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Test storicamente corretti: chitarre e ampli Gibson vintage alla prova
Test storicamente corretti: chitarre e ampli Gibson vintage alla prova
di [user #4093] - pubblicato il

Per conoscere al meglio la voce di un raro amplificatore Gibson bisogna contestualizzarlo. Noi ne abbiamo provati due, un GA 90 del 1955 e GA 19-RVT del 1965, insieme a tre delle chitarre per le quali sono stati pensati all'epoca: una Les Paul, una ES175 e una Epiphone Zephir.
Meno noti dei prodotti della diretta concorrenza, gli amplificatori Gibson degli anni '50 e '60 vantano una schiera di affezionati sia tra i professionisti sia tra i semplici amatori. Ne abbiamo ripercorso la storia in questo articolo, mentre in questa sede si approfondirà la faccenda in una maniera molto più pratica.

Il web si divide in due davanti al mondo degli amplificatori Gibson d'epoca. C'è chi li ama, chi li odia, addirittura indicando caratteristiche timbriche diverse per lo stesso modello, creando una gran confusione. Io non ho voluto fermarmi a queste conclusioni dal sapore del "sentito dire". Quindi, grazie al supporto di Alberto Doria, mio grande amico nonché profondo conoscitore del mondo Gibson (sia delle chitarre sia degli amplificatori), ho voluto mettere le mani su un paio di questi per dare il mio parere e farvi sentire il suono dritto e diretto. Alberto, che ringrazio per l’opportunità di avermi fatto usare le sue chitarre e i suoi amplificatori per questo articolo, mi ha anche aiutato nella stesura del pezzo, dandomi cenni storici e caratteristiche degli ampli di casa Gibson.

Test storicamente corretti: chitarre e ampli Gibson vintage alla prova

Alberto Doria mi ha portato due amplificatori molto vissuti.
Il primo è un GA 90 del 1955, con sei (sì, avete letto bene) speaker da otto pollici, quattro ingressi (due Instrument, un ingresso Mic e un ingresso Accordion per collegare una fisarmonica) e uno switch per aumentarne il guadagno finale, otto valvole (due 5879 e una 12AU7 per il preamplificatore, due 6SN7 per lo splitter di fase, due 6L6 finali e una rettificatrice 5V4) per un totale di 25 watt di potenza.
L'altro è un GA 19-RVT del ’65, un 15 watt con un solo speaker da 12 pollici, con riverbero e tremolo (come indica la sigla RVT), due ingressi, un solo canale, sette valvole in totale (tre 6EU7, una 6C4, due 6V6 e una 5Y3). A questo modello il suo possessore ha fatto una piccola modifica sul circuito del tono per renderlo più vicino alla versione tweed.

Test storicamente corretti: chitarre e ampli Gibson vintage alla prova

Per la prova ho voluto attenermi a una specie di principio legato al periodo, ossia ragionare come se gli ampli Gibson fossero stati costruiti per essere suonati con chitarre Gibson (d’altronde Leo Fender costruiva e testava i suoi ampli usando solo i suoi strumenti, col chiaro intento di invadere il mercato con elementi marchiati a suo nome in tutto e per tutto, ampli, chitarre, plettri, tracolle, cavi, ecc.). Ho quindi usato una ES-175 dei primi anni ‘90, gentilmente prestatami da Marcello Palmeri, una Les Paul Standard (con pickup Antiquity, ABR1, tailpiece in alluminio, potenziometri da 500k con condensatori carta-olio e wiring stile ’59) e una Epiphone Zephir con tre P90. Per riprendere il suono finale ho preferito mettere un microfono a condensatore all’altezza dell’orecchio di un ipotetico ascoltatore anziché il classico SM57 su di un cono (immaginate la difficoltà di rendere in video il suono del GA 90, che ha sei coni da otto pollici). Sul modello provvisto di riverbero ho volutamente abbondato con l'effetto per farvi sentire la pienezza e la profondità di questa dotazione di casa.


Stilisticamente, un po’ per i miei limiti, un po’ per rimanere fedele agli anni di produzione di questi ampli, ho cercato di suonare lick e frasi volutamente datate (sono un fermo sostenitore del fatto che uno strumento vintage, per essere apprezzato nella sua interezza, deve essere calato nel contesto musicale e storico in cui è stato concepito). Ammetto che mi sono trattenuto parecchio a non collegare una delle mie Telecaster o una Stratocaster dentro questi ampli, non volevo tradire il principio base di questo test (ma non è detto che in futuro non lo farò, avendo già ampiamente pagato il tributo alla tradizione con questa prova comparata).
Devi ringraziare qualcuno della mia famiglia prima di passare alle impressioni sul suono, ossia mia sorella Barbara per le riprese e mia zia Carmela per avermi fatto invadere il suo salotto (volevo un’atmosfera che richiamasse i lounge eleganti degli anni ’50).


Il suono! Sì, perché dopo tutte queste parole quello che conta veramente alla fine è il suono!
Come mi era successo per la prova delle due Telecaster degli anni ’50 e ’60, anche stavolta devo confermare che l’ampli del ’65 richiama i suoni di quegli anni (complice la presenza di un riverbero di gran classe) e quello del decennio precedente rispetta il carattere più "agricolo" della musica e delle intenzioni del passato.


Si sente che il GA 19 è il risultato di un progetto molto più indirizzato al chitarrista, con un suono più chiaro e brillante, una presenza più spiccata, una naturale predisposizione ai suoni puliti e cristallini.
Invece il GA 90, sicuramente concepito come ampli multiuso (Bill Black lo usava per il basso e, tra i suoi ingressi, figura quello per la fisarmonica), è più diretto e minimale, ma con un suono che buca veramente l’orecchio di chi ascolta: ha tutta la grinta e la sfrontatezza della musica di quegli anni, e i sei coni piccolissimi fanno un lavoro eccellente, donando spazialità e completezza sonora, insomma non ci sono buchi nello spettro dell’equalizzazione finale. Entrambi rendono giustizia alle chitarre usate, mettendo in evidenza pregi e difetti di ognuna, e la cugina orientale (ossia la Epiphone) sembra uscire (a mio parere) come la vincitrice delle tre (in barba al costo, ma si sa che i P90 spesso e volentieri hanno questo effetto), sicuramente anche l’accordatura mezzo tono sotto e lo spessore delle corde molto generoso hanno aiutato la risonanza dello strumento di natura cheap.


Come è ovvio la versatilità non è il loro punto forte (con alcuni pedalini mi è sembrato che il suono venisse quasi mangiato via, sia in livello sia in pienezza. Di contro, alzando il volume, il crunch naturale che ne usciva era splendido, rendendo quindi inutile l’aggiunta di un overdrive per i suoni più spinti). Ma chi se lo aspettava che da degli ampli quasi sconosciuti venisse fuori tanto american sound?
Per certi versi si può dire che reggono il confronto coi Fender: il modello del ’65 sembra un silverface e quello del ’55 un tweed. Peraltro hanno una loro natura molto personale (per esempio, rispetto ai Fender, hanno dei medi leggermente più presenti ma non fastidiosi) che sicuramente ben si accoppia alle chitarre uscite dallo stesso (credo) stabilimento.


In studio difficilmente saprei fare a meno del GA 90 se dovessi registrare un pezzo rockabilly o uno swing vecchia maniera, e del GA 19 se dovessi registrare un country indiavolato (quest’ultimo inoltre resta pulito pure con un volume notevole, pregio non da poco e caratteristica ricercatissima negli anni ’60).
Forse dal vivo non saranno potentissimi o versatili da usare, ma da tenere a casa o per dei gig adeguati al loro wattaggio sono perfetti.


Altro aspetto da non sottovalutare: questi ampli non sono ancora stati presi d’assalto dalla mania del "compro tutto" del vintage, e quindi si trovano a prezzi ragionevoli sul mercato dell’usato. Certamente il ripristino delle parti originali non è assolutamente semplice, visto la discontinuità nella produzione e le infinite varianti da modello a modello ma, come i restauratori di auto insegnano, il piacere non sta nel progetto finito bensì nella sua realizzazione. Insomma io ve l’ho detto, poi la ricerca sta a voi!
19rtv 90 amplificatori ga gibson
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di spike_860 [user #13268]
commento del 24/09/2015 ore 09:50:39
Yeah!!
Onorato di aver sentito la mia strumentazione in mani degne e di aver fatto parte di questo interessantissimo articolo!
Rispondi
di Don Diego [user #4093]
commento del 24/09/2015 ore 18:41:04
grazie dell'opportunità datami!
Rispondi
di tylerdurden385 [user #30720]
commento del 24/09/2015 ore 09:58:56
Thanx Don Diego! Ti seguo da un po' e mi garba troppo il tuo modo di suonare! Giusto per curiosità, ma che pu monta quella Les Paul? Al di là di questa curiosità io preferisco decisamente il GA 90.
Rispondi
di spike_860 [user #13268]
commento del 24/09/2015 ore 10:38:32
Seymour Duncan Antiquity
Rispondi
di tylerdurden385 [user #30720]
commento del 24/09/2015 ore 10:46:29
Molto chiari, quasi telecasterosi, soprattutto quello al manico. Complimenti, mi piace molto la tua Les Paul!
Rispondi
di spike_860 [user #13268]
commento del 24/09/2015 ore 11:01:3
Grazie
Rispondi
di Claes [user #29011]
commento del 24/09/2015 ore 10:33:41
Hai certamente centrato il "contesto storico" e la musica adatta - country + qualche tocco jazzato! È un rendiconto davvero esauriente e sei bravissimo alla chitarra. Fossi stato afflitto da GAS a quei tempi avrei l'imbarazzo della scelta. L'unico abbinamento che personalmente non mi convince, stranamente, è col LP! GRAZIE per il tuo articolo :)
Rispondi
di Don Diego [user #4093]
commento del 24/09/2015 ore 18:41:42
grazie!!!
Rispondi
di eddvedd1978 [user #14754]
commento del 24/09/2015 ore 10:36:11
"d’altronde Leo Fender costruiva e testava i suoi ampli usando solo i suoi strumenti, col chiaro intento di invadere il mercato con elementi marchiati a suo nome in tutto e per tutto, ampli, chitarre, plettri, tracolle, cavi, ecc."

Vado leggermente off-topic perchè questa frase mi ha fatto sorridere, ripensando ad una risposta che era stata data su una nota rivista (credo fosse AXE, ma non ne sono sicuro) ad un ragazzo che, dovendo acquistare un ampli ed avendo sentito da un negoziante che "Gli ampli Fender vogliono le chitarre Fender", alla richiesta se questo fosse vero, quelli della rivista gli avevano risposto con un certo sarcasmo che si trattava di una bufala colossale equivalente a dire che "le chitarre Gibson vogliono gli ampli Gibson". Quella risposta mi era rimasta impressa perchè, di fatto, avevo sempre pensato che la gamma di ampli Fender di più alto livello fosse stata concepita proprio per chitarre fender(ose).
Rispondi
di Don Diego [user #4093]
commento del 24/09/2015 ore 18:42:06
......beh sono delle considerazioni mie....spero di aver fatto centro! ;)
Rispondi
di MAT77 [user #27583]
commento del 24/09/2015 ore 12:21:29
Grande. Veramente bravo e bell'articolo. Mi è piaciuto il suono di tutte e 3 le chitarre.
Nei generi che piacerebbe suonare a me!!! Bravo davvero :-)
Ciao
Rispondi
di EarlBostic [user #39111]
commento del 24/09/2015 ore 12:43:55
Interessante. Comunque potresti essere tu, Diego, a scatenare la mania degli ampli Gibson, quindi articolo controproducente per i maniaci del vintage! Concordo pure sulla Epiphone Zephyr, che anche per i miei gusti come suono non la vedono neanche, le altre due.
Rispondi
di Don Diego [user #4093]
commento del 24/09/2015 ore 18:42:58
ahahah.....giuro che non ho fatto incetta di ampli per specularci!!!
Rispondi
di yasodanandana [user #699]
commento del 24/09/2015 ore 16:28:50
bell'articolo.. peccato mancasse una prova con una strato o tele :-)
Rispondi
di Don Diego [user #4093]
commento del 24/09/2015 ore 18:43:24
potrebbe essere che in futuro....chissà...... ;)
Rispondi
di mz2250 utente non più registrato
commento del 24/09/2015 ore 18:16:2
Gli amplificatori gisbon son stati usati ampiamente in ambito jazz da charlie christian fino a jim hall che ha sempre rimpainto la fragilità del suo ga50 motivo per cui dovette cambiare amplificatore per i concerti, sono comunque namplificatori , come si sente anche dal vivo, che con le semiacustiche tirano fuori il loro miglior suono.
Rispondi
di qualunquemente1967 [user #39296]
commento del 25/09/2015 ore 08:03:44
Bel articolo interessante ! Complimenti al chitarrista veramente ottimo ! Veramente curiose le sonorita' ... grazie ciao
Rispondi
di Don Diego [user #4093]
commento del 25/09/2015 ore 10:01:40
Grazie! a presto nuovi articoli sull'argomento!!! ;)
Rispondi
di Oskar77 [user #17983]
commento del 25/09/2015 ore 08:56:47
Complimenti per l'articolo.. e' bello sentire nominare persone della tua zona che conosci..
Il playing?? Stiamo parlando di Don Diego... mica ciufoli (come dicono a Roma).. Ciao.
Rispondi
di Don Diego [user #4093]
commento del 25/09/2015 ore 10:02:42
grazie Oskar77! chi sei di dove sei???? eheehhe
Rispondi
di Oskar77 [user #17983]
commento del 25/09/2015 ore 10:07:00
Oscar Cagno Pietraperzia.. Abbiamo amici in comune.
Rispondi
di cisco [user #1569]
commento del 25/09/2015 ore 10:08:24
ok , test storicamente corretti, bei suoni , però mi sarebbe piaciuto, già che c'eri , sentire anche gli ampli in crunch e distorsione naturale che credo siano notevoli.
Rispondi
di Don Diego [user #4093]
commento del 25/09/2015 ore 10:19:53
ciao cisco, mi sono volutamente, come ho spiegato nell'articolo, mantenuto sulle sonorità peculiari di questi ampli attenendomi al periodo di riferimento. Avrei potuto "crunchare" il 65 (visto che cmq in quegli anni si iniziava a spingere) ma la natura dell'ampli non lo permetteva (è un ampli che da il meglio di se pulito e cristallino). Stava proprio nell'idea di base del test attenermi a questo "principio".....d'altronde non sono ampli versatili, per questo ho preferito mantenermi dove dicono la loro. Credimi che sono stato tentato a metter su pedali e cambiare chitarre per sentirne le sfumature, ma, a parte che i tempi dei test su accordo devono essere limitati e giustamente ristretti, sarei andato fuori dalle mie capacità musicali......
Rispondi
di cisco [user #1569]
commento del 25/09/2015 ore 12:03:0
comunque complimenti per il test. Certamente sono amps " underrated " rispetto ai tweed e ai black face Fender. saluti
Rispondi
di SuperAdrian utente non più registrato
commento del 25/09/2015 ore 17:32:45
Gran bell'articolo, il calore del sound (tutto il contrario rispetto ai Fender) mi ha ricordato per certi aspetti, fatte le dovute differenze, il piccolo Epiphone Valve Jr.
Sarei comunque troppo curioso di provare a suonarci ad esempio stoner!
Rispondi
di Spottyblu [user #29356]
commento del 14/10/2015 ore 00:10:10
Da ragazzo ne acquistai uno, non sapendo niente né di stili, né di altro, ovviamente amavo il rock, avevo trovato d'occasione una strato che avevo comprato immediatamente, poi recatomi da Tommasone per avere un ampli usato, mi fu offerto questo Gibson, che conoscendo il marchio, presi ad occhi chiusi: quando arrivai a casa e infilai il jack ebbi una delusione tremenda: non sentivo niente che somigliasse alle chitarre elettriche ascoltate nei dischi, mi pareva molto simile agli amplificatori che utocostruivo, con la loro brava controreazione che impediva qualsiasi crunch. Così me lo caricai e lo riportai in negozio, cambiandolo con un bandmaster con le 6L6 fumanti, che per il rock era davvero una belva, purtroppo anche i vicini venivano trasformati in belve in quanto, mancando il gain, cominciava a suonare (davvero in modo favoloso) solo a metà corsa volume, il motivo per il quale più tardi sarà venduto anche quello.
Oggi, ovviamente ragionerei in tutt'altro modo, ma mi sa che una strato con questi apparecchi suonerebbe un po' barattolosa. Certo che suonata dal signore che ha scritto questo articolo, magari... ma ho la sensazione che nelle sue mani anche un manico di scopa suonerebbe.
Rispondi
di Don Diego [user #4093]
commento del 14/10/2015 ore 08:28:39
ciao! Intanto grazie per le belle parole nei miei confronti!!! La tua storia è molto bella e molto toccante perchè penso che ognuno di noi nella sua vita ha comprato-venduto roba per la quale si è poi pentito.....perchè gusti ed esigenze cambiano nettamente durante la vita del musicista......
Rispondi
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