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Fender Strat 1965 contro Custom Shop: gemelle mezzo secolo dopo
Fender Strat 1965 contro Custom Shop: gemelle mezzo secolo dopo
di [user #4093] - pubblicato il

Replicare la magia del vintage forse è impossibile, ma in alcuni casi ci si avvicina in maniera impressionante. La Fender Custom Shop ispirata all'edizione del 1965, ultimo anno sotto la direzione di Leo, ne è un esempio ideale. L'abbiamo confrontata con una Stratocaster originale dell'epoca.
Benvenuti al terzo e ultimo episodio di questi "test a testa" tra strumenti originali Fender delle annate migliori contro i loro cloni usciti in epoche notevolmente più recenti dal famigerato Custom Shop, sempre Fender.
L'idea di fondo di questi articoli, corredati dalle prove relative, era chiarire, per quanto mi fosse possibile, se uno strumento originale con addosso almeno cinquant'anni di concerti, migliaia di chilometri (anche se miglia sarebbe più corretto) e tante mani passate su quei manici potesse essere replicabile in tutto e per tutto da un moderno laboratorio di liuteria.
Il Custom Shop si è sempre avvalso di eccelsi liutai, che sono anche grandi conoscitori delle minuzie del marchio in questione. Uomini abilissimi con gli attrezzi in mano, ma anche dotati di incredibile pazienza nel replicare i dettagli infinitesimali degli originali e, perché no, di ascoltare alcuni consigli molto preziosi provenienti da famosi musicisti. Sulla carta la grande abilità di questi uomini, mista alle indubbie possibilità tecniche date dalla casa madre, dovrebbero rendere il lavoro abbastanza semplice, rognoso, ma semplice. Eppure, se avete letto gli episodi precedenti (il primo a questo link e il secondo qui), il risultato non è mai stato quello sperato.
Gli strumenti usciti dal Custom Shop, splendidi sia chiaro, assomigliano troppo dal punto di vista estetico all'originale, ma poco dal punto di vista sonoro. Mi sono quasi convinto che "quel suono lì" è veramente impossibile da replicare, ma mi sono anche rincuorato dal fatto che probabilmente posso vivere benissimo anche senza "quel suono lì", potendomici avvicinare abbondantemente grazie a degli strumenti costruiti con perizia e rispetto della tradizione. La chiave di interpretazione è sempre la stessa per me: il contesto dello strumento. Suono musica datata che necessita visceralmente il suono tradizionale o suono musica ispirata dai fasti del passato, dove il vecchio e il nuovo si miscelano in un mix bello, ma anche ricco di compromessi? Ecco, a seconda di a quale "parrocchia" appartenete il vostro strumento è lì ad attendervi. Ma tutto quello che ho appena detto potrebbe essere smentito in un attimo, specie dal risultato di questa prova. Ed ecco, quindi, tornare tutte le incertezze a galla.

Fender Strat 1965 contro Custom Shop: gemelle mezzo secolo dopo

Gli ultimi due strumenti che Francesco Balossino di Cesco's Corner mi ha fatto trovare sono due bellezze colore "blu lago tranquillo", ossia Lake Placid Blue (una sorta di blu metallizzato molto discreto e omogeneo nella stesura).
La vecchietta è un'originale del 1965, gennaio del '65, poco prima che Leo Fender lasciasse tutto in mano a CBS. In pratica ho avuto tra le mani uno degli ultimi strumenti contenenti le idee e le innovazioni di Leo stesso, la summa del suo lavoro sullo strumento più fortunato della sua ditta. Lo strumento più "moderno" e, a sua detta, perfetto. Dopo questa esperienza Leo vendette la sua azienda per l'astronomica cifra di 13 milioni di dollari alla Columbia Broadcasting System Inc. (CBS per "gli amici"), perché l'apporto finanziario che questo colosso poteva dare era mostruosamente maggiore di quello a cui poteva aspirare Leo. Nuovi stabilimenti, nuovi macchinari, nuova promozione, insomma nuova linfa alla ditta. Leo rimase come consulente per qualche anno (anche perché, per contratto, non poteva entrare nel mondo degli strumenti musicali per i dieci anni successivi e lo farà nel 1975 con l'acquisizione di Music Man, ma questa è un'altra storia), ma l'opinione comune è che, dal passaggio alla CBS, gli strumenti non fossero più quelli di una volta. Leo non era più dentro alla fabbrica come prima, non stringeva rapporti morbosi coi musicisti utilizzatori dei suoi strumenti, non valorizzava i suoi dipendenti come agli esordi del suo successo. Era semplicemente uno dei tanti in questo colosso degli strumenti musicali. Quindi capirete l'importanza storica di quest'ultimo strumento che ho avuto tra le mani. Per certi versi una specie di testamento degli intenti del suo creatore.

Fender Strat 1965 contro Custom Shop: gemelle mezzo secolo dopo

La sorellina del Custom Shop, uscita nel 2004, è stata creata da Mark Kendrick. La serie è quella denominata "Master Design", primo anno di questa serie e la firma in questione è di tutto rispetto. Mark è un veterano del Custom Shop e nel ricreare questo strumento (in soli 65 esemplari, quello in prova è il numero 64) si è ispirato a un modello originale, cercando di ricreare in tutto e per tutto suonabilità e suono di quegli anni. Uno strumento da suonare, non da guardare da dietro una teca di vetro. Uno strumento costruito interamente a mano e in edizione limitata, quindi recante tutta la cura possibile del suo ideatore. L'ha infarcita di un particolare molto sfizioso, ossia il binding laterale sulla tastiera, opzione che anche in Fender nel '65 poteva essere richiesta come finitura custom (anche se in realtà non ebbe mai grande successo).


Corpo in ontano per tutte e due, manico in acero (leggermente più vissuto quello dell'originale) e tastiera in palissandro, non slab, ma molto più sottile (quasi un'impiallacciatura). Pickup ovviamente single coil, selettore a tre posizioni per la '65, a cinque per la signorina del CS. Stesse regolazioni, a cura di Francesco stesso, quindi chitarre incredibilmente facili da suonare. Stessa scalatura di corde (.010 - .046), stesso ampli (un Blues Junior con cono Jensen), regolato alla stessa maniera (tutto flat, ossia volume, toni, master, un pizzico di riverbero aumentato gradualmente durante il test per imitare le sonorità surf tipiche degli anni '60), stesse mani (le mie che, mi spiace per chi avesse voluto sentire altri generi, sanno suonare solo musica di ispirazione '50-'60). Unica differenza, il colore: leggermente più verso il viola per la CS e verso il verde acqua per l'originale del '65.
I suoni... Beh, identici per il 99,99%!

So che sarà difficile crederlo e so che probabilmente sarà impossibile da confermare col test audio-video. Eppure credetemi che, se avessi messo una benda davanti gli occhi (e un pezzo di nastro adesivo sul pollice della sinistra di modo da non farmi capire il grado di usura del retro del manico), non avrei saputo dirvi quale delle due chitarre fosse l'originale e quale la copia.
In pratica Leo Fender con il suo strumento nel '65 mirava al futuro, e Mark Kendrick, col suo, ha tentato un salto nel passato. Alchimia, magia, mistero? Eppure tutti e due si sono incontrati allo stesso punto temporale-virtuale. Volendo fare i pignoli a tutti i costi posso dire che la Stratocaster del '65 ha un livello di uscita di un pelo più forte rispetto la stessa chitarra del CS. Un'inversione di tendenza finora (dove gli strumenti nuovi sono stati comunque caratterizzati da un livello di punch maggiore, probabilmente per invogliare l'acquirente all'acquisto immediato), non esagerata come differenza ma comunque evidente. Ma sono quasi certo che se provassi due modelli del '65 sentirei variazioni del genere.


Il Custom Shop qui ha veramente replicato il passato in maniera eccelsa. È anche vero che il passato che ha replicato è quello più prossimo al presente e che uno strumento del '65 ha molte più analogie con la produzione attuale di quelli degli anni '50. Se avete letto le prove precedenti ricorderete come ho sempre notato quel suono spiccatamente vintage sulle corde basse, quasi stoppato, ma carico di grinta. In questa chitarra questa peculiarità (o limite per molti) scompare del tutto. Il ringing delle corde basse è molto presente e predominante.

Alla fine di tutte queste parole, di queste note, queste ore di riprese e confronti, posso tranquillamente ammettere che gli strumenti vintage, se tenuti bene e settati come di deve, hanno sempre quel sapore che li lega al periodo durante il quale sono stati concepiti. Ascoltate la '65 in un contesto surf: perfetto! La Esquire del '52 in un pezzo di Johnny Cash: sublime! La Stratocaster del '59 su un rock and roll primordiale: apoteosi! Al Custom Shop si sono veramente impegnati nel ricreare questi aspetti ma, su tre esemplari stra-pregevoli, ci sono riusciti alla perfezione solo con uno. E questo penso che loro lo sappianno bene, infatti i loro modelli attuali tendono alla rivisitazione della produzione del passato, con piccoli passi dettati dalla creatività dei liutai (pensate alla Cabronita, o l'ultima Ancho Poblano), esperimenti che magari un giorno rientreranno nella produzione di massa (la Cabronita appunto). Scelta ideologica che rispetto e stimo, visto che il clone del passato, a conti fatti, è veramente un'impresa impossibile.
chitarre elettriche custom shop fender stratocaster
Link utili
Esquire '51 contro Nocaster Custom Shop
Stratocaster 1959 contro Custom Shop
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di SilverStrumentiMusicali utente non più registrato
commento del 28/11/2015 ore 08:31:53
tutte le stratocaster col binding alla tastiera che ho provato in vita mia per qualche inspiegabile motivo hanno sempre suonato malissimo. SEMPRE. Peccato però... quand'ero piccolo mi piaceva tanto.
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di CescosCorner [user #36147]
commento del 30/11/2015 ore 16:45:14
Trovarne una originale degli anni '60 con binding è quasi impossibile, perchè allora lo proponevano come opzione "custom"; infatti a parte quella di Ry Cooder azzurra, se ne conoscono pochissimi esemplari. Negli anni 90 e più recenti qualche chitarra l'hanno fatta col binding ma ha avuto poca fortuna in genere. la penso come te, mi piace molto ma all'atto pratico, essendo praticamente introvabili originali che ne siano fornite, diventa una specie di "amore platonico" =) non credo comunque che il binding influisca sul timbro del manico più di tanto, essendo di fatto una bordatura perimetrale dell'incollaggio della tastiera!
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di SilverStrumentiMusicali utente non più registrato
commento del 30/11/2015 ore 17:19:56
mah... una sola cosa è sicura: certamente il binding non influisce sul suono :D
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di CescosCorner [user #36147]
commento del 30/11/2015 ore 17:22:24
esatto =)
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di Zenzero [user #36862]
commento del 28/11/2015 ore 09:28:14
E in questo caso, preferisco l'originale! :D
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di SteveZappa93 [user #38837]
commento del 28/11/2015 ore 11:04:42
Anche io!
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di CescosCorner [user #36147]
commento del 30/11/2015 ore 16:48:43
Cosa buona e giusta =) l'originale in questo caso, come ben ha detto Diego nell'articolo, è "la più moderna" della produzione di Leo Fender, e in effetti, una "chiave di volta" nella storia dello strumento fender, nell'anno dell'esplosione della "mass production" di questi strumenti. La sua "modernità" si percepisce bene a livello timbrico, di fatto è molto più versatile della 59. Un po' come se la 59 fosse il diamante grezzo e la 65 il risultato di 6 anni di ricerca di leo fender (probabilmente è proprio così)
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di Zenzero [user #36862]
commento del 30/11/2015 ore 23:48:42
Ecco, risolto l'arcano! Preferisco il suono "più moderno" prodotto dal buon Leo per le sue strat! Anche per questo, forse, preferivo il suono delle custom Shop nei video precedenti. Comunque questa è bellissima! Uno dei più bei suoni strat che abbia mai sentito! Gran bella!
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di CescosCorner [user #36147]
commento del 01/12/2015 ore 08:42:29
Non vedo l'ora di fartele provare di persona! Comunque sì, considera che allora loro dovevano costruire strumenti "standard", non esisteva una sezione della fabbrica che costruisse strumenti "Più pregiati" di altri, per cui lo standard timbrico degli strumenti prodotti in quegli anni, di pari specifiche, è quello lì! Poi ovviamente ogni strumento avrà le proprie peculiarità, ma le variazioni stanno sempre all'interno di un certo range timbrico inconfondibile! per cui di fatto, in ogni "epoca" Fender ritrovi particolari sonorità, che, nella testa di leo, si dovevano evolvere con il "nuovo modello", infatti ogni 6 mesi (ad ogni NAMM show guardacaso) le fender subivano sempre alcune "migliorie", come se le creazioni di Leo non fossero altro che un "work in progress", e la "65", la sua ultima fender stratocaster, fosse il massimo per lui raggiungibile dalla sua idea iniziale! a presto!!!
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di Benedetto utente non più registrato
commento del 28/11/2015 ore 09:31:43
Oddio mica tanto vicine come suono...almeno da quello che sento dai video, la custom shop al confronto sembra una busta!
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di CescosCorner [user #36147]
commento del 30/11/2015 ore 17:29:38
Drastico Benedetto =) ma mi piace =) diciamo che, se ci si "abitua" bene, diventa difficile tollerare le repliche del custom shop, quando non sono fedeli!
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di Benedetto utente non più registrato
commento del 30/11/2015 ore 18:19:57
Il commento è stato dato un po' troppo in fretta però rispecchiava animo dopo l'ascolto! Sono portato a credere che l'invecchiamento del legno sia un fattore importante sul suono dello strumento. Non lo dico per partito preso, ho tutte chitarre nuove. A tal proposito mi viene in mente un video che ho visto un po' di tempo fa sul YouTube in cui Eric Johnson presentava la sua Stato modello artist, la confrontava con il modello originale del 58 che usa tuttora, vedendo quel video non avrei mai dovuto comprarla la sua chitarra...
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di CescosCorner [user #36147]
commento del 03/12/2015 ore 17:17:34
Eheh in effetti.....!!!! diciamo che Eric Johnson non è di certo uno che si possa far "suggestionare" facilmente, di certo le sue signature sono veramente ben curate e, della serie signature, probabilmente le meglio riuscite in tanti anni in Fender! Cmq si, il paragone della sua originale e di quelle nuove diventa un "pelino" insostenibile =D =D
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di patanik [user #3360]
commento del 28/11/2015 ore 10:24:57
Senza offesa per nessuno....ma il gran lavoro a mio avviso è dato dall'ottimo ampli a cui le chitarre sono collegate...Non credo nella politica comunque commerciale del Custom Shop e della relative serie esclusive Master Builder.Se un chitarrista suona bene ,suona bene anche con una chitarrina da 80 euro (infatti complimenti vivissimi a chi ha testato le chitarre)...Poi le mode fanno tutto il resto
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di Don Diego [user #4093]
commento del 28/11/2015 ore 11:08:0
Ciao, intanto grazie per i complimenti che mi hai fatto! Sono stato io a testare, scrivere e studiare come un ossesso per fare questi video. Nemmeno io credo così tanto nelle politiche del CS, però i cambiamenti che ho esposto alla fine dell'articolo, ossia l'orientamento verso prodotti diversi, non mi dispiace. Quantomeno fanno più figura rispetto all'idea di replicare una magia unica. Nonostante qui ci siano quasi riusciti......cmq mode e tendenze sono veramente dure da scardinare!!! eheeheh
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di patanik [user #3360]
commento del 28/11/2015 ore 12:30:5
Infatti...comunque la tua bravura ed il tuo sound (avendo già visto precedentemente altri tuoi video) sono indiscutibili con o senza mitiche chitarre fra le mani...
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di KJ Midway [user #10754]
commento del 28/11/2015 ore 12:59:37
Ahahaha e pensare che io mi son sempre chiesto come mai queste comparative sono state fatte con un ampli onesto ma modestissimo come il BJ, è proprio vero siamo tutti diversi....
Rispondi
di CescosCorner [user #36147]
commento del 30/11/2015 ore 17:40:20
Parole sacrosante =) .....ampli scelto apposta proprio perchè facilmente acquistabile da tutti, e che tra l'altro moltissimi musicisti già possiedono, proprio per le sue ottime caratteristiche =) ......E sì, è "ottimo" come qualità prezzo, ma non si può dire di certo che sia suo merito se una chitarra suoni un modo o in un altro, tra l'altro per tutte le prove è stato settato allo stesso modo =)
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di KJ Midway [user #10754]
commento del 30/11/2015 ore 19:43:33
Risposta ineccepibile grazie! Tra l'altro mi hai ben motivato il perché avete scelto proprio quel l'ampli, anche se sentirla in un super reverb o in un vibrolux d'annata deve essere qualcosa di magnifico
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di CescosCorner [user #36147]
commento del 30/11/2015 ore 20:27:52
ci abbiamo meditato a lungo...anche perchè il super reverb c'era eccome e la tentazione è stata forte! ma abbiamo optato per il blues junior per le ragioni di prima, e per non dare troppo "peso" all'ampli e concentrarsi sulle sfumature degli strumenti!
Rispondi
di KJ Midway [user #10754]
commento del 30/11/2015 ore 20:53:20
Eheh immaginavo, goditela in privato con il SR! Grazie per questi articoli, obiettività e competenza bravi!
Rispondi
di CescosCorner [user #36147]
commento del 28/11/2015 ore 17:34:08
Nessuno si offende! ogni opinione è benvenuta, preciso solo che l'ampli è un ampli "qualunque", scelto proprio perchè di facile accesso, con 500 euro ognuno di noi può comprarlo, per cui non cadiamo in qualunquismi, qua il confronto è stato fatto a parità di specifiche, di strumenti di settaggi, e di musicista!
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di poseidon [user #30697]
commento del 28/11/2015 ore 10:39:33
credo che alla fine ogni chitarra sia una storia a se. in confronti del genere può suonare meglio la custom shop, o l'originale del 65, ma resta il fatto che, qualsiasi sia il risultato, per me poi non è applicabile all'intera categoria cui appartengono. ottime entrambe comunque, bel twang
Rispondi
di qualunquemente1967 [user #39296]
commento del 28/11/2015 ore 10:45:31
Ciao a tutti ! Io personalmente ritengo che ci siano due aspetti da considerare cioè dal punto di vista collezzionismo non c'è storia uno è' originale 65 e se la chitarra rispetta i criteri mint vale sul mercato circa dai 15 ai 20 mila euro . La custom shop e' pur sempre una bellissima chitarra ma è una riedizione e a mio avviso un collezionista vero non vuole copie di strumenti poi questa storia del master design a mio parere inutile a noi è molto utile a Fender per incassare più dollari . Poi c'è il musicista a cui piace suonare che ragiona in altri termini io se devo avere uno strumento che suona e funziona bene mai acquisterei un 65 originale in primo luogo se facciamo una botta di conti ci sono circa 15 mila euro di differenza ! Se uno se lo può permettere fa benissimo percarita' libertà sempre di fare ognuno le proprie scelte . Io penso che in quello che sento dalle registrazioni non ci siano 15 mila euro di suono di differenza ! Ciao
Rispondi
di Don Diego [user #4093]
commento del 28/11/2015 ore 11:10:5
ecco hai colto il segno! questa volta la riedizione non suona assolutamente diversa dall'originale!!!! questo è il nodo dell'articolo.....
Rispondi
di qualunquemente1967 [user #39296]
commento del 28/11/2015 ore 11:41:25
Grazie a te ! Se in futuro hai la possibilità di testare altri strumenti storici con le riedizioni ti aspettiamo a occhi e orecchie aperte grazie per il lavoro che hai svolto ciao
Rispondi
di Don Diego [user #4093]
commento del 28/11/2015 ore 11:49:05
lunedì vado a fare altri 3 video....oggi un altro (a Livorno) e la seconda settimana di dicembre un altro a Bari!!!! Vedrai che avremo tanto di cui disquisire ehehehe
Rispondi
di oTTovonkraun [user #33775]
commento del 04/12/2015 ore 15:14:33
Ciao, io sono di bari, mi piacerebbe vederti all'opera. Quando vieni di preciso e dove. Grazie Ciao
Rispondi
di Don Diego [user #4093]
commento del 04/12/2015 ore 15:21:07
Ciao, la realizzazione dei video è, ovviamente, a casa di privati quindi non posso fare "inviti". Però il 7 suono in concerto con la mia band a Ruvo di Puglia allo Scarlatti Cafè, mente l'8 a Bari al CSA Ex Caserma Rossani. questa la mia pagina FB vai al link ciao!
Rispondi
di oTTovonkraun [user #33775]
commento del 04/12/2015 ore 19:58:33
Grazie, cercerò di esserci, la caserma Rossani la vedo da casa mia, è a 50 metri :))
Ciao
Rispondi
di CescosCorner [user #36147]
commento del 30/11/2015 ore 16:56:3
Ma infatti lo spirito degli articoli non è un'indagine sul COSTO di questi strumenti, Ma piuttosto nel cercare di capire se le serie che ci vengono proposte da ormai 30 anni a questa parte come "repliche sempre più fedeli" di certi strumenti epocali per Fender, siano o meno "centrate" nell'obiettivo che si propongono, e cioè essere repliche fedeli. Dall'indagine dei nostri campioni, scelti tra il meglio del meglio sia del custom shop sia del vintage originale, ma soprattutto del custom shop, visto che allora c'erano "solo" le stratocaster prodotte in quell'anno (e non repliche o altre diavolerie, quindi paradossalmente è più semplice trovare una bella strato del 65) ne è scaturito che l'unica delle 3, seppure bellissime, custom shop replica che abbia tenuto testa al confronto sia la "master design", che infatti è la sola delle 3 chitarre che sia nata proprio dall'esame preciso di una 65 originale, e prodotta in una tiratura limitata di solo 65 pezzi, pochissimo per gli standard della fender. Come detto prima, il confronto fatto non è in termini di costi , ma in termini qualitativi. L'articolo di fatto dice quello che tu dici in termini di costi "non ci sono 15 mila euro di differenza". L'articolo dice lo stesso, ma siccome il "valore" delle due chitarre, come bene hai detto, è determinato da due mercati e mondi diversi, quello delle chitarre da collezione da un lato, e quello delle repliche dall'altro, qui si è analizzato la capacità del custom shop, quando vuole, di fornire uno strumento DAVVERO fedele all'originale, con un budget di 1/4 circa rispetto a quello originale. Il problema da porre a Fender semmai sarebbe come mai, con una "normale" serie custom shop (che dovrebbe comunque essere il "meglio del meglio") la "fedeltà" all'originale non sia altrettanto rispettata
Rispondi
di brucefan [user #12231]
commento del 28/11/2015 ore 12:01:39
Come sempre “complimentissimi” per gli strumenti e per il playing dell’esecutore … sarà probabilmente suggestione ma ascoltando il video preferisco il suono della ‘65 originale che mi sembra un po’ più twangy della reissue … anche esteticamente preferisco la ’65 originale in quanto il binding sulle tastiere non mi piace molto sulle Fender, quantomeno su quelle con finiture “convenzionali”.
Poi facendo un (quasi) copia/incolla del mio ultimo commento relativo alla prova della ’59 posso ribadire di essere convinto che le chitarre vintage, del periodo d’oro della Fender, giunte a noi in buone (o perfette) condizioni, abbiano nel loro suono qualcosa di “magico” rispetto alle Custom Shop (o se vogliamo anche rispetto ad altre repliche di alto livello) e non credo sia solo suggestione … è anche vero però che ogni esemplare, seppur fatto con gli stessi legni (e stessi materiali in genere), identico sulla carta ad un altro, non suona mai uguale all’altro.
Alcuni anni fa decisi di acquistare la mia (prima) Strato e la scelsi dopo aver provato molti modelli del Custom Shop (del periodo 2000-2004) alcuni dei quali esattamente identici tra loro, tra cui una John Cruz del 2004. Alla fine scelsi una teambuilt del 2001 ma l’esperienza mi servì anche per alcune deduzioni (forse sbagliate o forse no). Quasi tutti gli esemplari suonavano diversi tra loro … ed in alcuni casi le diversità andavano ben oltre le semplici sfumature … ciò mi ha fatto ipotizzare che a volte quando si confronta una vintage con una reissue le differenze che sentiamo non sono dovute alla differenza tra il vecchio ed il nuovo ma siano diversità proprie di ogni singolo esemplare ... Secondo me sarebbe interessante un confronto tra diversi esemplari vintage, Custom Shop (e anche della produzione standard) … che abbiano sulla carta identiche caratteristiche … magari svelando dopo alcuni giorni quali tra tutte sono le vintage e quali le riedizioni … sono convinto che i pareri sarebbero molto discordanti …
A parte tutto ciò comunque … cento di queste prove … :)
Rispondi
di scrapgtr [user #12444]
commento del 30/11/2015 ore 16:31:49
Sono anch'io d'accordo sul fatto che le differenze sono il più delle volte differenze tra chitarre diverse, in cui l'anno di costruzione è solo uno dei mille fattori.
Teniamo anche conto del fatto che gli strumenti che oggi vengono riprodotti sono scelti fra quelli più riusciti dell'epoca d'oro, e che il custom shop è in grado di curare i dettagli in modo molto più accurato della fabbrica Fender degli anni '50 e '60, eppure anche tra strumenti custom shop le differenze sono notevoli.
Ho un amico che ha varie Stratocaster del custom shop, masterbuilt e non, e devo dire che a parte le ovvie differenze une di queste è davvero magica e a mio parere preferibile alle vintage che ho provato, le altre mi lasciano del tutto indifferente (anzi, una in particolare non la scambierei con la mia, peraltro particolarmente ben riuscita, classic player messicana). In ogni caso questa prova dimostra che ormai è il caso di lasciare il vintage ai collezionisti e di usare strumenti moderni, sia pure di ispirazione vintage, preservando gli originali perché servano per riferimento a generazioni future di "replicatori" sempre più abili e accurati. Tra l'altro ho sempre trovato curioso il culto dello strumento "originale" se non addirittura "mint" quando due delle Stratocaster più iconiche della storia, la Blackie di Clapton e la Coodercaster di Ry Cooder, sono assemblate con corpi e manici provenienti da differenti esemplari.
Rispondi
di CescosCorner [user #36147]
commento del 30/11/2015 ore 17:12:14
Per le fender non esiste "l'anno di costruzione" ma semmai dei "periodi" di costruzione, all'interno dei quali le specifiche costruttive sono costanti, e sono, per le chitarre con tastiera in palissandro: 59-62; 62-63; 63-65; esemplari all'interno di ciascuno di questi periodi hanno caratteristiche timbriche del tutto simili, considera anche che allora non esistevano "serie" o altre esigenze di mercato, le "fender" dovevano rispettare gli standard di qualità di allora, per cui le vecchie chitarre, all'uscita dalla fabbrica, suonavano ciascuna secondo lo standard, nè più nè meno. La chitarra "mint" come hai detto benissimo, è quella che permette, a noi come al custom shop, di studiare come fossero fatti gli originali nei vari periodi di produzione Fender. La serie di articoli ha dimostrato come il custom shop SIA in grado di replicare fedelmente una originale, avvicinandosi moltissimo, MA lo ha fatto, nell'ambito dei nostri test, solo con quella che è stata prodotta in soli 65 pezzi e studiando minuziosamente un'originale a disposizione del liutaio. Ps. quando ti riferisci a delle chitarre "vintage che hai provato" tra l'altro dicendo che ti hanno lasciato "indifferente", sarebbe bello approfondissi queste affermazioni, visto che, in 10 anni che mi occupo dello strumento vintage, le sole chitarre d'epoca che mi hanno lasciato perplesso erano quelle o con difetti costruttivi dati da successivi interventi maldestri di "restauro" o erano contraffatte in particolari fondamentali per il suono. Queste prove, se hai letto tutti e 3 gli articoli, dicono l'esatto opposto della tua affermazione, la chitarra vintage, ben settata, non è affatto un oggetto da appendere al muro, ma anzi, è il migliore strumento che ci possa essere per gli appassionati delle chitarre fender e dei "sound" dell'epoca, anche perchè, e si ritorna al nodo della questione, non tutti spenderebbero 5000 euro per una replica custom shop davvero fedele, che il giorno dopo l'acquisto si svaluta del 25%, se con poco di più possono accedere ad un originale magari col solo body riverniciato (ma con tutte le parti a posto). Per quanto riguarda la tua curiosità, il "culto" delle chitarre d'epoca ha dei parametri, Clapton nel 1970 assemblò Blackie scegliendosi le parti che più preferiva tra 7 chitarre degli anni 50 (ai tempi solo strumenti "vecchi"), montando pickups del 1970, ma Clapton era un musicista ed allora non esisteva nemmeno il "vintage", idem Ry cooder, la sua gli fu mezza "regalata" a mò di endorsment, e se la modificò (solo come hardware, i legni sono ancora quelli originali) perchè aveva esigenza di cercare un determinato suono. Parliamo di due ENORMI musicisti, non di collezionisti, ed in ogni caso non hanno fatto niente di così trascendentale, le chitarre fender nascono come strumenti assemblati in fabbrica, non sono mai stati considerati, nemmeno dal loro inventore "strumenti di liuteria", quindi l'assemblaggio fatto da clapton lo avrebbero potuto fare in ditta e cmq è perfettamente nella logica del costruttore. Invece il collezionista spesso nemmeno sa suonare la chitarra, è una persona appassionata che sceglie di investire in uno strumento "iconico" invece che in un quadro o in altro, e in questo caso, la chitarra "mint" è semplicemente quella maggiormente valutabile, per il suo valore storico ed il suo essere "intoccata". Esigenze diverse, parametri di valutazione diversa, non si possono mischiare le due cose.
Rispondi
di scrapgtr [user #12444]
commento del 30/11/2015 ore 18:56:41
Non ho affatto detto che le chitarre vintage che ho provato mi hanno lasciato indifferente: se leggi meglio mi riferivo ad alcune custom shop di proprietà di un mio amico, che peraltro possiede un'altra custom shop che mi piace alla follia, e che reputo all'altezza delle vintage di cui ho esperienza. Come esperienza peraltro intendo dire strumenti suonati e avuti per le mani per un tempo apprezzabile, non provati di sfuggita in negozio o ad un guitar show. Data la mia età mi ricordo dell'epoca in cui le Fender degli anni d'oro erano semplicemente "usate", e non "vintage", e la prima Strato che suonato era proprio una favolosa '65 Lake Placid Blue (ho il sospetto che il colore fosse un refinish "bolognese" come mi dicono accadesse in quegli anni, sicuramente era nata sunburst) che un mio vicino di casa ex orchestrale mi prestava spesso per sostituire la mia Framus nelle grandi occasioni. Ho avuto per le mani anche una '63, e anche quella non mi ha lasciato affatto indifferente. Così come non mi lasciano indifferente alcune chitarre moderne che a mio parere possono competere con quei classici. Il mio voler lasciare ai collezionisti le chitarre d'epoca è una provocazione. Le chitarre sono fatte per essere suonate, ma se una chitarra (assemblata e di prodizione industriale) raggiunge un valore collezionistico ben al di sopra del suo valore intrinseco (tenendo conto del fatto che l'anno di fabbricazione o l'integrità di alcuni dettagli hanno più valore di fattori strettamente musicali nella della determinazione del prezzo) è meglio conservarla come oggetto di studio per riprodurre strumenti validi da suonare senza patemi. Non sono d'accordo in ogni caso sul fatto che "La serie di articoli ha dimostrato come il custom shop SIA in grado di replicare fedelmente una originale, avvicinandosi moltissimo, MA lo ha fatto, nell'ambito dei nostri test, solo con quella che è stata prodotta in soli 65 pezzi e studiando minuziosamente un'originale a disposizione del liutaio": tale affermazione sarebbe plausibile solo se l'esemplare vintage usato nel test fosse quello utilizzato come riferimento dal liutaio. In realtà, proprio perché, come giustamente dici tu, le Fender non sono e non vogliono essere strumenti di liuteria e sono frutto di un assemblaggio, la serie di test ha semplicemente dimostrato che, a parità di materiali e di cura costruttiva, ci possono essere due Fender che suonano in maniera molto simile (come nel caso della 65 e della sua replica), così come anche no (come nel caso degli altri due test) e che il tempo trascorso può non essere un fattore determinante la differenza.
P.S. i legni della Coodercaster sono un corpo vintage reissue '50 giapponese e un manico custom (boat neck) dei tardi anni '60. Lo stesso Cooder in un'intervista a Fretboard Journal sostiene di possedere varie repliche ma nessuna che si avvicini all'originale (a riprova di quanto sopra). Quella "regalata a mo' di endorsement" è un'altra, una '66 azzurra con tastiera bound e paletta in tinta col corpo; effettivamente in questo caso i legni sono quelli originali e solo l'hardware ha subito ogni genere di modifica.
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di CescosCorner [user #36147]
commento del 30/11/2015 ore 21:50:13
Chiedo venia per il fraintendimento su quali strumenti ti avessero lasciato indifferente, per una mera questione di "virgole" pensavo ti riferissi a chitarre vintage! cmq il tuo spunto è più che valido, ci mancherebbe! Per quanto riguarda la "coodercaster" mi riferivo allìoriginale che è la 66-67 modificata nell'hardware ma non nei legni, perchè mi sembrava che nel tuo citare clapton e Ry ti riferissi alle loro chitarre originali ma rimescolate a loro gusto. Mi dispiace ma sono in disaccordo con quel che dici, le 65 non dovevano replicare nulla, ma dovevano suonare tutte in un certo modo, per cui è molto più facile trovare una 65 originale che suoni bene (se arrivata a noi originale e in buone condizioni) che una replica fedele che la rispecchi come si deve. E cmq questa replica è davvero fedele perchè il master builder ha preso a riferimento una 65 lake placid blue originle, identica a questa del ns. test. Invece le altre repliche, seppur valide usate negli altri test NON sono state replicate avendo vicino l'originale, non essendo serie limitate (per ovvie ragioni di produzione e di tempo) e la differenza si sente eccome.
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di MircoRed utente non più registrato
commento del 28/11/2015 ore 12:16:58
Io non capirò mai il senso questi perenni raffronti... Gia tra le chitarre sfornate in quegli anni esistevano notevoli differenze dovute al fatto che nessuna chitarra suonerà mai come un altra. Figuriamoci oggi a distanza di tanto tempo se è possibile fare dei paragoni clonandole. Al massimo hai in mano una chitarra che sembra esteticamente come una di 50 anni fa ma li ti fermi... L'autore non me ne voglia, comprendo perfettamente le esigenze di mercato, il mio è solo uno sfogo personale dato dal fatto che in molti ma molti anni di masticamento di chitarre ne ho provate di ogni tipo e marca ma messuna l'ho sentita mai suonare identica ad un'altra :D
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di CescosCorner [user #36147]
commento del 28/11/2015 ore 17:43:51
Ciao, la tua difficoltà a "capire il senso" forse è solo dovuta al fatto che, e speriamo di poterlo fare in futuro, questi confronti andrebbero "vissuti" in prima persona da ognuno, che si può così fare la propria opinione, sulla base però di fatti e non di "sentito dire". Non ne puoi capire il senso appieno se non le hai provate.sta frase? Le chitarre di allora hanno suoni differenti al variare delle specifiche, le stratocaster si possono suddividere in quelle prodotte tra il 1954 e il 1956, tra il 1957 e il 1959, tra il 1959 e il 1962, tra il 1963 e il 1965, e così via, ognuna di queste annate ha suoni diversi, "una maple neck, una slab board e una curved board" hanno TIMBRI differenti, e per forza è così, perchè hanno specifiche profondamente diverse. Gli strumenti di allora suonano in un certo modo, ognuna ha le sue sfumature all'inerno di un certo timbro che è comune per i periodi che vai a provare, ma questi confronti sono stati pensati per rispondere ad un altro tipo di domanda: "perchè la fender nel 2015, come top di gamma ci propone (ancora) le repliche di 50 anni fa?". Per provare a rispondere a questa domanda ci siamo documentati, informati, per cercare di proporre dei confronti a parità di specifiche. Qui il punto è che il Custom shop ci propone, nella fascia di strumenti dai 2000 ai 4000 euro (quindi tanti soldi) strumenti che spesso deludono, se confrontati con i modelli originali, invece se si sale l'asticella, e si spendono cifre importanti come per questa master design del 2004, ci si avvicina di più.
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di Don Diego [user #4093]
commento del 28/11/2015 ore 22:07:43
ciao Mirco, non me ne volere ma non ci sono "logiche di mercato" dietro quello che scrivo. M solo passione e dedizione. Quello che per te è "tempo perso" per me è una piacevolissima giostra. Tu hai un potere molto superiore al mio: se non ti interessano questi "perenni raffronti" puoi evitare di leggerli e seguirli. Io apro la pagina di accordo ogni mattina, e sicuramente gli articolo che leggo e che mi interessano solo attorno al dieci per cento del totale....ma non sono mai andato a commentare sotto le cose che non mi interessano....proprio perchè rischierei di offendere chi si dedica con passione e dedizione alla divulgazione di qualcosa.
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di MircoRed utente non più registrato
commento del 28/11/2015 ore 22:34:59
Mi dispiace molto se si è offeso qualcuno, l' articolo è interessate perche riassume l'esperienza di una persona che ha la passione per le chitarre e quindi massimo rispetto. Io ho solo espresso un parere e cioe che non è possibile fare dei raffronti tra chitarre perche anche se sembrano uguali alla fine ogni chitarra è un mondo a se. Il senso della mia idea era quello, non volevo assolutamente offendere nessuno! Posso dire per la mia esperienza, quarantennale ormai, che prendere in mano una chitarra degli anni 50 e 60 per me è molto diverso che prendere in mano una chitarra degli anni 2000 anche se essa è una copia perfetta di una sua antenata di 50 anni prima. Non sono un collezionista ma mi sono capitate per le mani chitarre del 50, 60 e 70 che reputo davvero eccezionali ma comunque ognuna con una sua personalita ben distinta. Converrai con me che le differenze esistono tra una chitarra di 50 anni fa ed una di oggi. Bisogna essere coscienti di questo. Anche se oggi usassero gli stessi materiali rimasti in fabbrica da 50 anni le chitarre prodotte avrebbero sfumature sempre e comunque diverse l'una dall'altra. Se oggi una persona vuole spendere 4000 o 5000 euro ed avere la convinzione di suonare con una chitarra che Leo Fender ha prodotto nel 1954 o nel 1962 allora quello è un fatto soggettivo personale che ognuno nei limiti dell'educazione puo condividere o disapprovare. E non lo dico io per sentito dire ma perche ho suonato per 40 anni con tutte le chitarre possibili immaginabili che esistono! Questo non vuol dire che la mia parola e legge anzi, significa solo che la mia esperienza mi porta a dare un parere, sentito, sincero ed onesto, senza volere proprio andar contro nessuno! Saluti.
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di Don Diego [user #4093]
commento del 28/11/2015 ore 22:50:16
è quello che dico nei miei articoli! cercando di far capire le sfumature del vintage! cercando di far capire dove uno strumento eccelle e dove cade inesorabilmente. se hai letto questa "saga" converrai che il potere dell'essere l'autore di questi articoli è quello di aver testato con mano e orecchie pezzi di storia con pregi di liuteria. non mi sono offeso, ma è giusto che chiarisca che dietro quello che faccio non c'è nessuna logica di mercato (non lavoro per accordo, per fender o per cesco's corner)....sono solo un appassionato che fa le cose per dovere di divulgazione. Quando ho fatto i video (tutti nello stesso giorno) non avrei pensato che avrei avuto tanto di cui parlare negli articoli. e nemmeno pensavo che le differenze tra gli strumenti fossero così lampanti. tu dici "Posso dirti per la mia esperienza che prendere in mano una chitarra degli anni 50 e 60 per me è molto diverso prendere in mano una chitarra degli anni 2000 anche se essa è una copia perfetta di una sua antenata di 50 anni prima", ed è quello che dico anche io! con la differenza che cerco di sottolineare il concetto con i miei "perenni raffronti"......giusto per onestà è giusto che ti anticipi che lunedì ho un intero pomeriggio da dedicare ad altri confronti di strumenti vintage, contro repliche custom shop, e un "test a testa" tra due esemplari dello stesso anno....stessa finitura e stessi pick up! non so nemmeno io cosa uscirà fuori.....e sono certo che l'articolo e le conseguenti conclusioni saranno stimolanti per molti.
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di MircoRed utente non più registrato
commento del 28/11/2015 ore 23:12:11
Grazie per le delucidazioni, massimo rispetto per il tuo prezioso lavoro!
Rispondi
di Zado utente non più registrato
commento del 28/11/2015 ore 12:44:15
Articolo piacevolissimo e molto interessante, solo un appunto, senza voler risultare polemico e antipatico ma solo onesto e cristallino: la prossima volta si potrebbe fare qualcosa del tipo Tom Anderson Classic vs Suhr Classic vs Grosh o una cosa del genere? Perchè comprendo l'amore per la Stratocaster insito nell'accordiano medio, ma coloro che non masticano il Fenderiano (o Gibsoniano) su Accordo ormai trovano poco interesse a leggere e postare qualcosa... magari è un problema solo mio, ma credo che ci siano un dozzilione di marchi che meritano articoli altrettanto approfonditi ed interessanti come questo.
Mi rendo conto che sia nell'interesse del sito proporre editoriali che abbiano sicuro successo, ma ogni tanto osare qualcosa non farebbe male, tutt'altro, sarebbe cosa utile per aiutare il musicista amatore medio italiano a uscire da quel pesante guscio su cui sono incise le parole "Fuori da Fender e Gibson nulla ha significato, e niente vale la pena d'essere conosciuto".

Quanto dico non va ovviamente letto come un'accusa verso l'autore dell'articolo, più che altro un mini-sfogo ed incitamento allo "svecchiamento" generale ;)
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di maxventu [user #4785]
commento del 28/11/2015 ore 16:30:1
Straquoto al 200%. Belle queste prove per carità però su 100 articoli possibile che 80 (almeno) siano sempre e solo nell'area Fender / Gibson? Perché non fare qualche comparativa tra Suhr, Tyler, Tom Anderson ma anche Music Man, PRS, Kiesel/Carvin e così via?
Inoltre vorrei sfatare il mito, trito e ritrito, che uno che suona bene può farlo anche con una chitarra da 80 euro. Per motivi di intonazione, di risonanza, dead spot, uniformità timbrica, risonanze vibrazioni etc. è davvero difficile che una chitarra che costa nuova 80 euro (sempre che esista) possa suonare decentemente, anche se chi la suona è Bireli Lagrene. In effetti non mi capita spesso di vedere i nostri eroi turnisti anche di quelli che scrivono su queste pagine , fare tour, dischi o demo di pedali usando chitarre da 100 euro. Non dico che tutti debbano spendere più di duemila euro, ma esiste un "minimo sindacale" al di sotto del quale è davvero difficile trovare strumenti decenti.
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di CescosCorner [user #36147]
commento del 28/11/2015 ore 17:49:46
Ciao, vedi, io credo che una "comunità" di appassionati venga tenuta "In vita" da chi partecipa, contribuendo con quel che conosce o che semplicemente "fa". In questo caso io mi occupo (per passione) da anni di rimettere in corsa lo strumento vintage, Diego suona stupenda musica anni 50, e abbiamo cercato di mettere a disposizione di tutti dei confronti sonori di strumenti contestualizzati nelle loro epoche e nei sound che ovviamente il musicista dei test (diego) mastica ogni giorno da tanti anni. Diciamo che sarebbe stupendo che tu, come chiunque altro di Accordo, facesse lo stesso (video, articolo, ricerca, etc) però con strumenti moderni!!!! Io purtroppo non possiedo tom anderson SUhr, e altre ottime chitarre moderne, proprio perchè mi sono dedicato ad altro, e mi farebbe davvero piacere sentirle anche a confronto con i miei strumenti, se può essere ritenuta cosa interessante. Comunque sia, se confronti storico/musicali, tra strumenti elitè del custom shop degli ultimi 20 anni e strumenti originali di questo calibro, fossero già stati portati alla disponibilità dei lettori nè io nè Diego avremmo "perso tempo" dietro a questo, credimi, impegnativo progetto. Un saluto e attendo volentieri uno "svecchiamento", e lo dico sul serio, mi piacerebbe che i primi a "svecchiare" il mondo della chitarra fossero Fender e Gibson, con nuovi modelli, e non la ennesima replica della "R9" da un lato o della stratocaster del 60 dall'altro!
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di Don Diego [user #4093]
commento del 28/11/2015 ore 22:02:37
rispondo in maniera sintetica: parlo di Fender, Gibson (e prossimamente anche Gretsch) perchè sono gli strumenti che più conosco, amo e apprezzo. Considera altro che, nell'ottica dello "studioso" del vintage, rappresentano le basi storiche da cui tutto è nato. Accordo rimane comunque una "comunità virtuale", benchè io sia diciamo "incoraggiato" a scrivere di questi argomenti, nulla vieta che tu (o chi per te) possa proporre un articolo del genere....che sicuramente avrà un bel seguito e susciterà interessa. Per me, adesso, sarebbe come scrivere di fisica quantistica......e ti assicuro che non so cosa sia ehehehe
Rispondi
di CescosCorner [user #36147]
commento del 28/11/2015 ore 13:32:44
Specifico solo, che magari non è emerso chiaramente, che questa non è una "qualsiasi" custom shop, ma è la prima delle "master design", del 2004, ed è una custom shop prodotta solo in 65 pezzi in tutto, guardacaso l'unica che nei test si sia rivelata davvero fedele all'originale che replica. Il che significa che un bravo liutaio che conosce il vintage può fare un'ottima chitarra vintage style, lo può fare quindi anche la fender, ma dovrebbe farle "come una volta", come in questo caso! Il liutaio appassionato di questi suoni, studiando a fondo le chitarre originali, può fare un ottimo lavoro avvicinandosi moltissimo! buon sabato a tutti e arrivederci ai prossimi appuntamenti =)
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di JFP73 utente non più registrato
commento del 28/11/2015 ore 14:06:37
Tutti gli strumenti suonano diversi, a maggior ragione quelli di epoche diverse. In anni di serate a suonare il legno, che è materiale vivo e che ha memoria, impara a suonare e sviluppa un suo suono.
paragonare uno strumento di 50 anni con uno nuovo è un po limitante, idem, come dice Zado, parlare solo di gibson e fender
Rispondi
di alberto biraghi [user #3]
commento del 28/11/2015 ore 15:56:46
Diego, io insisto nella mia teoria che la chitarra figa non "suona meglio", ma "fa suonare meglio". E infatti le due chitarre suonano entrambe benissimo, ma con la '65 vera a me tu piaci di più. Suoni più ispirato. Quindi torno a sottolineare quel che dicevo qualche anno fa in questa riflessione: vai al link
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di Don Diego [user #4093]
commento del 28/11/2015 ore 17:31:36
da professionista mestierante dello strumento non posso che sottolineare le tue parole! la chitarra figa ti fa sentire a casa. quello che la tua mente pensa lei lo fa! purtroppo troppi fanno chiacchiere senza aver mai provato la differenza ma col solo obiettivo di parlare e basta....
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di CescosCorner [user #36147]
commento del 28/11/2015 ore 17:53:34
Parole sante Alberto, la chitarra che ha una marcia in più è quella che, accarezzando le corde, già ti sta aiutando a tirare fuori il suono che avevi in mente. Un mio amico diceva "mi piacciono le chitarre vecchie perchè mi piace credere che abbiano una "memoria" di suoni dentro al legno, che viene fuori quando le suoni" trovo sia una visione molto bella, per quanto poetica, di quella "magia" che in 50 anni nessuno è riuscito a replicare, e ci fa ancora ritrovare oggi a chiederci "come mai?"
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di nawa utente non più registrato
commento del 30/11/2015 ore 11:10:36
però così non se ne esce. tanto vale dire che tutte le chitarre del mondo sono belle. solo per capire... state sostenendo che il confronto è falsato (anzi, concettualmente improponibile) perché don diego suona meglio la vintage penalizzando la custom shop... ? Il "mi piace credere" è suggestivo e condivisibile ma allora perché confrontarle :-) ?

credo che una chitarra abbia bisogno di un minimo di ambientamento. è un po' come un gatto. ogni strumento ha bisogno del suo giusto gain, della sua action, delle sue corde. i confronti alla pari switchando solo il cavo sono inattendibili. Ora, se un chitarrista nato nel 94 trovasse tante più vibrazioni nella custom shop, tanto da suonarla inconsciamente meglio, cosa dovremmo dire? W le chitarre, tutte.

(lunga vita a don diego, mi sono divorato il suo blog e condivido quasi tutte le sue preferenze, manico grosso, corde flat, etc etc etc)
Rispondi
di CescosCorner [user #36147]
commento del 30/11/2015 ore 11:16:27
Non so a chi tu stia rispondendo, io non ho inteso dire che "don diego suoni meglio la vintage"...ma quando mai ??? Alberto mi pare abbia solo detto che a lui "è piaciuto di più Diego mentre suona la vintage", il mio commento è riferito solo al fatto che ci sono chitarre, che già solo accarezzandole, suonano bene, vintage o no. Quest'ultimo articolo infatti dice proprio che una bella custom shop, prodotta in pochi esemplari e costruita davvero "come allora" si avvicina moltissimo all'originale che replica, tutto qua.
Rispondi
di nawa utente non più registrato
commento del 30/11/2015 ore 11:28:18
volevo solo intervenire umilmente nell'interessante thread che verte fondamentalmente sulle componenti psicoacustiche e culturali che intervengono in una valutazione di uno strumento o addirittura nel confronto tra due. su molte cose sono storicamente d'accordo con Alberto, cioè sposo la tesi della complessità e della aleatorietà della misura; della difficoltà di correlare i risultati di una tale misurazione a dei fattori fisici concreti e oggettivamente misurabili (sellette, corde, legno, pick-up? cosa fa il suono e in che misura?). argomentazioni che mi pare tu avessi sposato con il termine "parole sante". quindi siamo tutti d'accordo mi sembra. certe volte vedi le incomprensioni, su internet. il mio contributo/dubbio era: se è vero questo a che serve confrontare così due chitarre. critica nel metodo e non nel merito.
Rispondi
di CescosCorner [user #36147]
commento del 30/11/2015 ore 11:42:35
Ma infatti il punto è questo, nessuno ha la risposta! la battuta del mio amico può valere su una chtiarra suonata tantissimo in due soli di anni di vita o suonata in 50, è una "battuta filosofica", non è certo la risposta ai mille perchè che ci appassionano quando siamo alla ricerca di un suono! Il mio "parole sante" era riferito solo al commento di Alberto a propostio della "chitarra figa", tutto qua, e ho detto la mia riguardo alla maggiore "semplicità" nel trovare il proprio suono, che lo strumento ben costruito (oggi come allora) da al musicista.
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di Don Diego [user #4093]
commento del 30/11/2015 ore 11:45:38
io quando faccio i test cerco di rifare sulle due chitarre gli stessi riff e le stesse sfumature proprio per ricreare lo stesso feel.....le due chitarre sono regolate alla stessa maniera (comode.....) e switchando il cavo è il modo migliore per fare i test. se avessi fatto il test con una e poi con l'altra cambiato i settaggi, alzato o abbassato il volume, non sarebbe un test corretto! tutto flat e via.....non cambio il modo di suonare solo perchè una è vintage e l'altra no.....stop....non pensare che dietro ci sia qualcosa! io vorrei essere il primo a dire "una chitarra vintage si può replicare" proprio perchè suono 12 sere al mese e vorrei quel suono a buon prezzo....purtroppo non si ci riesce....o meglio si ci è riusciti con la 65, ma non è il suono a cui aspiro! eheheeh
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di KJ Midway [user #10754]
commento del 29/11/2015 ore 09:46:10
Stessa impressione!
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di brucefan [user #12231]
commento del 29/11/2015 ore 01:35:00
Questa parte dell’articolo: “Il Custom Shop qui ha veramente replicato il passato in maniera eccelsa. È anche vero che il passato che ha replicato è quello più prossimo al presente e che uno strumento del '65 ha molte più analogie con la produzione attuale di quelli degli anni '50. Se avete letto le prove precedenti ricorderete come ho sempre notato quel suono spiccatamente vintage sulle corde basse, quasi stoppato, ma carico di grinta. In questa chitarra questa peculiarità (o limite per molti) scompare del tutto. Il ringing delle corde basse è molto presente e predominante.” … mi ha fatto riflettere su una circostanza. Un confronto tra la ’59 e la ’65 evidenzierebbe le differenze descritte nell’articolo e probabilmente anche altre. La differenza percepita è imputabile alle tastiere (slab board contro curved board), ai pickups o ad altro ancora ? Sei anni di differenza non possono certamente essere influenti, in termini di stagionatura dei legni o di altri fattori legati al tempo, su chitarre che hanno rispettivamente 56 anni la prima e 50 anni la seconda … la differenza sarà dovuta a fattori costruttivi (o forse qualitativi dei componenti) ? Però mi chiedo: perché il Custom Shop può riuscire a riprodurre, abbastanza fedelmente, il suono di una Fender del 1965 e non ci riesce con una costruita appena sei anni prima ? Qual’è “l’ingrediente” misterioso che manca ? O sono solo fortuite coincidenze e/o una selezione naturale che ha fatto sopravvivere dagli anni 50 solo le chitarre migliori ?
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di KJ Midway [user #10754]
commento del 29/11/2015 ore 09:56:3
Da quello che ho capito leggendo l'autore ed i commenti mi son fatto l'idea (sarebbe meglio dire che ho consolidato l'idea) che le caratteristiche di una '65 sono più facilmente replicabili della '59 tutto qui, l'ingrediente misterioso nessuno e tutti, però io ho sempre un tarlo, mi piacerebbe sentire come suona una CS più recente ho ancora in mente una '62 del 2011 che poco aveva a che fare con le CS degli anni passati.
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di CescosCorner [user #36147]
commento del 30/11/2015 ore 16:27:37
Verissimo! infatti la nostra selezione di strumenti "epocali" è caduta proprio su 3 annate "storiche" per lo strumento fender, la "stratocaster" del 65 è a suo modo il massimo che Leo Fender ci ha lasciato, finchè ha lavorato in ditta come proprietario e ricercatore. Una delle ragioni che spinsero Leo a cedere lo stabilimento fu proprio il fatto che le dimensioni della produzione erano ormai tali da non essere più sostenibili per lui, ma nemmeno per un piccolo team di operatori. Personalmente, parlando di custom shop, ci siamo limitati a selezionare pezzi costruiti fino al 2004, dal 2004 in poi il "custom shop" è diventato "la fender", e trovare una "custom shop" degna di questo nome e del suo prezzo è diventato un "tantino" più complicato! a mio giudizio la formula funzionava quando gli strumenti erano una "elitè", e questa "master design" ne è stata la conferma. Soli 65 pezzi prodotti, e si vede e si sente la differenza qualitativa (in meglio) rispetto alle standard.
Rispondi
di KJ Midway [user #10754]
commento del 30/11/2015 ore 21:09:23
Grazie per la precisazione sul CS Fender, speravo che l'evoluzione qualitativa andasse di pari passo con gli anni, come peraltro avviene per Gibson, e quindi con gli esemplari più recenti si fosse "aggiustato il tiro" invece mi sembra di capire che si vada ad annate o serie particolari. Anche se ti dirò che l'unica strato (sono più per la Tele) che mi ha fatto saltare sullo sgabello è stata una heavy relic '62 o '63 del 2011 (quindi recente) di un bel bianco panna tendente al rosa con battipenna tartarugato.
Rispondi
di CescosCorner [user #36147]
commento del 30/11/2015 ore 21:55:38
Ci sta, consideriamo che la Fender è MOOOLTO attenta a cosa succede nel ns. mondo, quello degli appassionati, e per esempio ha introdotto la serie rinnovata "american vintage" con dettagli che fino ad oggi non avevano mai riprodotto, quindi senza dubbio una tendenza a migliorarsi (per ora in ambito più estetico che pratico) c'è, ma a livello timbrico e sonoro, temo dovrebbero cambiare strategia, meno pezzi e meglio costruiti probabilmente sarebbe la via da percorrere, almeno stando ai nostri test fatti per questa occasione!
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di CescosCorner [user #36147]
commento del 30/11/2015 ore 16:38:5
Ottimo spunto. La differenza, sostanziale e costruttiva, è la prima che hai citato. Il manico, il suo tipo di tastiera e il tipo di legno usato per essa. Considera che con l'avvento di CBS e del CITES (inizia nel 1965 negli USA la problematica dell'importazione del palissandro "rio") la Fender (come le altre compagnie) dovette iniziare a rifornirsi di palissandri indiani o africani, anche se l'esaurimento delle scorte avviene lungo tutto il 1965. Nelle nostre prove entrambi gli esemplari avevano palissandro Rio, ovviamente per la slab board 1959 la sezione di palissandro è maggiore. Inutile dire che il manico giochi LA componente fondamentale sulla creazione del timbro della chitarra, mentre il body è responsabile del suo sustain (ovviamente, in questo caso, a parità dell'hardware responsabile di trasferire le vibrazioni a tutte le componenti dello strumento elettrico fender, ponte, meccaniche, capotasto, etc). La differenza tra questa "master design" 65, e la 1999 time machine è che questa 65 del 2004 è stata prodotta solamente in 65 esemplari, mentre l'altra in 500, 1000 ? Una produzione è curata sul serio, dal masterbuilder, per essere fedele ad una vera (per questa master design mark kendrick misurò e mise sotto ai raggi x una 65 originale come quella della nostra prova) l'altra invece era più genericamente "ispirata" al "periodo slab board, 59-62", e costruita in un numero molto maggiore di pezzi. Infatti non è affatto un caso che, delle custom shop usate per questi confronti, su un ipotetico podio salga al primo posto la 65 del 2004, proprio perchè più curata e fedele in ogni dettaglio all'originale che si proponeva di replicare. la 60 del 1999 è bellissima e ben rifinita ma le manca il carattere di una vera 59, la cunetto del 1995 ancora, stupenda e ben rifinita ma anche lei non in tutto e per tutto fedele, quanto a suono, all'originale di riferimento. Credo che la differenza fondamentale sia che, per la 2004 65 master design il liutaio Mark Kendrick avesse sottomano un originale da studiare realmente in ogni sfumatura, cosa che poi hanno fatto solo per le repliche delle chitarre "storiche", blackie, la 68 bianca di hendrix, quella di SRV, etc
Rispondi
di The_Tex [user #44101]
commento del 30/11/2015 ore 10:13:3
Sei riuscito a spiegare ad un ignorante come me il grande suono di queste due Strato. Rimango veramente ammaliato dal tuo modo di suonare, con quel pizzico di invidia di un metallaro come me! Complimenti per queste tre perle di articolo che ci hai regalato, alla prossima!
Rispondi
di Don Diego [user #4093]
commento del 01/12/2015 ore 10:04:42
Grazie!!! Sono onorato e contento che il mio playing e il mio lavoro serva a qualcosa!!!!
Rispondi
di MarcoV [user #30371]
commento del 01/12/2015 ore 09:20:21
Vi meritate un sacco di applausi. Bellissima serie di articoli, davvero bella.
Rispondi
di Don Diego [user #4093]
commento del 01/12/2015 ore 10:04:05
Grazie Marco! Sappi che ci stiamo prendendo gusto....eeeheeh.....
Rispondi
di MAT77 [user #27583]
commento del 01/12/2015 ore 17:03:20
Grande Don :-))))

.....in un certo qualsenso...ti invidio da morire :DDD
Rispondi
di Don Diego [user #4093]
commento del 01/12/2015 ore 23:38:08
ti assicuro che quando finisco questi test quello che sta più male sono io! quindi non mi invidiare ahahaah......
Rispondi
di guitarblues [user #16527]
commento del 04/12/2015 ore 13:31:12
Belle tutte e due, la '65 originale è morbida mentre la Custom Shop è più squillante.
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di bluesfever [user #461]
commento del 04/01/2020 ore 13:38:34
Mi era sfuggito questo bellissimo confronto! Ho la fortuna di possedere una Stratocaster del '65 L series, acquistata nel 2013 direttamente dal mitico Gruhn's Guitars, con manico Allparts, altrimenti sarebbe stata irrangiungibile come prezzo.
Sono passati più di 20 anni dalla mia prima strato, una SRV signature, per poi passare con soddisfazione ad una CS Relic '60 fino ad avere questa, perciò un po' di esperienza sulle stratocaster sento di averla accumulata, e posso confermare le sensazioni descritte e sentite in questo bellissimo articolo.
La mia strato suona (e si lascia suonare) diversamente dalle mie precedenti e da quelle che ho provato nel corso degli anni, e ogni volta che la imbraccio rimango sempre un po' sconvolto dal sentire uscire "quei" suoni così iconici dalle mie modeste dita.
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