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Gibson Les Paul: lo splendore del vintage
Gibson Les Paul: lo splendore del vintage
di [user #36241] - pubblicato il

La Les Paul non è sempre stata come la conosciamo. Pickup, ponti e finiture oggi rari si accompagnavano a piccole differenze che potrebbero sfuggire a un occhio poco attento, ma che hanno contribuito a segnare l'evoluzione della solid body icona del rock e non solo.
Stamattina rileggevo alcuni degli articoli a proposito della Stratocaster in cui, un po’ di tempo fa, stilai una classifica di strumenti vintage secondo il mio gusto personale. Avevo già pensato che avrei fatto la stessa cosa anche con altre chitarre ed è arrivato finalmente il momento di chiacchierare un po’ tra di noi di un’altra regina delle solid body: la Gibson Les Paul.
Andiamo da un emisfero all’altro, tanto per mischiare un po' le carte. Ho deciso però, complici il fatto che i modelli di Les Paul sono pochi e la mia legge di vita "son tutte belle le chitarre del mondo", di non fare una classifica. Mi sono un po' pentito di aver fatto questa cosa sulla Stratocaster: preferisco amarle tutte insieme indistintamente e prenderle in esame così come sono, in linea cronologica.

Gibson Les Paul: lo splendore del vintage

1952 Gibson Les Paul Goldtop
La meravigliosa prima incarnazione della regina dalla pelle d’oro. Il Goldtop è la mia passione, non me ne vogliano gli amanti dei numerosi burst che ritengo comunque meravigliosi. La Les Paul forse è una delle pochissime chitarre che nacque con tantissimi difetti a causa dei quali la sua prima versione non è tra le più ricercate e apprezzate.
Innanzitutto è da notare l’assenza degli humbucker che, nel 1952, non erano stati ancora inventati. Vi erano in sostituzione due single coil P90 a saponetta. Inizialmente questi pickup avevano due viti negli angoli piuttosto che le viti in corrispondenza dei poli così come siamo abituati a vederli. Notiamo anche l’assenza della placchetta di plastica sotto al selettore (chip) e le cover dei controlli posteriori in bachelite marrone leggermente trasparente. Il più grande difetto di questa chitarra era il ponte a trapezio. Come si evince facilmente dalla foto, il fatto che le corde passassero sotto al ponte non dava la possibilità di eseguire il palm muting limitando tantissimo la sonorità della chitarra. Inoltre era ovviamente impossibile raggiungere un’intonazione quantomeno accettabile e la chitarra andava fuori accordatura molto facilmente, solo appoggiandosi al ponte lateralmente. Le primissime erano prive di binding attorno alla tastiera. Il corpo era fatto di due pezzi di mogano e il top in acero in due o tre pezzi non sempre incollati simmetricamente. Il manico era angolato a solo un grado ed era in un unico pezzo di mogano con la tastiera in palissandro. Per tutto il 1952 le Les Paul non avevano numero di serie dietro la paletta.
Una chitarra storica, sicuramente, desiderabilissima per collezionismo ma riuscita molto male per suonabilità. I prezzi, infatti, non raggiungono livelli stellari.

Gibson Les Paul: lo splendore del vintage

1953 Gibson Les Paul Goldtop
A distanza di un anno la Gibson, sotto direttive di Les Paul, corresse il problema del ponte sostituendolo con una tailpiece wrap around che, se non altro, aveva le corde passanti “da sopra”. Permetteva il palm muting, un'intonazione almeno accettabile e manteneva sicuramente meglio l’accordatura. Da notare però che l’angolazione particolare del manico (aumentata a tre gradi) non permetteva comunque action particolarmente rasoterra. Sarà poi aumentata l’anno dopo a quattro gradi per compensare. Compaiono i primi “chip” sotto al selettore e i numeri di serie diero la paletta senza la dicitura “Made In USA” come siamo abituati a vederla oggi.

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1953 Gibson Les Paul Custom
Nel ‘53 nasce la meravigliosa Les Paul Custom Nera. Personalmente penso che la Custom del '53 con i suoi due single coil sia un sogno proibito di ogni chitarrista. Su questo modello troviamo, per la precisione, un P90 al ponte e un single coil diverso con magneti in AlNiCo V al manico, ponte TOM, corpo in mogano con top in mogano, tastiera in ebano, binding multistrato, hardware dorato, tasti “fretless wonder” bassi e larghi, quasi impercettibili, Bigsby opzionale, segnatasti in madreperla a blocco e battipenna multistrato nero. Questa è la chitarra con la quale è più probabile vedere suonare Les Paul in persona in quel periodo. I primi esemplari uscivano dalla fabbrica senza numero di serie. Successivamente fu introdotto il numero di serie stampato a caratteri gialli.

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1955 Gibson Les Paul Goldtop
Nessun sostanziale cambiamento nel 1955 se non il fatto che viene finalmente adottato il ponte TOM tradizionale che permette regolazioni più ampie e intonazioni più precise. Un cenno è da farsi.

Gibson Les Paul: lo splendore del vintage

Nota sulle Gibson Les Paul dal 1952 al 1955 e sulle Les Paul del 1956 Goldtop
Gibson faceva alcune chitarre completamente Gold Top. Ciò significa che era verniciata color oro anche parte posteriore. Questa, ovviamente, è una particolarità e una curiosità che aggiunge un punto di valore agli esemplari. Inutile dire che la copertura del bel mogano della parte posteriore rappresenta un enorme peccato a mio avviso ed esteticamente qualcosa di molto brutto. Tuttavia a livello collezionistico, ovviamente, sono più rare e più ricercate.
Solo nel 1956 viene adottato il famosissimo condensatore Sprague Bumblebee. Precedentemente si trova un altro condensatore Sprague denominato "Grey Tiger".

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1957 Gibson Les Paul Goldtop
Nel 1957, finalmente, si cominciano a vedere i primi PAF humbucker sulle Les Paul. Molte chitarre del 1957 fino al 1958 hanno la parte posteriore in mogano molto più scura delle precedenti, plastiche posteriori nere e il numero di serie stampato dietro la paletta con dell’inchiostro giallo. Non scompaiono tuttavia le Les Paul con i P90 ma coesistono non le nuove che montano i PAF. Il primo mese di fabbricazione delle Les Paul con i PAF vede, oltre che il darkback e le plastiche nere posteriori, anche tutto il resto delle plastiche in colorazione nera. Il battipenna sembra in effetti quello delle Custom ritagliato per accomodarsi ai PAF. Nonostante si tratti di una chicca particolarissima, le Les Paul del 1957 con i PAF e le plastiche nere sono meno quotate di quelle con le plastiche tradizionali in colorazione cream. Raramente poi si trovano Les Paul del 1957 con il top in mogano anziché in acero. Lo si può apprezzare solo guardando nella cavità dei controlli a causa, ovviamente, della colorazione coprente.

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1957 Gibson Les Paul Custom
Anche la Custom si humbuckerizza e questo è l’unico cambiamento apprezzabile. Si trovano tre pickup PAF al posto dei precedenti due single coil. Molto raramente troviamo esemplari con soli due pickup. Nasce in poche parole la meravigliosa Black Beauty.

Gibson Les Paul: lo splendore del vintage

1958/1959/1960 Gibson Les Paul Sunburst
Nella primavera del 1958 cominciano ad apparire le Les Paul in colorazione suburst, per la maggiore “cherry”. Le parti posteriori in mogano virano verso un colore più rossiccio tendente all’heritage cherry. I primi Cherry Sunburst però erano molto delicati e sensibili alla luce per cui sbiadivano molto rapidamente. A oggi, molte chitarre che nacquero in colorazione cherry sunburst sono praticamente irriconoscibili. In ogni caso le Les Paul sunburst del 1958 hanno tutte un bel top in acero piacevolmente fiammato o tigrato in due pezzi con l’incollatura al centro simmetrica ed è assolutamente certo che, se si trova una Les Paul burst con il top incollato non simmetricamente, è una chitarra nata goldtop riverniciata successivamente.
Nel 1959 viene variato il Cherry Sunburst con uno più resistente e si cominciano a trovare le prime tobacco sunburst, curiosamente molto meno quotate del regolare cherry. Nel 1960, la parte posteriore del manico diventa molto meno pronunciata e vira verso un contorno molto più sottile. Durante questo periodo cominciano ad apparire le prime Standard con il ponte Bigsby.
Tutte queste chitarre arrivano a quotazioni veramente da capogiro, ampiamente a cinque zeri.

Una persona molto autorevole della quale ho ragione di fidarmi una volta mi disse una cosa che io ho trovato molto curiosa e che non mi dimenticherò mai: "Lo sai come suona una Les Paul del 1958 coi PAF? Più o meno come una Stratocaster". Ora non so quanto questa affermazione possa essere dettata dalla passione. Tuttavia mi sento di riportarla perché è una cosa che mi ha veramente stimolato.
chitarre elettriche gibson gli articoli dei lettori les paul vintage
Link utili
Lo splendore delle Stratocaster vintage
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di Kibb [user #19804]
commento del 09/07/2016 ore 08:45:14
Concordo sull'ultima affermazione le les paul della golden age hanno un suono che non coincide con quello che l'idea generale può far pensare.. sulle recenti true historic c'è un tentativo abbastanza fedele di riprodurre quel concetto di suono dolce e raffinato.

Il suono grosso e cupo tipico delle standard anni 80 - 2000 è molto lontano da quello che era la les paul nella sua origine.
Rispondi
di SilverStrumentiMusicali utente non più registrato
commento del 09/07/2016 ore 08:49:55
Sarà per questo che non mi ci trovo proprio con le attuali Les Paul. Cupe al manico e lame al ponte. Inoltre le attuali hanno tantissima o pochissima uscita. Non c'è via di mezzo.
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di Sykk [user #21196]
commento del 09/07/2016 ore 10:01:
Confermo di avere avuto le stesse impressioni anche su una Gibson SG '61 reissue con i '57.
Poi sono passato a una con i P90 (con uno stravagante downgrade a Epiphone) ed ho trovato il suono che cercavo.
Però qui su accordo ci sono persone con le mani in pasta che qualche Gibson vecchierella dovrebbero averla provata, qualcuno potrebbe farci sapere come suonano questi famosi PAF, io tempo fa avevo sentito dire come P90.
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di SilverStrumentiMusicali utente non più registrato
commento del 09/07/2016 ore 10:13:38
Straconfermo. La mia 61 reissue era mollissima, cupissima al manico e taglientissima al ponte. Nella mia rastrelliera è durata pochi giorni prima di prendere una Standard che poi ho scoperto essere ancora peggio, purtroppo.
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di Oblio utente non più registrato
commento del 10/07/2016 ore 08:22:26
Boh? Devo aver beccato l'annata buona allora , perche' la mia R61 e ' la hummy piu' squillante e aperta che ho in rastrelliera ..fattispecie al manico .Semmai mi risulta un po' moscetta al ponte e quanto prima un'upgrade in tal senso sara' nelle mie priorita'!!
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di Sykk [user #21196]
commento del 15/07/2016 ore 08:39:23
Ho trovato una cosa interessante:
vai al link
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di SilverStrumentiMusicali utente non più registrato
commento del 15/07/2016 ore 08:56:55
Ma per farsi un'idea basta guardare un po' di specifiche tenendo in considerazione che la resistenza di un pickup PAF va da 7 a 8 kohm. Non è l'unica cosa che conta ma per farsi almeno una vaga idea è utile. Comunque ad opinione del tutto personale guardando demo in giro non ho sentito tutta questa attitudine da single coil. Certo, molto diversi dagli attuali. Ma lungi dall'affermazione di quella cara e preparata persona che citavo in articolo.
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di tylerdurden385 [user #30720]
commento del 09/07/2016 ore 10:02:06
Però con la Stratocaster non c'entrano davvero niente, al più con la Tele, ma solo in certi territori, tipo ampli sul punto di saturare o in crunch non troppo spinti.
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di SilverStrumentiMusicali utente non più registrato
commento del 09/07/2016 ore 10:12:22
Ambasciator non porta pena. Non saprei dire, purtroppo. :)
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di tylerdurden385 [user #30720]
commento del 09/07/2016 ore 10:15:07
Ma figurati, io parlo solo in riferimento a prove a/b fatte con le Reissue moderne, le vintage dell'articolo chi le ha viste mai. Ma comunque anche la mia con tutti gli upgrade che avevo operato si era aperta verso sonorità da Tele on steroid.
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di SilverStrumentiMusicali utente non più registrato
commento del 09/07/2016 ore 10:24:38
Si, infatti... sono chitarre così leggendarie e così costose che quasi sono figure mitologiche delle quali dubitare addirittura l'esistenza. Qualche video sul tubo si trova ma fino a che non ce l'hai tra le mani... chi può sapere. Poi metti per assurdo che tu riesca a provare una Les Paul del 1959 originale e scopri che suona TALE E QUALE ad una Telecaster. Se lo riferisci un buon 99% di persone "incoccerebbe" a non crederti. È tutto molto complicato! :D
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di tylerdurden385 [user #30720]
commento del 09/07/2016 ore 10:29:4
Intanto Page registrava con Tele e Danelectro e poi live aveva lo stesso suono, magari un po' più incazzatello, con Les Paul e EDS...Un fondicino di verità ci sarà...;)
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di SilverStrumentiMusicali utente non più registrato
commento del 09/07/2016 ore 10:34:35
È vero, non ci avevo pensato!
Rispondi
di KJ Midway [user #10754]
commento del 11/07/2016 ore 10:16:2
A detta sua di Page, la tele l'ha utilizzata per il Led Zep I e parte del II quando poi Joe Walsh gli dette la '59 (Les Paul), la Tele dovrebbe averla utilizzata anche per il solo di Stairway.
Considera poi che il wiring che usa Page cambia radicalmente il suono della Les Paul, pushpull sui volumi per lo split dei pu, controfase e pu in serie sul pushpull dei toni.

A riguardo qui c'è un stralcio di un'intervista molto interessante circa i suoni di Page:
" SR: It sounds exactly like a Les Paul.

JP: Yeah, well that's the amp and everything. You see, I could get a lot of tones out of the guitar, which you normally couldn't. This confusion goes back to those early sessions again with the Les Paul. Those might not sound like a Les Paul, but that's what I used. It's just different amps, mike placings, and all different things. Also, if you just crank it up to the distortion point so you can sustain notes, it's bound to sound like a Les Paul. I was using the Supro amp for the first album and still do.

The "Stairway To Heaven" solo was done when I pulled out the Telecaster, which I hadn't used for a long time, plugged it into the Supro, and away it went again. That's a different sound entirely from any of the rest of the first album. It was a good versatile setup. I'm using a Leslie on the solo on "Good Times Bad Times". It was wired up for an organ thing."
Rispondi
di biggiorgione [user #43441]
commento del 14/07/2016 ore 09:02:00
Mi intrometto al volo. L'affermazione che riporti è corretta. Il P.A.F. viene studiato e realizzato per migliorare il suono del single coil togliendone il rumore di fondo, non per creare un suono diverso. Accidentalmente l'humbucker ha preso una via differente. se tuttavia si vuole, si può far suonare esattamente come una strato,ma senza fruscio. Due precisazioni "pour parler": i grey tiger sono della Cornell Dublier e non Sprague. Il Les Paul tutto d'oro è definito per l'appunto "All gold". A differenza di altri, io ne ho provate diverse e le ho suonate per parecchio tempo, potremmo dire che le ho suonate tutte tranne la custom 54. Quella non mi è mai capitata. Il fatto che le 52 e le 54 siano meno suonabili è un dato opinabile. Le ho avute entrambe per qualche mese (in prestito) e si adoperano tranquillamente (se sai suonare...) Magari non le suonerai alla Pete townshend, ma se sono ben regolate e le meccaniche funzionano correttamente problemi non ne hai. E' un po' come quando qualche "precisino" si lamenta che il ponte a tre sellette della tele fa schifo e per averla intonata ci vuole quello a sei. Va da se che le successive modifiche siano state fatte per migliorare lo strumento, ma non per questo dobbiamo dire che è insuonabile. Per quanto concerne la valutazione collezionistica, trovo sia legata come sempre all'immaginario collettivo. E' più figo avere la burst di Page piuttosto che la gold top di John Lee Hooker. Un' ultima cosa: le Les Paul di oggi suonano bene ,ma in modo differente rispetto a quelle del passato. Il problema sostanziale risiede nel fatto che la componente umana, durante la costruzione delle vecchie Gibson , giocava un ruolo fondamentale in quanto non è possibile definire uno standard produttivo. Potevi avere una chitarra da sogno o un osso, con le stesse possibilità. Inoltre le possibilità di confronto erano minime, considerato che nel triennio d'oro 58-59-60 sono state prodotte solo 1500 burst, di cui ad oggi si conosce con certezza la posizione di meno della metà di queste. Io ho avuto l'opportunità di provarne una decina e non ne ho trovate due uguali. L'unica cosa che posso dire è che avevano alcune matrici sonore comuni. Tuttavia alcune a mio modesto parere non erano niente di che. Ultima cosa: nel 58 si trovano ancora moltissime gold top e le burst fiammate sono rarissime, la maggior parte sono plain top o hanno fiammature lievissime.
Rispondi
di SilverStrumentiMusicali utente non più registrato
commento del 14/07/2016 ore 09:28:06
vai al link

vai al link

Per quanto riguarda il ragionamento sull'Humbucker non l'avevo mai vista in quest'ottica e in effetti è un ragionamento che fila perfettamente.
Rispondi
di Tom Anderson [user #2700]
commento del 14/07/2016 ore 14:38:07
Quello del link non mi sembra un condensatore da Les Paul, mi sembra piu' una roba da ampli, Fender o simili americani.
0.2mfd (o 0.22) da 400V è il valore corretto delle LP anni 60.
Come dice Big Giorgione, anche a me risulta Cornell Dubilier fino al 56, poi i bumble dal 56/57 che sono in effetti Sprague, come lo sono i black beauty.
Rispondi
di SilverStrumentiMusicali utente non più registrato
commento del 14/07/2016 ore 14:56:52
Non c'entra il valore. Quel modello di condensatore era della Sprague. Comunque non fa differenza. Sprague o Cornell... è un condensatore carta/olio e prima del famoso Bumblebee ce n'era un'altro che si chiamava GREY TIGER. Stop. La mia fonte di studio è vai al link dove c'è scritta questa cosa. Questo è un condensatore originale che è identico a quello postato poc'anzi vai al link e questa è la pagina dove c'è scritto che è SPRAGUE. vai al link
Rispondi
di Tom Anderson [user #2700]
commento del 14/07/2016 ore 17:15:32
Partendo dal presupposto che parliamo di minuzie...secondo me la confusione si crea dal fatto che gray tiger e bumblebee non sono propriamente dei modelli specifici, è come dire "greenback" o "plexi", o "goldtop" è solo un nomignolo affibbiato per l'estetica che pero' non indica univocamente un modello.
Ad esempio, di bumblebee ce ne sono un bel po' diversi..e non tutti sono paper in oil, alcuni sono in mylar contrariamente a quanto la gente pensi.

Io credo, ma ovviamente non posso metterci la mano sul fuoco, che diversi manufacturer facessero questo tipo di condensatori, intendo con questa colorazione, pero' nelle Les Paul montassero solo i modelli Cornell Dubilier fino al 56, riconoscibili dalla scritta CDE sulla banda scura (che spesso è scolorita e illeggibile), mentre il "bumble bee" dal 56 in poi era solo Sprague. Con i valori che ho scritto sopra. Quella della foto che hai postato nella cavita' LP infatti a me sembra un CDE, e mi torna...

Inoltre c è proprio una differenza costruttiva: i grey tiger CDE usati nelle les paul fino al 56 non erano paper in oil ma paper in wax (paraffina).
Per intenderci anche i caps delle stratocaster fino a fine 50/1960 incluso, pure erano paper in wax e non paper in oil (le caramelline), prima di passare ai ceramici.
Io ho provato sia bumble che grey tiger in una LP del 52 e i primi suonano piu arrotondati e armonici, i secondi piu' aperti. Quindi un po' di differenza c è (guarda caso probabilmente si accompagnano meglio rispettivamente a P90 o PAF..non credo facessero mai nulla completamente x caso come si vuol far credere).

Hai fatto bene a postare le fonti:
Provide.net è un validissimo sito, ormai leggendario, ma che ha di tutto dentro come un enciclopedia, e proprio x questo è zeppo di piccoli e meno piccoli errori mai corretti, ormai da quasi una ventina di anni. Non solo sulle les paul..quindi io non mi ci affiderei in toto.
Oggi fanno un casino boia tra marchi tutti i "reissuatori" di caps in giro anche per questi motivi secondo me. Fanno tutto PIO e un gran miscuglio tra marchi, tanto basta dargli un estetica simile ai vecchi e la gente compra.
Rispondi
di SilverStrumentiMusicali utente non più registrato
commento del 14/07/2016 ore 17:45:33
Che tra l'altro io non ho mai trovato granchè tutti i PIO che mi è capitato di provare. Poi magari è questione di gusti. Ma mi sono sempre sembrati un po' eccessivi.
Rispondi
di Claes [user #29011]
commento del 09/07/2016 ore 10:52:46
Mi manca la Deluxe!!!
Rispondi
di SilverStrumentiMusicali utente non più registrato
commento del 09/07/2016 ore 11:05:39
La Deluxe è molto più recente! :)
Rispondi
di Claes [user #29011]
commento del 09/07/2016 ore 13:10:33
...ma fa parte della famiglia. Sarà forse una specie di brutto anatroccolo ma non è recente più di tanto. A quanto ho sentito dire, il corpo di una Deluxe è derivato da una scorta di corpi Goldtop da P-90 rimasti in magazzino ai tempi dell'introduzione del PAF. Penso però che solo le primissime Deluxe derivano da corpi Goldtop scavati per P-90 DOC. Quella mia ha il corpo in nero, e a parte i miniHB, è come le solite LP. È inoltre adatta per pedalini.
Rispondi
di SilverStrumentiMusicali utente non più registrato
commento del 09/07/2016 ore 13:14:43
Ma infatti a me piace, parlando in genere, la Deluxe. Ce l'aveva un amico e poverino gliel'hanno rubata. Comunque non si tratta di strumenti dalle quotazioni da capogiro come queste. Diciamo che la Deluxe è il vintage "a buon mercato" della Les Paul. Tuttavia ciò non implica che siano da disprezzare, anzi. Sono cose 70's. Ci sono tanti ottimi strumenti Gibson come Fender appartenenti a quella decade. Ho sentito di tantissimi chitarristi che hanno comprato LP Custom degli anni 70 molto molto contenti spendendo relativamente poco.
Rispondi
di Tom Anderson [user #2700]
commento del 14/07/2016 ore 14:06:15
Quella dei body avanzati è solo una bella storia che gira da anni, mai provata su alcun esemplare che io sappia.
Mediamente trovo le goldtop anni 50 molto più leggere delle 68 e comunque il mogano mi sembra diverso. E' vero che le misure sono uguali. Secondo me hanno conservato gli stessi template per lavorare i corpi e basta.
Comunque il body pezzo unico c'era solo nel 68 e inizio 69, in tutto pochi mesi. Dal 69 è iniziato il pancake (2 fette di mogano + 1 di acero in mezzo).
Trovo validissimi strumenti le Deluxe, è solo per precisare.
Rispondi
di Claes [user #29011]
commento del 14/07/2016 ore 16:01:13
La bella storia! E da detective. La Gibson non ha nessun interesse a corroborare una storia che di "deluxe" non ha. Che sia un qualche joke / scherzetto che man mano sia diventato verità DOC? La storia è apparsa millanta anni fa sui vari Guitar Player. Tutti sanno che i MiniHB sono di provenienza Epi e le loro relazioni con Gibson erano più che perfette!!!
La mia DLX è una sandwich di sicuro - non può essere altrimenti. È nera percui non si vede. Camuffiata al massimo. Pesa un tonnellata e mezzo - mai suonata dal vivo! Il contrario di Pete Townshend che ha pure sfasciato una SG Special ad ogni concerto.
Da dove vi scrivo ho le chitarre, ma non un peso - anche per vedere i Kg della normale.
Rispondi
di Tom Anderson [user #2700]
commento del 14/07/2016 ore 16:43:07
:-) Mah, si sicuramenteè nato dal classico passaparola poi ingigantito..io lo chiamerei "wishful thinking"
Le 68 body pezzo unico che ho avuto in mano io stavano tra comunque i 4 e i 4 chili e mezzo anche senza pancake. Mai trovata una goldtop 50s sopra i 4 chili..
Certo, eccezioni ci saranno, ma.. anche le venature mi sembrano diverse..
Rispondi
di helloween [user #27122]
commento del 09/07/2016 ore 12:08:50
L'ultima frase mi ha stordito, ma, seguendo il giustissimo ragionamento di Tyler, 2+2 fa 4! Se in studio il vecchio Page aveva un suono simile al live, allora un fondo di verità ci sarà!
Comunque ho notato in les paul degli ultimi 20 anni un'estrema differenza fra humb ponte e manico. Anche nella mia del 2008 al ponte è come avere un rasoio...provarne un'originale sarà un miraggio!
Rispondi
di SilverStrumentiMusicali utente non più registrato
commento del 09/07/2016 ore 12:15:20
Che odio sto fatto. Col ponte forte il doppio del manico e che prevale sempre. Una cosa che proprio non posso sopportare. È una delle cose che più non sopporto delle Gibson.
Rispondi
di phunkabbestia [user #42918]
commento del 09/07/2016 ore 12:27:46
Per avere una chitarra perfetta devi spendere un sacco di soldi, ma non capisco come ci si possa lamentare così delle "normali" les paul... suono taglientissimo al ponte... è vero ha quella tendenza ma se con tutte le regolazioni possibili tra chitarra e ampli ancora non ne venite a capo, il problema potrebbe anche stare nelle mani....!
Rispondi
di Repsol [user #30201]
commento del 10/07/2016 ore 00:22:27
D'accordissimo.
Ma il discorso secondo me vale anche per chitarre costose. Se metto la Les Paul Heritage 80 nell'ampli settato per la Strato mi esce quel suono scuro e impastato di cui si parla. Ma basta lavorare di equalizzazione e il suono torna ad essere bilanciato, senza alcun problema. Idem per il ponte.

Rispondi
di yasodanandana [user #699]
commento del 09/07/2016 ore 12:36:29
vade retro
Rispondi
di claude77 [user #35724]
commento del 09/07/2016 ore 12:45:08
Io ho una traditional 2016. FANTASTICA. Sti suoni taglienti al ponte non è che li senta così tanto, inoltre il pot del tono è molto rispondente e una delle cose più belle di una LS è proprio giocare con tutte le sfumature che trovi con volume e tono.
Rispondi
di SilverStrumentiMusicali utente non più registrato
commento del 09/07/2016 ore 13:05:59
Mai provata una TRAD 2016, ancora non mi è capitata. In genere però le TRAD sono ottime chitarre. Ne ho avuta qualcuna in negozio per lavori vari e ne ho sempre avuto una buona impressione.
Rispondi
di gambo [user #21511]
commento del 09/07/2016 ore 14:33:39
Confermo, ho una traditional 2011 ed è molto valida, poi può anche non piacere come suona, ma è un ottimo strumento.
Rispondi
di gambo [user #21511]
commento del 09/07/2016 ore 14:32:16
La Les Paul non è roba per tutti, così come non lo è l'altrettanto, se non ancor di più, nazional-popolare Stratocaster.
Rispondi
di Zado utente non più registrato
commento del 09/07/2016 ore 14:43:00
Riguardo l'ultima frase mi ricollego ad un pensiero dell'autorevole Jol Dantzig:

"Jimmy Page's Telecaster and 12-watt combo amp sold boatloads of Les Pauls and Marshall stacks."

Rispondi
di Baconevio [user #41610]
commento del 09/07/2016 ore 21:46:43
caro silvio....inchinati alla potenza della mia traditional.
Rispondi
di SilverStrumentiMusicali utente non più registrato
commento del 10/07/2016 ore 08:41:23
NO! Inchinati tu di fronte alla grandiosità della Stratocaster blu Jappo che ti sei comprato e a causa della quale, per un bel periodo, hai pubblicato in giro post e foto da fondamentalista fenderiano! :D
Rispondi
di RedRaven [user #20706]
commento del 09/07/2016 ore 22:11:33
Io sapevo ( e le R8 confermano) che le '58 erano molto frequentemente plain top. anche cercando negli archivi online di possessori di originali, 8 '58 su 10 sono plain, non flamed, che invece appaiono più frequenti nel '59.

Per la taglientezza/scurezza: io non mi trovo nell'affermazione, la mia standard del '97 è ricca e bilanciata, ovviamente se metto distorsione a palla e accordi col pickup al manico impasta, ma come impasta pure una strato.. attenzione a regolare l'altezza dei pickup e a giocare col volume prima di trarre conclusioni, è uno strumento molto versatile se non lo si pesta come fabbri!
Rispondi
di Baconevio [user #41610]
commento del 09/07/2016 ore 22:28:04
assolutamente d'accordo.
avendo a che fare ogni giorno con questi strumenti, ho imparato a tirare fuori un sacco di suoni giocando solo coi volumi e i toni. un esempio di versatilità è rappresentato dall'utilizzo che della custom ne faceva pino daniele nei primi anni '80...praticamente suoni funky
Rispondi
di SilverStrumentiMusicali utente non più registrato
commento del 10/07/2016 ore 08:39:50
Io mi sono attenuto a letteratura piuttosto certa. In ogni caso sembra molto frequente che venissero riverniciate ed "aggiornate" chitarre che nascevano per il GT. Forse il fatto dipende da questo. Devo confessarti, tra l'altro, una cosa. Per quanto siano splendide le fiammature, le tigrature e le marezzature personalmente preferisco, almeno esteticamente, le plain top. Mi dispiace tantissimo, per esempio, che la Epiphone abbia tolto dal catalogo la Les Paul Standard Plain Top.
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di RedRaven [user #20706]
commento del 10/07/2016 ore 20:52:15
non credo che le riverniciate siano così tante poi. Quello che a me colpisce è che c'era di tutto, dal plain, a quello che adesso chiamiamo A e AA e AAA, con gradi diversi di fiammatura, senza discriminazione. dai un'occhiata: vai al link
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di SilverStrumentiMusicali utente non più registrato
commento del 10/07/2016 ore 20:55:37
Che meraviglioso sito! Grazie! Non lo conoscevo! Magari ci fosse qualcosa di simile anche per SG, Stratocaster e Telecaster.
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di RedRaven [user #20706]
commento del 11/07/2016 ore 08:57:31
in realtà di registri online di Les Paul ce ne sono vari, e permettono di vedere direttamente come siano, come si siano evolute lungo gli anni e nei mesi addirittura, è uno spaccato di storia.
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di aronchi [user #22298]
commento del 10/07/2016 ore 09:16:21
Una buona Les Paul ti permette di ottenere una miriade di suoni coi suoi quattro pot.
Bonamassa ha fatto un video Splendido poche settimane fa, registrato nel camerino, dove lo dimostra.
Personalmente preferisco quelle con pickup che si ispirano ai paf, con output limitato e suono meno incazzato. In effetti al manico queste chitarre assomigliano di più alle single coil che ai mostri di potenza di certe Gibson moderne.
La distorsione ed il boost a mio parere devono venire dai pedali e dall'amplificatore.

Poi le differenze tra chitarre molto diverse si possono appianare, ed in effetti molti chitarristi ottengono il loro suono indipendentemente dallo strumento che usano (ad esempio Billy Gibbons).

La cosa che ha dell'incredibile per me è che strumenti di 50 anni fa, pensati per altri generi musicali, si adattino a praticamente tutta la musica moderna...

Rispondi
di rickyfigoli [user #36535]
commento del 10/07/2016 ore 12:16:46
"La distorsione ed il boost a mio parere devono venire dai pedali e dall'amplificatore."
Sacrosanto, distorsione e compressione si aumentano quanto lo si vuole, ma dinamica e twang se mancano in partenza non li ritrovi per strada nemmeno per sbaglio....
Rispondi
di matteo1982 [user #33974]
commento del 10/07/2016 ore 11:33:08
Una certezza: se vuoi tirare fuori un suono dal VERO sapore Les paul da una Gibson recente devi utilizzare il wiring '50s (e possibilmente un buon paf... Che non è il Gibson '57)
Rispondi
di aronchi [user #22298]
commento del 11/07/2016 ore 08:51:58
Vero anche questo. Cambiando wiring soprattutto le combinazioni ed i toni cambiano parecchio.
Rispondi
di blea [user #29925]
commento del 11/07/2016 ore 09:22:03
Io ho ritrovato il gusto per il PU al manico della Les Paul cambiando amplificatore. Avevo un bassman 59 e il PU al manico risultava inutilizzabile perchè impastava con troppa facilità usando un gain generoso. Sono passato ad una testata Vox e il problema delle basse sbrodolanti è svanito.
Rispondi
di KJ Midway [user #10754]
commento del 11/07/2016 ore 09:55:28
Bravo, hai sintetizzato in maniera piacevole un argomento amplissimo.
Solo sulla verniciatura gold ed i suoi vari layer ci sarebbe da scrivere un compendio di una ventina di pagine.
Un unico appunto sulla verniciatura burst, che io sappia tutte le chitarre uscite erano cherry burst, il problema se così lo possiamo chiamare era imputabile solo alla componente di colore rosso che irrimediabilmente andava a variare fino a scomparire con il tempo e l'esposizione al sole, da qui i vari Lemon, Honey ,Tea ecc. Tale "difetto" praticamente non si riscontra nelle Les Paul del '60 quando venne cambiata la composizione del colore e non nel '59 come hai scritto, almeno così mi sembra di ricordare, ma dovrei andare a vedere sulla bibbia il Beauty of The Burst.
Altra cosa riguardo ai colori, il Tobacco è una variazione del Darkburst, questa nuova colorazione veniva usata per nascondere delle imperfezioni dell'acero che potevano risultare dopo la scolpitura del top, il Tobacco era dato dalla variazione della componente blue del Darkburst.

Qui un estratto da Beauty of The Burst:
7. Darkburst
Very dark sunburst. It is a burgundy or dark wine red other than cherry. Some Les Paul tops may have flecks (light brown streaks, which are one of the characteristics of eastern maple). Darkburst was employed to conceal such minor imperfections in the carved top.

8. Tobaccoburst
The author considers this to be a variation of number 7 (darkburst). Darkburst has more blue colorant than regular cherry sunburst. So when the darkburst fades, the result will be a more brownish hue to the sunburst. This can be more pronounced due to excessive yellowing of the lacquer.
Rispondi
di FBASS [user #22255]
commento del 11/07/2016 ore 18:36:1
Bell'articolo ma anch'io ne feci uno in cui parlai del prototipo del 1952 con il "Trapezio di Les Paul", sostituito nel 1953 dallo "Stop Bar" che aveva anche la funzione di ponte, poichè nel modello precedente le corde, per un'angolazione errata del manico, erano costretti a farle passare da sotto. Però quì c'è un'imperfezione, la Les Paul Custom del 1954 non aveva ancora in "Tune-O-Matic", che fu applicato solo nel 1955, aveva invece un ponte a lama compensato sul SI che era regolabile solo in altezza, vai a : vai al link
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di SilverStrumentiMusicali utente non più registrato
commento del 11/07/2016 ore 20:47:43
anche a me era sembrata strana la cosa in effetti quando l'ho letto ed infatti ho cercato subito su google immagini tutte le LP del 1954 che riuscissi a trovare. Ma non ne ho trovata nessuna col wrap around. Ne ho dedotto che probabilmente il TOM veniva offerto sulla custom come "cosa in più". A rigor di logica sono perfettamente d'accordo con te. Però: vai al link

Per assurdo: vai al link
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di FBASS [user #22255]
commento del 11/07/2016 ore 21:51:07
In effetti c'ero già andato per trovare una foto più particolareggiata ed ho trovato per le 54 solo il Tune-O-Matic ma ho un catalogo del periodo in cui spiegavano che per le Custom, che avevano il Bigsby in dotazione, era montato quel ponte molto più semplice, avevano sostituito anche il pickup al manico con l'Alnico, mentre dal 1955 in poi fu disponibile solo con il "Tune," in più il pickup humbucker, nato a fine 1955, fu mantato per la prima volta sulla Lap Steel EH150, mentre sulle Les Paul solo dal 1957( lasciando i P 90 sulle Junior e Special), ed aveva la denominazione PAF ma portava il numero del brevetto che invece era del "Trapezio di Les Paul ". Comunque sono particolari non definitivi; la De Luxe nata nel 1968 erano con i P90, poi, sfruttando la cover in plastica dello stesso, montarono i minihumbuker che erano stati montati invece sulle Sheraton Epiphone ( visibile dal catalogo del 1966 ). FBASS.
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