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Un pomeriggio insieme a John Grammatico
Un pomeriggio insieme a John Grammatico
di [user #4093] - pubblicato il

Compagni indivisibili di artisti del suono come Redd Volkaert e Jimmie Vaughan, i Grammatico Amps di John Grammatico sono il vertice della progettazione e della scelta dei componenti per quanto concerne l'amplificazione vintage. Ecco cosa si impara da un pomeriggio con chi li ha creati.
Durante la mia settimana ad Austin ho avuto la grande fortuna di incontrare John Grammatico. Per spiegare chi è questo signore dal chiaro nome di origini italiane è necessario fare un passo indietro.
Se chiedete a chiunque, nella capitale del Texas, quali siano il miglior chitarrista country e il miglior chitarrista blues, la risposta sarà quasi sempre unanime: Redd Volkaert per quanto riguarda il country e Jimmie Vaughan per ciò che concerne il blues. E cosa hanno in comune questi due signori della chitarra di Austin? Semplice! L’ampli che amplifica le loro splendide chitarre: un ampli marchiato "Grammatico".
Si tratta di amplificatori di prima categoria, costruiti col meglio del meglio, che aiutano a ottenere un suono trasparente e onesto nei confronti dello strumento.

L'incontro con John avviene una sera al Continental Club, prima della settimanale esibizione di Redd insieme alla sua all-stars band, gli Haybale. Lui è intento a rimettere in pista l’ampli di Redd dopo che, a causa di un tamponamento in auto, qualcosa era andata in fumo. John se ne sta lì, sul palco del Continental, coi suoi cacciaviti in mano intento a sistemare l’ampli di Redd, visibilmente preoccupato (lo show sarebbe iniziato da lì a poco). In meno di cinque minuti John richiude tutto, accende l’ampli e, magia, tutto funziona alla perfezione. Un amico comune me lo presenta e chiacchieriamo della Sicilia per qualche minuto (i suoi parenti sono siciliani come me, anche se lui non ha mai visitato la sua terra d’origine). Ci lasciamo con un invito a casa sua per farmi fare un giro con alcuni dei suoi mitici ampli, e così è stato.

Un pomeriggio insieme a John Grammatico

Un pomeriggio di febbraio io e altri due amici musicisti ci avventuriamo nelle campagne limitrofe ad Austin per andare a trovare John a casa sua, una splendida casa immersa in un bosco poco fuori la città texana. John ci accoglie nel migliore dei modi, ossia preparandoci un espresso come si deve: ha la macchinetta Lavazza, il caffè in grani macinato sul momento sempre della stessa marca, le tazzine belle pesanti e un sorriso che per un istante ci riporta in terra italica. Dopo due chiacchiere, ecco fare il suo ingresso il protagonista della giornata, ossia il Grammatico Amp denominato Kingsville, la sua personalissima versione del Fender Bassman ’59, l’ampli di cui Jimmie Vaughan si è letteralmente innamorato fino a ordinargliene una decina (ordinargliene, pagandoli uno per uno, perché John sottolinea che non ha endorsers, ma clienti "speciali").
Il concetto di John è molto semplice: voleva fare un ampli con il meglio del meglio al suo interno, per un suono perfettamente bilanciato, ricco di armoniche e che fosse sempre gradevole. Ogni aspetto dell’ampli è curato nel minimo dettaglio, dal cabinet in pino ai coni Jensen, dai condensatori marchiati Grammatico ai cavi telati di connessione, fatti costruire su specifiche di John stesso. E il risultato, dannazione, è incredibile!

Un pomeriggio insieme a John Grammatico

L’ampli suona con una spazialità che raramente ho trovato in altri amplificatori. Sono riuscito a fraseggiare senza aver bisogno di effetti come riverbero ed echo, perché la tridimensionalità di questo amplificatore è spiazzante.
John mi illustra la sua concezione e il principio base per la realizzazione di un prodotto. Mi racconta di come ha analizzato la psicologia degli ascoltatori nei club: li ha osservati entrare dalla porta e decidere in quale club rimanere solamente dal primo ascolto della chitarra sulla soglia della porta (stiamo parlando di Austin, dove nella main street i concerti si alternano di porta in porta). Ha così notato che i chitarristi coi suoni più avvolgenti e bilanciati nelle armoniche, istintivamente, attiravano più gente ai propri show, mentre quelli con suoni acidi e sbilanciati immancabilmente facevano fare solamente capolino agli avventori. Ed effettivamente uno degli amici che era insieme a me in questa visita, grande fan di Jimmie Vaughan, mi ha raccontato di quella volta che vide JV in un localino e di come il suo suono fosse incredibilmente bello in ogni punto del locale (pur non essendo microfonato), fino dentro al bagno! John quindi ha cercato di ovviare a tutte quelle frequenze che danno fastidio, cercando invece quelle che ti fanno venire la pelle d’oca, e ci è riuscito, credetemi!

A un certo punto ha smanettato coi controlli dell’ampli, mentre stavo suonando, e di colpo i peli delle braccia di tutti i presenti in sala si sono rizzati! Ci ha poi confessato che ha semplicemente replicato il settaggio di Jimmie sullo stesso ampli che usa lui (e anche Buddy Guy, Gary Clark Jr e tanti altri). Quale è il settaggio: Volume a 9 sul canale bright, Presence e medi a manetta, bassi a 3 e acuti tra 0 e 5, in base all’acustica del posto. Piccolo trucco: volume della chitarra a metà (e corde lisce).

Un pomeriggio insieme a John Grammatico

Nel video-test ho applicato tre settaggi. Nel primo ho la chitarra sul canale Normal e tutti i controlli a metà, volume compreso. Nel secondo set ho applicato la regolazione di Jimmie Vaughan, spiegata sopra. Nell’ultima regolazione ho cercato il "mio suono", ossia quello che più mi ricorda il sound Bakersfield degli anni ’60, quindi canale Bright, alti e bassi a manetta, presence a zero, volume a metà circa.
I suoni sono abbastanza simili tra di loro, ma con delle sfumature necessarie. John punta il dito sul fatto che troppi spendono i loro soldi in pedalini e artifici, dimenticando l’essenza del suono, ossia chitarra e amplificatore, e dita ovviamente.


Abbiamo passato un paio d'orette a casa sua, tra il suo divano (ascoltando dell’ottimo blues dal suo impianto hi-fi di grande qualità, aspetto che la dice tutta sul rispetto che ha quest’uomo per il suono) e la sedia di fronte l’ampli. Chiacchierando del più e del meno, di musica e suoni. Scopro una persona che ama il suo lavoro ed è quasi emozionato quando parla dei suoi risultati. Gli si illumina lo sguardo quando ci racconta che Jimmie Vaughan, dopo aver provato un suo ampli, gli ha detto la cosa più bella che potesse sentirsi dire, ossia che suonare dentro il suo Kingsville l’ha portato indietro di diversi decenni, quando attaccava la sua Stratocaster dentro a un Bassman nuovo di pacca. Per lui è stato come raggiungere il nirvana dell’artigiano! E io ci credo, nelle sue parole.
amplificatori grammatico
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