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Palissandro contro acero: senti davvero la differenza?
Palissandro contro acero: senti davvero la differenza?
di [user #116] - pubblicato il

Tastiere in palissandro e in acero dividono il popolo dei chitarristi a metà, ma un sottile strato di legno diverso sotto le dita può davvero modificare il suono in maniera sensibile? Un esperimento in video prova a mettere un punto alla questione una volta per tutte.
Lo YouTuber e musicista Darrell Braun è solito provare a rispondere ai quesiti più curiosi dell'universo chitarristico con delle utili prove sul campo e confrontando davanti alla telecamera strumenti di concezione differente. In un recente appuntamento, ha provato a verificare l'assioma che vorrebbe le chitarre con tastiere in acero caratterizzate da un suono brillante e definito contro quello più caldo e articolato delle tastiere in palissandro. L'esito è tutto da studiare.

Siamo abituati ad associare suoni profondamente diversi alle chitarre con tastiere in palissandro e in acero. Dai musicisti ai costruttori, chi in maggiore chi in minore misura, tutti assicurano e giurano che quel sottile strato di legno che si frappone tra il manico e i fret è più che sufficiente per caratterizzare una chitarra e farla preferire a un'altra. Controbattere a quest'affermazione è impossibile o quantomeno molto difficile, in quanto l'unico modo per verificarla o sbugiardarla sarebbe alternare sullo stesso strumento un manico interamente in acero a uno in acero con tastiera in palissandro. Ebbene, è esattamente quello che ha fatto Darrell.

Palissandro contro acero: senti davvero la differenza?

L'autore dell'esperimento ha individuato un body già completo di elettronica che facesse da riferimento per la prova e riducesse le variabili al minimo. La scelta è caduta su una Telecaster Thinline.
A questo ha abbinato due manici identici per caratteristiche, entrambi Fender made in Mexico, differenti solo per il materiale della tastiera: uno è in un solo pezzo di acero, l'altro ha la tastiera incollata in palissandro.
I manici sono simili per fattura e livello costruttivo, provengono dalla stessa fabbrica e rappresentano l'unica variabile in ballo. Si può affermare che le differenze percepite nel suo video dipendono unicamente dal legno della tastiera, mentre le altre condizioni restano invariate.

Darrell ha impostato il tutto a metà tra un confronto diretto e un blind test. È stato divertente provare a riconoscere le sfumature dei due legni, e vi invitiamo a fare lo stesso con il suo video.


L'esito del test è decisamente interessante. Delle variazioni timbriche, magari sottili, ci sono. Tuttavia, non sono esattamente quelle che ci si potrebbe aspettare stando a quanto si sente in giro, e potrebbero mettere le combinazioni dei legni sotto una luce diversa.
Nel trarre le proprie conclusioni, non bisogna dimenticare che non tutti i manici con tastiere incollate sono uguali. C'è chi applica strati di palissandro più spessi, chi fa delle sottili impiallacciature, ed è lecito immaginare che gli effetti ottenuti siano ancora diversi.

Nell'insieme, bisogna comunque ammettere che non avviene quello stravolgimento timbrico di cui si discute da sempre, e probabilmente ci sono elementi costruttivi ben più rilevanti per il suono finale, a cominciare dai pickup per finire con hardware e tecniche di assemblaggio.
L'unica cosa saggia da fare, forse, è imbracciare qualunque strumento senza preconcetti, perché un suono più brillante potrebbe nascondersi anche nella finitura calda di una Strat in total black e, se è quello che l'occhio cerca, sarebbe un peccato privarsene per un "sentito dire".
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di aghiasophia utente non più registrato
commento del 08/06/2016 ore 11:09:56
Provare, suonare, valutare secondo esigenze tecniche ed espressive personali. Troppo spesso ci si preclude l' acquisto di uno strumento dal bel tiro per questioni tutto sommato futili o che vanno ad incidere pochissimo, in termini percentuali, sul risultato sonoro finale.
Rispondi
di TidalRace [user #16055]
commento del 08/06/2016 ore 11:27:5
Credo che le differenze di ascolto siano più dovute alle diversità dell'acero del manico, che al diverso legno della tastiera.
Rispondi
di swing [user #1906]
commento del 08/06/2016 ore 11:42:44
Il mio liutaio di fiducia mi ha sempre detto che c'è un po' di differenza tra tastiera in acero e tastiera in palissandro, e dal video si sente. Nonostante si dica spesso che ciò che fa la differenza sostanziale sono i pickup (e sarà anche vero) io sono convinto che anche i legni e la cura nell'assemblaggio contino non poco nel suono di una chitarra, ma il mio è un parere come tanti, posso anche sbagliarmi.
Rispondi
di 7cordista utente non più registrato
commento del 08/06/2016 ore 12:20:16
Io infatti solo del parere opposto, ossia che il legno influenzi in modo molto trascurabile il suono, altrimenti verrebbero utilizzati legni di liuteria invece di legnacci estremamente rigidi. Al legno si puo' riconoscere un certo ruolo di equalizzazione passiva, ma ci sono troppe variabili che influenzano molto di piu' il suono.
Rispondi
di danicku [user #46679]
commento del 30/06/2017 ore 17:25:50
però hai sentito, in quest caso, c' era quasi tutto in comune, corpo,corde pickup ... secondo me, anche se una leggera differenza può esserci ... è proprio leggera, quasi impercettibile
Rispondi
di Claes [user #29011]
commento del 08/06/2016 ore 11:45:48
Per me, è una questione di come si sente il "manico sotto le dita" - per le mie, l'acero sembra scivoloso e preferisco il feel del palissandro. La differenza di suono non ha importanza.
Rispondi
di matteo1982 [user #33974]
commento del 08/06/2016 ore 12:25:04
Esatto, la differenza secondo me è tutta nel feeling. Oltretutto ho sempre sostenuto che una chitarra non dovrebbe essere valutata "a pezzi" ma nel suo complesso. Uno strumento deve esere considerato un tutt'uno, anche se è possibile smontare il manico o altri componenti. Credo che la maestria dei liutai sia tutta lì: saper ABBINARE caratteristiche diverse per donare delle specifiche qualità a ogni strumento, in base a ciò che si vuole ottenere. Tra queste caratteristiche c'è sicuramente il legno della tastiera.
Rispondi
di mz2250 utente non più registrato
commento del 08/06/2016 ore 14:29:01
Mi hai tolto le parole di bocca , e sicuramente è anche l'immaginario dello strumento che condiziona , esempio se hai in mano una jackson super strat e una gibson l-5 sarai portato a suonare in modo diverso , non solo per la fisionomia della chitarra ma proprio per io retaggio che si porta dietro , stessa cosa acero palissandro , strat con palissandro pensi a srv e via andare strat in acero viene in mente gilmoure esempio buttato li , è un fatto naturale farsi condizionare anche nell'impostazione dai precedenti utilizzatori e nella scelta del suono. Si esaltano certe caratteristiche che magari sono marginali o comunque non marcate portandole in primo piano al nostro orecchio perchè se suono due chitarre identiche con manici diversi oemsando tutto il tekpo "l'acero è più squillante e chiaro " a mo di mantra sicuramente mene autoconvincerò
Rispondi
di SysOper [user #10963]
commento del 08/06/2016 ore 14:39:19
Non solo - io trovo più differenza al tatto tra acero lucido e satinato, che tra quest'ultimo e palissandro (dopo di che, la tastiera la prenderei in ebano...)
Rispondi
di 7cordista utente non più registrato
commento del 08/06/2016 ore 12:23:08
Sull'influenza del legno della elettica ho la mia opinione. Sul feeling sotto le dita poi resto dell'idea che ebano, palissandro ed acero in strumenti con i tasti si comportino assolutamente allo stesso modo, il resto é solo suggestione.
Rispondi
di Pietro utente non più registrato
commento del 08/06/2016 ore 13:01:53
Sotto LSD,probailmente si sente la differenza....
Rispondi
di maxventu [user #4785]
commento del 08/06/2016 ore 13:22:32
nella chitarra elettrica i legni contano davvero poco rispetto a molte altre cose (pick-up, tipologia costruttiva etc.) ma, premesso ciò, il manico è il componente legnoso più risonante in una solid body. Anche la lega metallica dei fret ha un impatto diretto sul timbro e sul feeling. Detto questo , il test è molto interessante, però a mio avviso per essere rigorosi andrebbero cambiati i presupposti. Andrebbe confrontato un manico "due pezzi" (manico e tastiera) incollati entrambi in acero, rispetto ad un due pezzi (poco comune) in palissandro. Oppure un manico in pezzo unico acero rispetto ad un pezzo unico palissandro. Comunque dal test emergono tutte le sottili differenze timbriche che già mi aspettavo: più corpo, calore e pancia nel rosewood, mentre l'acero è "frizzante".
Rispondi
di angusnoodles [user #13408]
commento del 08/06/2016 ore 13:48:17
La differenza si sente... Ma dubito che il motivo sia il legno della tastiera... Magari in linea generale qualche sfumatura c'è... Ma in questa prova sono messi a confronto due manici e non due tastiere... Due manici con le loro differenze: legno, tasti, meccaniche, capotasto, curvatura del manico... E vorrebe farci credere che l'unica differenza sta nella tastiera? Concordo con chi ha affermato che il legno della tastiera è sono una un problema di feeling...
Rispondi
di marcomo utente non più registrato
commento del 08/06/2016 ore 14:07:20
io conconrdo pienamente con angusnoodles...la differenza si sente sarò io strano ma la percepisco anche sull'atacco e sull'hadroom sonora in generale....Ovviamente cambia il manico...e per forza cambia come sono riflesse o trasmesse le onde e quindi anche le ibrazioni delle corde e ovviamente anche come sono catturate dai pickup...Sostanzialmente credo che in linea generale il suono dipenda dalla scala (lunga\corta) e da come sono posizionati i pickup su di essa, poi dai legni del manico dal tipo di ponte e dalla giunzione legno/ponte...
Rispondi
di elguitarron [user #8109]
commento del 08/06/2016 ore 14:09:18
Da questo argomento mi sorge spontanea una domanda:
Come mai nelle chitarre si trovano tastiere in palissandro molto più di frequente che quelle in acero? A cosa è dovuta questa scelta?
Rispondi
di maxventu [user #4785]
commento del 08/06/2016 ore 14:24:10
secondo me costi di produzione.
Rispondi
di francesco72 [user #31226]
commento del 08/06/2016 ore 14:24:34
Ciao, credo che il primo motivo sia che il palissandro è un legno più duro dell'acero per cui in primo luogo trasmette meglio le vibrazioni. Inoltre, pe rlo stesso motivo, è meno soggetto ad usura, graffi ecc.. C'è poi una componente estetica:l'acero essendo chiaro va trattato con più cura per essere sempre bello e questo anche se la chitarra rimane in magazzino; il palissandro, più scuro, patisce meno i segni del tempo e, soprattutto, gli aloni del grasso e del sudore delle dita si vedono meno.
Dopodichè forse c'entra anche il mercato ma non sono certo.
Ciao
Rispondi
di SysOper [user #10963]
commento del 09/06/2016 ore 02:14:13
Per quanto riguarda le vibrazioni dovrebbe essere l'opposto, l'acero è in genere più rigido del palissandro e infatti viene frequentemente usato per il manico anche quando la tastiera è in un altro legno - spesso appunto in palissandro
Rispondi
di francesco72 [user #31226]
commento del 09/06/2016 ore 08:42:45
Non per polemica, ma non è così. L'acero è un legno semiduro e poroso mentre il palissandro è classificato come duro e compatto, ergo è più rigido.
Ciao
Rispondi
di GTi [user #3728]
commento del 09/06/2016 ore 11:12:1
Ciao,
Ci sono tanti tipi di acero. Quello più usato è il cosiddetto "hard rock maple" ed è un legno duro (anche se non come il palissandro). Altri aceri (come quelli che tipicamente troviamo in Europa) sono più morbidi.
Però nessun acero è poroso; invece tutti i palissandri sono porosi.
Rispondi
di tylerdurden385 [user #30720]
commento del 08/06/2016 ore 14:49:39
Io provo a fare il ragionamento su scala industriale, ma ci sarebbe bisogno del conforto di un costruttore o un operaio che lavora con il legno: forse, su grandi lotti di produzione, inserire il trussrod in un manico con tastiera in acero e chiudere poi il tutto con la skunkstripe è un processo più lungo che non applicare direttamente il foglio in palissandro...Poi magari un minimo di influenza ci sarà anche, o magari anche qualcosa in più, ma alla fin fine ciò che importa è che una chitarra suoni bene e che ci piaccia il feeling che la tastiera restituisce.
Rispondi
di matteo1982 [user #33974]
commento del 08/06/2016 ore 16:27:34
Semplice: se sei in grado di costruire la tastiera separatamente dal manico su linee produttive diverse i costi si abbassano per tre motivi principali:
- un errore di produzione su una tastiera in acero ti fa buttare via un intero manico, altrimenti solo una piccola tavola di palissandro.
- tagli più piccoli di legno costano meno (nonostante il palissandro costi più dell'acero).
- allestire una linea industriale parallela per la produzione della sola tastiera in palissandro comprime i tempi, quindi i costi.
Rispondi
di GTi [user #3728]
commento del 09/06/2016 ore 11:14:54
Si può benissimo fare una tastiera in acero separata, come se fosse in palissandro.
Nella produzione, la differenza tra l'uso di acero e palissandro è che nel primo caso bisogna verniciare la tastiera e, poi, pulire i tasti dalla vernice (visto che normalmente si vernicia a tasti installati).
Rispondi
di matteo1982 [user #33974]
commento del 09/06/2016 ore 11:37:52
Chi produce manici in acero difficilmente applica la tastiera in acero in un secondo momento. L'ho visto fare poche volte e solo su chitarre tendenzialmente economiche, a meno che non sia una scelta costruttiva motivata da ragioni sonore. Oltretutto sarebbe storicamente non corretto, pensa a Fender, che costruisce solo tastiere in acero NON incollate.
Corretto il discorso sulla verniciatura, che richiede manodopera specializzata per la rimozione dai fret... diciamo un quarto punto rispetto a ciò che avevo scritto.
Rispondi
di GTi [user #3728]
commento del 09/06/2016 ore 11:52:14
Prova a cercare maple cap Fender neck... non sempre Fender ha fatto manico e tastiera in acero pezzo unico!
Idem per G&L, che è la massima evoluzione del Fender-pensiero.
Dal punto di vista del suono non cambia nulla.
NB la Fender ha fatto anche manici con tastiera in palissandro E skunk stripe.
Rispondi
di matteo1982 [user #33974]
commento del 10/06/2016 ore 09:32:49
Se è per questo Fender ha prodotto anche semiacustiche, ma non è per la Coronado che la ricordiamo. Dal punto di vista sonoro, sono d'accordo con te che non cambia nulla, si faceva un ragionamento esclusivamente industriale.
Rispondi
di elguitarron [user #8109]
commento del 08/06/2016 ore 15:11:45
Io pensavo ad un'ipotetica maggiore reperibilità del palissandro, ma era un'ipotesi buttata là..In effetti mi avete convinto. Ciao e grazie a tutti.
Rispondi
di Claes [user #29011]
commento del 08/06/2016 ore 15:27:0
Fender è partito con chitarre democratiche - non costavano quanto una Gibson semicassa e le Fender sono quasi le uniche ad avere un manico in acero per i primi loro modelli Tele / Strat. Si è poi passato al palissandro e il resto del mondo è in palissandro.da sempre.
Rispondi
di phunkabbestia [user #42918]
commento del 08/06/2016 ore 14:18:34
La differenza c'è e si sente, nella prova bridge era addirittura molto evidente, questo nonostante le variabili in gioco siano certamente di più e più influenti rispetto a quello che questo test vorrebbe rappresentare: come fai a garantire che body ed elettronica che utilizza siano neutri rispetto ai due manici? Non puoi, il risultato è che il test vale solo per quella determinata chitarra.
Rispondi
di GTi [user #3728]
commento del 09/06/2016 ore 11:53:58
Esatto. Per fare un test come si deve bisogna traslare la stessa elettronica (e magari ponte) da una chitarra all'altra.
Su Youtube c'è chi l'ha fatto, basta cercare. Anticipo che non si sente differenza.
Rispondi
di francesco72 [user #31226]
commento del 08/06/2016 ore 14:30:4
Come sostengo da tempo, il legno di una solid body è di suo poco influente sul suono e quello della tastiera ancora meno. Inoltre se si usano effeti di dinamica, dal compressore al distorsore, l'eventuale differenza di suono che possono dare i vari legni scompare del tutto.
Altro, invece, sono il sustain e la trasmissione delle vibrazioni, ma lì più che il legno, a mio parere, fa l'assemblaggio. Infatti le chitarre elettriche sono tutte costruite con legni duri o semi duri, quel che interrompe o limita la propagazione delle vibrazioni è se abbiamo ache fare con più o meno pezzi, quindi più o meno fratture e come le parti sono assemblate.
Ciao
Rispondi
di maxventu [user #4785]
commento del 08/06/2016 ore 15:42:49
non è solo questione di opinioni personali o di "feeling". Riporto testualmente dal sito Warmoth: "Maple, Hard (Acer saccharum): ... the most traditional Fender neck wood. Dense, hard and strong, offering great sustain and stability. The tone is bright.

Indian Rosewood (Dalbergia latifolia): The most popular fretboard wood! Indian Rosewood has the warm "rock-n-roll" tonality you’ve heard on many of the most famous rock albums in history. The warm tone is also a favorite amongst blues players. Rosewood contains natural oils so a finish is not required. The feel is also smooth and fast..."
L'acero è meno morbido del palissandro. Il suono dell'acero, generalmente, ha più "snap".
Rispondi
di GTi [user #3728]
commento del 09/06/2016 ore 11:20:3
Anche Warmoth, come tanti altri produttori, ama esaltare il "mito" del tonewood.
In realtà l'acero più duro del mondo è meno duro di quasi tutti i palissandri disponibili (e sono tanti); basta cercare "janka hardness" su Google immagini e ci si levano un po' di preconcetti.
Poi, se non è possibile fare la prova in prima persona (è sempre il tipo di prova che convince di più), è anche consigliabile andare su Youtube e guardare i tanti video in cui si confrontano chitarre in legni diversi (non di sola tastiera si vive) a parità di elettronica, per levarsene altri.
Rispondi
di my_prince [user #16856]
commento del 08/06/2016 ore 16:17:08
Io, per un gusto estetico, ma anche per tatto, preferisco il manico come pezzo unico in acero (anche se ho solo una Fender Strato che segue questa regola), ma parlandone con il mio liutaio di fiducia mi ha detto che secondo lui un manico composto da un pezzo unico di legno è più soggetto a sbalzi di temperatura e, quindi indirettamente, a scordatura/piegatura...
Questo perché, secondo lui, due pezzi di legno diversi (e magari tagliati in versi diversi) incollati tra di loro creano una resistenza migliore ad un solo pezzo di legno che ha un determinato taglio; mi sembra un affermazione degna di nota e ve la riporto come tale...
Rispondi
di maxventu [user #4785]
commento del 08/06/2016 ore 16:41:15
In teoria è corretto. Un manico in più pezzi dovrebbe essere - generalmente - più stabile. Io però personalmente preferisco il suono del pezzo unico. Si può ovviare in parte orientandosi su tagli quartersawn , in genere la zona più compatta del legno, venature più fitte e regolari e perpendicolari alla lunghezza. Ma qui si andrebbe OT
Rispondi
di blues65 [user #25832]
commento del 08/06/2016 ore 16:51:00
Ha ragione il tuo liutaio... Vedi la maggior parte di Les Paul che hanno il manico in pezzo unico i grattacapi che ti danno al cambio di stagione... :)
Rispondi
di GTi [user #3728]
commento del 09/06/2016 ore 11:22:04
Se come "pezzo unico" si intende con tastiera non incollata (come mi sembra di capire leggendo gli altri messaggi), non esistono Les Paul con manici in pezzo unico!
Rispondi
di blues65 [user #25832]
commento del 09/06/2016 ore 15:39:06
Hai inteso male... manico in pezzo unico si intende per un manico ricavato da un unico pezzo di "mogano" nel caso della Les Paul... le tastiere, per quel che ne so sono quasi sempre incollate...
Rispondi
di GTi [user #3728]
commento del 09/06/2016 ore 15:43:00
Normalmente (non sempre) le Fender con tastiera in acero hanno manico pezzo unico (tastiera non incollata ma ricavata direttamente dal manico).
Credo che my prince intendesse dire che ha una preferenza per il manico Fender "pezzo unico" (tastiera ricavata dallo stesso legno del manico), ma il liutaio consigliasse la tastiera incollata per questioni di stabilità (e la cosa è vera, è il principio del compensato).
Rispondi
di Skywalker8 [user #40706]
commento del 08/06/2016 ore 17:54:40
Personalmente ritengo che "il suono" al ponte nelle Fender si ottenga con la tastiera in acero mentre quello "al manico" con la tastiera in palissandro.
Sarei curioso di proporre un altro test...ossia fare la prova con body differenti! Sapete se è già stato fatto?
Rispondi
di Zado utente non più registrato
commento del 08/06/2016 ore 19:31:11
In effetti alcuni suoni al manico della strat di blackmore (palissandro dunque) sono fra le cose più belle esistenti.
Rispondi
di Skywalker8 [user #40706]
commento del 08/06/2016 ore 21:49:2
Personalmente sono più per quelli di Hendrix come suoni "campione" al manico ma...anche Blackmore si difende benissimo!
Rispondi
di mrnippo [user #31138]
commento del 08/06/2016 ore 17:55:13
avrò le orecchie scordate ma mi sembra più brillante (più alti e più medi) il suono con la tastiera in palissandro che in acero..
Rispondi
di Zado utente non più registrato
commento del 08/06/2016 ore 19:29:52
La tastiera in palissandro sulla carta dovrebbe rendere il suono "più arioso" rispetto all'acero che ha più attacco e morso
Rispondi
di trimmer741 [user #41394]
commento del 08/06/2016 ore 19:06:36
se si sente da un video su youtube ho l'impressione che dal vivo le differenze siano ancora più marcate.
Rispondi
di tormaks [user #26740]
commento del 08/06/2016 ore 21:16:42
Un grande boh!!! Non credo ci sia altro.
Chi la sente....chi non sente......chi se la sente e chi ,per omertà, non ha sentito niente.
E' sempre così soggettivo.
Ma io la sento sta differenza? A volte si a volte no.
Alla prossima.
Max
Rispondi
di onlyfender [user #5881]
commento del 08/06/2016 ore 21:22:59
Sento la differenza ma non mi sembra così marcata. Comunque fare queste prove con un suono distorto è come confrontare due macchine fotografiche facendo foto un pò sfuocate.
Rispondi
di gipson [user #32466]
commento del 08/06/2016 ore 22:04:31
La differenza si sente. Forse sarà più marcata per lui che la suona e la sente. Sicuramente quando proviamo una chitarra contiamo anche questo aspetto (tangibile) rispetto a differenze tra chitarre perfettamente uguali..
Rispondi
di LandShark [user #44835]
commento del 08/06/2016 ore 23:19:28
La differenza c'è e si sente, ma è decisamente trascurabile per chi ascolta mentre può essere motivo di scelta per il musicista. Personalmente trovo più decisiva l'influenza dei legni del manico e ancora di più se è avvitato o incollato. Anche quanto entra nel corpo può cambiare qualcosa. Si tratta di una serie di piccole influenze che alla fine determinano il timbro.
Rispondi
di franklinus [user #15063]
commento del 08/06/2016 ore 23:34:06
più che sentire si vede
Rispondi
di EarlBostic [user #39111]
commento del 09/06/2016 ore 04:27:37
La dimostrazione è sempre la stessa: i legni non influiscono come vogliono farci credere, anzi la loro influenza è prossima allo zero, quello che fa la differenza è altro... in primis la costruzione, ma di più dei legni - in un manico - fanno un capotasto o i tasti stessi. Sono stati fatti dieci miliardi di test che fanno cadere 'sti falsi miti che vogliono i chitarristi ossessionati pure dallo spessore della vernice e dalle boiate tipo che nelle elettriche i "legni devono respirare altrimenti suonano male" (sarebbe da includere un articolo nel codice penale per i criminali che diffondono tali sciocchezze, anche liutaioni considerati dei messia), esistono le Danelectro di plasticazza e hanno pure fatto una Fender di cartone. Tutto ciò va contro gli stessi principi che portarono alla costruzione delle solid body stesse, basta documentarsi e usare il cervello...
Rispondi
di Repsol [user #30201]
commento del 09/06/2016 ore 08:26:12
Nessuno dice che le chitarre in masonite non possano suonare, lo stesso per le chitarre in cartone, in plexiglass etc..
Tutto suona se ci metti 2 pickup, anche una chitarra in polistirolo.
Qui tuttavia si stava discutendo sul fatto di quanto possa influenzare il materiale della tastiera sul timbro di una chitarra...
Rispondi
di EarlBostic [user #39111]
commento del 09/06/2016 ore 23:19:54
Eh, e io ho risposto: praticamente niente. Vuoi sapere il perché? Perché conta la densità di un materiale, al massimo, e anche dalla stessa pianta, dipende dal taglio, due tavole di legno non avranno mai caratteristiche uguali ergo dovrebbero suonare tutti in maniera completamente diversa anche su un'elettrica, con differenze TANGIBILI all'orecchio umano... ma d'altronde Eric Johson dice che riconosce la marca delle pile dei pedali, per cui... tutti come lui anche quando è scientificamente impossibile. Per gli strumenti elettrici le teorie sulle essenze sono baggianate totali, confutate dalla scienza e dai principi per cui vennero ideate le solid body e per cui si paraffinano i pickup (annullare completamente il feedback, quindi l'influenza "acustica" dello strumento)
Rispondi
di blues65 [user #25832]
commento del 09/06/2016 ore 06:30:47
E' chiaro che l'80% del suono di una solid body è dato dai pickup, ma non dobbiamo dimenticare che il restante 20% in materia di suono è quello più importante... ponte, sellette, meccaniche, capotasto e infine il legno svolgono un importante lavoro di equilibrio e risonanze varie che fanno diventare una solid body da mediocre a leggendaria!!! Altrimenti non si spiegherebbe perchè se prendiamo 2 Fender Special (le prime 2 che mi vengono in mente) e le confrontiamo con lo stesso ampli, la stessa altezza dei pickup, le stesse corde ecc ecc queste alla fine non suonino uguali... :)
Rispondi
di francesco72 [user #31226]
commento del 09/06/2016 ore 09:00:37
Scusa ma non mi è chiaro il tuo ragionamento: come fa "il restante 20%" ad essere più importante dell'80%. A casa mia se una variabile pesa per 4/5 è quella che da' un'impronta.
Permettimi anche di esprimere dubbi sull'asserzione per cui due chitarre uguali suonerebbero diversamente, certo qualche differenza ci potrà essere ma che esse si mantengano al 100% quando le vibrazioni meccaniche trasmesse dai magneti vengono convertite in segnale elettrico poi elaborato da un equalizzatore, non è nemmeno credibile, e questo è il percorso breve; pensa quando aggiungi dell'effettistica (basta un compressore). Io direi, invece che, in realtà, chitarre diverse possono suonare allo stesso modo; basta guardare un live in cui i chitarristi cambiano due o tre chitarre anche di marca diversa ma mantengono lo stesso sound.
Altra cosa è il feeling del musicista che imbraccia lo strumento e lo capisco bene.
Ciao
Rispondi
di blues65 [user #25832]
commento del 09/06/2016 ore 14:09:45
Stai parlando dei live dove il suono delle chitarre viene processato da catene di effetti a terra... ma non stai sentendo il suono delle chitarre, bensì degli effetti!!! l suono della chitarra lo devi sentire "nudo e crudo", senza toni e senza effetti... lì puoi sentire le differenze tra una chitarra e un'altra... Il 20% restante, se hai letto bene il mio post, parlava di equilibri e risonanze varie che se non ci sono puoi avre i migliori pickup del mondo ma sarà sempre un suono spento, senza sustain e senza anima!!! Stiamo parlando ovviamente sempre di chitarre attaccate all'ampli nudo e crudo. Se tu non ti accorgi che prendendo 2 o più chitarre uguali, attaccate allo stesso ampli, senza toni, eppure suonano diverse... beh... non posso farci niente!!! Significa che per anni abbiamo scritto di cose inesistenti e abbiamo comprato chitarre solo per il gusto di spendere a vanvera i soldi, tanto il suono delle chitarre è uguale a che serve già comprarne 2?!?
Poi ci sono questi "imbecilli" tipo quelli della Frudua ma anche molti altri che non sto qui ad elencare che scrivono questa baggianate sui legni delle solid body:
vai al link
Rispondi
di francesco72 [user #31226]
commento del 09/06/2016 ore 15:05:47
Ciao, non capisco perchè ti inalberi.
Perdonami, ma il tuo mi sembra un intervento da siddharta della chitarra. Io che, bene o male, la suono nel mondo reale, so che dalla presa jack in poi tutto contribuisce a modificare il suono dello strumento, anzi contribuisce già il musicista, pensa un po'. Cosa significa "ampli nudo e crudo" o "senza toni"? Non so dove o come tu suoni la chitarra elettrica ma partendo dal presupposto che già il cavo di collegamento tra strumento ed ampli può mnodificare il suono, non capisco di cosa stai parlando. Tu per caso suoni dal vivo (o in studio) con l'elettrica collegata ad un pre e finale senza toni, senza equalizzazione e senza volume?
Effettivamente mentre per anni vi siete trastullati con le menate del legno più o meno influente io ho continuato a scrivere che il suo influsso è assai scarso sugli strumenti elettrici. Infatti esistono ottime chitarre non di legno e chitarre senza body che suonano da dio.
Sul comprare più chitarre direi che ha un senso se le acquisti diverse per forma, peso, scalatura del manico, hardware o configurazione p.u., ma se le compri per la differenza dei legni è una perdita di soldi. Vorrei anche capire chi usa due chitarre elettriche identiche per far risaltare la differenza di suono data dai legni, se mi fai una lista di quattro nomi ti ringrazio dato che a me, invece, risulta che quando un musicista ha un suono che gli garba se lo tiene ben stretto, anche quando cambia chitarra.
Infine, ho letto il link, ma se la prova che i legni hanno un valore viene da chi ti chiederà 3.000 euro per una chitarra in forza del fatto che "è fatta con la tale essenza o il tal'altro legno pregiato" direi che è come chiedere all'oste se il vino è buono.
Rimane il mistero sul 20%, se me lo puoi spiegare, mi fai una cortesia. Se no, forse sei tu che non sai cos'hai scritto.
Ciao
Rispondi
di blues65 [user #25832]
commento del 09/06/2016 ore 15:35:39
Io inalberato?!? Se ti ho dato questa impressione è completamente sbagliata e stiamo solo discutendo su di una cosa di cui si parla da troppo tempo con due scuole di pensiero. Quando io parlo di provare la chitarra intendo jack nell'ampli con i toni in flat e allo stesso volume... Non c'entra niente il suono dal vivo stiamo parlando della voce nuda dello strumento e puoi fare qualsiasi prova in questo modo e noterai da te che il suono è diverso ma posso pure capire che non è da tutti notare la differenza. Tu parli sempre di suoni che ti garbano ma non sono i suoni della chitarra, sono suoni a cui sei arrivato tramite le regolazioni dell'ampli e gli effetti a terra. E' chiaro che se uno trova il suo suono se lo tiene stretto ma non è il suono della chitarra! Io ho sempre usato ampli+chitarra+jack e forse per questo riesco a sentire delle differenze negli strumenti uguali, ma fidati che molti (anche non chitarristi) sentono queste differenze. Per quanto riguarda il link Frudua... se ci mettiamo a dubitare di tutto e di tutti allora possiamo dire che anche un manico di scopa con il pickup suonerà bene tanto quanto una solid body costruita da un liutaio... e infatti, i migliori chitarristi del mondo che si fanno costruire le chitarre secondo le loro specifiche con i legni che dicono loro devono essere anche loro degli incompetenti visto che gira e volta le chitarre suonano tutte uguali... :)
Rispondi
di francesco72 [user #31226]
commento del 10/06/2016 ore 09:58:37
Capisco quel che dici sul suono della chitarra in se' ma continuo a rupetere che esso non è reale: l'ampli con i toni flat non significa nulla in quanto, in realtà, gli ampli hanno voci diverse e cambiano l'ampli si modifica il suono, quindi in realtà anche tu hai un suono di riferimento e su quella base andrai a regolare i toni di un ampli diverso dal solito.
Quanto al link, io non dubito di tutto e tutto; al contrario: sono certo che esaltare le qualità di una componente dle prodotto che si deve vendere è una strategia di marketing. Sei mai andato in un ristorante dove ti dicono: guarda la pizza è fatta di ingredienti semplici ed ha un costo di produzione pari ad 1€ però a te la vendiamo al 500%? Tutto il mondo è paese e chi vende chitarre non fa eccezione.
Ciao
Rispondi
di maxventu [user #4785]
commento del 09/06/2016 ore 11:58:
secondo me inoltre - e poi mi fermo qui - se si facesse una prova identica a questa, utilizzando però due manici del tutto identici, ad esempio due pezzi unici di acero, con stesso taglio, stessi tasti, stesso capotasto, corde, insomma stesso tutto, qualche minima differenza nel timbro potrebbe ugualmente starci. Sarebbe interessante.
Rispondi
di calioster [user #34275]
commento del 10/06/2016 ore 09:40:37
condivido.
è esattamente questo il test che andava fatto.
purtroppo credo che un manico interamente in palissandro sia troppo morbido per la trazione delle corde. quindi l'unica alternativa sarebbe un manico in acero con tastiera in acero ma incollata.
Rispondi
di calioster [user #34275]
commento del 10/06/2016 ore 09:38:29
in tutta sincerità, ho trovato l'acero più risonante e cristallino, mentre il palissandro impercettibilmente più cupo e rotondo. inoltre, il volume raggiunto dal palissandro mi è sembrato leggermente più alto.

comunque, bell'articolo e bella prova, non mi ero mai posto il problema, ma sono contento di averlo considerato. Personalmente, ho sempre avuto manici in palissandro, ma per una questione estetica. se però mi dovesse servire un suono più chiaro, valuterò l'acero.
Rispondi
di keydro [user #12646]
commento del 10/06/2016 ore 10:48:30
Leggo continuamente post con osservazioni così. Poi alla fine il suono è una alchimia di tali e tante cose che si può stare a parlare ore senza uscirne. onestamente nella mia esperienza ho notato che conviene osservare il setup a ritroso partendo dal sistema di ripresa e registrazione in giù . Quello che pesa nelle chitarre elettriche sono le geometrie e le dimensioni e ovviamente il pick-up. Non fissiamoci troppo sulla tecnica, ma lasciamoci andare alle sensazioni. L'importante è comprare strumenti belli, che suonino e non siano un investimento a perdere. Credo che pochi di noi, per quanto esperti possano ascoltare un disco e dedurre che chitarra suona, con che legni, pickup, ampli , speaker , etc , allora non capisco perché abbandonare le emozioni a favore delle nozioni. Io ho modelli di ogni tipo e se devo scegliere con quale registrare lascio tutto all'orecchio. Però resta il fatto che l'articolo è interessante e utile, soprattutto il confronto può arricchire in ogni modo. Non ci dimentichiamo di affidarci al cuore. Ciao a tutti e grazie
Rispondi
di carlovanni [user #34920]
commento del 10/06/2016 ore 11:03:21
I commenti sono spesso più illuminanti degli esperimenti: ciascuno sente un po' quello che vuole sentire. Andando per ordine:
1) il legno influisce certamente sul suono, così come qualsiasi altra cosa nella catena della trasmissione sonora. Prima tra tutte, l'orecchio. Che qui non é stato affatto considerato.
2) una tele Thinline è, tra tutti, forse in assoluto lo strumento più sbagliato per fare questo genere di prova, perché ha una vera e propria cassa armonica che processa in prima battuta la parte analogica del suono che ci arriva. Il suono finale é il risultato della raccolta al pickup del passaggio elettromagnetico, della variazione dell'aria, della restituzione del resto dell'hardware (legni compresi, ma non escluse meccaniche, ponte e capotasto), della vibrazione del top di laminato (staccato dal resto), delle caratteristiche dell'ampli, della raccolta al microfono, delle casse del vostro pc o cellulare o altro e finalmente dell'orecchio. Cosa sia potuto rimanere in questa complessa e lunghissima catena sonora di variazione sottili come quelle tra la densità di diversi legni delle tastiera è materia opinabile ma certo da non trascurare.
3) in una tastiera non c'è poi così poco legno. In realtà, faccio il calcolo a spanne sul manico di Strato American Standard che ho qui (22 tasti quindi), sono circa 120 cm cubici (48 cm x 5 cm di media per mezzo centimetro di spessore): non poi così poco, che ne dite? non abbastanza per un mobiletto, ma per un portagioie sì. L'equivalente di un piccolo cassetto incollato alla vostra chitarra.
4) la fisica non mente; acero, molto risonante, mediamente denso, duro; palissandro, oleoso, denso, sordo. L'acero regala un attacco più brillante e un buon sustain, esalta le frequenze alte; il palissandro dà un buon sustain, l'attacco é più morbido e il volume viene smorzato nel complesso; ebano, densissimo, pesante, non oleoso, bel sustain ma non risonante, attacco deciso, rinforzo frequenze acute.
5) le Fender sono macchine da acuti. Acero ontano frassino tiglio e stop. Suoni che venivano bene fuori per la loro logica costruttiva iniziale (orchestre), poi oggi specie con i single coil e con l'hardware obiettivamente da poco che hanno sempre montato (e manico avvitato) regalano suoni spesso acuti, inconsistenti e zanzarosi. Il palissandro é un ottimo espediente per smorzare quelle risonanze sgradevoli così create mantenendo basso il peso ed il costo totale dello strumento (i legni Fender sono i più economici del mondo). Una chitarra in mogano suona molto diversamente (vedi Gibson). Chi voglia fare la prova consideri un esperimento semplice: stesso ampli, in successione provare il pickup al ponte di una Telecaster e il pickup al manico di una Fliyng V. Minima vibrazione, single coil, ontano, manico avvitato contro massima vibrazione, humbucker, mogano, manico incollato; non c'è differenza. C'è tutta la liuteria del mondo di differenza, e si sente tutta, cosa che solo l'elettromagnetismo non potrebbe mai realizzare.
6) per questa ragione, una chitarra interamente di palissandro oltre a costare un botto e pesare come un peccato (a occhio sopra i 5 kg di sicuro, anche se guarda il caso la Fender l'unico dato che non fornisce é proprio questo. Perchè la chitarra esiste: vai al link ) Come suona? Sorda come una campana. Esattamente come ci si sarebbe potuti aspettare. vai al link Costa un occhio, pesa un botto, suona sorda: siete veramente sicuri di volerla?
7)Qualcuno ha citato il suono della tastiera di Blackmore. Non dovrei essere io a dirlo, ma anche qui c'è un problema: è l'esempio forse meno influente assieme a Malmsteen, due che usano sempre tastiere scalloped. Il che come abbiamo visto non vuol dire che non influisca sul suono, ma di sicuro molto meno.
8) sì, la prova clean è l'unica che può dare un'idea, la distorsione come è noto taglia molte frequenze.
9) inutile pensare ai vari suoni dei vari chitarristi. Come oggi candidamente ammettono, è più una questione di feeling ed endosement che altro; Billy Gibbons ha sentenziato onestamente che nelle sue mani una telecaster come una Gretsch come un Les Paul suonano uguale, tanto con quei volumi e quella catena di effetti...
10) l'acero e i palissandro hanno sicuramente dalla loro anche un gusto estetico particolare. Nessun palissandro potrà mai reggere il confronto visivo con un acero quilted, o toasted birdseye. E anche sotto le dita il feeling è diverso: palissandro senti il legno, acero senti... la vernice, toasted o ebano senti come se fosse ceramica a volte, liscissimo. Personalmente preferisco prendere la tastiera in palissandro e levigarla con tre passaggi diversi fino a quando non è come il velluto, è forse al tatto la migliore; alla vista acero tutta la vita, ma sono gusti.
11) se vi sembra troppo scuro e cupo il suono del palissandro investite 10 euro in un capotasto in grafite. anche una chitarrina morta e sepolta tirerà fuori suoni Hendrixiani. Se volete fare la differenza su un Les Paul o una SG fate lo stesso esperimento, vedrete i suoni brillanti allora. Peggio ancora con un capotasto in ottone. La maggior parte degli assoli famosi della storia dei famosi stratocasteriani è stata ottenuta con un Les Paul così modificato (compreso "Comfortably Numb" e molte cose di Clapton, tra le quali il solo di While My Guitar Gently Weeps). Invece quello di Stairway to Heaven viene da una telecaster, ironia della sorte, perchè Page considerava la Gibson troppo "scura".
12)un'altra equalizzazione che spesso sfugge ai suonatori é quella del top. PRS su corpi in mogano usa top in acero figurato e non è un caso che su di una chitarra costruttivamente molto apparentata con le Gibson il suono esca più equilibrato e più ricco di frequenze alte. Stesso dicasi per i Les Paul, che in media ha un suono più equilibrato dell'SG, tutto in mogano e che ha un suono più ricco su medi e bassi benché monti pickup più aggressivi e più ricchi di frequenze alte.
13) sì, più legni incollati sono più stabili del monopezzo. La diatriba tra "corpo pezzo unico" e "ommioddio quel body è fatto con cinque pezzi" non ha senso. Il legno più stabile é il multistrato, che non é più neanche legno, per non dire del truciolare usato su molte discrete chitarre coreane (Samick, Cort); molto plebeo ma anche molto ecologico ad essere sinceri. Un buon corpo messicano in 3 / 5 parti darà nel tempo più soddisfazioni di un tiglio in pezzo unico, inutilmente costoso e che si torce come un serpente al cambio di stagione. Il mio manico indonesiano (Squire) è buonissimo e, con tutto il suo acero, nella pianura padana farebbe incazzare un santo: ogni giorno si dovrebbe darci giù di truss rod.
13)sì, non ci sono due legni uguali, anche nello stesso albero; 20 cm più sotto o più sopra nella stessa tavola e fa la differenza.
14) i legni stagionati non esistono più, tranne che negli strumenti vecchi o in tavole di caminetto o assi del soffitto o in vecchi magazzini del nonno liutaio. Oggi si essicca tutto. E non è detto che non sia meglio; chi ha detto che un legno stagionato suona meglio di uno che non lo è? E' più stabile, ecco tutto. Quanto all'acqua, dentro a spessori di vernici poliuretaniche di 3 mm farà molta fatica ad evaporare, anche se suonate torridi blues.

Spero di esservi stato utile; se avete domande sono a disposizione.
Rispondi
di blues65 [user #25832]
commento del 10/06/2016 ore 14:51:21
Complimenti... e non solo perchè mi stai dando ragione... :)
Rispondi
di carlovanni [user #34920]
commento del 10/06/2016 ore 20:11:10
Grazie :) Capisco l'obiezione di Francesco e in molti casi la sposo, ma quel 20% in più fa la differenza, e a volte anche un 1%. E non solo sui legni. Basta un pizzico di cera in più sui pickup o qualche spira in meno, o ferrite differente. Ho avuto per le mani dei Super Distortion di diverse epoche, montati sulla stessa chitarra nella stessa posizione: suoni diversi, caratteristiche dichiarate dalla ditta del tutto uguali! :D
Rispondi
di Pancollolio [user #27959]
commento del 10/06/2016 ore 18:39:32
Io una domanda per te ce l'ho. Quali modelli Cort sono fatti in truciolato?
Rispondi
di carlovanni [user #34920]
commento del 10/06/2016 ore 20:05:09
La domanda è buona ma la risposta è impossibile, nel senso che la stragrande maggioranza della produzione Cort è produzione per altri marchi. Tra gli altri: Squire, Fender, Vester, LTD, Epiphone, Gibson, Jackson, G&L, Ibanez, Hamer, ESP, Blade e Dio solo sa cos'altro. Dalle loro linee escono in media 6 - 700.000 strumenti l'anno: sono loro i giganti mondiali, assieme a Samick, l'indonesiana con la quale peraltro hanno spesso rapporti. Se su di una chitarra vedi scritto Cina, Giappone, Corea stai pur certo che può essere passata dai loro stabilimenti. La notizia buona: possono fare anche cose egregie, dipende solo dal valore dello strumento. Le loro linee signature e simili producono ottime cose; se però vai sotto i 200 Euro di listino al 99% il body sarà fatto di laminato, spesso a prima vista legno vero perchè c'è una sottile impiallacciatura. Un tempo non badavano al prezzo: la mia prima chitarra é stata (ce l'ho ancora), che all'epoca come la Washburn era sempre Samick, e costava 600.000 lire (tantissimo). Multistrato orribile e pesantissimo. Qualche mese fa ho aperto una Squire copia cadetta della Fender HM, molto carina: Cort, anni '90, multistrato nonostante abbia hardwae economico ma buono e un manico notevole. Questo per dire che l'attenzione ai legni su chitarre non blasonatissime é abbastanza recente. Ma se vuoi toglierti ogni dubbio prima di comprarla fai svitare un attimo il vano elettronica, lì con le fresature si vede subito.
Rispondi
di carlovanni [user #34920]
commento del 10/06/2016 ore 20:12:16
La chitarra era una Eagle, non é venuto scritto :)
Rispondi
di Pancollolio [user #27959]
commento del 11/06/2016 ore 00:18:08
Io una Cort giá ce l'ho, un'ottima Z Custom 1, quindi dubbi non ne avevo né me ne hai fatti venire. Leggendo la tua perentoria affermazione che le Samick e le Cort sono fatte di truciolato, ho immediatamente pensato all'antica e identica bufala sulle Epiphone, e mi sono chiesto se tu, per caso, puoi esibire prove concrete (e con prove concrete intendo dire chitarre Cort segate nel mezzo) in appoggio a questa tua affermazione. Ti ho fatto una domanda precisa, mi hai risposto che é impossibile darla, e il truciolare nella risposta non l'hai nominato, citando peró a profusione il multistrato, che se non vado errato é stato usato per la prima volta in liuteria elettrica con la Gibson SE 335 (Domandina di contorno: se lo usa la Gibson va bene, mentre se lo usano i cinesi no?) Conosco benissimo Cort, so chi sono e cosa fanno e per chi, e oltre alla mia Zenox sono anche il felicissimo possessore di una Epi Riviera De Luxe Jorma Kaukonen Signature (produzione Peerless)...
Ripeto la domanda in modo più chiaro: quali modelli col nome Cort sulla paletta sono fatti in truciolare?
Rispondi
di carlovanni [user #34920]
commento del 11/06/2016 ore 01:08:52
Dove poi tu abbia letto perentorie affermazioni mie che le Cort e le Samick siano fatte di truciolato non é dato saperlo, visto che ho ripetuto che non é possibile sapere in quali modelli usino il MULTISTRATO e non il TRUCIOLATO e in quali no. Della stessa serie Squire, stesso anno, puoi aprire due chitarre e tagliarle in mezzo, come dici tu (non ne vedo l'utilità, basta guardare nel vano controlli) e scoprire che in una c'è il multistrato e nell'altra un discreto agathis in tre pezzi.

Non capisco neanche quali dubbi avrei dovuto farti venire e a che titolo, visto che se ti piace il suono anche una chitarra di compensato va benone. Non vendo né legni né chitarre, non è che la cosa mi interessi molto.

Comunque per rispondere alla tua domanda finale non vedo cos'altro potrei rispondere se non la stessa cosa che ho già scritto: se compri una chitarra solid body a meno di 200 € di listino è molto, molto facile che abbiano usato il multistrato. E guarda, mi sbilancio a dire che anche il resto del materiale non sarà proprio di punta. Io non mi aspetterei meccaniche Grover, per dire.

Sempre per dire: un tempo (30 anni fa) usavano il multistrato anche su produzioni di prezzo interessante; nella mia c'era un buon Floyd Rose Lic. (poche lo vantavano) e meccaniche Grover, eppure dentro é un multistrato. Oggi la qualità media della fascia bassa si é molto alzata: più produttori di hardware e tecnologie di essiccazione del legno molto più performanti.

Per essere più chiari: la risposta è. se compri una chitarra da pochissimo non aspettarti legni di alta liuteria. Se vuoi sapere di cosa sono fatte, guardaci. Se ti piacciono anche se sono fatte di masonite, e ce ne sono state, usale.

Quanto alla ES 335, non SE, più che di multistrato come dicono in tanti è più corretto dire che é composta di laminato multicomposito, e non potrebbe essere altrimenti trattandosi di una vera e propria chitarra a cassa armonica anche se alta nemmeno 4 centimetri, tolto il blocco di massello al centro (quello sì spesso multistrato). Questo è un laminato vai al link
e questo è un multistrato vai al link
Più che la domanda in sé, alla quale avevo già risposto, mi sfugge il senso della domanda: stai per qualche motivo prendendo le difese della produzione asiatica pensando che le mie fossero critiche? Se è così sei fuori strada. Oppure lavori per Cort e pensi che abbia voluto dileggiarne i prodotti? Anche qui, mai detto niente di simile. Non quando ci sono in giro chitarre fatte di compensato da 350 Euro che suonano meglio di cosette da 1.200 che senza altri 200 Euro di liuteria sarebbero ingestibili. Lo sa bene chi è tutto fiero della sua American Standard e poi scopre che ci sono Squier giapponesi che suonano meglio e la rivende perdendoci. E anche qui, non c'è scritto sulla paletta che la tua chitarra suonerà male.
Rispondi
di Pancollolio [user #27959]
commento del 11/06/2016 ore 01:14:40
Ti cito: "Il legno più stabile é il multistrato, che non é più neanche legno, per non dire del truciolare usato su molte discrete chitarre coreane (Samick, Cort)" e ripeto la mia domanda: quali modelli Cort (non Samick né Squire) sono fatti di truciolare?
Rispondi
di carlovanni [user #34920]
commento del 11/06/2016 ore 01:28:10
Mi ri-cito (ormai il dubbio é chiarito):

"ho ripetuto che non é possibile sapere in quali modelli usino il MULTISTRATO e non il TRUCIOLATO e in quali no. Della stessa serie Squire, stesso anno, puoi aprire due chitarre e tagliarle in mezzo, come dici tu (non ne vedo l'utilità, basta guardare nel vano controlli) e scoprire che in una c'è il multistrato e nell'altra un discreto agathis in tre pezzi".

E di nuovo:
"se compri una chitarra solid body a meno di 200 € di listino è molto, molto facile che abbiano usato il multistrato".
Possiamo anche andare avanti all'infinito, ma se hai l'ansia di che tipo di legno hai nella tua chitarra forse fai prima a) a leggere la scheda del costruttore, b) ad aprire il vano controlli.

P.S. - Squire è costruita sia da Samick che da Cort che da altre otto o dieci.
P.P.S- (repetita juvant) - facile che se apri una chitarra moderna (dal 2003, 2005 in avanti) trovi legno anziché laminato, oggi essiccare costa quasi meno che produrre e sagomare laminato. Come già detto. Ma hai dei problemi con le tue chitarre o non sopporti il laminato in se stesso?


Rispondi
di Repsol [user #30201]
commento del 10/06/2016 ore 22:48:40
Io penso che le sfumature di un suono si riescono a percepire solamente nella propria cameretta, seduti davanti al proprio ampli settato Clean. In questo contesto si riece a sentire (forse e se c'e') la differenza tra una chitarra ed un'altra.
Appena la chitarra passa attraverso un OD, entra in un P.A. o si alza il gain dell'ampli finisce tutta la poesia. A quel punto il suono della chitarra e' talmente influenzato da altri fattori che tutte le infinite variabili che compongono una chitarra (manico, legno, forma del body, tipo di corde, sellette, ponte, capotasto etc...) finiranno per essere davvero poco determinanti.
Rispondi
di sombrerobianco [user #8769]
commento del 11/06/2016 ore 22:51:22
Io ho 2 strato identiche come pick up e come specifiche...cambia solo la tastiera una acero l'altra palissandro (peraltro sono entrambe incollate quindi non c'è il manico in un pezzo unico d'acero ma la tastiera è acero su acero incollata)...sono quindi identiche tranne che per la tastiera
suonano diverse c'è poco da dire

idem la lp....una custom ed una standard che differiscono solo per la tastiera ebano/palissandro
suonano diverse

quindi il legno anche solo della tastiera conta eccome....peraltro la differenza la sento in casa in sala o in live...non che una suoni meglio dell'altra questione di gusti personali ...ma sicuramente suonano diverse


Rispondi
di Spacecaster [user #42955]
commento del 15/06/2016 ore 21:57:17
come al solito,le solite diatribe sull'influenza del legno sulle chitarre elettriche...io non so quale sia la verità ed è anche sacrosanto che ognuno abbia le proprie opinioni in base alle proprie esperienze.
Però amo citare sempre un vecchio articolo di accordo,redatto da una persona che di chitarre e legni,a mio avviso, ne capiva più di tutti i "guru" di oggi messi insieme e che è stato il mio maestro di vita musicale per 10 anni.
se vi va,buona lettura.
vai al link
Rispondi
di sergiol [user #26079]
commento del 22/06/2016 ore 14:30:32
Sembra una di quelle discussioni (Fender vs Gibson; tecnica vs feeling; analogico vs digitale ecc.) che ogni tanto la redazione propone nei momenti di stanca per recuperare un po' di "click", scatenando gli accordiani delle opposte fazioni.

E', tutto sommato, una cosa innocente e voglio dare volentieri il mio contributo con questo accesso :-)
Rispondi
di ovinda [user #46688]
commento del 15/10/2019 ore 08:00:36
Secondo me la tastiera incide poco e nulla sul suono, di certo molto meno rispetto ai tasti (a proposito, non è che quella leggera differenza di suono sia dovuta proprio ai tasti?). A incidere tra le due tipologie di tastiere è, invece, il feeling del chitarrista. Io mi sento molto a mio agio con l’acero mentre il palissandro non mi dà un ottimo feeling. Qundo provo più chitarre alla fine passo più tempo su quelle con la tastiera in acero. ho solo una chitarra con il palissandro e ci passo poco tempo.
Rispondi
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