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Lo strumento sbagliato può farti odiare un pickup?
Lo strumento sbagliato può farti odiare un pickup?
di [user #20470] - pubblicato il

Il pickup ha grande importanza nel suono di uno strumento, ma è solo uno fra tanti elementi che determina il risultato finale. È possibile che il montaggio dello stesso ottimo pickup su due strumenti differenti dia non solo un risultato diverso, ma del tutto deludente?
Da anni, ho un DiMarzio PAF Pro montato su una Greg Bennett simil PRS e, dato che ne sono innamorato, ho deciso di montarlo anche sulla Ibanez PL1880. Sulla Greg Bennett suona alla Van Halen, pieno di armonici, facilita tantissimo il palm muting che viene bello pieno.
Sulla Ibanez invece il suono che ne esce è spompo, spento, scarico, non escono gli armonici come sull'altra. Sono molto deluso. E sono sicuro che i collegamenti sono stati fatti nel modo corretto.
Da cosa può dipendere? Può essere colpa di diverso valore dei potenziometri?

Lo strumento sbagliato può farti odiare un pickup?

Risponde Pietro Paolo Falco: dando per buoni i collegamenti che hai effettuato e senza considerare il fatto che una chitarra potrebbe semplicemente essere migliore dell'altra, i fattori che potrebbero determinare le differenze di cui parli sono molteplici.
Bisogna innanzitutto comprendere di trovarsi davanti a due strumenti completamente diversi, sia per materiali sia per progetto.
Le Ibanez della serie PL hanno generalmente un body in ontano con manico avvitato in acero, ponte stile Floyd Rose e una scala da 25,5 pollici. Le Greg Bennett (immagino tu ti riferisca alla serie UM) hanno body e manico in mogano incollati tra loro, scala corta (24,75 pollici) e, a seconda dei modelli, un ponte stile Tune-o-matic o un vibrato tradizionale.
Su carta, la prima è più vicina a una chitarra d'estrazione Stratocaster, mentre la seconda è molto simile a una Les Paul. Per intenderci, siamo agli antipodi, ed è naturale che lo stesso pickup restituisca effetti molto diversi, fino anche a suonare male se abbinato a una chitarra che non ne riesce a mettere a fuoco i suoi punti di forza, vuoi per scelte costruttive o vuoi per fattori legati alla qualità dell'insieme.
Ogni dettaglio contribuisce al suono generale di uno strumento ed è bene considerare anche questo quando si va a sostituire una parte: non ci sono componenti miracolosi, ma solo un equilibrio migliore (oggettivo o soggettivo che sia). I legni, l'hardware, il metodo di assemblaggio e anche la lunghezza del diapason, tutto ha un'importanza capitale e il pickup, per quanto cruciale, è uno fra tanti elementi. Quanta sia la sua responsabilità in percentuale sul risultato finale è tuttora argomento di discussione tra musicisti, liutai e costruttori di sorta.
Ciò detto, non è da escludere che anche il circuito contribuisca all'effetto. Dal momento che la PL1880 monta anche due single coil, è possibile che i progettisti abbiano preferito usare dei potenziometri dal valore leggermente più basso, che tendenzialmente scuriscono un po' il suono controbilanciando la brillantezza della bobina singola. La Greg Bennett, invece, ha due humbucker e potrebbe usare potenziometri di valore superiore. Puoi approfondire l'argomento con questo interessante studio di Luca Villani. Si tratta comunque di sfumature che non giustificherebbero da sole la trasformazione radicale che lamenti.
1880 chitarre elettriche dimarzio greg bennett ibanez paf pro pickup pl um4
Link utili
Luca Villani spiega i potenziometri
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di rockit [user #11557]
commento del 01/04/2016 ore 11:54:24
Oltre al circuito, come ben suggerito, non dimentichiamo anche un fattore: la regolazione del pickup. Due giri di vite possono fare la differenza tra una ciofeca che suona senza volume e senza sustain e un buon suono, aperto e potente. Una regolazione di fino permette poi di ricavare il meglio dal pickup e dallo strumento.
Rispondi
di maxventu [user #4785]
commento del 01/04/2016 ore 13:31:23
"O forse, il pick-up sbagliato può farti odiare uno strumento ? " (Gigi Marzullo)
Rispondi
di gamblingman52 [user #18903]
commento del 01/04/2016 ore 14:14:14
Dalla mia esperienza personale, concordo con il fatto che lo strumento influisce moltissimo, anche parlando di stessa marca e modello: se vai in un negozio e provi 5 Stratocaster identiche, non suoneranno mai uguali tra loro... il pickup dovrebbe aiutarti a trovare il suono che cerchi (Duncan commenta i auoi pickup dicendo se siano più adatti a chitarre in mogano, in acero, con tastiera in palissandro o acero...). Quindi io credo che la partenza sia capire qual è la caratteristica di suono dello strumento e poi scegliere il pickup per enfatizzare o ridurre quelle caratteristiche... Io sulla mia Strato ho visto che c'era un'enfasi naturale degli alti, ed ho scelto dei pickups più presenti sulle medie e basse per avere il suono che volevo...
Rispondi
di Sykk [user #21196]
commento del 01/04/2016 ore 15:12:07
Ma dove adesso sono i MANIaci del suono nelle mani?
Rispondi
di Repsol [user #30201]
commento del 01/04/2016 ore 18:56:59
Ti garantisco che il suono è nelle mani.
Io ad esempio riesco a far suonare la chitarra anche senza i pickup!!! ;-)
Rispondi
di Claes [user #29011]
commento del 01/04/2016 ore 19:44:14
È anche così che la si prova al negozio.
Rispondi
di Repsol [user #30201]
commento del 02/04/2016 ore 00:22:52
Si questo è vero...
È anche vero che ho appena acquistato una Dan Armstrong Lucite, da spenta inascoltabile, collegata all'ampli una goduria.
In questo caso il suono non è nelle mie mani ma nelle mani di pickup-valvole-trasformatori etc...
Rispondi
di Claes [user #29011]
commento del 01/04/2016 ore 19:42:46
Nel corso dei tempi ho avuto chitarre elettriche partendo da una Eko. Ci si abitua all' EQ giusto per sfruttare al meglio un p/u su ampli - manovrare tastiera e potenziometri richiede "suono nelle mani" e chitarra, p/u, ampli, ecc richiederanno un autografo a mano su ricevute a non finire.
Una volta agli esordi ho perso un plettro dovendo continuare per il resto della serata con le dita. Da allora ho suonato molto anche con le dita. Danno un spinta extra al p/u però si rompono corde.
Spero che questo mi qualifichi MANiaco!
Rispondi
di Sykk [user #21196]
commento del 02/04/2016 ore 01:52:32
con le dite rompi le corde? che manone hai?
Rispondi
di Claes [user #29011]
commento del 02/04/2016 ore 09:43:12
Le dita sono lunghe e affusolate. Per accordi alla Townshend faccio un movimento "da spazzolata" - 4 dita senza il pollice. Funziona bene anche per accordi miti. Ne viene fuori un effetto da delay di microsecondi. Stranamente, funziona solo su P90 (o chitarra acustica). La corda più bassa che mi è capitato di rompere così è un D. Per altre rotture, tirare in sù a mò di tensione di un arco per freccia - tendo e lascio partire la corda che va a sbattersi sul manico con effetto "sdrengg" da arma di fuoco. C'è un limite di velocità per queste cose! Da usare con distorsione e con P90. Un humbucker mi funziona solo per plettro, armoniche artificiali, bending e arpeggi.Un mini-Hb è buono per queste cose e fantastico per open tunings e ho una Deluxe. Per assoli esagerati e tuning normale ci vuole (ovviamente!) il buono vecchio solito Hb derivato dal mitico PAF e rompo cantini e B a bizzeffe usando plettri durissimi e una monetina di plastica per bambini è da pelotone di esecuzione - questo tipo di uso va anche bene col P90.
Quello che scrive LeleOne è interessantissimo per il tono e la giusta scelta di condensatori per il p/u del caso. Un p/u nuovo non sarà meglio di quello di prima se non si montano condensatori giusti!!!
Rispondi
di LeleOne1957 [user #33434]
commento del 01/04/2016 ore 17:55:25
Se ti può servire io ho comperato una simil LP e il suono era spompato da far paura l'ho aperta e mi sono accorto che avevano messo due condensatori per il tono da 0,047 invece che da 0.022 come deve essere sulle LP. o comunque per tutte le chitarre che montano Pk humbuker, Una volta sostituiti il suono è decollato, tutta un'altra chitarra. Ovviamente i potenziometri della chitarra devono essere da 500 K ohm. quindi penso che l'elettronica ha molta importanza e deve essere adeguata a quel Pk.
Rispondi
di Aynrand [user #35588]
commento del 01/04/2016 ore 23:58:26
Il valore dei pot conta assai! Io l'ho sprimentato sulla mia PRS SE dopo aver installato un JB al manico: odiosamente piatto e sottile finchè non ho sostituito il pot volume da 250 con uno da 500. Ha letteralmente preso vita, non ha niente a che fare con il suono precedente.
Rispondi
di fenderpassion61 [user #13902]
commento del 02/04/2016 ore 00:22:58
Arf Arf...Sta cosa mi interessa. Ho anch'io una PRS SE Custom 24 e non mi convince al 100%. La tua che modello è?
Rispondi
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di Aynrand [user #35588]
commento del 02/04/2016 ore 12:31:23
Esattamente lo stesso modello!
Rispondi
di fenderpassion61 [user #13902]
commento del 02/04/2016 ore 12:33:49
Allora c'è speranza...stavo per buttarla nel caminetto. Già che ci siamo, che condensatore monta sul tono? E già che ci risiamo che PU hai al ponte?
Rispondi
di Aynrand [user #35588]
commento del 02/04/2016 ore 13:56:07
0.047 uF 200v... Al ponte c'è un gradevolissimo SD 59 e ti confesso che per il repertorio attuale forse preferirei un 59 anche al ponte (o anche un 59 custom per conservare un minimo di differenza di output), comunque il JB alla fine te lo ritrovi sempre utile e poi in posizione centrale si combinano veramente bene, un suono naturale molto tele, forse è proprio per questo che per il momento non ho nessuna voglia di sostituirlo :)
Per quanto riguarda l'ascia in sè, io la adoro, ha un manico stupendo, è una piuma e il tremolo è utilizzabile (al netto di qualche bestemmia in fase di settaggio)
Rispondi
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