetizzando, si potrebbe riassumere questo passaggio con questa semplice regoletta:
Su un accordo di settima utilizziamo un arpeggio semi-diminuito costruito sulla sua terza maggiore.

Paul Gilbert: sostituzioni, esercizi & pause

Quindi F#m7/b5 sul D7 (D, F#, A, C); Bm7/b5 sul G7 (G, B, D, F) e via così.
Gilbert spiega come, suonando un blues, questa sostituzione armonica funzioni particolarmente bene nel passaggio dal primo al quarto grado.
Per esempio in un blues in A, quando dal primo grado A7 ci si sposta sul quarto, il D7 si può improvvisare con un arpeggio di F#m7/b5.

Paul Gilbert: sostituzioni, esercizi & pause

La chitarra permette di diteggiare un arpeggio semi-diminuito in moltissime diteggiature.
Gilbert ne suggerisce una semplice e comoda, a due note per corda, che concilia una continuità di diteggiatura e fraseggio con la scala pentatonica. Si tratta di un rivolto dell’arpeggio con la settima minore al basso. Suonato in questa maniera, sarà facile da memorizzare come costruito esattamente un tono sopra l’accordo di dominante che andrà a sostituire.

Paul Gilbert: sostituzioni, esercizi & pause

Ecco la diteggiatura di un C#m7/b5, il pattern di plettrata suggerito (alternanza di plettrata e legato) e la sua diteggiatura disposta un tono sopra il A7.

Paul Gilbert: sostituzioni, esercizi & pause

Gilbert spiega come l’arpeggio esteso sia la trasposizione dell’arpeggio appena visto, spalmato su due ottave più alte. Per questo, è importante visualizzare con una certa prontezza la disposizione della nota di partenza di ogni arpeggio sulle tre ottave.

Paul Gilbert: sostituzioni, esercizi & pause

Non manca un primo entusiasmante fraseggio in cui Paul ci incantava con la sua proverbiale fluidità e pulizia.

Paul Gilbert: sostituzioni, esercizi & pause

Gilbert suggerisce tutta una serie di esercizi funzionali a gestire i passaggi tra i salti di ottava. Li abbiamo trascritti perché rappresentano un ottimo canovaccio per impostare lo studio di qualunque nuova diteggiatura si affronti. La diteggiatura estesa è frammentata in parti più piccole, isolando le difficoltà esecutive a aiutando il chitarrista a rendere consolidate e meccaniche le dinamiche movimenti più complessi.

Paul Gilbert: sostituzioni, esercizi & pause

Le raccomandazione finali di Paul Gilbert erano due: coerenza ritmica nell’esecuzione delle frasi e attenzione a trovare delle chiusure efficaci.

Paul Gilbert: sostituzioni, esercizi & pause

Con un piccolo esempio, Gilbert dimostra che con la semplice esecuzione dell’arpeggio in sedicesimi, questo finisce in un momento moscio del beat (il quarto sedicesimo del terzo movimento). Con una minima variazione l’arpeggio si chiude sul battere del quarto movimento.

Paul Gilbert: sostituzioni, esercizi & pause

Paul spiega che il vero banco di prova per capire se si padroneggia una diteggiatura è la capacità di suonarla a tempo e di chiudere il fraseggio in maniera decisa e fiera. Non serve che la nota che chiude l’esecuzione sia necessariamente la più alta.
Il tutto era immediatamente messo in pratica con un altro fraseggio mozzafiato.

Paul Gilbert: sostituzioni, esercizi & pause

Ecco il video con l'intera lezione suonata e spiegata da Paul Gilbert.

lezioni paul gilbert
Link utili
Il sito di Paul Gilbert
La chitarra suonata da Paul in questa lezione
Altro da leggere
Pubblicità
Paul Gilbert: super fraseggi in quartine e sestine!...
Shredding The Blues - Paul Gilbert...
Michael Angelo: l'esercizio che Paul Gilbert mi ha fregato...
Come si esercita Paul Gilbert...
Pubblicità
Paul Gilbert: perchè il blues è meglio del metal...
Commenti
di darkfender [user #16554] - commento del 07/09/2015 ore 11:07:30
"Per Paul Gilbert, l’idea di utilizzare un arpeggio semidiminuito come strumento melodico improvvisativo sopra un accordo di dominante arriva da un’intuizione nata dall’analisi di un accordo di nona, da lui soprannominato "l’accordo di James Brown"."

Senza stare a scomodare James Brown o parlare di "illuminazioni".

La musica classica da secoli insegna che un accordo diminuito può essere sostituito con un accordo maggiore con tonica omessa 2 toni prima......

Ennesima scoperta dell'acqua calda da generi pure criticati.
Rispondi
di Gianni Rojatti [user #17404] - commento del 07/09/2015 ore 15:17:33
Non capisco il tono polemico del tuo commento.
Potrebbe essere un'ottima integrazione all'articolo e invece la fai passare come un rimprovero a chi non ha studiato o conosce l'armonia classica.
Gilbert è fondamentalmente un autodidatta e di sicuro non è arrivato alla gestione di questo materiale armonico dalla musica classica. Così come autodidatti sono molti nostri lettori per i quali queste pillole sono un prezioso incentivo a studiare cose nuove e migliorare.

Gilbert è comunque un didatta eccellente: scomodare James Brown è anche una maniera per rendere più immediato e sfizioso un argomento che - trattato in maniera accademica - potrebbe inibire tanti chitarristi meno esperti.
Rispondi
di darkfender [user #16554] - commento del 08/09/2015 ore 10:01:14
Se io ti dicessi che nel metal si fanno solo scale avanti e indietro sui soliti 4 accordi e poi dimostrassi di non conoscere appieno le possibilità che offre (si al metal tutte le regole classiche sono applicabili soprattutto nel neoclassico) forse sarebbe anche giusto criticarmi.

Se lo dice Gilbert invece?
Sicuramente non sarò mai come lui, ma questo non lo rende infallibile e non criticabile....

E comunque ho scritto in 2 righe da dove proviene la sua "intuizione".
Non è affatto complesso, anzi è più semplice e versatile perché non richiede accordi di nona e può essere usato in 2 direzioni.

P.S: armonia classica e moderna spesso non vanno d'accordo e probabilmente questo ha portato alla falsa credenza che la prima sia semplicistica....ma non lo è per niente semplicemente oggi come oggi grazie a questi miti, nessuno approfondisce.
Rispondi
di eugenio01 [user #39191] - commento del 08/09/2015 ore 19:47:5
E prima ci fu - ovviamente a 0 commenti perché son cose menose e tanto ci va il feel etc.etc.-

vai al link

A margine--> quando si parla di armonia classica si intende cosa..e parlando di armonia moderna si intende cos'altro...Io penso sia una distinzione totalmente prive di senso e non vedo come si possa fare distinzione.
Dal momento che i musicisti hanno sdoganato (ovviamente contro ogni prescrizione teorica...teorica..non armonica..e già ci sarebbe da pensare...) l'accordo di quinta diminuita si potrebbe parlare di armonia moderna ma un altro potrebbe dire che l'armonia moderna nasce prima quando i musicisti infilarono la prima settima che sino ad allora era dissonante etc.etc...quindi..perché parlare di armonia classica e armonia moderna :-)
Rispondi
di darkfender [user #16554] - commento del 09/09/2015 ore 10:37:20
Non mi è molto chiaro il tuo messaggio.

Nella classica parliamo per lo più di triade diminuita.
La triade diminuita ha determinate regole e viene estesa di solito secondo altre regole.
(di cui alcune vanno in netto contrasto con la musica moderna)

Nella musica moderna è più frequente parlare di quadriadi.

La settima si usa spesso anche nella classica (basti pensare che nelle cadenze spesso sono quasi indispensabili soprattutto quando si ha a che fare con scale minori armoniche o melodiche).

E qua siamo ancora ai tempi di Bach quindi agli albori della classica.


Il punto è proprio conoscere o almeno rispettare entrambi i mondi prima di criticarli.
Gilbert si è lamentato di quanto si sentiva legato dal metal neoclassico....

Per poi (per la terza volta) raccontare come innovazioni della musica moderna, regole ricavate dalla classica.

Senza suddette critiche, i miei post non avrebbero senso di esistere.
Perché non è che importa chi abbia detto cosa se l'obiettivo fosse didattico anziché sminuire certi stili a favori di altri (cosa che NESSUN musicista in generale dovrebbe fare perché sta criticando comunque gente più grande di lui.....soprattutto nel caso del neoclassico che in maniera più o meno efficace si rifà a persone come Bach, Vivaldi, Paganini e così via).
Rispondi
di eugenio01 [user #39191] - commento del 09/09/2015 ore 13:03:43
:-)
non lo hai mai più perdonato da quando ha tirato fuori la storia della limitazione metal....nemmeno io a dire il vero ma ormai mi sono rassegnato e tu ancora no..sembrava un po pelosa come conversione e adesso poi che se ne esce con l'accordo semidiminuito sembra proprio che lo voglia fare apposta....
La regoletta che sulla terza dell'accordo di dominante si costruisce etc.etc. è nozione di comune conoscenza, ed infatti era di pochi giorni prima l'articolo di un lettore che,scientemente ed in tutta modestia, trattava proprio di quella cosina lì senza presentarla come una intuizione o scoperta o derivazione dell'accordo di James Brown etc.etc....insomma una cosina che è li..basta guardare come sono stoccate le triadi per rendersene conto..anzi ..serve nemmeno conoscere la musica..basta scriverle su un foglio di carta..un po come dire che nell'accordo di VI minore7 è contenuta la triade della fondamentale. Fa piacere quando te lo senti dire da una persona che ha inziato da poco ad impilare le note della scala ma stride un pochino quando a presentarla con tale entusiasmo è un artista di quel livello professionale...davo per scontato che Gilbert ste cose le conoscesse all'età di 14\15 anni e in effetti continuo a pensarlo ancora adesso...

Quello che invece io non riconosco è la distinzione che fai tra armonia classica e moderna..per me l'armonia è una cosa atemporale dipendente solo dalle sue regole interne (un sistema chiuso). Non è che ci sia un armonia del sedicesimo secolo ed una del ventesimo...le cose "scoperte" o ritenute utilizzabili ai fini musicali nei tempi moderni (qualunque essi siano rispetto ad un qualunque passato..) esistevano già nell'armonia..solo che non erano utilizzate..ma stavano già lì..sottintese dal sistema temperato e conosciute dai musicisti (ma ritenute inutilizzabili.tanto per insistere..). Una volta che è stato stabilito di temperare l'ottava come è stato fatto tutte le regole e le combinazioni erano già presenti. Si può dire per assurdo che il sistema temperato è nato già morto ma c'è voluto qualche secolo per dimostrarlo.
Lo so che possono sembrare cavilli ma penso che tu sia più o meno pignolo come me e quindi va bene lo stesso :-)
Rispondi
di darkfender [user #16554] - commento del 10/09/2015 ore 10:24:01
hai ragione sulla mia posizione.
Non l'ho perdonato perché sono queste le cose che fanno male alla musica....e i suoi allievi-.
Lui è un didatta e il suo cambio di gusti spacciato non come tale, ma come evoluzione a musica "colta" è qualcosa che non vorresti sentire da un musicista che stimavi.

Per la distinzione che faccio...
Vero in molti casi armonia classica e moderna sono modi differenti di vedere le stesse cose...
Ma solo fino a un certo punto.
Le regole che troviamo nel contrappunto nei corali e in gran parte della musica da bach al 1700 vanno proprio in antitesi con pratiche comuni in Jazz, blues e varie contaminazioni.

Poi la negazione di suddette regole sono proprio l'essenza del jazz..

Sono due stili MOLTO complessi....
Purtroppo il primo al di fuori del conservatorio è come se non esistesse a livello didattico.
Pur essendo utilizzato in quasi ogni arrangiamento.
E diffamarne uno senza conoscerlo è sbagliato
Rispondi
di Guycho [user #2802] - commento del 10/09/2015 ore 19:17:22
"...ualcosa che non vorresti sentire da un musicista che stimavi"

Io credo che la prendi troppo sul serio. Se conosci Paul Gilbert sai anche che tipo è: come si dice a Roma, è un "cazzarone". E probabilmente certe regole davvero non le sa, ma questo non toglie nulla al suo operato artistico. No?
Rispondi
di giosycervo [user #46558] - commento del 03/06/2017 ore 14:39:1
quando si comincia a parlare forbito si comincia ad andare fuori dal seminato. Conosco tantissimi bravi musicisti che studiano in Conservatorio che queste cose le sanno bene. Nonostante ciò restano dei bravi musicisti ma creativamente parlando non cavano un ragno dal buco. La differenza, a mio avviso, non è tra chi sa che cosa sono gli accordi o chi non lo sa così bene. E nemmeno tra chi sa suonare e chi no. Per me è più importante la differenza tra chi crea e da emozioni e chi invece "sa tutto ma non sa fare nulla". Un esempio indiscutibile sono per esempio i Beatles che erano buoni musicisti ma non certo esperti di armonia. D'altra parte non ne avevano bisogno. Hanno fatto delle cose grandiose senza conoscere libri di armonia e altre amenità completamente inutili per i loro scopi. Dentro le loro cose però possiamo ritrovare tutto (ma proprio tutto) ciò che in passato era stato proposto pur avendo una cifra stilistica propria così originale. Sta di fatto che quello che hanno fatto i Beatles non si discute e se qualcuno lo fa è un imbecille. La musica non è una proprietà solo di chi ne conosce le recondite regole. Anzi spesso meglio non conoscerle troppo approfonditamente. Si rischia di non riuscire a comporre nulla. A questo proposito sarei curioso veramente di sapere che cosa crea chi oggi esce da 11 anni di composizione. In realtà su questo argomento sono piuttosto informato e la risposta è: NULLA...
Rispondi
Commenta
Loggati per commentare





I più letti della settimana
Peppino D'Agostino: respirazione e meditazione prima del concerto
City of Guitars, Locarno si riempie di musica
Licenza Creative Commons - Chi siamo - Privacy - Accordo.it Srl - P.IVA 04265970964