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Quell' irrestistibile fascino retrò dello shred estremo
Quell' irrestistibile fascino retrò dello shred estremo
di [user #116] - pubblicato il

Ci capita spesso di perderci ore su Youtube ad ascoltare nuovi chitarristi. Ci siamo imbattuti in Sam Bell e siamo saltati sulla sedia: sette e otto corde tramortite con ritmiche metal modernissime, unite a spudorate sequenze shred come non le sentivamo da prima del grunge! Ascoltarlo e volerlo tra i nostri docenti è stato un lampo.
Ciao Sam, con la prossima settimana debutterai sulla nostra Didattica con un tuo ciclo di lezioni. Rompiamo il ghiaccio: raccontaci la tua storia chitarristica.
Ho preso per la prima volta in mano la chitarra dopo aver visto, assieme ai miei genitori, un musical chiamato “The Buddy Holly Story”. Avevo solo cinque anni e mi ero davvero esaltato, benché fossi convinto che quello nel musical fosse Elvis! Da quel giorno mi sono innamorato del primo rock’n’roll, la vecchia scuola: Chuck Berry, BB King e Bo Diddley.
Crescendo sono rimasto costantemente immerso nella musica. I miei genitori non erano musicisti ma avevano montagne di dischi di Bob Dylan e Thin Lizzy. A nove anni ho scoperto Jimi Hendrix e Mark Knopfler, così ho comprato un sacco di libri con le trascrizioni dei loro pezzi; li guardavo ma sostanzialmente senza capirci troppo. In pratica, non facevo altro che suonare e jammare sopra i dischi. Poi, per gran parte della mia adolescenza, mi sono allontanato dalla chitarra e non ho suonato.
Fino a che, a 17 anni, al College ho avuto la possibilità di studiare musica e questo mi ha spronato a riprendere seriamente la chitarra. Mi sembrava davvero la cosa giusta da fare, alla luce del grande amore e passione che avevo sempre nutrito per la musica.

Quell' irrestistibile fascino retrò dello shred estremo

In contemporanea, il mio amico Adam, mi fece scoprire chitarristi come Paul Gilbert, Jason Becker, Ritchie Kotzen, Rusty Cooley e tanti altri. Figurati: colpito da quel modo di suonare, sono entrato subito in fissa con l'esercizio, imparando un sacco di tecnica guardando centinaia di chitarristi su Youtube. Ero fortunato perché la teoria imparata al College mi permetteva di capire quello che stavo facendo: non mi limitavo a scimmiottare le cose, le assimilavo e riuscivo a svilupparle, con consapevolezza, alla mia maniera.

Nel tuo chitarrismo ci sentono, infatti, un sacco di citazioni dello shred più estremo, quello di fine anni '80 e inizio anni '90: il primo Kotzen, Scott Mishoe, Joey Tafolla, Derk Taylor...

Adoro quelle cose retro! I musicisti che hai nominato in quegli anni realmente capovolsero le regole del chitarrismo. Io, però, sono totalmente immerso nella musica dei Racer X e di Paul Gilbert: mi ispirano profondamente. Mi suonano tipo i Lizzy sotto l’effetto dell’acido! Adoro l’attitudine di Paul verso la musica, il suo songwriting. Chitarristi come Scott Mishoe o Derek Taylor hanno alzato in maniera incredibile lo standard  di quello che puoi suonare con il tapping e il legato, spronandomi a esplorare tutte quelle possibilità. Tutto ciò che ascolto di moderno in questi giorni, mi sembra una figata. Ma allo stesso tempo, sono costantemente interessato a scoprire e studiare le influenze sulle quali si sono formati e ispirati i chitarristi moderni che amo.


Vado pazzo per il metal moderno, tech metal e il djent: questi generi rappresentano la nuova era della chitarra. Queste cose mi ispirano e,  alla stesso modo,  mi ispirano le cose vecchie che abbiamo appena nominato. Quindim vivo in maniera estremamente naturale il fatto di combinarle. Mi piace scrivere e comporre musica, mi piace ascoltare una montagna di stili musicali differenti e quello che scrivo è frutto di tutti questi mix; metto in musica quello che sono e che mi piace. Pensa a Guthrie Govan: lui è un chitarrista di stile classico, tradizionale ma, semplicemente interpretando alla sua maniera cose classiche e tradizionali, ne fa uscire cose epiche!
Io non voglio suonare esattamente come suona qualcun altro. Mi piace prendere le più svariate influenze e mi diverto a farne qualcosa di nuovo, smanettando ed esplorando cose vecchie.

Non è difficile immaginare, ascoltando la tua tecnica, che tu non faccia altro che suonare. Raccontaci la tua giornata tipo...
Mi alzo dal letto, faccio il pieno di caffè e mi siedo con la chitarra in braccio.
 Ho molto da fare insegnando per LickLibrary e per preparare il materiale didattico per il mio website.
Spesso, mi esercito provando le cose che devo preparare per i miei lavori: quindi, se ho un pezzo che dovrò suonare dal vivo o un assolo che devo registrare per qualche ospitata, suono e studio quelli.
Inoltre, investo parecchio tempo scrivendo musica, tirando fuori nuovi lick o jammando sopra qualche backing track; facendo queste cose cerco di trovare musicalmente me stesso. In sostanza, più che una vera e propria routine – che non ho mai avuto - suono e provo il repertorio dei progetti nei quali sono coinvolto. Detto questo, ho la mia metodica quando suono o studio qualcosa di nuovo: partire a velocità ridotte; frammentare lo studio di una parte in tante piccole esecuzioni e riadattare le cose che affronto alla mia maniera. 


Come ti sei avvicinato alle chitarre a sette e otto corde?


Derek Taylor e Rusty Cooley sono i  chitarristi che mi hanno fatto entrare nel mondo della sette corde. Con la sette corde mi sento perfettamente a mio agio, non c’è differenza per me rispetto all' imbracciare una chitarra regolare. Poi, mi piacciono tutte le opzioni che a livello compositivo una chitarra a sette corde offre.
La stessa cosa vale per la otto corde. Lì, sono stato influenzato dagli Animals As Leaders.
Vedere Tosin Abasi mi ha spronato a imbracciare una otto corde ed esplorarne - alla mia maniera - tutto il potenziale e range sonoro.
Oggi vedo una valanga di gente suonare la sette o la otto corde. Bisogna capire che non sono altro che strumenti per spingere oltre le proprie idee musicali: amo questa potenzialità. Poi è chiaro, resto sempre profondamente innamorato della sei corde.

Sei un endorser Ibanez. Cosa ti piace di queste chitarre?
Amo le Ibanez per un sacco di motivi. Sono una grande ditta che costruisce chitarre di qualità e molti dei miei guitar hero suonano Ibanez. Poi, si riesce con facilità a estrapolarne un sacco di suoni. In particolare mi piacciono le RG, ne ho un poche! La mia chitarra principale  è una otto corde, la RG2228: la uso sia con la band che per scrivere e comporre. Poi ho UV70p, molto carina: è la riedizione della Steve Vai Universe; mi piace il suono solista, assolutamente unico. Ibanez realizza chitarre ad alta precisione, facilmente reperibili sul mercato e accessibili: sono dei classici che restano al contempo super moderne. Chitarre semplici e bellissime.

Quell' irrestistibile fascino retrò dello shred estremo



Parlando di suono, sembra difficile gestire materiale così tosto: fare shred, ritmiche su otto corde e mantenere un suono definito. Dacci qualche dritta su pick up, quantità di gain ed Eq utilizzata...

Preferisco i pick up passivi con output medio: suonano più puliti e offrono sonorità più organiche. Non mi dispiacciono quelli a output alto, ma a volte rischiano di essere eccessivi. Tanto, sei hai bisogno di più sustain, puoi comunque ottenerlo spingendo di più sull’amplificatore, anche con un output medio.
Mi piacciono i pick up che enfatizzano il range di frequenze medie che favoriscono le sonorità lead e le ritmiche sulla otto corde.Questi pick up aiutano il suono ad uscire dal mix e soprattutto ti allontanano da quel suono fangoso e orribile!
Non mi piace esagerare con la distorsione. La distorsione è ok, ci mancherebbe! Ma più ne usi, più rischi di risultare poco definito e impastato.
Mi sento a mio agio anche con il suono dei single coil, mi piace proprio. Ma al momento nessuna delle mie chitarre favorite ne monta. Però, la maggior parte delle mie RG, ha un selettore a cinque posizioni che nelle posizioni intermedie, ti permette facilmente di ottenere quelle sonorità out of phase che spesso utilizzo per avere il twang da single coil.

Però, passare dal riff metal modernissimi a sequnze acrobatiche in tapping, sembra un inferno... come ci hai lavorato?


Non c’è una strategia ragionata dietro, un bilanciamento segreto. Tutto sta nell’avere un’idea in testa e cercare di tradurla in musica attraverso la chitarra, trovando una maniera di suonarla. Il più delle volte uso il tapping e lo string skipping, che sono le tecniche sulle quali mi sento più forte. Una delle mie più grandi influenze è una band chiamata SiKth. Sono inglesi e sono tra I primi gruppi tech metal band. Il loro chitarrista Pin in grado di creare soluzioni estremamente musicali proprio mescolando riff sulle corde basse e sequenze e fraseggi in tapping. 
Ovvio, è un approccio al riffing decisamente più complesso di  0-0-0-0-0-0- (strapazzare le corde a vuoto per tutto il tempo NdR). Approccio che, tra l’altro, mi annoia quando è esasperato. 




Cosa ci racconti dei Mask Of Judas, la tua band?
Siamo una vera e propria band. Io mi occupo io di scrivere le musiche e abbiamo fatto un sacco di tour e festival! Stiamo realizzando il nostro primo disco. 
Grazie ai Mask Of Judas inseguo la mia visione, creare qualcosa di unico in ambito metal! Sono molto eccitato per il sound che questo disco sta prendendo. La nostra cantante Jo ha scritto alcune melodie vocali pazzesche e tratta argomenti incredibili nei testi!
E’ fantastico quello che riesce a fare con la voce sulle mie composizioni strumentali. Ed è pazzesca quando fa growl. La gente che ci ascolta, spesso non riesce a credere sia una ragazza che canta in quella maniera; pensano ci siano due cantanti, con un ragazzo che fa growl...
Tante volte, durante i soundcheck, ho visto cantanti  andarsene con la coda tra le gambe dopo averla sentita cantare in growl! 

Di cosa parleranno le tue lezioni su Accordo?
Proporrò alcune delle mie idee e approcci moderni al chitarrismo. Mostrerà come piccoli strumenti tecnici e armonici, cose basilari, utilizzati in maniera meno convenzionale, aiutano a scrivere riff e trovare soluzioni originali. Cercherò di aiutare i chitarristi a capire quanto è importante la creatività! Per me è un grande onore essere tra queste pagine. Grazie!


interviste sam bell
Link utili
Il sito di Sam Bell
La principale chitarra di Sam
La pagina dei Mask Of Judas

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di Carrera [user #31493]
commento del 16/09/2015 ore 18:51:20
Davvero notevole! Fa effetto sentire le nuove generazione così agguerrite tecnicamente e che citano Gilbert, Kotzen & Co. come la "vecchia scuola".
Che voglia di provare una otto corde!
Grazie per queste nuove lezioni!
Rispondi
di Alex DG [user #35120]
commento del 18/09/2015 ore 13:30:26
Bravissimo veramente, mi ricorda i vecchi tempi!
Più che Paul Gilbert a me ricorda molto il sound e la tecnica di Brett Garsed e T.J. Helmerich.....oltre al primo Richie Kotzen!
Rispondi
di roccog [user #30468]
commento del 16/09/2015 ore 18:53:1
Che pulizia impressionante! Bravissimo. :-)
Sono molto curioso!
Rispondi
di Krippo [user #752]
commento del 16/09/2015 ore 20:28:10
Tecnica ed esecuzione impeccabili, ma nel video suggerito non mi ha procurato emozione alcuna.
Da approfondire....
Rispondi
di oTTovonkraun [user #33775]
commento del 16/09/2015 ore 23:53:50
Bravo, bravissimo, ipersuperbravo, tecnica da extraterrestre, ma una nota di Clapton vale di più di tutte le sue messe insieme...... Uno come tanti altri, impossibile da riconoscere.....
Rispondi
di Carrera [user #31493]
commento del 17/09/2015 ore 10:18:07
Tra avere una tecnica da extraterrestre o saper fare una nota che ne vale mille, ma poi sposarsi Lory Del Santo, voto per la tecnica da extraterrestre. :-)))))))))
Rispondi
di Gianni Rojatti [user #17404]
commento del 17/09/2015 ore 10:34:39
Ciao Otto,
rispetto e capisco perfettamente la tua predilezione per Clapton.
Ma che senso ha venirla a puntualizzare qui? Abbiamo un ragazzo giovane e pieno di talento, - che sta tra l'altro facendo cose didattiche apprezzate a livello Europeo - e offriamo ai nostri lettori un suo ciclo gratuito di sue lezioni che abbracciano temi tra i più moderni e studiati dai chitarristi dell'ultima generazione. La tua puntualizzazione è gratuita e persino un pizzico antipatica nei confronti nostri, del didatta e dei tanti lettori che queste cose le amano, studiano e suonano. Viceversa, se avessi voglia di scrivere un tuo diario o articolo sul perché, nonostante le mirabolanti evoluzioni della tecnica, Clapton continua a essere quello che ti fa venire i brividi, allora sì che - pubblicato come una discussione a parte - avrebbe la giusta collocazione e senso. Gianni
Rispondi
di silente [user #11800]
commento del 17/09/2015 ore 11:12:40
Senza offese, ma si potrebbe dire la stessa cosa sul tuo commento: "uno come tanti, impossibile da riconoscere". ;)
Rispondi
di tylerdurden385 [user #30720]
commento del 17/09/2015 ore 00:59:49
Io non sono un appassionato di shredders ma non capisco perchè però ogni volta si debbano tirar fuori paragoni impropri. Voglio dire, è chiaro che non si possano avere le stesse sensazioni di un vecchio blues marcio con questo genere di musica, ma d'altronde anche le intenzioni sono del tutto diverse. E poi anche il contesto influisce e non poco. Prendi anche un bluesman affermato e mettilo a suonare nella sua stanza e con la base del pc...Io dico che il risultato è ben diverso che sentirlo suonare in un locale o su un palco...Allo stesso modo sono convinto che queste "esibizioni di forza" contestualizzate in altri ambiti diventano molto coinvolgenti...Per il resto darei un rene per suonare come questo qui.
Rispondi
di dale [user #2255]
commento del 17/09/2015 ore 10:18:28
Tieniti il rene che è più utile.
Devi "solo" studiare seriamente queste tecniche tipo 8 ore al giorno per molti anni, poi suoni così anche te, più o meno.
A me non dispiacciono certe sonortità, molto detuned, anche questa tecnica, solo però in video, non comprerei mai un cd.
Chiaro che se al posto di questo bravissimo shredder ne mettete un altro a caso non sento alcuna differenza.

Ciao a tutti.
Rispondi
di Gianni Rojatti [user #17404]
commento del 17/09/2015 ore 10:27:22
Scusa Dale, ma forse non distinguerlo tra i tanti, è un problema tuo perché non sei abbastanza dentro o appassionato al genere. Io che suono e seguo questo genere di chitarrismo ti garantisco che Sam una voce originale e distinta, proprio per il mix di nuovo e moderno che è riuscito a fare.


Rispondi
di dale [user #2255]
commento del 17/09/2015 ore 10:41:3
Ciao caro, l'indistinguibilità (si dirà così?) è un fattore molto lontano dalla definizione di problema per me; giusto, io non sono dentro al genere e nemmeno mi interessa ovviamente.
Di tanto in tanto ascolto qualcosa su internet e mi sembrano tutti "intercambiabili", poi chiaramente ognuno avrà dei caratteri distintivi, non lo metto in dubbio.
Rispondi
di 5maggio2001 [user #36501]
commento del 22/09/2015 ore 10:36:47
Io non credo ce ne siano tanti che suonano così..... secondo me sono un po' invidiosi perchè non possono mettere il video su youtube ...
p.s. io sono un super fan di Clapton
Rispondi
di SuperAdrian utente non più registrato
commento del 17/09/2015 ore 07:18:16
Non lo conoscevo.
Per curiosità sono andato ad ascoltarmi la sua band...e sono veramente forti.
Ovvio che il genere non è per tutti, ma per me che apprezzo il metal ci sanno fare eccome.
Rispondi
di Zado utente non più registrato
commento del 17/09/2015 ore 10:03:11
In b4 commenti random sulla mancanza di sentimento,sul suonare a macchinetta,sul preferire due note strappalacrime a mille note al secondo e altri capisaldi del pensiero chitarristico da filosofi dello strumento.
Rispondi
di qualunquemente1967 [user #39296]
commento del 17/09/2015 ore 11:09:15
La musica è un altra cosa . Ciao
Rispondi
di Zado utente non più registrato
commento del 17/09/2015 ore 13:16:28
Se lo dice lei, illustrissimo....
Rispondi
di oTTovonkraun [user #33775]
commento del 17/09/2015 ore 12:33:06
Premesso che la citazione di Clapton era solo a titolo di esempio per cui io non stravedo ne per Clapton ne per nessun altro, che piaccia o meno, ho solo espresso il mio modestissimo punto di vista. Non ho chiesto ragione, non ho chiesto torto. Ho solo scritto.Tutto qua. Se solo avessi immaginato di sollevare tutto questo polverone e addirittura di rendermi antipatico, mi sarei astenuto.
Cordialità a tutti.
Rispondi
di Denis Buratto [user #16167]
commento del 17/09/2015 ore 15:16:08
avessi detto semplicemente "non mi piace" senza svilirne il valore tanto da paragonare tutta la sua musica a una singola nota di Clapton ti assicuro non si sarebbe sollevato nessun polverone. ;-)
Rispondi
di Guycho [user #2802]
commento del 17/09/2015 ore 19:16:59
Senza offesa Otto: sono svariati anni che frequento forum di chitarra, e la tua uscita su Clapton (a volte Gilmour) l'avrò letta almeno mille volte.
Dico sul serio.
Rispondi
di MAT77 [user #27583]
commento del 17/09/2015 ore 12:55:49
Non c'è che dire, è proprio bravo!!! E si vede che ha studiato parecchio. Quelle dita sembrano le zampette di un ragno sulla sua ragnatela. In senso positivo ovviamente.
Mi ricorda un mio vecchio insegnante di chitarra che mi disse che le dita devono muoversi leggere sulla tastiera a pigiarne i tasti. Più di così.... :D
Poi a me il genere non piace (in generale il metal) ma questo non c'entra nulla con l'articolo in sè e concordo pienamente con Tyler!
Sam è proprio bravo! complimenti.
Ps.: Lory del Santo all'epoca probabilmente faceva i numeri cinesi....ma non sulla tastiera :D
Ciao
Rispondi
di oTTovonkraun [user #33775]
commento del 17/09/2015 ore 15:19:38
Ripeto: è Solo la mia opinione.
Sarò anche padrone di averne una ehh
Rispondi
di Denis Buratto [user #16167]
commento del 17/09/2015 ore 17:20:1
e chi ha detto il contrario?
Rispondi
di F1_PICK [user #18859]
commento del 17/09/2015 ore 15:34:42
Ottimo chitarrista!!
Qualcuno sa per caso che plettri usa?
Dai video sembrano plettri molto spessi, mi sbaglio?
Rispondi
di Zado utente non più registrato
commento del 17/09/2015 ore 23:00:45
Non mi sembra particolarmente grosso dal video,ma anche in caso contrario la cosa non deve sorprenderti, nel genere Djent l'utiizzo di plettri anche estremamente spessi è diventato un trend,tanto che alcuni ci stanno costruendo un vero e proprio businness (Hufschmid,per esempio,è uno di questi).
Io sono sempre stato un fedele dei plettri tortex jazz/planet waves black ice, ma di recente ho cominciato ad utilizzare dei plettri piuttosto spessi -enormi rispetto ai miei standard- realizzati da un amico,e benchè la differenza di impugnatura e di suono sia all'inizio drammatica (l'attacco è quasi fastidioso), quando ci si abitua è un mondo nuovo e per nulla spiacevole.
Rispondi
di Repsol [user #30201]
commento del 17/09/2015 ore 19:19:28
Questa musica è una forma d'arte...puó piacere o non piacere (a me non piace) ma è sempre un'espressione d'arte e come tale va rispettata.
Come il cubismo, la classica, il dadaismo, il surealismo etc....
Rispondi
di wrugg25 [user #31282]
commento del 17/09/2015 ore 22:00:31
È molto lontano dal mio stile.
Detto questo, mi piace. Mi piace perchè è "fresco", a suo modo. Mi piace perchè i suoi brani, anche se molto legati ad un tipo di chitarrismo che non sopporto, hanno un suono personale e diverso. Mi piace perchè non parla come un "guitar hero", bensì come un allegro ragazzo che sa fare tante belle cose con la chitarra.

Io continuerò ad ascoltare altra musica, ma senz'altro dopo questa intervista mi ricorderò di Sam Bell, perchè mi ha messo allegria :)
Rispondi
di Salvog [user #26748]
commento del 18/09/2015 ore 08:17:23
No no,,,, niente paragoni, non si fanno, al limite si potrebbero apprezzare e commentare le diverse sfumature esecutive tra un Bell ed un Batio suppongo, per esempio, perché ogni cosa deve avere la sua giusta collocazione. Per quanto riguarda questo modo di interpretare la musica, un po' invidio chi riesce pienamente, non son proprio capace di shreddare e nemmeno di stare li 8 ore al giorno a provare a velocizzare passaggi del genere, ahahah diventerei matto. Pero merita il massimo rispetto!
Rispondi
di Claudio80 [user #27043]
commento del 19/09/2015 ore 00:30:17
Non capisco perchè spesso su Accordo si debba fare polemica inutile e gratuita....
Nemmeno a me piace questo tipo di genere, e di chitarristo; ho altri riferimenti musicali e chitarristici, però cazzo suona davvero bene e ripeto, a me non piace,
A volte sembra che si polemizzi per il gusto di farlo..
Pace, Libertà e più Rispetto per tutto e tutti...
Rispondi
di fraz666 [user #43257]
commento del 24/09/2015 ore 16:49:41
Se uno non sente la differenza tra un Sam Bell o un Tosin Abasi (due 'shredder moderni' a caso) non è che non è dentro a genere, è proprio sordo. Fa sorgere il dubbio che citi i grandi classici ma non capisca realmente la differenza neanche tra di loro.

Però noto con piacere un grande passo avanti: in una discussione italiana su uno che usa le 8 corde non è ancora arrivato il solito a dire "da me una chitarra a 8 corde si chiama mandolino". Complimenti agli utenti di Accordo.

Ps.: Lory del Santo dovrebbe mettere d'accordo tutti, almeno i vecchietti che se la sono vista in tv da giovane....
Rispondi
di Zado utente non più registrato
commento del 25/09/2015 ore 13:45:4
^ Applausi
Rispondi
di rickyfigoli [user #36535]
commento del 25/09/2015 ore 13:04:37
Non mi fa impazzire il suono ma quando accellera con le figure di tapping e string skipping spettina... Peraltro sto venendo a capo della prima lezione, il problema ora è portare avanti il metronomo...
Rispondi
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